Il Seicento Lombardo in mostra a Brera fino al 12 gennaio

Pinacoteca di Brera, “Seicento Lombardo a Brera”, Via Brera 28
da martedì 8 ottobre al 12 gennaio 2014

Martedì 8 ottobre alle ore 12.oo alla Pinacoteca di Brera Sala della Passione sarà inaugurata la mostra “Seicento lombardo a Brera”.  La selezione presentata, comprende 46 opere lombarde del XVII secolo, privilegia i dipinti di grande formato, difficilmente movimentabili al di fuori del circuito del muse; ben 21 sono i dipinti dai depositi interni ed esterni di Brera, tutti destinati ad essere esposti nel futuro progetto museale denominato Grande Brera.

 

 

A Padova gli “antichi” disegni di Sironi e le magiche trasparenze di Salviati

Nuove donazioni ai Musei Civici agli Eremitani di Padova sono l’occasione per due imperdibili mostre congiunte, aperte fino al 24 novembre: i sorprendenti disegni di Mario Sironi (1885-1961), ispirati al culto dell’antico, e le magiche trasparenze dei vetri di Antonio Salviati (1816-1890).

Sironi

Sironi

Sironi – L’esposizione prende le mosse dalla recente donazione ai Musei Civici di Padova di opere su carta diSironida parte di Andrea Sironi-Straußwald, unico discendente diretto dell’artista: un disegno, tratto dai soldati dormienti della Resurrezione di Giotto alla Cappella degli Scrovegni e uno studio per la decorazione della parete maggiore del Liviano. Sironi fu disegnatore instancabile. Pochissimi artisti hanno lasciato un corpus di opere su carta così numeroso come il suo. Egli fu, come è noto, artista poliedrico e multiforme e,ben lontano dal limitarsi alla sola pittura, affrontò, nel corso della sua vita, l’illustrazione e la grafica pubblicitaria, l’architettura e la scenografia, la scultura, la decorazione murale e le arti applicate. Il gruppo dello studio dall’antico, qui presentato, è decisamente più contenuto e si configura come una rarità, un complesso finora ignoto al grande pubblico. La possibilità di presentarlo quasi per intero rende questa esposizione un tassello importante per la conoscenza dell’artista, e lo studio di queste opere, per certi versi sorprendenti, fornisce una visione più ampia e articolata di uno dei temi centrali per Sironi: quello del rapporto con il passato e con la tradizione, incessantemente presente sia nel suo operare artistico, sia nei suoi scritti teorici.

Salviati

Salviati

Salviati – La seconda mostra congiunta, dal titolo “Vetri dal Museo Salviati. Magiche trasparenze della donazione Tedeschi”, rappresenta un saggio di grande fascino dell’arte vetraria muranese, dafine Ottocento agli anni Ottanta del secolo scorso: lattimi incamiciati, vetri a sbruffo, vasi con bolle soffiate, vasi in calcedonio, creazioni in vetro murrino, vetri fumé, lavori a incalmo, esemplari per lo più unici e rarissimi. Un evento che, segnando l’ingresso di questa importante raccolta nei musei patavini – in parte come preziosa donazione di Anna Tedeschi, in parte come deposito quinquennale – ci riporta a una delle personalità e dei nomi cui si deve, a metà Ottocento, la rinascita del vetro artistico veneziano, dopo la crisi di stagnazione del primo Ottocento e ci conduce dagli anni Trenta del Novecento al secondo connubio che caratterizzerà sempre più la lavorazione artistica del vetro. Tra le circa 100 opere in mostra troviamo alcuni pezzi importantissimi, come il “calice di vetro girasol” molto trasparente, con tre delfini di vetro girasol sul rocchetto alternati a tre fiori di vetro rosa, sicuramente risalente ai primi anni della produzione Salviati; oppure il “calice di vetro rosso rubino”– una coppa di vetro soffiato rosso rubino all’oro – estremamente raro, che compare col n. 462 nel più antico catalogo conosciuto dell’azienda edito a Londra nel 1867, un “piatto OP” di vetro murrino con cerchi di cristallo e di vetro giallo e verde su fondo nero, parte di una serie di otto vetri OP esposti alla Biennale del ’66 – gusto optical e sperimentazione, e due bottiglie Zefiro di vetro soffiato molto sottile e leggermente fumé. Dai tappi originalissimi e con macchie sulle pareti realizzate con la tecnica dello sbruffo, erano state disegnate da Gaspari, nella collezione Zefiro, per Salviati nell’81 – dopo tanti anni di “assenza” dalla vetreria – per la grande mostra “Vetri Murano Oggi”.

