Alejandro Jodorowsky, per gravi ragioni di salute, salta la presentazione del “tour” italiano. Il comunicato della Garabombo

collage danza realtàMILANO, lunedì 12 gennaio   
Per gravi ragioni di salute Alejandro Jodorowsky è stato costretto ad annullare il suo tour in Italia.
Le ultime tappe previste per la presentazione del suo film “La danza della realtà” erano Catania, Palermo e Milano, ma purtroppo il maestro non potrà essere presente.
La distribuzione Garabombo vuole comunque offrire agli amanti del cinema del grande regista la possibilità di vedere l’ultimo suo lavoro.
Sono, pertanto, confermate le proiezioni di “La danza della realtà” a Catania il 14 gennaio al Teatro Stabile, a Palermo il 15 al Cinema Rouge et Noir e a Milano il 17 al Teatro Franco Parenti.
Coloro che hanno già acquistato il biglietto saranno rimborsati dell’intera somma. Alejandro Jodorowsky con una mail inviata a Garabombo ha così salutato il suo pubblico italiano: “L’avventura poetica è finita. Per ragioni di salute devo rinunciare a venire in Italia. Grazie dei bei momenti trascorsi insieme. Mi ritiro dalla danza della realtà”.

Grandi maestri, dal Seicento a Warhol, con cento capolavori dedicati al cibo in mostra a Palazzo Martinengo di Brescia

Campi, mostra bresciaBRESCIA, martedì 6 gennaio  ♦
La mostra “Il cibo nell’arte”, strettamente legata al tema dell’Expo 2015 “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, è la più importante esposizione i organizzata finora in Italia. Per la prima volta Palazzo Martinengo ospiterà, dal 24 gennaio al 14 giugno 2015, una prestigiosa selezione di oltre cento dipinti, che coprono un arco di oltre quattro secoli, alla scoperta della rappresentazione del cibo e degli alimenti nelle varie epoche storiche.
La scelta delle opere, a cura di Davide Dotti, coadiuvato da un comitato scientifico internazionale, intende sottolineare un secolare e forte legame fra il cibo e le arti figurative, fra la straordinaria tradizione eno-gastronomica e la cultura artistica italiana.Sala dopo sala il visitatore scoprirà così che i pittori attivi tra XVII e XIX secolo amavano dipingere i cibi e i piatti tipici delle loro terre d’origine, ed incontrerà in talune opere pietanze ed alimenti oggi completamente scomparsi di cui è difficile immaginare il sapore. Inoltre, grazie alla collaborazione con alcuni dei più rinomati dipartimenti di Scienze dell’Alimentazione delle Università italiane, che analizzeranno in maniera scientifica le tavole imbandite e le dispense immortalate nelle tele del ‘600 e ‘700, lo spettatore avrà preziose informazioni sull’alimentazione e i gusti dell’epoca.
I capolavori dell’arte antica, di Campi, Recco, Baschenis, Brueghel, Guercino, Salini, Todeschini ed altri ancora, dialogheranno con quelli dell’arte moderna e contemporanea: Magritte, De Chirico, Manzoni, Fontana, Lichtenstein, LaChapelle. fino a Andy Warhol, solo per citare i nomi dei più famosi. Un affascinante racconto attraverso quattro secoli di storia dell’arte, dal barocco al rococò, dal romanticismo ottocentesco alle avanguardie del novecento.

“Il cibo nell’arte” – Palazzo Martinengo, Via dei Musei 30, Brescia.
Info e prenotazioni: 030.5785122

Il Ministero per i Beni Culturali riconosce l’autonomia del Teatro alla Scala. Per l’Expo previsti centinaia di spettacoli

scala 2MILANO, lunedì 5 gennaio 2015   
L’approvazione dello Statuto della Fondazione Teatro alla Scala da parte del Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, e quindi il riconoscimento dell’autonomia del Teatro, è un’ottima notizia per iniziare nel migliore dei modi il 2015, anno di Expo in cui la Scala sarà protagonista con centinaia di spettacoli. Il decreto firmato dal Ministro lo scorso ottobre ci aveva già dato la garanzia di questo percorso gestionale. Ora la Fondazione e tutti coloro che lavorano con impegno e passione, hanno visto il riconoscimento di quello che la Scala rappresenta non solo per Milano e per il Paese, ma per tutto il mondo: il tempio della Lirica, un’eccellenza unica nel panorama internazionale”.
Così il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha commentato l’approvazione dello Statuto della Fondazione Teatro alla Scala, da parte del Ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, e il conseguente riconoscimento dell’autonomia del Teatro.
Il riconoscimento dell’autonomia previsto dal decreto e ottenuto con l’approvazione dello Statuto rappresenta anche la buona gestione della Fondazione, i cui ultimi esercizi si sono chiusi con un pareggio di bilancio”.

