Vecchie conoscenze e antiche glorie nella prossima stagione del milanese Teatro Carcano

Carcano collageSABATO 9 AGOSTO
Con venti spettacoli in cartellone il milanese Teatro Carcano, vetusto di storia e di gloriose tradizioni, si offre agli appassionati della prosa, nell’imminente stagione 2014-2015, con una sventagliata di titoli, che, soprattutto, vogliono dare l’immediato piacere di antiche amicizie ritrovate. Infatti, son tutti, o quasi tutti, nomi autori e titoli che non desteranno sorprese o stupori di meraviglia a chi si aspetta clamorose novità. Come ritrovarsi intorno a un tavolo con i vecchi compagni di Liceo e accorgersi di stare ancora bene insieme. Da Dario Fo a Edmond Rostand, da Beckett e Gogol, da Pirandello a Agatha Christie, da Arthur Miller a Shakespeare (più le consuete operette delle Feste), il cartellone scorre via come attraverso luoghi e volti conosciuti. Farà piacere a chi vorrà ritrovare tanti nomi, legati, magari, a non dimenticate storie dei nostri anni migliori o per proporre alla cieca indifferenza (o diffidenza) di tanti giovani sorprendenti occasioni di bellezza senza tempo. (p.a.p.)

IL CARTELLONE

Dal 22/9 al 27/9: “Coppia aperta, quasi spalancata”, di Dario Fo e Franca Rame, regia Carlo Emilio Lerici, con Antonio Salines, Francesca Bianco.
Dal 3/10 al 12/10: “Trappola mortale”, di Ira Levin. Regia Ennio Coltorti. Con Corrado Tedeschi, Ettore Bassi, Miriam Mesturino.
Dal 15/10 al 26/10: “Cyrano de Bergerac”, di Edmond Rostand. Regia Sciaccaluga/Alfonso. Con Antonio Zavatteri, Filippo Dini, Silvia Biancalana, Roberto Serpi.
Dal 29/10 al 9/11: “Eva contro Eva” di Mary Orr. Regia Maurizio Panici. Con Pamela Villoresi, Romina Mondello, Luigi Diberti.
Dal 12/11 al 23/11: “Aspettando Godot”, di Samuel Beckett. Regia Maurizio Scaparro. Con Antonio Salines, Virginio Gazzolo, Edoardo Siravo, Enrico Bonavera.
Dal 26/11 al 7/12: “Magazzino 18”, di Simone Cristicchi e Jan Bernas. Regia Antonio Calenda. Con Simone Cristicchi.
Dal 10/12 al 21/12: “Il cappotto”, da Gogol. Regia Alessandro D’Alatri. Con Vittorio Franceschi.
dal 31/12/2014 al 1/1/2015: “Giselle”, Balletto di Mosca.
4/1/2015: “Il paese del sorriso (Tu che m’hai preso il cuor)”, di L. Herzer e F. Lohner-Beda. Regia Corrado Abbati.
5/1: “La vedova allegra”, di Victor Leon e Leo Stein. Regia Abbati.
6/1: “Tè per due (No, no Nanette)”, di O. Harbach, F. Mandel, I. Caesar. Regia Abbati.
Dal 7/1 al 18/1: “La vita che ti diedi”, di Luigi Pirandello. Regia Marco Bernardi. Con Patrizia Milani, Carlo Simoni.
Dal 21/1 al 25/1: “Puzzle”, Compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre.
Dal 28/1 al 8/2: “Il berretto a sonagli”, di Luigi Pirandello. Regia Luigi De Filippo. Con Luigi De Filippo.
Dal 12/2 al 1/3: “Assassinio sul Nilo”, di Agatha Christie. Regia Stefano Messina, con Viviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Stefano Messina.
Dal 4/3 al 15/3: “Erano tutti miei figli”, di Arthur Miller. Regia Giuseppe Dipasquale. Con Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini.
Dal 17/3 al 22/3: “Come vi piace (As you like it)”, di Shakespeare. Regia  Maurizio Panici.
Dal 27/3 al 29/3: “Ferite a morte”, di Serena Dandini (anche regia), con Lella Costa, Orsetta De Rossi, Giorgia Cardaci, Rita Pelusio.
Dal 10/4 al 13/4: “Il piccolo principe”, di Antoine de Saint-Exupery. Regia Italo Dall’Orto.
Dal 15/4 al 26/4: “Una pura formalità”, di Giuseppe Tornatore. Regia Glauco Mauri. Con Glauco Mauri, Roberto Sturno.

71ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: omaggio a due grandi nella sezione “Venezia Classici”

DesktopSABATO 9 AGOSTO
Due nuovi documentari sul cinema, omaggi a due grandi registi statunitensi, Peter Bogdanovich e Arthur Penn, arricchiscono il programma della sezione Venezia Classici alla 71ª  Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Si tratta di One Day Since Yesterday: Peter Bogdanovich & The Lost American Film di Bill Teck  (ricostruisce la penosa storia del film di Peter Bogdanovich “…e tutti risero” – presentato alla Mostra di Venezia nel 1981 – coinvolto in sfortunate vicende distributive e quindi riscoperto e amato da registi come Quentin Tarantino, Wes Anderson e Noah Baumbach); e “Mise en scène with Arthur Penn (a conversation)” di Amir Naderi (documentario-intervista che rende omaggio al grande regista Arthur Penn, uno dei più importanti, scomodi e influenti cineasti moderni. Penn ha sviluppato un personale discorso sulla violenza della società americana, smitizzando i generi hollywoodiani. Il ritmo dei suoi film è lacerato e scandito da scene rapide, vive e coinvolgenti, che hanno influenzato lo stile di molti registi contemporanei).
La 71ª. Mostra di Venezia si terrà al Lido dal 27  agosto al 6 settembre 2014, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.
www.labiennale.org

Rinasce il Teatro Burri e così, dopo venticinque anni, Milano sana un’antica ferita, barbara e insensata

Milano. Alberto Burri, nel 1973, al Parco Sempione, durante la costruzione del suo teatro

Milano. Alberto Burri, nel 1973, al Parco Sempione, durante la costruzione del suo teatro

