Dall’80 a oggi ♦ Era un videogioco ♦ Murder coreano ♦ Indimenticabile repressione ♦ Versione horror dalla TV

Da giovedì 13 febbraio ►

GLI ANNI PIU’ BELLI (Italia 2020) di Gabriele Muccino. Con Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart. Commedia. 129 min. ● Dal 1980 a oggi: la vita di quattro amici raccontata in 40 anni di storie personali e vicende storiche e politiche. Una generazione che ha visto crollare sogni speranze e illusioni

SONIC – IL FILM (USA, Canada, Giappone 2020) di Jeff Fowler. Con James Marsden, Jim Carrey, Tika Sumpter. Avventura tra animazione e live-action. 100 min. ● Sonic, il porcospino più veloce del mondo dei videogiochi e il suo nuovo migliore amico Tom si uniscono per difendere il pianeta dal genio malvagio, il Dr. Robotnik, e dai suoi diabolici piani per il dominio del mondo

MEMORIE DI UN ASSASSINO – MEMOIRES OF MURDER  (Corea del Sud 2003) di Bong Joon-ho. Con Song Kang-ho, Sang-kyung Kim. Poliziesco. 129 min. ● Nel 1986, il cadavere di una ragazza violentata scatena le indagini della polizia locale, che fa quello che può, intenta più a cercare un capro espiatorio che a trovare il vero colpevole. E gli omicidi si susseguono inarrestabili

ALLA MIA PICCOLA SAMA (Gran Bretagna 2019) di Waad Al-Khateab, Edward Watts. Con Jasmine Trinca. Documentario. 100 min. ● Sull’onda delle primavere arabe, la gioventù di Aleppo, nel 2011, insorge contro la dittatura di Bashar al-Assas e ne domanda a gran voce la fine. La repressione del regime è spietata. Una delle più sanguinose guerre civili, durata cinque anni

IL LAGO DELLE OCHE SELVATICHE (Cina 2019) di Yi’nan Diao. Con Hugh Hu, Lun-Mei Kwei. Drammatico. 113 min. ● Un gangster esce dal carcere e finisce in una violenta contesa tra gang, che si conclude con l’uccisione di un poliziotto. Braccato dalla legge e dai rivali, è costretto a fidarsi di una prostituta…

FANTASY ISLAND (USA 2020) di Jeff Wadlow. Con Michael Peña, Maggie Q. Versione horror dalla serie TV degli anni Settanta, “Fantasilandia”. 110 min. ● In un’isola dell’Oceano Pacifico, tutto è possibile. Chiunque, in un lussuoso ma remoto resort, può esaudire i propri desideri. Ma le fantasie si trasformeranno presto in incubi…

La prima volta d’una pellicola straniera. “Parasite” conquista tutti e si aggiudica la più ambita statuetta per il miglior film

LOS ANGELES (U.S.A.), lunedì 10 febbraio Per la prima volta nella storia dell’Oscar, una pellicola in lingua non inglese vince la statuetta più ambita, quella per il miglior film. Al Dolby Theatre di Los Angeles, California, è stata la notte di “Parasite”, del sud-coreano Bong Joob-ho, che ha messo tutti a tacere aggiudicandosi quattro riconoscimenti: Miglior sceneggiatura originale, Miglior film internazionale, Miglior regia, Miglior film; tallonato dai tre Oscar, attesissimi, di “1917”, che ha sbaragliato nel Sonoro, negli Effetti speciali e nella Fotografia.
Come da previsioni la statuetta al Miglior attore protagonista è andata a Joaquin Phoenix per la straordinaria performance in “Joker”. Mentre Renée Zellweger si è aggiudicata l’Oscar alla Miglior attrice per aver fatto rivivere sullo schermo la vita e la figura di Judy Garland.
Come l’edizione precedente, la cerimonia non ha avuto un presentatore ufficiale, sono stati i vari ospiti che, di volta in volta, hanno annunciato i vari premi. Tra gli altri, Spike Lee, sul red carpet, ha ricordato, a poche settimane dalla scomparsa, Kobe Bryant, il campione di basket che due anni fa aveva vinto un Oscar con il cortometraggio “Dear Basketball”, basato sulla lettera con cui aveva annunciato il suo ritiro dallo sport.
A partire dalla presente edizione, il premio per il miglior film in lingua straniera viene rinominato “Premio Oscar al miglior film internazionale”. E il Premio per il “Miglior trucco e acconciatura” è passato da tre candidati a cinque.