Orari
9.00 – 19.00 da martedì a domenica
Chiuso i lunedì non festivi (è previsto l’acquisto di biglietti cumulativi)
padovacultura.padovanet.it

A Padova gli “antichi” disegni di Sironi e le magiche trasparenze di Salviati

21 settembre 2013 – 24 novembre 2013
Musei Civici agli Eremitani – Piazza Eremitani 8 – Padova, Italia

http://padovacultura.padovanet.it/

2013/14 Un’altra stagione di spettacoli mordi e fuggi

Erri De Luca e Gianmaria Testi in scena al Teatro Menotti

Erri De Luca e Gianmaria Testi in scena al Teatro Menotti

Le lunghe permanenze delle compagnie sulla piazza di Milano, diciamo minimo un paio di settimane, sono ormai un lontano ricordo. I giovanissimi non ne hanno memoria. E i più anziani sono al massimo stupiti che se ne parli. E così i cartelloni sono principalmente improntati a una fitta selva di spettacoli mordi e fuggi. Pochi giorni di repliche,massimo una settimana, e via andare. Ciò per due motivi. Una lunga permanenza presuppone una complessa e dispendiosa scenografia con un articolato staff di attori e tecnici: e i costi sono eccessivi, non remunerativi, con scoraggianti riscontri di botteghino. L’ideale? Due/tre attori e un paio di tecnici factotum. La seconda ragione è che uno spettacolo con più di un paio di settimane di repliche non tiene, non ha un sufficiente serbatoio di spettatori, specie se non prevede attori di grande richiamo. Meglio dunque spettacoli di breve permanenza, con limitate spese a bilancio, rassicuranti presenze di abbonati e salvifiche torme di scolaresche, che, dal Carcano al Piccolo et cetera, diventano una ghiotta risorsa, sia da un punto di vista economico sia come ipotesi di promozione per creare il pubblico di domani.
Vediamo brevemente i primi spettacoli in programma nella stagione appena cominciata, con alcuni dati numerici per alcuni cartelloni milanesi fra i più importanti ed emblematici, sia per quanto si riferisce alle sale che offrono più consistenti periodi di programmazione sia per quelli di più
volatile permanenza. 

PICCOLO TEATRO
Sala Strehler- Sedici spettacoli, tra i quali (30 gennaio – 2 marzo) Celestina, da De Rojas, con la regia di Ronconi. Ma prima almeno segnaleremo (8-17 ottobre) Orchidee, di e con Pippo Del Bono; Cyrano, di Rostand (26-31 ottobre), diretto d Georges Lavaudant, con Patrick Pineau; Il mercante di Venezia, di Shakespeare (5-24 novembre), regia di Valerio Binasco.
Sala Grassi (storica sede del Piccolo in via Rovello) – Anche qui sedici spettacoli in cartellone. I primi: Hedda Gabler, di Ibsen (3-13 ottobre) con la regia di Antonio Calenda; Medea, di Seneca (17 ottobre-3 novembre), regia di Sepe; The Country, di Crimp (6-17 novembre), regia Roberto Andò, di Pinter (20 novembre – 1 dicembre), regia Peter Stein.
Teatro Studio – Venti titoli in programma. Tra i primi: Ubu Roi, di Jarry (9-13 ottobre), regia Roberto Latini; Toledo Suite, di e con Enzo Moscato (15-17 ottobre); e, più avanti: per i 150 anni del Politecnico, Miracoli a Milano (8-10 novembre), di Laura Curino e Lucio Diana; e Natale in casa Cupiello, di Eduardo (3-22 dicembre), “rivisitazione per voce sola” di Fausto Russo Alesi: uno dei più intensi ed applauditi spettacoli della scorsa stagione.
www.piccoloteatro.org

