PALCOSCENICO

Aida alla Fenice: statica, furiosamente diretta a tutto volume. Eppure è un’opera intimista, un dramma a due. O no?

VENEZIA, domenica 19 maggio ► (di Carla Maria Casanova) “Aida” di Verdi è tornata a Venezia dopo 35 anni e nello stesso allestimento di allora (1984), affidato alle scene di Mario Ceroli, con regìa di  segue

Un esemplare Idomeneo, coro meraviglioso, voci accurate. Ma la vera dominatrice è stata Federica Lombardi (Elettra)

MILANO, venerdì 17 maggio ► (di Carla Maria Casanova) - "Idomeneo" di Mozart, andato in scena alla Scala ieri sera (con successo) era preceduto da due edizioni cui tutti (o quasi) risalivano per i  segue

Roberto Andò fa rivivere i fantasmi di Prospero come magie di un’anima che ha scoperto la pietosa serenità del perdono

MILANO, mercoledì 15 maggio ► (di Paolo A. Paganini) - Prosa e teatro d’opera ne han visti di colpi di scena, o colpi di mano, e di innovazioni, rivoluzioni, attentati di lesa maestà. Ronconi venne  segue

Cinema

Aladdin per attori ♦ Park del peccato ♦ Buscetta ♦ Superman al rovescio ♦ Da fotografo a pescatore ♦ Corsica violenta

►Da mercoledì 22 maggio ALADDIN (USA 2019) di Guy Ritchie. Con Will Smith, Gigi Proietti, Mena Massoud. Avventura. 128 min. ● Dopo il classico film d’animazione del 1992, la Disney ripropone, in  segue

Horror sul web ♦ Keanu Reeves mozzafiato ♦ Le due truffatrici ♦ Tre adolescenze difficili ♦ Amore soldi e politica

► Da giovedì 16 maggio ◄ UNFRIENDED: DARK WEB (USA 2018) di Stephen Susco. Con Colin Woodell, Stephanie Nogueras. Horror. 88 min. ● Il seguito dell'horror Unfriended, con l’intento di replicare il  segue

Mostre

Magnum, l’inizio. A Milano la prima mostra che l’agenzia fotografica allestì nel ’55. Otto miti dell’obbiettivo in 83 scatti

MILANO, giovedì 9 maggio ► (di Patrizia Pedrazzini) ◄ Quando, nel settembre del 2006, a Parigi Andrea Holzherr, oggi responsabile per le mostre e gli eventi culturali di Magnum Photos, aprì le due casse di legno piuttosto male in arnese che casualmente, durante un trasloco, erano state trovate in uno scantinato dell’Istituto francese di Innsbruck, quello che vide aveva del sorprendente. Vecchi pannelli di legno sui quali erano montate fotografie ingiallite ricoperte di polvere, sporco e muffa. E  segue

Dürer, tra Cristi, Santi e Madonne, dopo cinque secoli continua a stupire. Dal restaurato Palazzo Sturm di Bassano

BASSANO DEL GRAPPA, lunedì 22 aprile ► (di Paolo A. Paganini) Dopo quasi cinque secoli, stupisce ed ancora emoziona la certosina arte d’un artista dell’incisione che, a pochi anni dall’invenzione della stampa, in un certo senso veniva a integrare la composizione dei caratteri di stampa con decori, figure e personaggi. Ma è nella creazione in proprio che Albrecht Dürer (1471-1528), maestro del bulino, lasciò un segno innovatore nella xilografia, nell’incisione, nel disegno, in un’impressionante  segue

Libri

Romanzi, e non solo. Le critiche dei film recensiti da Ercole Patti. Un acuto osservatore del desiderio e della sensualità

(di Andrea Bisicchia) Il lavoro di ricerca sugli autori siciliani, svolto da Sara Zappulla Muscarà, da oltre quarant’anni, è talmente encomiabile, da meritare un riconoscimento dalle Istituzioni, non solo isolane. Negli ultimi anni, grazie alla creazione dell’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano, di cui è presidente Enzo Zappulla, la studiosa ha potuto condividere con lui le sue esplorazioni sia sul patrimonio letterario, che su quello teatrale, partendo da Capuana, Verga, Martoglio,  segue

Già Fuchs auspicava il ritorno alle fonti culturali e rituali del teatro. Che direbbe oggi dei tanti barocchismi tecnologici?

(di Andrea Bisicchia) In un momento in cui il teatro italiano si caratterizza per la sua inessenzialità, o meglio, per assenza di necessità, avendo abiurato alla sua funzione, per scimmiottare con le contaminazioni provenienti dalla tecnologia più sofisticata, dalla letteratura, dalla filosofia, forme considerate spurie, leggere “Il teatro del futuro” di Georg Fuchs (1868-1949), che Mattia Visani ha pubblicato per Cue Press, è come abbeverarsi alla fonte, nel senso che l’autore tedesco,  segue