Qui sotto tutti i premi assegnati.

MIGLIOR FILM
Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho

MIGLIORE REGIA
Bong Joon-ho – Parasite (Gisaengchung)

MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA
Joaquin Phoenix, Joker (qui la nostra recensione)

MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA
Renée Zellweger – Judy

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA
Brad Pitt – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood) (qui la nostra recensione)

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA
Laura Dern – Storia di un matrimonio (Marriage Story)

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE
Bong Joon-ho e Han Jin-won – Parasite (Gisaengchung)

MIGLIORE SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Taika Waititi – Jojo Rabbit

MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE
Parasite (Gisaengchung), regia di Bong Joon-ho (Corea del Sud)

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE
Toy Story 4, regia di Josh Cooley

MIGLIORE FOTOGRAFIA
Roger Deakins – 1917 (qui la nostra recensione)

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Barbara Ling e Nancy Haigh – C’era una volta a… Hollywood (Once Upon a Time… in Hollywood)

MIGLIOR MONTAGGIO
Andrew Buckland e Michael McCusker – Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford v Ferrari)

MIGLIORE COLONNA SONORA
Hildur Guðnadóttir – Joker

MIGLIORE CANZONE
(I’m Gonna) Love Me Again (Elton John, Bernie Taupin) – Rocketman

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI
Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron – 1917

MIGLIOR SONORO
Mark Taylor e Stuart Wilson – 1917

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO
Donald Sylvester – Le Mans ’66 – La grande sfida (Ford v Ferrari)

MIGLIORI COSTUMI
Jacqueline Durran – Piccole donne (Little Women)

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA
Vivian Baker, Anne Morgan e Kazuhiro Tsuji – Bombshell – La voce dello scandalo (Bombshell)

MIGLIOR DOCUMENTARIO
Made in USA – Una fabbrica in Ohio (American Factory), regia di Steven Bognar e Julia Reichert

Aldo Giovanni e Giacomo tornano con una storia discreta e struggente. Nella quale si ride bene, ma senza esagerare

(di Patrizia Pedrazzini) Rieccoli. Tre anni dopo il deludente “Fuga da Reuma Park”, ultimo capitolo di una parabola discendente avviata nel 2008 con “Il cosmo sul comò”, Aldo Giovanni e Giacomo tornano sugli schermi. A tacitare quanti paventavano che la loro vena umoristica si fosse, negli anni, esaurita, e a chiarire che il momento buio, quello della crisi, è finito. E, per farlo, sono andati sul sicuro, richiamando dietro la macchina da presa Massimo Venier, il regista che, a partire da “Tre uomini e una gamba”, del ’97, ha firmato i primi cinque riuscitissimi film del trio.
Nella loro ultima fatica, “Odio l’estate”, i tre sono sempre loro – caratteri e maschere non sono cambiati – solo che, inizialmente, non si conoscono. E, quando si conoscono, non vanno d’accordo. Troppo differenti e distanti i mondi dai quali provengono: Aldo è un ipocondriaco nullafacente, Giovanni ha un ordinatissimo negozio di articoli da calzoleria nel quale non entra mai nessuno, Giacomo è un dentista ricco e affermato (con qualche scheletro nell’armadio). Ma l’amicizia è dietro l’angolo, pronta a uscire allo scoperto. E, quando questo accade, tutto miracolosamente torna com’era: la comicità schietta e pulita, mai volgare, surreale ma non troppo, e sempre venata di malinconia, “alla milanese”; il botta e risposta che corre via liscio; le battute che nessun altro riuscirebbe a inventarsi (“Sì, ridiamo, ridiamo. Ridevano anche i Maya e… si sono estinti!”); l’immancabile viaggio in macchina, Giovanni e Giacomo davanti, Aldo dietro; gli antichi fasti che si rinnovano (la partita di pallone sulla spiaggia è un must: come resistere alla tentazione di riproporla?).
Sono solo più vecchi, i tre, ma per il resto Aldo è il guascone filosofo di sempre, Giovanni il solito pignolino che se non spacca il capello in quattro non sta bene, Giacomo il borghese perennemente intrappolato in problemi che non sa risolvere.
In breve: con mogli e figli (e un cane), i nostri partono da Milano per le vacanze estive, destinazione un’isola del Meridione, dove hanno affittato, per un errore dell’agenzia, la medesima villetta sul mare. Inizialmente mal digerita e sopportata, la forzata convivenza si trasforma presto in occasione di conoscenza, di scambio di esperienze, di aiuto reciproco, di sincero affetto. Fra cani che spariscono con la cagnolina del posto, figli che si innamorano, ragazzini in crisi preadolescenziale che scappano di casa dopo il primo ceffone della loro vita, mogli insoddisfatte che riscoprono quanto siano terapeutiche quattro risate fra donne, marescialli dei carabinieri (Michele Placido) sornioni e accomodanti, canzoni di Massimo Ranieri.
Ben amalgamate anche le figure delle tre mogli (interpretate da Lucia Mascino, Carlotta Natoli e Maria Di Biase), comprimarie ma mai spalle dei protagonisti, ben definite nelle loro differenti frustrazioni quotidiane, tuttavia capaci, una volta abbassata la guardia, di scioltezza e di generosità. Perché estate vuol dire anche lasciarsi andare. E lasciar correre. Il tutto in grande sintonia.
Il risultato è una commedia godibile, discreta e struggente. Nella quale si ride bene, ma senza esagerare.
Tutto a posto, allora? Eh no, troppo facile. Perché comunque il tempo è passato, e niente è per sempre. Occhio al titolo.

