Tutte insieme appassionatamente le affascinanti donne della bottega fiorentina dei Pollaiolo al Museo Poldi Pezzoli

Piero del Pollaiolo: Ritratto di donna di profilo, tempera e olio su tavola, 45,5 x 32,7 cm - Ritratto simbolo del Museo Poldi Pezzoli

Piero del Pollaiolo: Ritratto di donna di profilo, tempera e olio su tavola, 45,5 x 32,7 cm – Ritratto simbolo del Museo Poldi Pezzoli

MILANO, martedì 9 settembre
Presso il Museo Poldi Pezzoli sarà organizzata, dal 7 novembre 2014 fino al 16 febbraio 2015, una mostra ideata intorno al simbolo della casa museo milanese di Via Manzoni: il prezioso Ritratto di Dama di Piero del Pollaiolo, fra i maggiori capolavori della ritrattistica della seconda metà del Quattrocento. Protagonisti della mostra sono i quattro splendidi ritratti femminili, riferibili ad Antonio e Piero del Pollaiolo, riuniti per la prima volta tutti insieme, con altri dipinti di donna attribuiti ai fratelli, provenienti da importanti istituzioni internazionali: la Galleria degli Uffizi di Firenze, la Gemäldegalerie di Berlino e il Metropolitan Museum of Art di New York.
Queste opere, forse appartenenti al genere del “ritratto nuziale”, rappresentano, peraltro, una testimonianza della società di fine Medioevo, con quella accurata raffigurazione pittorica di vesti, tessuti, gioielli d’epoca.
Oltre ai ritratti delle quattro dame vengono esposti dipinti di medio e piccolo formato e altri capolavori della bottega di Antonio, prodotti della sua grande maestria: disegni, sculture in bronzo e terracotta, oreficerie e altre opere insolite e preziose (come uno scudo da parata e un crocifisso in legno di sughero) provenienti dal Museo del Louvre di Parigi, dalla National Gallery di Londra, dal Museo Nazionale del Bargello, dal Museo Stefano Bardini e dal Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore di Firenze.
A corollario e a completamento della mostra sono previste molteplici iniziative diffuse sul territorio cittadino, con un calendario di eventi che consentirà al pubblico di vivere approfondimenti legati al tema della bellezza femminile dal Rinascimento ad oggi.
LE DAME DEI POLLAIOLO. 7 novembre 2014 – 16 febbraio 2015 – Museo Poldi Pezzoli – Via Manzoni 12 – 20121 Milano – Tel. 02 794889 – 02 796334

Sette fotografi in Pinacoteca. E anche Brera, per una volta, non resiste alla tentazione di fare selfie

