Il Festival di Cannes, che si sarebbe svolto dal 12 al 23 maggio, non ci sarà. L’opinione di un membro del CdA

E così salterà anche il Festival cinematografico di Cannes. Il più importante appuntamento cinematografico del mondo non conoscerà l’edizione 2020.
Quasi certamente la decisione sarà presa il 15 aprile, nell’ambito di una riunione tra gli organizzatori, la città e i servizi di Stato, e sarà probabilmente comunicata il giorno dopo, il 16 aprile, dopo la conferenza stampa che avrebbe dovuto annunciare i film selezionati e i membri della giuria del 73mo Festival di Cannes. Ma i giochi sono fatti. Il grande appuntamento annuale della settima arte, che doveva svolgersi dal 12 al 23 maggio, non ci sarà. Un membro del consiglio di amministrazione ha detto: “Sarà difficilissimo, per non dire impossibile, selezionare film venuti dalla Cina, dalla Corea, dall’Iran, dall’Italia e da una cinquantina di Paesi, sapendo che gli attori e i registi non potranno venire a rappresentarli. E non ci sarà l’autorizzazione di proiettare dei film in una sala di duemila posti (il grande auditorium Louis Lumière conta 2.300 posti), sapendo peraltro che la minima apprensione potrà preoccupare i festivalieri. E che cosa dice Spike Lee, presidente della Giuria? Si conosce l’ipersensibilità di Hollywood in fatto di igiene. Io la vedo male stare quindici giorni in mezzo a una simile folla con una situazione sanitaria non controllata…”

(Jérôme Béglé. Dal settimanale francese “Le Point”, 14 marzo 2020)

Dodici classici di film restaurati, in margine alla Biennale del Cinema di Venezia (e a prezzi stracciati per gli studenti)

VENEZIA, sabato 29 febbraio – La Biennale organizza a Venezia, al Cinema Rossini, una rassegna cinematografica dal titolo Classici fuori Mostra, appuntamento settimanale di film classici restaurati rivolto in prevalenza agli studenti (biglietto ridotto studenti 2 euro, abbonamento studenti 20 euro, biglietto intero 7,50 euro). Prevista dal 5 marzo al 28 maggio (la rassegna potrà subire delle variazioni nelle date, in considerazione delle misure prese per l’emergenza epidemiologica).
Il programma della prima edizione di questo Festival permanente del cinema restaurato prevede dodici capolavori del passato, in versione originale con sottotitoli in italiano, con una selezione effettuata fra le migliori e più recenti operazioni di restauro condotte dalle principali cineteche e società di produzione di tutto il mondo. Tutti i film saranno preceduti dalla presentazione di un autore o un critico, e seguite da una discussione sul film.
Tutti gli studenti che assisteranno alla rassegna saranno invitati, al termine di ciascuna proiezione, ad esprimere il proprio giudizio assegnando un voto da 1 a 5, tramite la scheda di partecipazione che sarà distribuita all’ingresso. Al termine della rassegna, al film che avrà ottenuto il punteggio più alto verrà attribuito il premio del pubblico Best Biennale Classic (Miglior Classico Biennale).
“Il crescente successo della sezione Venezia Classici – ha dichiarato il Direttore del Settore Cinema, Alberto Barbera – che ha fatto registrare la massima partecipazione di spettatori nel corso dell’ultima edizione della Biennale Cinema, conferma l’esistenza di un pubblico, in prevalenza di giovani e universitari, fortemente interessato alla riproposta di film classici del patrimonio storico mondiale. La possibilità di vedere o rivedere sul grande schermo opere che hanno segnato lo sviluppo del linguaggio e dell’estetica della Settima Arte costituisce un’occasione preziosa per il pubblico in generale, mentre si arricchisce di contenuti formativi per gli studenti in particolare.”