 

Judy Garland, il tramonto ♦ Avvocato dei neri ♦ Torna il trio ♦ Il dott che parla con gli animali ♦ Thriller in fondo al mare

Da giovedì 30 gennaio

JUDY – Di Rupert Goold. Con Renée Zellweger, Jessie Buckley. Gran Bretagna 2019. Musical / Biografico. 118 min. ● Gli ultimi concerti della cantante e attrice Judy Garland a Londra. Ormai, è sola, divorziata quattro volte, senza più la voce di una volta. E senza un soldo. Accetta una tournée a Londra, ma il ritorno sul palco risveglia anche antichi fantasmi

IL DIRITTO DI OPPORSI – Di Destin Daniel Cretton. Con Michael B. Jordan, Brie Larson. USA 2019. Drammatico. 136 min. ● Un giovane afroamericano, laureato in legge ad Harvard, potrebbe far carriera nel Nord degli Stati Uniti, ma sceglie di lavorare per difendere i condannati a morte in Alabama, molti dei quali non hanno beneficiato di un regolare processo. Quasi tutti sono neri come lui

ODIO L’ESTATE – Di Massimo Venier. Con Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Lucia Mascino. Italia 2020. Commedia. 110 min. ● Aldo Giovanni e Giacomo partono per le vacanze estive. Non si conoscono. Uno fa l’imprenditore, metodico, precisino e fallimentare. Un altro è un medico di successo con figlio adolescente problematico. L’altro ancora è un ipocondriaco con cane. Tre vite molto diverse fra loro. Si incontrano casualmente in una piccola isola italiana

DOLITTLE – Di Stephen Gaghan. Con Robert Downey Jr., Rami Malek. USA 2020. Commedia. 106 min. ● Reso famoso dalla serie di libri per l’infanzia, scritti da Hugh Lofting negli Anni Venti (già in versione cinematografica nel 1967, con Rex Harrison), Il dottor Dolittle, l’unico medico al mondo capace di capire e parlare con gli animali, torna ora sul grande schermo interpretato da Robert Downey Jr …

VILLETTA CON OSPITI – Di Ivano De Matteo. Con Marco Giallini, Michela Cescon, Massimiliano Gallo, Erika Blanc. Italia 2020. Drammatico. 88 min. ● In un paese del Nordest italiano una ricca famiglia borghese, di grande influenza, ma con dei difficili rapporti familiari: una donna fragile erede della fortuna familiare; suo marito, romano e infedele; una figlia adolescente arrabbiata; la nonna taccagna

UNDERWATER – Di William Eubank. Con Kristen Stewart, Vincent Cassel. USA 2020. Thriller. 95 min. ● In fondo all’Oceano, l’esplosione di una base sperimentale di perforazione coinvolge un gruppo di scienziati, che tentano di raggiungere una piattaforma dismessa fornita di capsule di salvataggio. Ma dei mostri marini infestano gli abissi…

UNA STORIA D’ARTE – Di Marco Pollini. Con Loretta Micheloni, Lorenzo Maggi, Esther Grigoli, Enzo Garramone. Italia 2019. Drammatico. 79 min. ● Lei, donna della buona società, ricca e viziata, ha 70 anni; lui, un meccanico grezzo e prepotente, ne ha 20. Sono legati da una grande passione per i quadri e per la pittura. Lei decide di investire tempo e denaro per lanciare il giovane come pittore