MANZONI
A una stagione che presenta i lati oscuri di timorose prudenze e legittimi scoramenti, la storica sala di Via Manzoni, lancia il guanto d’una sfida coraggiosa ma non avventata, anzi accuratamente
studiata. E così, non uno, ma tre cartelloni occupano il foyer del teatro: uno dedicato alla prosa, uno al cabaret e l’altro al “movimento”.
● Prosa: tra i primi spettacoli dei dieci titoli in programma almeno segnaleremo Uomo e galantuomo, di Eduardo (10-27 ottobre), con Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito, regia D’Alatri; Risate sotto le bombe, commedia musicale (31 ottobre-3 novembre) con Le Sorelle Marinetti, orchestra dal vivo, regia Nardini; La scena, scritto e diretto da Cristina Comencini (7-24 novembre), con Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti.
● Cabaret: per gli spettacoli è prevista un’appropriata collocazione in orari domenicali dalle 19.30 (con cena in sala) alle 22. Sono in cartellone 14 appuntamenti nel glorioso nome dello storico Derby (che non è Milan-Inter, ma il fumoso tempio di comicità dell’indimenticato Gianni Boncompagni, in Viale Monte Rosa, dal quale quarant’anni’anni fa, nel far quasi mattina, sono passati tutti) e quattro show “alla grande”. Dal 20 ottobre a metà aprile.
● Movimento: 8 spettacoli di danza, linguaggio del corpo, teatro di figura e numeri circensi. Apre Blam! La rivoluzione in ufficio (2-8 dicembre), show del Neander Teater, regia Ingimarsson e Simon & K. Boberg.
www.teatromanzoni.it

NUOVO
Con 24 spettacoli di eterogenea versatilità, nel rispetto di quella miscellanea di proposte sempre gradita dal folto pubblico di appassionati, lo sfizioso cartellone del teatro di Piazza San Babila spazia dalla commedia musicale all’opera rock, dal musical alla commedia brillante, dal poliziesco al balletto. Già i primi spettacoli in cartellone danno l’idea: dall’8 al 20 ottobre: Teo Teocoli; dal 22 ottobre al 3 novembre Il vizietto, musical con Iacchetti e Columbro; dal 5 al 10 novembre Mudejar con la compagnia Miguel Angel Berna. E, più in là (10 dicembre-6 gennaio) il musical My Fair Lady, regia di Massimo Romeo Piparo. Un ricco repertorio di spettacoli per bambini il sabato e la domenica completa il prestigioso cartellone.
www.teatronuovo.it

CARCANO
Una ventina di titoli, compreso il consueto programma di operette per le Feste. Inaugurazione mercoledì 9 ottobre con Cani e gatti (Marito e moglie), di Eduardo Scarpetta, Compagnia di Luigi De Filippo, repliche fino a domenica 20 ottobre. Seguono (23-27 ottobre) le riproposte di Il Piccolo Principe e (3-5 novembre) di Il Mago di Oz. Segue (7-10 novembre) Lella Costa con Ferite a morte, di Serena Dandini, e poi (14-24 novembre), Sei personaggi in cerca d’autore, di Pirandello, con la storica regia di Giulio Bosetti.
www.teatrocarcano.com

ELFO PUCCINI
Un cartellone di 44 spettacoli, distribuiti nelle sue tre sale, senza contare il Festival MilanOltre e le Nuove storie. Ecco i primi in cartellone.
Sala Shakespeare – Frost/Nixon, di Peter Morgan (28 settembre-13 ottobre), con Ferdinando Bruni, Elio De Capitani; Aspettando Godot, di Beckett (11-17 novembre), con la regia di Jurij Ferrini; Alice Underground, di Lewis Carroll (7-31 dicembre), scritto, diretto e disegnato da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia (ripreso giustamente dalla scorsa stagione).
Sala Fassbinder – La mia vita era un fucile carico, da Emily Dickinson (22 ottobre – 3 novembre), regia di Elena Russo Arman; Milano Audiodays (5-9 novembre), progetto di Sergio Ferrentino; L’impresario delle Smirne, di Goldoni (12-24 novembre), regia Roberto Valerio.
Sala Bausch – Elena, Tragedia lirica sulla deriva del mito, di Maddalena Mazzocut-Mis (5-9 novembre), con Elena Russo Arman, Ensemble vocale Calycanthus, regia Alessia Gennari; La merda, decalogo del disgusto #1, di Cristian Ceresoli (12 – 17 novembre), con Silvia Gallerano; Parkin’Son, concept e direzione di Giulio D’Anna (17-22 dicembre).
www.elfo.org

