Galeotto fu il libro (erotico) ▪ Vacanza thriller ▪ Integrarsi a Torino ▪ Sardi lunatici ▪ Rey della mala ▪ Scrittore da obitorio

Da giovedì 4 aprile◄ 

BOOK CLUB – TUTTO PUÒ SUCCEDERE (USA 2018) di Bill Holderman. Con Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen, Mary Steenburgen. Commedia. 104 min. ● Leggendo il best seller erotico “Cinquanta sfumature di grigio”, la vita di quattro donne sessantenni, appartenenti a un club letterario, prenderà una svolta sentimentale inaspettata…

IL VIAGGIO DI YAO (Francia 2018) di Philippe Godeau. Con Omar Sy, Lionel Louis Basse. Commedia. 103 min. ● Per conoscere un attore francese di grande successo in visita in Senegal, un bambino, che lo considera un mito, parte dal suo villaggio senegalese per Dakar. Almeno un autografo

NOI (USA 2019) di Jordan Peele. Con Lupita Nyong’o, Winston Duke. Horror/thriller. 116 min. ● Una famiglia decide di trascorrere un po’ di tempo al mare, ma la vacanza scatena nella donna, ora sposata con figli, gli incubi della fanciullezza, che coinvolgeranno tutta la famiglia…

BENE MA NON BENISSIMO (Italia 2018) di Francesco Mandelli. Con Francesca Giordano, Yan Schevchenko, Euridice Axen, Gioele Dix. Commedia. 90 min. ● Una sedicenne palermitana, dopo che la madre è mancata, vive con il padre salumiere. Quando la salumeria fallisce, partono per Torino. Il padre troverà una sistemazione in una pizzeria. Ma la ragazza ha difficoltà ad integrarsi nella scuola torinese. Dove tre bulli la prendono di mira…

L’UOMO CHE COMPRÒ LA LUNA (Italia 2019) di Paolo Zucca. Con Jacopo Cullin, Stefano Fresi, Francesco Pannofino. Commedia. 105 min. ● Arriva una concitata telefonata dagli Stati Uniti alla Sardegna: pare che un sardo sia diventato padrone della luna. Un poetico e farsesco pretesto di sardi per riappropriarsi delle loro radici…

BUTTERFLY (Italia 2018) di Alessandro Cassigoli, Casey Kauffman. Con Irma Testa, Lucio Zurlo, Emanuele Renzini. Drammatico. 80 min. ● Una diciottenne è diventata campionessa di boxe in uno dei paesi più violenti del napoletano. Ma, fragile di carattere, s’insinua in lei il dubbio se valga la pena o meno di rinunciare alla sua gioventù per i propri obiettivi sportivi

DOLCEROMA (Italia 2019) di Fabio Resinaro. Con Lorenzo Richelmy, Luca Barbareschi, Valentina Bellè. Commedia. 105 min. ● Aspirante scrittore, in attesa di realizzarsi, lavora in un obitorio. Finalmente arriva il suo momento fortunato: un produttore vuol portare sullo schermo un suo romanzo. Contrattempi e disastri a non finire. Ma…

IL RAGAZZO CHE DIVENTERÀ RE (Gran Bretagna 2019) di Joe Cornish. Con Louis Ashbourne Serkis, Dean Chaumoo. Fantasy/Avventura. 120 min. ● Un dodicenne scopre la spada di Excalibur, che conferisce al ragazzo poteri straordinari. Arriva però la terribile Fata Morgana

L’EDUCAZIONE DI REY (Argentina 2017) di Santiago Esteves. Con Germán de Silva, Matías Encinas. Drammatico. 96 min. ● Reynaldo, alias “el Rey” (il Re) con il fratello fa parte della Mala di Mendoza. Una notte, durante un colpo in uno studio notarile, scatta l’allarme e arriva una volante della polizia. Il ragazzo, “el Rey”, riesce a fuggire dai tetti, ma cade nella serra d’un giardino, dove una guardia giurata lo ammanetta. Ma decide anche di aiutarlo. A un patto

David di Donatello – Trionfa “Dogman” (9 premi). Miglior attore: Alessandro Borghi per il film su Stefano Cucchi

ROMA, giovedì 28 marzo ► 64esima edizione dei Premi David di Donatello, presentati ieri sera mercoledì 27da Carlo Conti. Sul palco degli Studios (ex Studi De Paolis di via Tiburtina, a Roma) sono salite star italiane e internazionali, per premiare e per ricevere il “David di Donatello 2019”. Tra loro, Tim Burton, Roberto Benigni, Dario Argento, Alfonso Cuarón, Stefania Sandrelli, Uma Thurman, Stefano Accorsi, Raoul Bova, Isabella Ferrari, Enrico Brignano, e tanti altri.

