L’Italia anni ’50 di Pupi Avati ♦ Wim Wenders ♦ Storie degli altri ♦ Le 3 donne dell’esaltato Manson ♦ Ostaggi d’una folle

Da giovedì 22 agosto   

IL SIGNOR DIAVOLO (Italia 2019) di Pupi Avati. Con Filippo Franchini, Lino Capolicchio, Cesare Cremonini. Drammatico. 86 min. ● Tra religione e superstizione, tra vita e mistero, in Veneto, un minore ha ucciso un coetaneo convinto che fosse il diavolo. È l’Italia rurale degli anni ‘50. Le indagini, in un periodo elettorale che non vuole scandali, si riveleranno complesse e imprevedibili

SUBMERGENCE (USA, Germania, Francia, Spagna 2017) di Wim Wenders. Con Alicia Vikander, James McAvoy. Drammatico. 112 min. ● Un cooperante internazionale, che in realtà lavora per lo spionaggio britannico, e una bio-matematica che studia i fondali degli oceani, s’incontrano su una spiaggia della Normandia e s’innamorano. Dopo la vacanza, lui volerà in Somalia per un’operazione di intelligence. Ma sarà preso in ostaggio dai jihadisti…

L’OSPITE (Italia, Francia 2019) di Duccio Chiarini. Con Daniele Parisi, Silvia D’Amico, Anna Bellato. Commedia. 94 min. ● Guido e Chiara hanno una relazione, che però viene messa in crisi dalla possibilità che lei sia rimasta incinta. Mentre lui si sente pronto per la paternità, lei ci vuole pensare. Nell’attesa, Guido va via di casa, ottenendo ospitalità dai genitori e amici. Verrà a conoscenza di storie impensabili

CHARLIE SAYS (USA 2018) di Mary Harron. Con Hannah Murray, Sosie Bacon. Drammatico. 104 min. ● Tre donne, legate alla setta dell’invasato Charles Manson, sono state coinvolte in crimini efferati e condannate dalla giustizia americana. Le tre, anche alcuni anni dopo la condanna, sono ancora incantate dalle esaltate parole di Manson, che ripetono a ogni occasione come un insegnamento di vita

POP BLACK POSTA (Italia 2019) di Marco Pollini. Con Hassani Shapi, Alessandro Bressanello, Pino Ammendola. Thriller. 90 min. ● L’impiegata di un piccolo ufficio postale di provincia, in un giorno qualunque, prende in ostaggio cinque persone e le obbliga a confessare vari crimini commessi. Dovranno difendersi, cercando di sopravvivere alla follia della donna, che dovrà essere convinta dalle loro spiegazioni

 

Pardo d’Oro a “Vitalina Varela” di Pedro Costa (anche Migliore interprete femminile). Consensi per l’italiano De Feo

NOSTRO SERVIZIO – LOCARNO (CH), sabato 17 agosto ► (di Marisa Marzelli) Il 72mo Locarno Film Festival (7-17 agosto), il primo sotto la direzione artistica della francese Lili Hinstin, si è concluso con l’assegnazione del Palmarès.
Nel concorso internazionale (17 i titoli in gara) il Pardo d’oro è andato meritatamente a Vitalina Varela, rafforzato dal Pardo per la migliore interpretazione femminile. Finalmente ce l’ha fatta il regista portoghese Pedro Costa, vecchio habitué di Locarno, a conquistare il massimo premio, raccontando la storia di una donna capoverdiana di mezza età che arriva a Lisbona tre giorni dopo il funerale del marito.
Premio speciale della giuria a Pa-Go, terzo lungometraggio del coreano del sud Park Jung-bum.
Pardo per la migliore regia a Les enfants d’Isadora (coproduzione Francia/Corea del Sud) del regista francese Damien Manivel.
Una Menzione a Maternal, coproduzione italo-argentina diretta dalla regista italiana Maura Delpero, che racconta di due madri adolescenti in una casa di accoglienza religiosa a Buenos Aires.
L’operato della nuova direttrice è stato dal primo all’ultimo giorno di Festival sotto la lente, tutti si aspettavano di individuare le linee che darà prossimamente alla manifestazione. Lei è stata molto prudente, per ora non ha rivoluzionato l’impostazione del predecessore Carlo Chatrian (diventato direttore della Berlinale), pur non rinunciando a sottolineare la sua visione: più film diretti da donne e largo spazio alla cinematografia francofona.
Buona l’affluenza alle proiezioni serali in Piazza Grande, anche perché la pioggia non ha infierito.
Il film di chiusura è stato Tabi no owari sekai no hajimari (traducibile con La fine di un viaggio, l’inizio di un mondo) del regista giapponese Kiyoshi Kurosawa, girato interamente in Uzbekistan. Record, sabato della scorsa settimana, con 9.300 spettatori, per C’era una volta a Hollywood di Quentin Tarantino, con Leonardo DiCaprio e Brad Pitt. La media serale dei primi nove giorni ha raggiunto la ragguardevole cifra di 5.600 presenze ogni sera.

