Educazione siberiana dei Robin Hood della steppa, criminali, sì, ma onesti

Milano. Una scena di “Educazione siberiana”, di Nicolai Lilin e Giuseppe Miale di Mauro, al Teatro Elfo Puccini (foto di Adrea Macchia)

Milano. Una scena di “Educazione siberiana”, di Nicolai Lilin e Giuseppe Miale di Mauro, al Teatro Elfo Puccini (foto di Adrea Macchia)

(di Paolo A. Paganini) “Criminali onesti” è un ossimoro, una figura retorica (unione di parole di significato opposto, come “ghiaccio bollente” o come la famosa definizione morotea “convergenze parallele”). Qui, “criminali onesti” offre qualche variante. Lo spettacolo “Educazione siberiana” (famoso libro non eccelso di Nicolai Lilin, trentaquattrenne scrittore russo di origini siberiane, naturalizzato italiano, dal quale è stato tratto nel 2012/13 il film omonimo di Gabriele Salvarores, elogiato dalla critica ma fallimentare al botteghino), ora è anche in versione teatrale, all’Elfo Puccini, con la regia di Giuseppe Miale di Mauro, che ha curato anche la drammaturgia insieme con lo stesso Nicolai Lilin.
Tornando alle stranezze di questo ossimoro, c’è da dire che le due parole non sono proprio contrarie l’una all’altra, criminali onesti non si elidono del tutto, anzi, qui, si completano. Uomini tutti d’un pezzo, cristiani ortodossi, ribelli a ogni autorità, specie al governo centrale russo, liberticida e dittatoriale, sono stati dunque mandati a rinfrescarsi le idee e deportati ai confini del mondo, in Siberia, dove fondarono un’agguerrita comunità di abili saccheggiatori dei convogli sovietici, una combriccola alla Robin Hood, dove, invece della foresta di Sherwood, ci sono le lande desolate della steppa. Uomini dal coltello facile, ma osservanti e rispettosi d’un rigoroso codice morale: obbedienza agli anziani, difesa delle donne e dei più deboli, assistenza ai più bisognosi. Criminali, dunque, per i sovietici, in quanto fuori legge, ma con possibili e diverse valutazioni sul piano del patriottismo, come difensori della libertà e della democrazia. Appunto criminali ma onesti.
Sulle scene, tutto questo si disperde in un’ansia di rappresentazione paradigmatica, come scontro tra bene e male, tra santi e dannati, in una esagitazione collettiva dove s’è inteso soprattutto privilegiare la violenza, la brutalità della polizia sovietica, a scapito d’un più approfondito scavo psicologico e d’un più preciso approccio alle ragioni della resistenza siberiana. Tra lampi di guerra, bevute di vodka, ritmi di balalaika, suoni e rumori con spreco di decibel, il taglio registico ci pare ispirarsi a Salvatores, con scene e rituali di facile e superficiale impatto visivo.
L’aspetto dialogico è limitato a poche manciate di frasi fatte, a citazioni da catechismo parrocchiale, a frasi da baci perugina (esempio: “Un uomo non può possedere più di quanto possa amare”). Rimane la figura centrale, bella e sanguigna, del Nonno, un verace Luigi Diberti difensore degli antichi valori, affiancato dalla tenera ed energica Elsa Bossi, madre sfibrata dal dolore per quei poveri figli, vinti dalla brutalità della violenza e, più tardi, dalle sirene della droga.
Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Stefano Meglio, Adriano Pantaleo e Andrea Vellotti sono generoso contorno di un cosmo di disperati senza speranza, se non per il miraggio di facili guadagni, e al diavolo i codici morali. Non per niente l’azione scenica ci porta fin quasi all’alba dei tempi nostri. Applausi di cordiale accoglienza e simpatia per tutti.
“Educazione siberiana”, di Nicolai Lilin e Giuseppe Miale di Mauro. Al Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires 33. Milano. Repliche fino a domenica 2 marzo.
Tournée
4 – 9 marzo, Napoli, Teatro Bellini;
11 – 12 marzo, Casalecchio di Reno, Teatro Testoni;
14 marzo; Venaria, Teatro Concordia;
15 marzo, Cirié, Teatro Magnetti;
17 – 18 marzo, Casale Monferrato, Teatro Municipale