ECCO TUTTI I DAVID DI DONATELLO 2019
Miglior film:
Dogman
Miglior regia:
Matteo Garrone per Dogman
Miglior regista esordiente – Premio Gianluigi Rondi:
Alessio Cremonini per Sulla mia pelle
Miglior sceneggiatura originale:
Matteo Garrone, Massimo Gaudioso e Ugo Chiti per Dogman
Miglior sceneggiatura non originale:
James Ivory, Luca Guadagnino e Walter Fasano per Chiamami col tuo nome
Miglior produttore:
Cinemaudici e Lucky Red per Sulla mia pelle
Miglior attrice protagonista:
Elena Sofia Ricci per Loro
Miglior attore protagonista:
Alessandro Borghi per Sulla mia pelle
Miglior attrice non protagonista:
Marina Confalone per Il vizio della speranza
Miglior attore non protagonista:
Edoardo Pesce per Dogman
Miglior autore della fotografia:
Nicolaj Bruel per Dogman
Miglior musicista:
Sascha Ring e Philipp Thimm per Capri-Revolution
Miglior scenografo:
Dimitri Capuani per Dogman
Miglior costumista:
Ursula Patzak per Capri-Revolution
Miglior truccatore:
Dalia Colli e Lorenzo Tamburini per Dogman
Miglior acconciatore:
Aldo Signoretti per Loro
Miglior montatore:
Marco Spoletini per Dogman
Miglior suono:
Dogman
Migliore canzone originale:
“Mistery of Love” per “Chiamami col tuo nome
Migliori effetti visivi:
Il ragazzo invisibile – Seconda generazione
Miglior documentario:“Santiago, Italia” di Nanni Moretti
Miglior film straniero:
“Roma” di Alfonso Cuaron
Migliore cortometraggio
“Frontiera” di Alessandro Di Gregorio.

ALTRI RICONOSCIMENTI
Premio alla Carriera a Tim Burton.
David Speciali a Dario Argento, alla scenografa Francesca Lo Schiavo e a Uma Thurman.
David dello Spettatore:
Per il film che ha fatto più spettatori nelle sale: “A casa tutti bene” di Gabriele Cuccino

Che naso ♦ E Dumbo, che orecchie ♦ Bisio 8 anni dopo ♦ Se lei si fa valere ♦ Il telefonino più di tutto ♦ Invasione aliena

Da giovedì 28 marzo

BORDER – CREATURE DI CONFINE (Svizzera, Danimarca 2018) di Ali Abbasi. Con Eva Melander, Eero Milonoff. Fantathriller. 108 min. ● Impiegata alla dogana, Tina ha un naso eccezionale, infallibile per fiutare sostanze e perfino sentimenti. Ma un giorno c’è chi attraversa la frontiera sfuggendo al suo fiuto ed esercitando su di lei un’attrazione che non riesce a comprendere

TUTTE LE MIE NOTTI (Italia 2018) di Manfredi Lucibello. Con Barbora Bobulova, Alessio Boni, Benedetta Porcaroli, Carolina Rey. Thriller. 81 min. ● In una cittadina di mare una ragazza fugge pensando di essere inseguita. Viene accolta nella villa di una donna. Ma l’incontro non è stato casuale

DUMBO (USA 2019) di Tim Burton. Con Eva Green, Colin Farrell. Fantastico. 130 min. Ritorna la storia del famoso elefantino dalle grandi orecchie. ● Dopo il famoso film d’animazione di Disney, questo è tutto in carne, ossa ed orecchie. Ma con trucchi sbalorditivi e tecnica mista di live-action e computer del regista di Batman

BENTORNATO PRESIDENTE! (Italia 2019) di Giancarlo Fontana, Giuseppe Stasi. Con Claudio Bisio, Sarah Felberbaum, Pietro Sermonti, Paolo Calabresi, Massimo Popolizio. Commedia. 96 min. ● Sono passati otto anni dalla sua elezione al Quirinale e Peppino Garibaldi vive il suo idillio sui monti con Janis. Ma Janis è sempre più insofferente a questa vita troppo tranquilla e soprattutto non riconosce più in lui l’uomo appassionato, di cui si era innamorata. E torna a Roma. Lui, disperato, non ha scelta: la segue per tornare alla politica e per riconquistare la donna che ama.

THE PRODIGY – IL FIGLIO DEL MALE (Hong Kong, USA 2019) di Nicholas McCarthy. Con Taylor Schilling, Jackson Robert Scott. Horror thriller. 92 min. ● In una famiglia normale, una madre comincia a preoccuparsi seriamente per il comportamento strano, anomalo, del figlio minore. Pensa che qualcosa di soprannaturale stia prendendo il sopravvento…

UNA GIUSTA CAUSA (USA 2018) di Mimi Leder. Con Felicity Jones, Armie Hammer. Biografico/drammatico. 120 min. ● La vicenda di Ruth Bader Ginsburg, una delle nove donne che nel 1956 viene accettata al corso di legge dell’Università di Harvard e che, nonostante il suo talento, viene rifiutata da tutti gli studi legali solo perché donna. Saranno riconosciuti i suoi diritti in un famoso processo. Ruth, nominata Giudice alla Corte Costituzionale, diventerà una delle figure più influenti del nostro tempo…