IL PROGRAMMA
(Le proiezioni si terranno alle ore 19)

5 marzo
DON’T LOOK NOW (A Venezia… un dicembre rosso shocking) di Nicolas Roeg, con Julie Christie, Donald Sutherland, Hilary Mason, Massimo Serato; GB/Italia, 1973, 110’ – Restauro curato da StudioCanal
Presenta Luca Guadagnino

12 marzo
FAT CITY (Città amara) di John Huston, con Stacy Keach, Jeff Bridges, Susan Tyrrell, Candy Clark, Nicholas Colasanto; USA, 1971, 100’ – Restauro curato da Sony Pictures Entertainment
Presenta Gianni Amelio

19 marzo
A CIASCUNO IL SUO di Elio Petri, con Gian Maria Volonté, Irene Papas e Gabriele Ferzetti; Italia, 1967, 99’ – Dal romanzo omonimo di Leonardo Sciascia, uno dei primi film sulla mafia. – Restauro curato da Museo Nazionale del Cinema di Torino
Presenta Marco Bertozzi

2 aprile
ALIEN di Ridley Scott, con Sigourney Weaver, Yaphet Kotto, Veronica Cartwright, Ian Holm, Tom Skerritt, Harry Dean Stanton, John Hurt. GB/USA, 1979, 116’ – Uno dei capisaldi del cinema di fantascienza anni ’80.  Restauro curato da 20th Century Fox
Presenta Adriano De Grandis

9 aprile
MIRACOLO A MILANO di Vittorio De Sica, con Francesco Golisano, Emma Gramatica, Paolo Stoppa, Guglielmo Barnabò, Brunella Bovo; Italia, 1951,100’ – Adattamento del romanzo Totò il buono di Cesare Zavattini – Restauro curato da Cineteca di Bologna e Compass Film
Presenta Giuseppe Ghigi

16 aprile
RAINING IN THE MOUNTAIN (Pioggia opportuna sulla montagna vuota) di King Hu, con Hsu Feng, Sun Yueh, Shih Chun; Hong Kong/Taiwan, 1979, 120’ – Uno dei capolavori del Maestro del cinema di arti marziali di Hong Kong – Restauro curato da Taiwan Film Institute
Presenta Elena Pollacchi

23 aprile
THE GO-BETWEEN (Messaggero d’amore) di Joseph Losey, con Julie Christie, Alan Bates, Margaret Leighton, Michael Redgrave, Dominic Guard, Michael Gough, Edward Fox, Richard Gibson; GB, 1971, 110’ – Restauro curato da StudioCanal
Presenta Emanuela Martini

30 aprile
KANAL (I dannati di Varsavia) di Andrej Wajda, con Teresa Izewska, Tadeusz Janczar, Wienczyslaw Glinski, Tadeusz Gwiazdowski, Stanislaw Mikulski; Polonia, 1957, 95’ – Restauro curato da Malavida Films
Presenta Marco Dalla Gassa

7 maggio
DANS LA VILLE BLANCHE (Nella città bianca) di Alain Tanner, con Bruno Ganz, Teresa Madruga, Julia Vonderlinn, José Carvhalo; Svizzera/Portogallo, 1982, 107’ – Restauro curato dall’Association Alain Tanner e Cinémathèque Suisse
Presenta Piera Detassis

14 maggio
DETOUR (Deviazione per l’inferno) di Edgar G. Ulmer, con Tom Neal, Ann Savage, Claudia Drake, Edmund MacDonald; USA, 1945, 67’. Realizzato in 6 giorni, con tutte le scene in strada, divenne il film di culto più famoso della categoria del cinema povero – Restauro curato da Academy Film Archive e Film Foundation, in collaborazione con Cinémathèque Royale de Belgique, Museum of Modern Art e Cinémathèque Française, con finanziamenti per il restauro forniti da George Lucas Family Foundation
Presenta Carmelo Marabello

21 maggio
L’APE REGINA – UNA STORIA MODERNA di Marco Ferreri, con Ugo Tognazzi, Marina Vlady, Walter Giller, Linda Sini, Riccardo Fellini; Italia/Francia, 1963, 93’ – Denunciato e sequestrato dalla censura che impose tagli, modifiche ai dialoghi e l’uscita con un titolo diverso – Restauro curato da Cineteca di Bologna
Presenta Roberta Novielli

28 maggio
TONI di Jean Renoir, con Charles Blavette, Jenny Hélia, Célia Montalvan, Edouard Delmont; Francia, 1935, 84’ – Restauro curato da Gaumont
Presenta Goffredo Fofi

Per ulteriori informazioni
Ufficio Stampa Biennale di Venezia
Tel. +39 041 5218 – 857/859