I film della settimana: commedie, dammi, animazione, fantascienza, e Laetitia Casta per amica

Laetitia Casta e Fabio De Luigi in una scena del film “Una donna per amica”, di Giovanni Veronesi

Laetitia Casta e Fabio De Luigi in una scena del film “Una donna per amica”, di Giovanni Veronesi

Una donna per amica” – Regia Giovanni Veronesi – Con Fabio De Luigi, Laetitia Casta, Monica Scattini, Geppi Cucciari – Commedia – Italia – Francesco e Claudia sono belli, giovani e molto amici. Lui è un avvocato, impacciato e spiritoso. Lei fa la veterinaria, un’anima libera e anticonformista. Tra loro non ci sono segreti, ma quando nella vita di Claudia arriva Giovanni e lei decide di sposarlo, Francesco si accorge che l’amicizia fra uomo e donna è più complicata del previsto…
Snowpiercer” – Regia, Joon-ho Bong – Con Chris Evans, Ed Harris, Tilda Swinton, Jamie Bell – Fantascienza – Corea del Sud – 2031. Dopo il fallimento di un esperimento per contrastare il riscaldamento globale, una vera e propria Era Glaciale stermina tutti gli abitanti del pianeta. Gli unici sopravvissuti sono i viaggiatori a bordo dello Snowpiercer, un treno ad alta velocità che fa il giro del mondo…
La bella e la bestia (La belle & la bête)” –  Regia Christophe Gans – Con Vincent Cassel, Léa Seydoux, André Dussollier, Eduardo Noriega – Fantastico – Francia – 1810. In seguito al naufragio delle sue navi, un mercante perde tutti i suoi averi, ed è costretto a ritirarsi in campagna con i suoi sei figli. Tra di loro c’è Belle, la più giovane delle sue figlie, e la più bella. Di ritorno da un viaggio massacrante, il commerciante scopre il magico regno della Bestia, che lo condanna a morte per avergli rubato una rosa. Per salvare la vita del padre e garantire un futuro ai suoi fratelli Belle decide di presentarsi al castello al posto del padre…
Spiders 3D (Spiders)” –  Regia Tibor Takács Con Christa Campbell, Patrick Muldoon, William Hope, Shelly Varod – Fantascienza – Usa – New York. I detriti di una stazione spaziale russa abbandonata precipitano sulla metropolitana. Dopo varie indagini, le autorità locali liquidano l’evento come una spiacevole fatalità priva di conseguenze allarmanti. Nessuno può immaginare quale pericolo mortale si stia in realtà abbattendo sulla città…
“TIR” – Regia Alberto Fasulo – Con Branko Završan, Lucka Pockja, Marijan Šestak – Documentario – Italia, Croazia – La storia di Branko, un ex professore di Rijeka, che da qualche mese è diventato camionista per un’azienda italiana. Una scelta più che comprensibile: adesso guadagna tre volte tanto rispetto al suo vecchio stipendio d’insegnante. Eppure tutto ha un prezzo…
“Il violinista del diavolo” – Regia Bernard Rose – Con: Joely Richardson, Christian McKay, Veronica Ferres, Helmut Berger – Drammatico – Germania, Italia – 1830. Niccolò Paganini, virtuoso del violino e amante delle donne, si trova all’apice della carriera, acclamato in tutta Europa. Il suo nome è sinonimo di amori e scandali, esattamente ciò che il suo manager Urbani sta facendo del suo meglio per alimentare. Manca ancora però un debutto britannico e per riuscire a convincere Paganini a raggiungere Londra, l’impresario inglese John Watson e la sua amante Elisabeth Wells sono disposti a tutto. Urbani, astuto uomo d’affari, riesce a portare Paganini nella capitale britannica, anche contro la sua volontà…
“La legge è uguale per tutti… forse” – Regia Ciro Ceruti, Ciro Villano Con Ciro Ceruti, Ciro Villano, Gianluca Di Gennaro, Carolina Marconi – Commedia – Italia – Due cognati si trovano a doversi confrontare col mondo della Giustizia da due punti di vista completamente differenti. Il primo è un ambizioso avvocato che, grazie ad un cavillo legale, riesce a fare uscire di galera un ragazzo con disturbi psichici accusato di avere ucciso i suoceri, mentre il secondo, un simpatico cialtrone, viene accusato di un omicidio che non ha commesso…
“La scuola più pazza del mondo” – Regia Hitoshi Takekiyo – Animazione – Giappone – Nella scuola elementare St. Claire arrivano in visita tre simpatiche bambine: la Super Peste Mako, la Super Vanitosa Miko e la Super Secchiona Mutsuko. Gironzolando per la scuola, si intrufolano nell’aula di scienze, dove trovano un modello anatomico che battezzano Signor Nudo, per loro un giocattolo da truccare e disegnare. Ma il Signor Kun, come si chiama realmente, prende vita…

