PALCOSCENICO

Un fesso in scena, cioè un ingenuo professore di latino. Più fesso di così. E giù a ridere tutt’insieme verso San Silvestro

MILANO, mercoledì 12 dicembre ► (di Paolo A. Paganini) In quante composizioni si può declinare la parola cuore, oltre all'inflazionata rima con amore? Ci sono persone di "buon cuore", e altre che ti  segue

“Attila” con fremiti vocali e finale femminista. Scene belliche cinetecno anni 40. Da vedere. Ma soprattutto da sentire

MILANO, sabato 8 dicembre ► (di Carla Maria Casanova) Cinque minuti (quattro e 30 secondi) di applausi al presidente Sergio Mattarella apparso al palco reale. A taluni, me compresa, erano sembrati  segue

Un quindicenne autistico indaga sull’uccisione di un cane. Quasi un giallo. Scoprirà tante verità, soprattutto se stesso

MILANO, giovedì 6 novembre ► (di Emanuela Dini) Il libro è stato un best seller e un caso editoriale quasi senza precedenti. “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte”, di Mark Haddon, ha dominato  segue

Cinema

Ecco la Londra steampunk di “Macchine Mortali”. Enorme piramide mobile che divora piccole città. Brexit permettendo

(di Patrizia Pedrazzini) Incominciamo con una consistente dose di “Star Wars”. Aggiungiamo una robusta porzione di “Mad Max” (“Fury Road” soprattutto), seguita da una, più modesta, di “Terminator”.  segue

Indagini col blog • Metropoli sulle ruote • Bimbo di talento • Omicidio nel sonno • Sabotatrice • Se il destino è altrove

I FILM DELLA SETTIMANA ► Da giovedì 13 dicembre ◄ UN PICCOLO FAVORE (USA 2018) di Paul Feig. Con Anna Kendrick, Blake Lively. Thriller. 116 min. ● Una donna, giovane ed affascinante, sposata e  segue

Mostre

Scala, in mostra 240 anni di storia. Ma non è ancora finita la “magnifica fabbrica”: nel 2022, una seconda torre del Botta

MILANO, lunedì 3 dicembre ► (di Carla Maria Casanova) Alla Scala è venuta voglia di raccontare la sua storia. Nel senso fisico: dalla prima pietra ai giorni nostri (e oltre). L’occasione buona è data dallo scadere dei 240 anni: 1778-2018. Una mostra, curata da Fulvio Irace e Pierluigi Panza, con un nome significativo, “La magnifica fabbrica”, presentata nel Foyer dei palchi Arturo Toscanini, alla presenza del sovrintendente Alexander Pereira e dell’architetto Mario Botta, autore dell’ultima  segue

Banksy. A Milano la “protesta visiva” del writer che ama l’anonimato. E l’anarchica, ribelle street art finisce al museo

MILANO, mercoledì 21 novembre ► (di Patrizia Pedrazzini) I topi. “Esistono senza permesso. Sono odiati, braccati e perseguitati. Vivono in una tranquilla disperazione nella sporcizia. Eppure sono in grado di mettere in ginocchio l’intera civiltà”. Sono belli, oltre che famosi, i ratti anarchici metropolitani di Banksy. C’è quello col cuoricino e c’è quello con il fiocco in testa alla Minnie, quello che salta su un tappo di spumante e quello con ombrellino e valigetta, quello col paracadute e  segue

Libri

Il sesso, questo sconosciuto. Dall’eros al disagio, dall’estasi, all’alienazione. E viene riscoperto Rosso di San Secondo

(di Andrea Bisicchia) Nuovi studi testimoniano un rinnovato interesse per l’opera di Rosso di San Secondo, auspicio, forse, per un altrettanto interesse da parte dei teatranti. L’editore Sciascia ha appena pubblicato “Eros e mito. Rosso di San Secondo, espressione del Novecento europeo”, che si caratterizza, non solo per una ricerca fondata su studi antichi e recenti, che hanno affrontato il tema della sessualità nel teatro di Rosso, ma anche per l’analisi di alcune novelle, poco note, e della  segue

Il Teatro delle Albe: non solo riscritture classiche. Arricchì, per esempio, la cultura romagnola con il “griot” senegalese

(di Andrea Bisicchia) In teatro, l’identità non la si costruisce, ma la si conquista, la costruzione sa di artificiale, la conquista è il risultato di un lungo lavoro sul campo. L’identità del Teatro delle Albe è il risultato di una attività che dura da trentacinque anni, quando Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Luigi Dadina e Marcella Nonni fondarono la Compagnia del Teatro delle Albe che dal Teatro Goldoni di Bagnacavallo si trasferì al Teatro Rasi di Ravenna, il cui spazio, all’interno di  segue