Al Palazzo Ducale le ceramiche che gli inglesi ritennero di Raffaello (“Raffaello ware”). Ma lui ne fu solo l’ispiratore

URBINO, mercoledì 4 settembre – Al Palazzo Ducale di Urbino dal 31 ottobre 2019 al 13 aprile 2020, saranno esposti 147 esemplari di maiolica rinascimentale italiana: una raccolta di altissimo livello, appartenente a un colto collezionista che ha concesso di esporre questa eccezionale collezione, in concomitanza con la grande mostra “Raffaello e gli amici di Urbino” promossa dalla Galleria Nazionale delle Marche al Palazzo Ducale dal 3 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020.
Ciascuna delle 147 maioliche testimonia, a livelli altissimi, come la grande stagione rinascimentale italiana sia riverberata su ogni forma artistica e, nello specifico, in quella della maiolica. Tecnica, o meglio arte, che esprime in pieno la ricerca estetica, il clima culturale, ma anche il modus vivendi, che fanno dell’Italia e dei suoi artisti, tra Quattrocento e Cinquecento, il faro culturale dell’Occidente.
Già dal Seicento, nei paesi europei, la maiolica cinquecentesca italiana diventa una vera e propria passione collezionistica e, a quella istoriata, da considerarsi a pieno titolo un aspetto della pittura rinascimentale, viene associato il nome del grande pittore e architetto urbinate Raffaello Sanzio, morto ancora giovane a 37 anni, Raffaello Sanzio (Urbino 1483 – Roma 1520).
A Raffaello si ispira, ora, la stessa mostra di maioliche, in inglese “Raphael ware” (le maioliche di Raffaello). Scrisse Claudio Paolinelli (scrittore, conferenziere e “operatore culturale addetto al restauro dei beni archeologici, e curatore della stessa mostra, insieme con Timothy Wilson): “In Inghilterra, nel corso del Settecento, con il crescente interesse mostrato dai collezionisti per le maioliche rinascimentali italiane, si diffuse l’appellativo di Raphael ware, ad indicare le ceramiche ritenute dipinte dalla mano di Raffaello, aumentandone di conseguenza il prestigio ed il commercio, che ne determinò la dispersione verso le principali collezioni pubbliche e private d’Oltralpe… (In realtà) lo studio del corpo, del panneggio, della composizione” delle opere di Raffaello, ispirò l’arte della ceramica, più di ogni altro pittore.
Più genericamente, seguendo il gusto rinascimentale per la decorazione figurata, i pittori di maiolica – tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento – iniziano a coprire ogni superficie disponibile dei loro oggetti, con istorie di ogni sorta. Le composizioni possono essere invenzioni originali degli stessi maestri ceramisti o riecheggiare quelle delle arti maggiori, ed ancora, essere estratte da xilografie o incisioni.
Nel ducato di Urbino, Casteldurante, Gubbio, Pesaro ma, soprattutto, il capoluogo, divengono famosi per l’istoriato. Urbino è infatti la città che, nella seconda metà del Quattrocento, il Duca Federico trasforma in una delle capitali del Rinascimento, richiamandovi i massimi esponenti della cultura del tempo ed edificandovi il Palazzo Ducale, capolavoro indiscusso della storia dell’architettura di ogni tempo. La città, in questo contesto artistico e culturale, dà i natali a Raffaello, il pittore la cui levatura ancora giganteggia nel panorama artistico universale. Ma, in questo humus creativo, a Urbino si formarono anche alcuni dei più grandi artisti della maiolica italiana: Nicola da Urbino, Francesco Xanto Avelli e Francesco Durantino.
Ad accogliere la mostra al secondo piano del Palazzo Ducale di Urbino sarà la luminosa Loggia del Pasquino, con l’intenzione di mostrare questi raffinati oggetti nella piena luce naturale poiché la maiolica, come quando uscì dalla bottega del ceramista – più di ogni altra forma d’arte del tempo – mostra i suoi colori perfettamente conservati come all’origine.

(p.a.p.)

Galleria Nazionale delle Marche – Palazzo Ducale di Urbino – Piazza Rinascimento 13, 61029 Urbino (PU) – Telefono: 0722 2760. Mostra a cura di Timothy Wilson e Claudio Paolinelli. Direzione di Peter Aufreiter.

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