È “il dì di festa”: così si passa dal rito sacro al rito sociale, ed è teatro

(di Andrea Bisicchia) Nella Biblioteca di Drammaturgia, diretta da Annamaria Casetta,Claudio Bernardi, uno dei più attenti studiosi del fenomeno festivo in rapporto al teatro, ha pubblicato presso l’editore Fabrizio Serra di Pisa “Agenda aurea. Festa, teatro, evento” che raccoglie una serie di saggi che hanno come oggetto le azioni fondative e socializzanti che stanno a base dei periodi festivi, durante i quali, il visibile e l’invisibile cercano un riscontro nelle comunità dei fedeli. Il titolo rimanda al testo di Iacopo da Varazze “Legenda aurea (sec. XIII ), dove sono raccolte le Vite dei santi, oltre che i culti e le feste dell’anno liturgico. L’”Agenda aurea”, a cui fa riferimento Bernardi è quella, non solo delle feste e delle loro relazioni con la teatralità, ma anche quella degli eventi che sono subentrati nella società globalizzata come alternativa, con lo scopo di sostituire i vecchi rituali con forme nuove di partecipazione che permettono, alle culture antiche, di intrecciarsi con culture moderne e contemporanee, più attente all’evento, appunto, che non alla festa, favorendo la trasformazione del rito sacro in rito sociale.
Bernardi, avvalendosi di una vasta bibliografia che fa capo agli studi di Tambiah, Eliade, Girard, Dalla Palma, Zizek, solo per citarne alcuni, accompagna il lettore all’interno dell’azione rituale che sta a base di ogni festa e dei riti fondativi che la contraddistinguono, passando attraverso i rituali violenti delle feste arcaiche, delle attrazioni mimetiche e del loro superamento con l’avvento della rivelazione cristiana, quando il conflitto tra individuo e comunità potrà risolversi nella sfera della conciliazione, con lo smascheramento della violenza fondatrice che stava a base dei culti arcaici. Il teatro occupa un posto di primo piano nello svelamento di questo meccanismo, dapprima col ricorso al Logos, tipico della cultura greca, che permise il superamento della festa come sacrificio violento, trasferendo la centralità del mito in quella della storia, come, del resto, avevano fatto i Sapienti, quando abbandonarono la cultura mitologica per concentrarsi sullo studio della Natura.
Con l’avvento del cristianesimo, il Logos diventa Verbum, attraverso il quale, Dio irrompe nella Storia. La festa non ricorre più all’azione violenta dell’agnello sgozzato, bensì al pane e al vino come frutto del lavoro umano. Il cristianesimo inaugura, così, una nuova articolazione tra Festa, Teatro, Evento. Bernardi fa coincidere la prima col tempo della tradizione liturgica, il secondo, con la matrice performativa, il terzo, con l’accadimento che congiunge i due tempi, intrecciandosi con l’avvento di nuove ritualità e di un nuovo pluralismo, più attenti a creare emozioni esteriori che partecipazioni interiori, attraverso lo scontro tra sincretismi religiosi e sincretismi laici, capaci di generare dei veri e propri rovesciamenti che, dall’evento sacro, conducono a quello sociale e ideologico. La ricerca di Bernardi si concentra anche sulle festività natalizie, su quella del Corpus Domini, la cui collocazione è posta all’interno di un processo spirituale promosso dalla cristianità medioevale.
Claudio Bernardi, “Agenda aurea. Festa, teatro, evento”. Fabrizio Serra Editore. Pisa 2012, pp 252, euro 30,00

Come vivere felici e contenti con tre fidanzate (se ciascuna non sa delle altre). Finché dura