L’audace colpo dei soliti “tonti” truffati dal sistema corrotto. In una commedia spassosa e amara targata Argentina

(di Patrizia Pedrazzini) In patria, dove ha appena vinto il Premio Goya per il miglior film latino-americano, lo hanno paragonato a “Ocean’s Eleven” o, più indietro nel tempo, al quasi leggendario “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” di William Wyler. E in effetti “Criminali come noi”, dell’argentino Sebastiàn Borensztein, ben si inserisce nel fortunato filone degli heist movie, i film di rapina: “colpi” sulla carta magari senza speranza, tuttavia destinati ad andare, quasi sempre, a buon fine. Con in più, di qua dall’oceano, qualche buon richiamo ai nostrani “Soliti ignoti”, e qualche discreta pennellata in stile Armata Brancaleone.
Con il titolo originale di “La Odisea de los Giles” (“L’odissea dei tonti”, ben più calzante della traduzione italiana), la pellicola mette in commedia, ammantandola di una comicità non di rado spassosa e risibile, una storia in realtà amara.
Argentina, vigilia dell’infausto 19 dicembre 2001. Fermìn Perlassi decide, con la moglie Lidia e il fido amico Fontana, di rilevare dei vecchi silos agricoli abbandonati per mettere in piedi una cooperativa. Vari abitanti del paesino mezzo spopolato nel quale tutti vivono aderiscono all’iniziativa, consegnando all’uomo, chi più, chi meno, il denaro che possono investire nel’impresa. È tutta gente perbene, desiderosa di una vita migliore. La cifra che Fermìn riesce a raccogliere è considerevole, circa 160.000 dollari, e sufficiente per ottenere, dalla banca, il mutuo necessario a coprire l’intero investimento. Ma il direttore dell’istituto di credito è un corrotto e, al corrente dell’imminente crisi economica che l’indomani sconvolgerà il Paese, convince l’uomo a depositare l’intero importo, non in una cassetta di sicurezza, come Fermìn vorrebbe, ma su di un conto corrente. Dal quale, immediatamente, insieme al denaro di tutti gli altri clienti della banca, l’ingente somma prenderà il volo per finire nelle mani di Manzi, un disonesto avvocato locale, che lo conserverà in una cassaforte strablindata e allertatissima collocata in un bunker fatto scavare sotto un appezzamento di terreno agricolo. La notte stessa, il sistema bancario dell’Argentina collassa: il governo decide il congelamento dei conti, con un prelievo consentito, per ciascun cittadino, di 250 pesos al giorno. La truffa è servita.
E fin qui la prima parte del film. La seconda è l’esilarante storia del “colpo” che Fermìn e soci metteranno in piedi per riprendersi ciò che è loro, e anche molto di più. Un “di più” (quantificato in milioni di dollari) che però i nostri fin dall’inizio si ripromettono di dare in beneficenza: non sono volgari ladri, loro, e ad animarli è solo il desiderio di giustizia.
Gag, situazioni comiche, qui pro quo non si fanno attendere, e scivolano via con naturalezza e maestria. Anche perché la variegata compagnia è di tutto rispetto: oltre al serio, tutto d’un pezzo Fermìn (Lidia muore in un incidente mentre è in auto col marito, sconvolto e stressato dopo aver appreso della colossale truffa), il figlio Rodrigo, che lascia l’università per stare accanto al padre rimasto solo, l’anarchico Fontana, che ogni due per tre tira in ballo Bakunin (e non gli sembra vero di fare veramente un “colpo”), il peronista nostalgico Belaùnde (grandissimi amici, i due, fede politica permettendo), un’imprenditrice locale tostissima ma con figlio a carico fannullone (e, teme lei, poco affidabile), e due-tre campesinos non propriamente svegli, tuttavia animati da tanta buona volontà. Personaggi anche buffi, ma sempre a metà tra il serio e il faceto: una compagnia di “tonti”, nel senso di poveri cristi, ingenui e quindi facili da ingannare, fregati dal sistema, ma che alla fine dimostreranno come, a guardar bene, i veri “tonti” non siano loro. Magari con l’aiuto di una ruspa abbandonata e di qualche cassa di dinamite a lungo nascosta, chissà poi perché, in un posto sicuro…
Fra gli interpreti, tutti sconosciuti da noi, nei panni di Fermìn, Ricardo Darìn, ex stella di telenovelas oggi punta di diamante del cinema argentino.