FRANCO PARENTI
Una stagione in grande, fra le più ricche e singolari di questi ultimi anni, caratterizza il teatro della vulcanica Andrée Ruth Shammah, che ha “inventato” un cartellone di originale e composita “sapienza” teatrale: 9 novità tutte italiane (in primis Marilyn, di Cinzia Spanò, con Silvia Giulia Mendola, 6-24 novembre), 5 classici (tra questi un atteso Gli innamorati, di Goldoni, con la regia della stessa Shammah, il 23 marzo), 5 opere contemporanee (aprono Vetrano e Randisi, 5-10 novembre – con Totò e Vicè), e un’altra ventina di spettacoli con nomi di grande richiamo (apre Luca Barbareschi con Il discorso del Re, di Seidler, dal 22 ottobre al 3 novembre). Il tutto tra la Sala Grande, la Sala AcomeA, la Sala 3 (e anche nel foyer) . Inoltre incontri letterari e spettacoli di teatro ragazzi, “più una serie di iniziative che mi permetto di definire eccezionali”. Parola della Shammah.
www.teatrofrancoparenti.it

MENOTTI
Anche una vena di follia può diventare un elisir di felicità, perlomeno di buonumore. E così il Teatro Menotti, alla vigilia della sua quarta stagione, nel segno dell’ottimismo, ha tirato fuori un’elettrizzante programma di tredici proposte tra il classico e il visionario, fra rispettosa tradizione
e matta contemporaneità. Dopo l’inaugurazione, il 5-6 ottobre, con Mercuzio non vuole morire – La vera tragedia in Romeo e Giulietta , ideazione e regia di Armando Punzo, il cartellone prosegue con la riproposta di All’ombra dell’ultimo sole – Parole e musica per Fabrizio De Andrè, di Massimo
Cotto, regia Emilio Russo. Quindi dal 5 novembre all’1 dicembre, l’opera pop Don Chisciotte, da Cervantes, con Alarico Salaroli e Marco Balbi. Almeno citeremo, ancora, Agnes Browne (5-31 dicembre), ispirato ai romanzi di Brendan Carroll, con Lucia Vasini. Tra gli spettacoli del nuovo anno (31 gennaio-1 febbraio) segnaliamo il singolare, collaudatissimo spettacolo Chisciottismi, di Erri De Luca nell’interpretazione dello stesso scrittore con il cantautore e poeta Gianmaria Testa.
www.tieffeteatro.it

OSCAR
Lontano dal centro, nei pressi di Piazza Insubria (poco più in là, in piazzale Cuoco, quarant’anni fa, sorgeva il primo Teatro Quartiere – patron Gianmario Maggi -, sotto un ampio tendone fiancheggiante lo sferragliare dei Tir su Viale Molise, ma dove s’imposero generazioni di giovani attori), ora, un po’ discosto, sempre in Zona 4, in Via Lattanzio, con la direzione artistica di Annig Raimondi, e, tra gli altri attori, le presenze trascinatrici di Maria Eugenia D’Aquino e Riccardo
Magherini, il Teatro Oscar (in una zona non facile) esibisce coraggiosamente uno dei più variegati e multiformi cartelloni milanesi. Qualche cifra significativa: 32 spettacoli, 5 prime, 18 ospitalità, 4 progetti speciali, 1 rassegna musicale, 1 festival internazionale, 142 repliche di spettacoli, 22 testi di nuova drammaturgia. Tra i primi spettacoli in cartellone: L’alba della democrazia, da Eschilo, Pasolini, Ritsos, Conte, drammaturgia di Marco M. Pernich (11-12 ottobre); Ipazia. La nota più alta, di Tommaso Urselli, ideazione di Maria Eugenia D’Aquino (16-20 ottobre); L’amore al tempo del Boccaccio, dal Decamerone, adattamento e regia Alessandro Pazzi (23-27 ottobre).
www.pacta.org

FILODRAMMATICI
Con un cartellone di 14 spettacoli, intesi soprattutto come ricerca di identità smarrite, o come irridente proposta di girare il dramma in comicità, o come, insomma, specchio dell’umana commedia contemporanea, il centralissimo Teatro Filodrammatici propone un coerente progetto drammaturgico dal titolo generale “Tradizione e tradimenti”. La stagione si apre con Che ci faccio qui? Regia e drammaturgia di Marco Baliani (15-27 ottobre); quindi prosegue con Illecite visioni(7-10 novembre); Brutto, di Marius Von Mayenburg (14 novembre-1 dicembre); La lettera, di Paolo Nani (5-15 dicembre).
www.teatrofilodrammatici.eu

Paolo A. Paganini