Milano. Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti in “Boeing Boeing”, di Marc Camoletti, regia di Mark Schneider, al Teatro Manzoni

Milano. Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti in “Boeing Boeing”, di Marc Camoletti, regia di Mark Schneider, al Teatro Manzoni

(di Paolo A. Paganini) Metti una scena con sette porte; metti Parigi e un fascinoso architetto in un caldo nido con tre fidanzate, ciascuno ignara delle altre; metti che ogni fidanzata fa la hostess in tre diverse compagnie aeree internazionali; metti che le tre non s’incontrano mai per via di orari e di fusi orari diversi. Si è già capito come andrà a finire. Le tre ragazze, grazie all’avanzata tecnologia aerea, anticiperanno i loro arrivi e si ritroveranno tutte insieme nella casa di questo prestigiatore dei sentimenti. Ma l’appartamento è grande, le porte sono sette. Dentro una, fuori l’altra.
Perbacco, ma allora è Feydeau.
Nossignori, è Marc Camoletti (1923-2003), un parigino nato a Zurigo da famiglia d’origini italiane: ebbe strepitoso curriculum d’una quarantina di commedie di teatro boulevard.
“Boeing Boeing” fu la più famosa (1962), portata anche sugli schermi da Jerry Lewis e Tony Curtis (1965). E poi anni di repliche da Parigi a Londra. In Italia venne conosciuta quasi mezzo secolo fa con la compagnia Carlo Giuffrè, Vittorio Sanipoli, Marina Bonfigli e Valeria Fabrizi. Dopo di allora, il buio.
Ed ora rieccola al Teatro Manzoni di Milano, nell’interpretazione di Gianluca Guidi, Gianluca Ramazzotti più tre sventole in eclettico campionario di forme: Barbara Snellenburg, Sonja Bader, Marjo Berasategui. Più farsa che commedia, dal lieto fine inevitabile, così come inevitabile e prevedibile è una malandrina comicità che non lascia niente d’intentato per strappare le risate. E ci riesce, grazie anche alla divertita regia di Mark Schneider. Ma va anche detto che la prevedibilità, specie nel genere comico, è di due tipi: c’è il prevedibile cretino e c’è il prevedibile intelligente. Con Camoletti si va sul sicuro: situazioni piccanti (come separare il teatro boulevard dal sesso? Impossibile), battute di un tempismo a miccia corta, e poi tre interpreti di collaudata abilità nel creare caratteri di ben impastato amalgama: Gianluca Guidi, il dongiovanni furbo ma non troppo; Gianluca Ramazzotti, l’amico provinciale un po’ tonto ma non troppo; Ariella Reggio, la domestica Berta, che tutto vede e manda giù, ma non troppo. Insomma, due ore e mezza (con un intervallo) di gaudiosa allegria, con l’aggiunta, per gli occhi, d’un bouquet di ragazze, che non disdegnano di essere anche diligenti attrici. Applausi scatenati alla fine per tutti.
“Boeing Boeing”, di Marc Camoletti, con Gianluca Guidi e Gianluca Ramazzotti. Al Teatro Manzoni, Via Manzoni 42, Milano. Repliche fino a domenica 9 marzo. 
Tournée
Maniago (PN) – Teatro Verdi 11 marzo; Cividale del Friuli (UD) – Teatro Adelaide Ristori 12 marzo; Cordenons (PN) – Auditorium Aldo Moro 13 marzo; Latisana (UD) – Teatro Odeon 14 marzo; Palmanova (UD) – Teatro Gustavo Modena 15 marzo; Varallo (VC) – Teatro Civico 17 marzo; Cesano Boscone (MI) – Teatro Cristallo 18-19 marzo; Castel San Giovanni (PC) – Teatro Verdi 20 marzo; Villadossola (VB) – Teatro La Fabbrica 21 marzo; Alba (CN) – Teatro Sociale 22-23 marzo; Cormòns (GO) – Teatro Comunale 25 marzo; Parma – Nuovo Teatro Pezzani dal 28 al 30 marzo; Roma – Teatro Quirino dall’1 al 13 aprile; Norcia (PG) – Teatro Civico 14 aprile; Trieste – Teatro Bobbio dal 2 al 7 maggio .