Consensi anche per l’horror di Roberto De Feo, “Il Nido”
Tra i film selezionati per la Piazza da segnalare, in particolare, l’opera prima italiana “Il Nido” (v. foto), un horror diretto e co-scritto da Roberto De Feo, visto tra i programmi di mezzanotte (Crazy Midnight), che è già nelle sale italiane. Il regista indica come punti di riferimento del film “The Others” di Amenabar e “The Village” di Shyamalan. Quello di De Feo è un horror gotico con significati anche metaforici. Trattandosi di un’opera prima, l’aspetto visivo è di molto curato e sfrutta bene la suspense creata dall’ambientazione in una grande ed elegante casa isolata, Villa dei Laghi. Sul piano narrativo si nota invece qualche ingenuità e i dialoghi non sempre convincono, come il colpo di scena finale, che non scioglie tutti gli enigmi. Tanto che già si parla, se il film avrà successo di pubblico, di un prequel o sequel. A Villa dei laghi domina una ferrea e ricca signora (interpretata da Francesca Cavallin) che intende preservare il figlio adolescente e paraplegico da ogni contatto con l’esterno, assistita da un inquietante dottore-killer. Il figlio però comincia a mostrare segni di insofferenza verso questa forzata reclusione “nel nido”, soprattutto quando arriva una ragazzina dal carattere indipendente, assunta come domestica. Altre figure, quasi tutte dai comportamenti disturbati, fanno da cornice. Nonostante qualche difetto, non ci si annoia e il regista mostra potenzialità non trascurabili.

Premio assegnato dal pubblico di Piazza Grande al biopic francese Camille di Boris Lojkine, su vita e morte di una giovane fotoreporter idealista impegnata nel testimoniare la guerra civile nella Repubblica Centrafricana.
Apprezzata la presenza di ospiti internazionali, da Hilary Swank al regista John Waters, che hanno ricevuto premi d’onore o alla carriera. Premiato in quest’ambito anche Enrico Ghezzi, storico critico e inventore o co-creatore di programmi televisivi diventati di culto come Fuori orario o Blob, andati in onda sulla ormai leggendaria Rai tre di Angelo Guuglielmi.

 

TUTTI I PREMI ASSEGNATI
Concorso internazionale
Pardo d’oro (Gran Premio del Festival) – Città di Locarno: VITALINA VARELA di Pedro Costa, Portogallo
Premio speciale della giuria – Comuni di Ascona e Losone: PA-GO (Height of the Wave) di PARK Jung-bum, Corea del Sud
Pardo per la migliore regia – Città e Regione di Locarno: Damien Manivel per LES ENFANTS D’ISADORA, Francia/Corea del Sud
Pardo per la migliore interpretazione femminile: Vitalina Varela per VITALINA VARELA di Pedro Costa, Portogallo
Pardo per la migliore interpretazione maschile: Regis Myrupu per A FEBRE di Maya Da-Rin, Brasile/Francia/Germania
Menzione speciale – HIRUK-PIKUK SI AL-KISAH (The Science of Fictions) di Yosep Anggi Noen, Indonesia/Malesia/Francia. – MATERNAL di Maura Delpero, Italia/Argentina
Concorso Cineasti del presente: Pardo d’oro Cineasti del presente: BAAMUM NAFI (Nafi’s Father) di Mamadou Dia, Senegal
Premio per il miglior regista emergente – Città e Regione di Locarno: 143 RUE DU DÉSERT di Hassen Ferhani, Algeria/Francia/Qatar
Premio speciale della giuria Ciné – Cineasti del presente: IVANA CEA GROAZNICA (Ivana The Terrible) di Ivana Mladenović, Romania/Serbia
Menzione speciale – HERE FOR LIFE di Andrea Luka Zimmerman, Adrian Jackson, Gran Bretagna

 

Quattro nuovi film per chi, anche a Ferragosto, non rinuncia a un paio d’ore. In santa pace e con l’aria condizionata

► Da giovedì 15 agosto 

THE NEST – IL NIDO (Italia 2019) di Roberto De Feo. Con Francesca Cavallin, Justin Korovkin, Ginevra Francesconi. Horror. 103 min. ● Un uomo, di notte, con un bambino nato da poco, esce di strada. L’uomo muore sul colpo, mentre il bambino si salva e, dieci anni dopo, lo ritroviamo paraplegico, educato da una madre severissima. Quando una ragazzina viene presa a servizio come nuova domestica, il giovane si invaghisce di lei…

CRAWL – INTRAPPOLATI (USA 2019) di Alexandre Aja. Con Kaya Scodelario, Barry Pepper. Horror. 87 min. ● Quando un potentissimo uragano colpisce la costa della Florida, una ragazza, che non va d’accordo con il padre, decide di mettere da parte le ostilità e si reca alla casa del genitore, trovandolo ferito e intrappolato in compagnia di un coccodrillo

KIN (USA 2018) di Josh Baker, Jonathan Baker. Con James Franco, Zoë Kravitz. Fantascienza. 102 min. ● Un ex carcerato e suo fratello sono costretti a fuggire da un criminale in cerca di vendetta…