Desktop2MILANO, lunedì 8 settembre
(di Patrizia Pedrazzini) “Sperimentale”. Basterebbe questo aggettivo, utilizzato in sede di presentazione dalla soprintendente Sandrina Bandera a proposito della mostra “Sette fotografi a Brera” (fino al 2 novembre nelle sale della Pinacoteca), per definire senza troppi giri di parole l’iniziativa. Che consiste nell’aver affidato a sette professionisti non necessariamente milanesi, tuttavia legati al capoluogo lombardo per cultura e formazione, ma insieme diversi fra loro per natura, generazione e orientamenti, il compito di mettere in mostra, per una volta, non le opere d’arte del museo, ma il museo stesso, inteso come luogo di lavoro, di riposo, di svago, dotato insomma di vita propria.
“Sperimentale”. E mai aggettivo fu più pertinente. In tutto, un’ottantina di scatti, firmati Luca Carrà, Mario Cresci, Paola Di Bello, Mario Dondero, Carlo Orsi, Giovanni Ricci, Annalisa Sonzogni, i sette fotografi a ognuno dei quali è riservata una sala. In una sorta di ideale percorso lungo tutta la Pinacoteca nel quale l’occhio del visitatore può soffermarsi sulle non prive di fascino ombre bluastre che riempiono gli spazi semibui del museo dopo la chiusura al pubblico, come sulle nere stampe a getto d’inchiostro di immagini che, a ben guardare, emergono lentamente in superficie. Sulle sale ritratte ora in bianco e nero, ora a colori (a seconda che il pubblico ci sia o non ci sia), come sugli scatti che documentano il lavoro dei restauratori. Sulle fotografie dei ritratti, a loro volta incorniciate, come su quelle che hanno per oggetto visitatori che osservano e ammirano, si immedesimano e si sbaciucchiano (ma Doisneau non abita qui), si fanno immortalare in gruppi di famiglia o di amici. O anche da soli. E le immagini finiscono proiettate su una parete.
Nell’insieme, una mostra che raramente cattura (fatti salvi i lavori di Mario Dondero e Annalisa Sonzogni), chiamata a inserirsi in un rapporto, quello tra la fotografia e la Pinacoteca milanese, insieme storico e controverso. Se la prima campagna fotografica sulle sale del museo allora appena riallestito dal soprintendente Corrado Ricci risale infatti al 1903, per l’ultima, dedicata alla riedificazione dopo la seconda guerra mondiale, bisogna riandare fino al 1950. Dopo, iniziative, sforzi, acquisizioni, come quella dell’Archivio fotografico Emilio Sommariva (poi passato alla Biblioteca Braidense), ma anche ostacoli e insuccessi, come la mancata assegnazione dell’Archivio di Ugo Mulas.
Ora, questa iniziativa. “Sperimentale”, appunto. Alla quale risulta, nelle intenzioni, affidato l’arduo compito, non solo di “aprire la Pinacoteca alle forme artistiche contemporanee di cui la fotografia è parte”, ma anche di dar vita a un “inevitabile confronto, o meglio, dialogo”, sala dopo sala, fra le opere dei sette fotografi e quelle dei maestri della pittura esposte alle pareti. Con quale esito? E perché? Ai visitatori la risposta. Evidentemente, anche questa è Brera.
“Sette fotografi a Brera” – Pinacoteca di Brera, Milano – Fino al 2 novembre 2014 (Catalogo Skira editore)
Per informazioni:
www.brera.beniculturali.it

I vincitori del Premio internazionale “Balzan”: 620.000 euro ciascuno, e 830.000 come premio umanitario

