“L’ultima luna d’estate”: 12 giorni di teatro, degustazioni, musica, incontri nel Parco del Curone e colline della Brianza

Lella Costa in “Cesare Pavese and America”. Con lei anche la band Yo Yo Mundi/ArtUpArt.

Da mercoledì 30 agosto a domenica 10 settembre, avrà luogo la ventesima edizione del Festival “L’ultima luna d’estate”, realizzato con la collaborazione di 16 comuni della Brianza collinare, nelle cascine, negli agriturismi e nelle ville del Parco Regionale di Montevecchia, Valle del Curone e Parco dei Colli Briantei, nella provincia di Lecco e di Monza e Brianza. Il Festival è diretto da Luca Radaelli. Dodici giorni per concludere l’estate con spettacoli teatrali, incontri, degustazioni di prodotti tipici, teatro per i più piccini, musica, laboratori, aperitivi e passeggiate letterarie.

Alcuni dei tanti eventi

Mercoledì 30 agosto, ore 21, a Lesmo: “Promessi! ovvero I promessi Sposi in scena”, produzione di Teatro Invito con la regia di Beppe Rosso e Luca Radaelli, che 20 anni fa aprì proprio la prima edizione de L’Ultima Luna d’Estate.

Giovedì 31 agosto, ore 21, a Sirone Tam Teatro Musica mette in scena “Picablo” (dedicato a Picasso), regia di Michele Sambin, un viaggio per immagini nello studio del pittore spagnolo per scoprirne i segreti in compagnia di saltimbanchi, tori, ballerine, colombe, arlecchini e toreri. Lo spettacolo sarà preceduto da una lezione su Picasso a cura di Simona Bartolena.

Venerdì 1 settembre, a Viganò, ore 18.30, debuttano Enrico Lombardi e Dario Aggioli di Teatro Forsennato/Ass. Quinta Parete con “Sono tutti mio cugino”, storia provinciale e universale di una casa con 12 figli in un paese che è una famiglia; mentre alle 21 a Casatenovo Roberto Anglisani darà vita a “Giobbe – storia di un uomo semplice”, con la regia di Francesco Niccolini, tratto dal romanzo di Joseph Roth. A Monticello Brianza la serata si chiude alle 23 con L’orchestrina delle Ore.

Il cartellone, articolato e ricco di avvenimenti, prevede, tra laltro, la lettura di brani de “Le Città invisibili” di Calvino con i gruppi di lettura delle biblioteche: domenica 3 settembre, ore 11, a Villa Greppi di Monticello Brianza, mentre alle 16.30, a Casatenovo, il Teatrino dell’Es intratterrà le famiglie con il “Manifesto dei burattini” di Vittorio Zanella, varietà di teatro d’animazione musicale e recitato.

La serata del 3 settembre avrà il suo culmine a Villa Greppi alle 21.30 con Lella Costa e la band Yo Yo Mundi/ArtUpArt in “Cesare Pavese and America”.

Al Parco Villa Banfi di Carnate, martedì 5 alle ore 21, Oscar De Summa (candidato al premio UBU e vincitore del premio Rete Critica 2016) sarà protagonista di “Stasera sono in vena”, spettacolo ironico e amaro che parla di adolescenza in provincia, di sud Italia, degli anni Ottanta, di storie “stupefacenti”.

Giovedì 7 alle 21 a Missaglia il “Magnificat” di Alda Merini messo in scena da Arianna Scommegna accompagnata dalla fisarmonica di Giulia Bertasi.

Tutte le informazioni:
www.teatroinvito.it

 

Tre giorni di arte, libri, incontri, musica, laboratori di pittura e intaglio, e spazi per bambini, al Festival di Estoul