Il teatro? Madre e matrice delle arti e dell’emancipazione della donna. Cinquanta studi per Annamaria Cascetta

scena-madre-220492(di Andrea Bisicchia) Sono cinquanta i contributi degli studiosi di diverse università italiane, raccolti nel volume curato da Roberta Carpani, Laura Peja, Laura Aimo: “Scena madre. Donne, personaggi e interpreti della realtà”, scritti in onore di Annamaria Cascetta che, pur avendo come filo conduttore la figura femminile nell’ambito del teatro, spaziano su una diversità di argomenti che, partendo dalla scena archetipica, arrivano ai giorni nostri. Chi frequenta i teatri sa bene che la “scena madre” avviene nel momento culminante di una rappresentazione, quella che maggiormente sintetizza il pensiero dell’autore e la bravura dell’interprete.
I colleghi di Annamaria hanno pensato a lei, non solo come una delle interpreti più autorevoli di autori classici e contemporanei, ma anche come teorizzatrice di alcune categorie teatrali legate alla ritualità, alla tragedia, alla performance, alla pratica teatrale, dai primi saggi, pubblicati durante la militanza con Vita e Pensiero e Comunicazione Sociale, alle monografie su Beckett, Grotowsky, Artaud, Pirandello, Testori, Pasolini, Kantor, alle quali sono seguite le ricerche sul tragico e la tragedia nella drammaturgia contemporanea e quelli, con fini anche didattici, su “La prova del nove. Scritture per la scena e temi epocali nel secondo Novecento”, solo per citare una piccola parte del suo immenso lavoro.
Gli autori del volume che utilizzano una metodologia di carattere multidisciplinare con i loro saggi rimandano, spesso, agli studi citati e al magistero della Cascetta.
Hanno diviso i loro interventi in cinque atti, come se si trattasse di un lungo copione.
Il primo” Alle costole dell’uomo”, contiene una serie di studi sulle figure femminili nella Bibbia, nel Medioevo e nell’immaginario religioso; il secondo:”Donne Fatali” si intrattiene sulle Donne-icone e sulle Icone-donne, su figure femminili note per la loro regalità (Didone abbandonata), per la loro sessualità (Lulù di Wedekind), malvagità (Lady Macbeth), imprenditorialità (Adelaide Ristori), professionalità (Marta Abba, Sarah Ferrati).
Il terzo atto: “Sguardi sul femminile”, sceglie i legami col corpo, con la voce, con lo sguardo, con la bellezza, mentre il quarto atto:”La rivoluzione in rosa” è dedicato ad attrici e registe contemporanee come Marion D’Amburgo, Vanda Monaco,Michela Cescon, Ermanna Montanari, Maria Paiato, Mina Mezzadri, Andrée Ruth Shammah.
L’epilogo è dedicato alle “Mediattrici”, al ruolo della donna nel mondo dei media e della comunicazione, da Valeska Gert a Medea di Lars Von Trier, da Mina, ovvero dal prototipo della performer audiovisiva, a Franca Rame, a Laura Curino.
La scelta di questo tema è opera di Claudio Bernardi, autore di una dotta introduzione, in omaggio agli studi della Cascetta sui Miti al femminile, nella quale espone una tesi accattivante, ovvero che il teatro possa considerarsi “madre e matrice” delle arti e, nello stesso tempo, luogo della emancipazione della donna. A Stefania Bertè si deve l’accurata bibliografia dell’intera Opera di Annamaria Cascetta. Da segnalare , inoltre, il ricco apparato iconografico.

Scena madre. Donne personaggi e interpreti della realtà – Studi per Annamaria Cascetta”, a cura di Roberta Carpani, Laura Peja, Laura Aimo – Ed. Vita e Pensiero 2014 – pp. 554 – €.60