MILANO, lunedì 8 settembre.
(di Paolo A. Paganini) Ecco la quaterna vincitrice dei Premi Balzan 2014: Mario Torelli (Italia), Ian Hacking (Canada), G. David Tilman (USA), Dennis Sullivan (USA), annunciati presso la Fondazione Balzan, sede di Milano, dal presidente del Comitato generale dei Premi, Salvatore Veca (Ordinario di Filosofia politica e Prorettore dell’Istituto Universitario di Studi superiori – IUSS – di Pavia) e da Enrico Decleva (Presidente della Fondazione Balzan “Premio”).
Alla proclamazione, annunciata alla stampa, erano presenti personalità della cultura e della scienza (esponenti del Comitato generale Premi), che hanno tenuto a battesimo i nuovi destinatari del prestigioso Premio, il quale è giustamente considerato tra i più importanti non solo d’Europa, delineando un breve profilo informativo sulle motivazioni dei singoli premi assegnati.
Paolo Matthiae (Professore emerito di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’Università di Roma La Sapienza e socio nazionale dell’Accademia dei Lincei) ha così motivato l’assegnazione del Premio per l’archeologia classica a Mario Torelli: “Per il carattere profondamente innovatore dei suoi studi in tutti i principali ambiti della cultura antica, da quello greco a quello etrusco a quello romano, per la grande rilevanza delle sue sperimentazioni metodologiche e delle sue scoperte archeologiche, per l’originalità della sua opera in cui convergono in una salda visione globale l’indagine storico-epigrafica, l’analisi iconologica, la valutazione storico-religiosa, la ricerca antropologica, sempre sostenute da una sensibile attenzione alle strutture economiche e sociali e agli aspetti ideologici e istituzionali delle culture antiche“.
Il Prof. Salvatore Veca ha così motivato l’assegnazione del Premio per l’epistemologia e la filosofia della mente a Ian Hacking: “Per i suoi fondamentali e pionieristici contributi alla filosofia e alla storia delle scienze naturali e sociali, per l’ampiezza tematica delle sue ricerche, per la rigorosa prospettiva epistemologica, incentrata su una versione originale del realismo scientifico e delineata in contrasto con il paradigma dominante nella filosofia della scienza del secolo scorso
Charles Godfray (Hope Professor di zoologia all’Università di Oxford e Fellow del Jesus College; Fellow della Royal Society) ha così motivato l’assegnazione del Premio per l’ecologia delle piante (pura e/o applicata) a G. David Tilman: “Per i suoi importantissimi contributi teorici e sperimentali all’ecologia delle piante, contributi che sono alla base della comprensione attuale di come le comunità vegetali si strutturano e interagiscono con il loro ambiente“.
Etienne Ghys (Direttore di ricerca al Centre National de la Recherche Scientifique, Dipartimento di Matematica pura e applicata dell’Ecole Normale Supérieure de Lyon; membro dell’Académie des Sciences) ha così motivato l’assegnazione del Premio per la matematica (pura o applicata) a Dennis Sullivan: “Per i suoi importanti contributi alla topologia e alla teoria dei sistemi dinamici, che hanno aperto nuove prospettive per le generazioni future. Per i risultati eccezionali ottenuti in numerosi campi della matematica, come la geometria, la teoria dei gruppi di Klein, l’analisi e la teoria dei numeri“.
Salvatore Veca ha infine annunciato e così motivato il Premio Balzan per l’umanità, la pace, la fratellanza fra i popoli, assegnato a “Vivre en famille”: “Nata nel 1993 in Francia per provvedere all’inserimento in famiglia di minori portatori di handicap mentali, ha esteso poi la sua azione in Africa. Oggi, concentrando la sua attività in particolare nella Repubblica Democratica del Congo e mantenendo la sua vocazione originaria di sostegno alle adozioni internazionali, lavora per garantire all’infanzia disagiata luoghi d’accoglienza, scuole e centri di cura nonché l’assistenza alle madri. Il Premio Balzan è destinato alla creazione di un reparto di maternità e alla riattivazione di una scuola a Ibambi“.
Ciascun premio consiste in: 750.000 franchi svizzeri (620.000 euro); metà dei quali da destinarsi, da parte dei premiati a progetti di ricerca. Inoltre, il Premio destinato a iniziative per la pace, l’umanità, la fratellanza consiste, per il suo alto significato sociale, in un milione di franchi svizzeri.
I Premi Balzan saranno ufficialmente consegnati il 20 novembre, a Roma, al Palazzo del Quirinale, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Intanto, sono stati annunciati anche i prossimi argomenti dei Premi Balzan 2015:
1)..Storia dell’Arte europea (1300-1700)
2)  Storia economica
3)  Oceanografia
4)  Fisica delle astroparticelle, compresa l’osservazione dei neutrini e dei raggi gamma.

 

Con un prestigioso omaggio al coreografo Alain Platel (in prima italiana) prende il via Torinodanza Festival 2014

platel1TORINO, venerdì 5 settembre
Alain Platel e Les ballets C de la B inaugurano martedì 9 settembre, alle ore 21.00, alle Fonderie Limone di Moncalieri (Sala Grande), l’edizione 2014 di Torinodanza Festival. In programma la prima italiana di Tauberbach. Questo spettacolo inaugurale vuole anche essere un omaggio ad Alain Platel, uno degli artisti più straordinari della danza contemporanea, offrendo a lui e a Les ballets C de la B uno spazio particolare, a Moncalieri, sia per Tauberbach sia per lo spettacolo conclusivo, Coup fatal, entrambi in prima italiana.
Con un grande avvenimento coreografico prende dunque il via il Torinodanza Festival – diretto da Gigi Cristoforetti e realizzato dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino – che proporrà, fino al 12 ottobre, i grandi maestri della danza contemporanea internazionale e, dal 20 novembre al 22 gennaio 2015, alcuni significativi interpreti del panorama italiano. Lo spettacolo è inserito in MITO Settembre Musica.
Per ulteriori informazioni:
www.torinodanzafestival.it
Tournée
Lo spettacolo, con la direzione artistica di Alain Platel, dopo Torino andrà in scena al Teatro Argentina di Roma, nell’ambito del Romaeuropa Festival, il 14 e il 15 ottobre, e all’Arena del Sole di Bologna, il 18 e 19 ottobre, ospite del Vie Festival 2014.