ESTOUL (Brusson, Aosta), giovedì 20 luglio – (di Emanuela Dini) Sarà Paolo Cognetti, fresco vincitore del Premio Strega 2017, a inaugurare, venerdì 21 luglio, la prima edizione del Festival “Il richiamo della Foresta”, a Estoul, frazioncina di Brusson, in val d’Ayas, ai piedi del Monte Rosa.
Un festival dedicato a libri, musica, arte, incontri di montagna tra gente che ama la montagna.
«Tre giorni, 21, 22, 23, per raccontare i diversi modi di vivere la montagna e il desiderio di comprenderla e popolarla. Arte, libri, musica e incontri con vecchi e nuovi montanari: persone che da sempre abitano la montagna e persone che ci sono tornate per riprendere i lavori dimenticati o inventarne di nuovi. La montagna non come fuga solitaria o desiderio di isolamento, ma come luogo di resistenza e di ricerca di nuove relazioni e mestieri,  un’alternativa possibile al modello economico offerto dalla città», spiegano gli ideatori del Festival, persone di città e con lavori creativi, che da molti anni hanno scelto di abitare, lavorare o passare le vacanze a Estoul – così simile alla Grana raccontata da Cognetti nel suo romanzo “Le otto montagne” – eleggendo questo villaggio a luogo dell’anima e impegnandosi a farlo rivivere nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni montanare.
Il festival – nato anche all’autofinanziamento con un crowdfunding che ha raccolto più di 8000 € grazie a 141 sostenitori – presenta un ricco programma articolato tra letteratura, musica, laboratori di pittura e intaglio, spazio bambini, tavole rotonde.
Ospiti di grido, oltre a Paolo Cognetti che qui gioca in casa (vive per gran parte dell’anno proprio tra queste montagne), saranno Mauro Corona e Folco Terzani per la letteratura, Hervé Bramasse per l’alpinismo, i gruppi musicali L’Orage, Amycanbe, Metrobrousse per i concerti serali, tra boschi di larici e sotto le stelle.

Il programma completo:
http://www.ilrichiamodellaforesta.it

LA SCOMPARSA DI ANGELO QUITADAMO, EMINENTE FIGURA DEL MONDO STENOGRAFICO ITALIANO

Angelo Quitadamo non è più. È deceduto martedì 18 luglio, alle ore 17, all’Ospedale Maresca di Torre del Greco, dove era ricoverato da una settimana. Avrebbe compiuto 96 anni il prossimo 17 agosto. Mi legava ad Angelo una fraterna amicizia, che risaliva agli anni Cinquanta, dopo la nostra conoscenza in casa Zucchermaglio, a Verona. Un rapporto di riconoscente affettuosità lo univa a Ugo Zucchermaglio, che negli anni bui dello sfascio del ’43 gli aveva dato rifugio e ospitalià. Zucchermaglio, peraltro, era legatissimo al padre Giuseppe, per quel patto di sangue e di pensiero che nasceva dalla comune irrorante passione per la Stenografia.
Iniziò da lì un fraterno rapporto, nell’ambito di un ideale cenacolo, che accomunava, per le vie sotterranee degli affetti e della cultura, la Società Stenografica Veronese e l’Unione Stenografica Napoletana. E, intorno, tutto un universo di nomi, di studiosi, di appassionati uomini di cultura, in un’unica Unione che andava da Verona a Napoli, da Milano a Bologna, da Trieste a Genova, da Firenze a Roma… In tutto ciò, Angelo aveva la straordinaria capacità della mediazione. Gli spiriti stenografici sono sempre stati ribollenti. E dopo infuocati interventi, in riunioni e convegni, non mancava mai l’abbraccio fraterno e conciliativo. Pronti a ricominciare. Erano tutti nomi e singolari rappresentanti delle scritture veloci. Ora stanno riabbracciando Angelo. Lassù… Ne ricordiamo alcuni, perché rappresentano, con altri, tutto il mondo di Angelo. E nostro.
Andrea e Alberto Marchiori, Giuseppe Casoni, Giuseppe Aliprandi, Francesco Giulietti, Ernesto Caroggio, Roberto Alessandri, Giuseppe Capezzuoli, Guglielmo Di Giovanni, Ada Beltrami, Attilio Ottanelli, Ugo Andreini, Ada Garbislander, Giovanni Boaga, Manlio Lombardo, Carlo Niccoli, Giuseppe Farulli, Ludovico Pagano, Jolanda Terenzani, Vittoria Bolognesi, Olga Candiani, Silvia Trampus, Mario Marchesi, Ferdinando Di Stefano, Martha Marchesi, Flaviano Rodriguez… Tutti amici carissimi, che ricordiamo, a spezzoni di mente, perché legati al libro dei ricordi di tutti noi e di Angelo, ora di nuovo affratellati  in un’unica agape di amorosi pensieri.
Stenografo, calligrafo delle scritture veloci di rara eleganza e chiarezza, autore di limpide grammatiche strenografiche, perito grafico, presidente di tutto, non per smania di affermazioni, ma perché era al di sopra di tutto, per riconosciuta autorità culturale e professionale, ha occupato le cariche di maggiore prestigio stenogr afico. Dall’USNEN alla Federazione Stenografica Italiana Gabelsberger-Noe, all’EUSI. E in ogni convegno nazionale, sistematico e intersistematico, portava moderazione e acutezza dottrinale.
Simbolo di passione e onestà intellettuale, ricordiamo Angelo Quitadamo tra le personalità che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura e nella scuola. Un esempio. Un amico. Una luminosa personalità. In un mondo che sta dimenticando.
Al figlio Paolo, ai familiari, ai parenti tutti la commossa partecipazione della Scuola Gabelsbergeriana.