SABATO 9 AGOSTO (di Paolo A. Paganini) Milano è una strana città. Pragmatica, laboriosa, intraprendente, affarista, mercantile, con uno spiccato piacere creativo, estetico e impresariale per la moda e l’edilizia. Una volta lo era per l’arte, per le lettere, per l’editoria. Poi, negli anni, è successo qualcosa, di cui s’interesseranno gli storici del costume e i sociologi. A noi l’argomento interessa solo da un punto di vista della cronaca, solo per constatare che la città è diventata sempre più indifferente ai beni comuni (difficile e imbarazzante sarebbe parlare di bene comune). Mi riferisco in specie a un tragico fenomeno che, limitandoci grosso modo agli Anni Ottanta (ma con clamorose tendenze anche precedenti), ebbe allora una sua rappresentativa peculiarità: la scomparsa dei teatri.
In ordine sparso, senza voler storicizzare gli eventi, e senza elenchi precisi, abbiamo un po’ alla volta assistito alla fine di celebri sale: il Ciak (quello storico di Leo Wachter); il Teatro Odeon di Remigio Paone, divenuto multisala cinematografica; il Teatro Gerolamo (in eterna ristrutturazione); il Teatro di Porta Romana, azzerato per essere destinato ad altri scopi; il Teatro Lirico, da anni “in sonno”; il cine-teatro Poliziano; e poi illustri cabaret, dal Derby al Refettorio, alla Bullona. Ultimissimo nella lista, lo Smeraldo, divenuto centro commerciale.
I milanesi, a fronte di queste e altre scomparse, rimasero sempre indifferenti. In parole povere, non gliene fregò niente a nessuno. Il simbolo più scandaloso e sconcertante di questo straordinario atteggiamento dei milanesi fu determinato dalla scomparsa del Teatro Burri, al centro del Parco Sempione, singolare ed essenziale struttura in cemento e pietra (ad onor del vero, più monumentale che funzionale), con quinte che delimitavano, da una parte, lo sfondo del Castello e, dall’altra, l’Arco della Pace. Questo teatro all’aperto, ormai degradato, come se si fosse improvvisamente involato o inabissato, scomparve, sparì nel nulla, nel senso letterale del termine. Da una settimana all’altra, non si vide più e nessuno ne seppe più niente. Ma nessuno perse il sonno e l’appetito. Salvo Alberto Burri, che in segno di protesta nei confronti del Comune di Milano (che ne aveva autorizzato la distruzione) dichiarò che mai e poi mai avrebbe ancora esposto le sue opere a Milano.
Questa sua grande struttura all’aperto era stata realizzata nel 1973, in occasione della XV Triennale. Era il 1989 quando sparì dal Parco Sempione. Per Burri, artista scontroso, irascibile, di poche parole (anche se capace di improvvise dolcezze), l’affronto fu insanabile. Per gli indifferenti milanesi c’erano cose più importanti alle quali pensare. E, con un’alzata di spalle, cominciarono ad imparare l’arte dell’indifferenza…
Ora, nella spasmodica frenesia che precede l’Expo 2015, se ne annuncia la ricostruzione. La giunta milanese ha infatti accettato la donazione della Fondazione Burri di Città di Castello (città natale dell’artista), anche in occasione del centenario della sua nascita (1915-1995). Su una base di cemento lunga 17 metri e larga dieci, con sei quinte in acciaio, il teatro sarà ricostruito secondo i disegni originali di Burri. La manutenzione della nuova struttura sarà affidata alla Triennale. Per il Comune di Milano avrà praticamente costo zero, ma assume ugualmente un grande significato, un importante passo simbolico dell’Amministrazione, per sanare un’antica ferita, già definita “barbara e insensata”.

Convegno a Roma il 29 settembre per il riconoscimento della stenografia come patrimonio dell’umanità

LIRICA eccLa Federazione mondiale dei professionisti della comunicazione e dell’informazione INTERSTENO, in collaborazione con l’Associazione Internazionale di Respeaking onA.I.R., promuove una giornata di diffusione della conoscenza stenografica in vista del processo di riconoscimento della stenografia come patrimonio mondiale immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO.
A tal fine i maggiori esperti italiani e mondiali di stenografia si riuniranno a Roma lunedì 29 settembre 2014 nella prestigiosa Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica, in Piazza della Minerva 38, dalle ore 10 alle ore 13. Il programma della giornata prevede tre prolusioni internazionali e due panel di esperti che risponderanno alle domande dei partecipanti sull’importanza della stenografia come strumento professionale e mezzo di trasmissione della cultura. Elenco dei relatori in programma:
Prolusioni internazionali
Dr. Prof. Boris Neubauer (Università di Aachen)
Prof. Waldir Cury (Parlamento di Rio de Janeiro)
Prof. Tsuguo Kaneko (Kansai Science Forum)
Esperti
Dr. Fausto Ramondelli (Senato della Repubblica – Presidente Intersteno)
Prof. Paolo A. Paganini (Giornalista e Critico Teatrale)
Dr. Marco Cerini (Traduttore e Linguista)
Prof. Anna Maria Trombetti (Ist. Scripturae Munus)
Prof. Attilio Galimberti (Università di Bergamo)
Prof. Francesca Chiusaroli (Università di Macerata)
Seguirà un piccolo buffet riservato ai partecipanti, offerto dall’Accademia Italiana di Multimedialità della Scrittura e della Comunicazione “Giuseppe Aliprandi – Flaviano Rodriguez”.
Per informazioni:
carloeugeni@gmail.com