LIKEMEBACK (Italia, Croazia 2018) di Leonardo Guerra Seragnoli. Con Angela Fontana, Denise Tantucci, Blu Yoshimi. Drammatico. 80 min. ● Tre ragazze visitano la Croazia in barca, accompagnate da uno skipper. Il principale oggetto della loro vacanza sono però i loro telefoni cellulari, attraverso i quali amplificano gioie e dolori…

FRATELLI NEMICI – CLOSE ENEMIES (Francia, Belgio 2018) di David Oelhoffen. Con Matthias Schoenaerts, Reda Kateb. Thriller/drammatico. 111 min. ● Due amici d’infanzia sono cresciuti come fratelli nella banlieue parigina. Prenderanno però strade diverse: uno diventa un poliziotto, l’altro un criminale. Tra diffidenza, ostilità e risentimenti, i loro legami si riallacceranno intorno alle loro radici comuni

CAPTIVE STATE (USA 2019) di Rupert Wyatt. Con Vera Farmiga, Machine Gun Kelly. Fantathriller. 109 min. ● Una famiglia cerca di fuggire dalla Chicago occupata dagli alieni, ma non ha fortuna. Sopravvivono solo due giovani fratelli. Nove anni dopo, nel 2025, uno è scomparso, in realtà s’è unito alla resistenza, mentre l’altro lavora a chip di cellulari da cui vengono estratti dati per gli archivi degli occupanti alieni

Jennifer Garner nei panni di una donna che si fa giustizia da sé. E, armata fino ai denti, fa fuori tutti. All’americana

(di Patrizia Pedrazzini) Una battuta? “Giudici corrotti, poliziotti venduti. Che voglio? Voglio giustizia!”. Un’altra? “Trovatela! Non importa se dovrete bruciare la città!”. Un’altra ancora? “Come pensi che finirà tutto questo? Vi ucciderò uno dopo l’altro!”. E avanti così, per 101 minuti. Tutte le volte che parte un dialogo, perché “Peppermint, l’angelo della vendetta”, del francese Pierre Morel (“Io vi troverò”) è un film di poche parole ma, in compenso, di tanta azione. Col consueto corollario di scazzottate, ammazzamenti, sangue che schizza e via andare.
La trama. Riley è una moglie e madre felice che vive in un tranquillo villino alla periferia di Los Angeles. Un giorno, per la precisione il giorno del compleanno della figlioletta, tre narcotrafficanti le uccidono brutalmente, per un “quasi” equivoco, il marito e la bambina, ferendo lei. Al processo – complici avvocati e poliziotti collusi, nonché un giudice corrotto – gli assassini vengono assolti. Dopo un’assenza di cinque anni, la donna ritorna, trasformata in spietata vendicatrice che, armata fino ai denti e decisamente esperta di arti marziali, farà giustizia non solo dei carnefici della propria famiglia, ma anche dell’intero sistema: dalla giustizia americana ai potenti e inespugnabili (non per lei) cartelli della droga. Glissiamo sul finale.
Ora, è dai tempi de “Il giustiziere della notte” (era il 1974, e c’era ancora Charles Bronson) che il tema della “giustizia fai da te” trova, sul grande schermo, ampio e non di rado meritato spazio (si pensi, per esempio, al recente “Oltre la notte” di Fatih Akin, con Diane Kruger). A decine si contano le pellicole che – femminile o maschile che sia il/la protagonista – vi si sono avventurate. L’argomento, si capisce, è di quelli che “fanno cassetta”. Però anche il migliore dei “revenge thriller” non può limitarsi a un’esibizione di “forza fisica contro stupidità, delinquenza e marciume”, sorvolando alla grande sugli aspetti intimi e psicologici dei protagonisti. Mentre è proprio questo che “Peppermint” fa, puntando solo ed esclusivamente sul motivo della tranquilla donna americana che si trasforma, da normale cittadina, in paladina della giustizia (quella vera). Peraltro in una maniera che rasenta l’inverosimile, nel momento in cui la polizia sarà anche “venduta”, ma Riley riesce, da sola, a far fuori praticamente tutta la mafia colombiana della città, mentre, prima di lei, non esisteva poliziotto che fosse in grado di ammazzarne nemmeno l’ultimo degli scagnozzi.
Detto questo, il film ruota intorno a un unico punto di forza: Jennifer Garner. Sempre bella, all’alba dei 47 anni, corpo sempre agile, palestrato e scattante, viso intenso e sguardo determinato, è dai tempi di “Alias” (la serie spionistica di James Cameron che ha interpretato dal 2001 al 2006 e che le è valsa un Golden Globe) e di “Daredevil” che riveste quasi ininterrottamente ruoli di azione, ricoprendoli anzi molto prima che Hollywood ne valorizzasse l’interpretazione femminile, e che il neonato movimento “#MeToo” ne sancisse la deriva post-femminista.
Con buona pace di una Los Angeles spaccata in due: da una parte la serena periferia abitata da famigliole dedite a feste, torte e cotillons; dall’altra la città degli angoli bui infestati dal crimine, con i disadattati di colore costretti ad albergare in tende ammassate sotto i raccordi. Poveri e abbandonati fuori, ma buoni dentro.