Paolo A. Paganini

Le esequie si terranno domattina, giovedì 20 luglio, alle ore 9, presso la chiesa di S.Maria delle Grazie, in Piazza Matteotti (largo Ariccia) di Portici (Na). Dopo la cerimonia, la salma sarà tumulata nel Cimitero di Poggioreale.

 

 

Tra il noir e lo psicologico, la tragica storia d’amore di Lucia. Dalle brume scozzesi al Castello Carrarese di Padova

PADOVA, sabato 8 luglio – Una grande scala al centro della scena sulla quale convergono e si uniscono, come in un abbraccio, le prospettive e le architetture del Castello Carrarese (Piazza Castello, Padova). Qui, su questa scena silenziosamente imponente, verrà rappresentata, giovedì 27 luglio, Lucia di Lammermoor, capolavoro romantico di Gaetano Donizetti, libretto di Salvadore Cammarano, ambientato fra le brume e i castelli della Scozia medievale.
L’allestimento, nuova coproduzione con Bassano Opera Festival, sarà affidato a Paolo Giani che firma regia, scene, luci e costumi. Protagonisti l’Orchestra di Padova e del Veneto ed il coro Lirico Veneto, diretti dal M. Giampaolo Bisanti.
Nella parte di Lucia il soprano russo Venera Protasova, il tenore Giordano Lucà interpreterà il ruolo di Edgardo. Il basso Simon Lim sarà Raimondo, Mattia Olivieri, Enrico, e il tenore padovano Matteo Mezzaro, reduce dal successo al Teatro alla Scala di Milano, sarò lo sposo Arturo. Completano il cast Lara Rotili, Alisa e Orfeo Zanetti, Normanno.
Sul palcoscenico, una installazione composta di lune cadute da un cielo senza speranza, assediate dalle angosce e dalle mediocrità di una vita faticosa” racconta il regista Paolo Giani, “per mettere in risalto il dramma di Lucia, noir e psicologico, che nasce dalla contrapposizione fra la realtà e un mondo interiore, delicato e immerso in un sogno...”
Dopo il trionfale debutto napoletano del 1835, la sfortunata storia d’amore di Lucia ed Edgardo, vittime del conflittotra le loro due famiglie, è diventato uno fra i titoli più amati dal pubblico d’opera di ogni tempo e ha rappresentato un passaggio cruciale, quasi un’iniziazione, per interpreti leggendarie, quali Maria Callas, Renata Scotto, Joan Sutherland.
L’opera è suddivisa in due Parti, nelle quali si compie il tragico destino di Lucia. La storia si svolge in Scozia, parte nel castello di Ravenswood, parte nella rovinata torre di Wolferag alla fine del secolo XVI. La nobile famiglia Asthon, alla quale appartengono i fratelli Enrico e Lucia, ha usurpato i beni e il castello della famiglia Ravenswood, il cui unico erede è Edgardo. Lucia e Edgardo si amano segretamente, ma la protagonista è costretta dalla sua famiglia a sposare Arturo. Ingannata e vittima di questa violenza psicologica, Lucia impazzisce e uccide, la prima notte di nozze, Arturo. Insanguinata e fuori di sé, Lucia immagina le sue nozze desiderate con Edgardo. Sopraffatta dal dolore, muore. Ignaro di tutto ciò, Edgardo, sul punto di sfidare a duello il fratello di Lucia per risolvere antichi rancori tra le due famiglie, apprende della morte di Lucia. Svanita la ragione stessa della sua vita, decide di trafiggersi con un pugnale.

Info e contatti:
Biglietteria Teatro Verdi – Via Livello, 32 – 35139 Padova (PD)
Telefono: 049 87770213 / 8777011
Comune di Padova – Servizio Manifestazioni e Spettacoli – Palazzo Moroni
tel. 049 8205611/5623