Investigatori a Miami ♦ Cats su grande schermo ♦ Inchiesta in cattive acque ♦ Da “band” pop a “banda” di rapinatori

Da giovedì 20 febbraio ►

BAD BOYS FOR LIFE (USA 2020) di Adil El Arbi, Bilall Fallah. Con Martin Lawrence, Will Smith. Thriller. 113 min. ● L’età e l’anzianità di servizio non hanno ancora fermato Mike, sempre attivissimo. Marcus invece, diventato nonno, sogna l’idea della pensione. Investigatori da sempre e amici per sempre, sorvegliano Miami assicurando i cattivi alla giustizia. Ma il pericolo arriva da lontano. E colpisce in pieno petto Mike

IL RICHIAMO DELLA FORESTA (USA 2020) di Chris Sanders. Con Harrison Ford, Omar Sy. Avventura. 100 min. ● La tranquilla vita domestica del cane Buck viene improvvisamente sconvolta quando viene portato via dalla sua casa in California. Si ritrova come cane da slitta nella natura selvaggia dell’Alaska durante la Corsa all’Oro di fine Ottocento

LONTANO LONTANO (Italia 2019) di Gianni Di Gregorio. Con Ennio Fantastichini, Giorgio Colangeli, Gianni Di Gregorio, Daphne Scoccia. Commedia. 90 min. ● Amici da sempre, due uomini, tra un bicchiere di vino e una passeggiata a Trastevere, discutono della pensione che non basta mai. Forse dovrebbero spendere i loro soldi altrove, in un paese straniero in cui la vita costi meno. A loro si aggiunge Attilio, che una pensione non ce l’ha. E si preparano per un’avventurosa partenza

CATS (USA 2019) di Tom Hooper. Con James Corden, Judi Dench. Musical. 110 min. ● Nel quartiere di Jellicle i gatti partecipano alla festa in onore del loro capo. Al termine della serata il malvagio Macavity rapisce il capo dei gatti…

CATTIVE ACQUE (USA 2019) di Todd Haynes. Con Mark Ruffalo, Anne Hathaway. Drammatico. 126 min. ● Storia vera dell’impegno civile d’un avvocato di Cincinnati che, da paladino dell’industria chimica, si scopre accusatore in una crociata ventennale. Tratto da un’inchiesta giornalistica, e animato da uno spirito educativo, rischia però di far passare in secondo piano il valore dell’immagine

L’HOTEL DEGLI AMORI SMARRITI (Francia 2019) di Christophe Honoré. Con Chiara Mastroianni. Vincent Lacoste. Commedia. 86 min. ● Maria e Richard sono sposati da vent’anni. Una sera lui scopre che lei ha un amante. Lui ne è sconvolto. Lei decide allora di lasciare il domicilio coniugale, trasferendosi lì vicino, nella stanza numero 212 dell’hotel di fronte. Da lì potrà continuare a vedere il consorte. E riflettere sul suo matrimonio…

LA MIA BANDA SUONA IL POP (Italia 2020) di Fausto Brizzi. Con Christian De Sica, Diego Abatantuono, Massimo Ghini, Paolo Rossi, Angela Finocchiaro. Commedia. 92 min. ● Il magnate russo Ivanov spedisce in Italia la sua plenipotenziaria Olga per assoldare “i quattro fantastici Pop Corn”, un gruppo pop che nel frattempo si è sciolto. I quattro accettano e, trasferitisi a San Pietroburgo, meditano, nella serata della rentrée, di rapinare il magnate

CRIMINALI COME NOI (Argentina, Spagna2019) di Sebastián Borensztein. Con Ricardo Darín, Luis Brandon. Commedia. 116 min. ● Un gruppo di amici riunisce tutti i loro risparmi per acquistare alcuni silos abbandonati e fondare una cooperativa in campagna. Ma scoprono presto di essere stati truffati da un direttore di banca e da un avvocato senza scrupoli. In un piano tra i più strampalati, si riprenderanno ciò che è loro. E anche… qualcosa di più…