DIAMANTINO – IL CALCIATORE PIÙ FORTE DEL MONDO (Portogallo, Francia, Brasile 2018) di Gabriel Abrantes, Daniel Schmidt. Con Carloto Cotta, Cleo Tavares. Drammatico. 92 min. ● Un attaccante portoghese, fenomeno del pallone, fuori dal campo di gioco è un idiota che non comprende nulla delle forze politiche che agitano il suo Paese. Dopo la morte del padre, è soggiogato dalle sorelle, gemelle sadiche, e finisce in un complotto dell’estrema destra, che progetta di clonarlo…

 

Ecco, dunque, come ti cambia la Storia lo spiazzante Tarantino ♦ Ora grande attesa per “Maradona” a Ferragosto

NOSTRO SERVIZIO – LOCARNO (CH), domenica 11 agosto ► (di Marisa Marzelli) Sabato sera sold out al Festival di Locarno (7-17 agosto) per l’attesissimo C’era una volta… a Hollywood, scritto e diretto da Quentin Tarantino, presentato solo a Cannes e non ancora uscito nelle nostre sale. La leggenda del regista del Tennessee nasce nel 1992 con Le iene, tra scandali per l’eccessiva violenza e spiazzamenti per il modo innovativo di raccontare. Oggi i suoi film (e C’era una volta… a Hollywood lo conferma con quasi tre ore di durata) sono dei veri monumenti alla storia e alla mitologia del cinema popolare.
Questa ultima opera è ambientata a Hollywood nel 1969. Un divetto famoso soprattutto per le serie televisive western ma piuttosto mediocre (Leonardo DiCaprio è bravissimo e spiritoso nei panni dell’attore cane) cerca di stare a galla in un mondo cinematografico in trasformazione, girando sempre accompagnato dalla sua controfigura (Brad Pitt) che gli fa anche da autista e tuttofare. Tra avventure varie e camei di nomi famosi, i due cambieranno la Storia, sventando la strage di Bel Air e l’uccisione di Sharon Tate, allora moglie di Polanski, da parte dei seguaci di Charles Manson.
Niente di particolarmente nuovo, Tarantino aveva già fatto qualcosa di simile in Bastardi senza gloria. Ma pur non essendo la sua pellicola migliore, perché forse ci sono troppi rapidi cambiamenti di stile narrativo e si passa non sempre fluidamente dalla commedia al dramma, C’era una volta… a Hollywood diverte e coinvolge.
La sera precedente si era visto 7500, promettente opera prima del giovane regista tedesco Patrick Vollrath, già allievo di Michael Haneke. Il plot narra di un tentato dirottamento aereo sulla tratta Berlino-Parigi ad opera di terroristi islamici. Il co-pilota, interpretato dall’attore americano Joseph Gordon Levitt (presente al Festival), asserragliato nella cabina di pilotaggio, deve far fronte alla drammatica situazione. Un film spettacolare, realizzato con grande perizia tecnica e quasi interamente girato dentro lo spazio angusta di una vera cabina di pilotaggio, acquistata per l’occasione dalla produzione.
Più modesto Magari, il titolo inaugurale della Piazza, opera prima della produttrice Ginevra Elkann. Un nome impegnativo il suo, essendo figlia di John Elkann, nipote dell’avvocato Gianni Agnelli e sorella di John e Lapo. La regista è anche co-sceneggiatrice insieme a Chiara Barzini, i cui bisnonno e il nonno (Luigi Barzini senior e junior) sono stati tra i grandi inviati della stampa italiana. Solo in parte autobiografico, Magari racconta di tre ragazzini che vivono a Parigi, figli di genitori separati. Durante una vacanza in Italia saranno affidati al padre (Riccardo Scamarcio), inaffidabile Peter Pan, personaggio da tipica commedia all’italiana. Ma più che il film, ha fatto discutere a Locarno un gossip: la presenza di Lapo Elkann, venuto per assistere al debutto registico della sorella. Qualcuno sui social ha segnalato la presenza della sua Ferrari in una zona della città vietata al traffico motorizzato. La rete si è infiammata, ma è poi risultato trattarsi di una bufala (l’albergo in cui alloggiava Lapo aveva il permesso per il carico e scarico del bagaglio dei clienti). Si sa, i Festival vivono anche di polemichette.
Mentre i primi film del Concorso internazionale non hanno raccolto grandi consensi, è stata apprezzatissima Hilary Swank, venuta a ritirare un premio. L’attrice hollywoodiana, due volte Premio Oscar per Boys Don’t Cry e Million Dollar Baby (riproiettati con larga affluenza di pubblico) si è mostrata molto professionale e disponibile incontrando il pubblico. E ora tutti i cinefili calciofili attendono con trepidazione il film di Asif Kapadia dedicato a Diego Armando Maradona (già presentato a Cannes), che si vedrà in Piazza Grande la sera di Ferragosto. La parabola del calciatore è presentata anche attraverso le immagini del suo archivio personale.