Fiera Milano City: 25ᵃ Tatoo Convention. Tre giorni con più di 500 artisti del tatuaggio. Premi ai migliori lavori eseguiti

“Milano Tattoo Convention” è uno degli appuntamenti più importanti della tattooart internazionale, giunta alla sua 25esima edizione: una grande festa del tatuaggio, vero punto d’incontro tra i migliori artisti del mondo in una manifestazione di altissimo livello, con più di cinquecento artisti in rappresentanza di ogni stile di tatuaggio. Si svolgerà il 7 – 8 – 9 febbraio, nei padiglioni della FIERA MILANO CITY (MiCo – Milano Congressi – Ingresso Evento GATE 13 – Via Gattamelata – Milano), dove si prevede una massiccia presenza di cultori del tatuaggio (nelle precedenti edizioni, si sono registrati più di 20.000 visitatori, provenienti da tutta Italia e da molti paesi europei).
Una grande festa della “creatività su pelle”!
A contorno dei tatuatori ci saranno musica, spettacoli e gli immancabili tattoo contest che si terranno nei tre giorni di manifestazione e premieranno i migliori lavori eseguiti durante la convention nelle varie categorie. Il più importante è il BEST OF SHOW, ovvero il miglior tatuaggio eseguito in convention, uno dei premi più importanti al mondo.
Presenti alla manifestazione anche un folto gruppo di esponenti del movimento SuicideGirls, pagina web che raccoglie foto e profili testuali di ragazze in stile pin-up, dark, punk. Fra i presenti alla “Milano Tattoo Convention” anche Riae Suicide (2,9 milioni di followers), Yanna Sinner, Spicyroller, Arimane, Bastat, Emyfade, Indago e molte altre.

Fra gli ospiti internazionali di questa edizione, presentati dal rapper italiano Space One, ci saranno:
Haewall, coreano famoso per i suoi full body in stile orientale che alternano colore e bianco e nero; sempre dalla Corea arriva Pitta Kkm famoso per il suo tatuaggio moderno colorato in chiave orientale; Manh Huyn, tatuatore vietnamita, per la prima volta in Europa, conosciuto per il suo tatuaggio in stile orientale influenzato dalla cultura pop.
E poi: il polacco Ad Pancho (stile colorato); Oash Tattoo dalla Spagna (stile neo-traditional); Alexander Grim (colore nero); dalla Francia Sandry Riffard; da Manchester Jak Connolly; Chenjie NewTattoo, per la prima volta in Europa, la più famosa tatuatrice cinese nota per il suo stile moderno; Josh Peacock, tatuatore inglese moderno che inserisce dei denti di grandi dimensioni in ogni soggetto che tatua; Nazareno Tubaro, argentino, uno dei rappresentanti internazionali del tatuaggio ornamentale moderno

Fra gli italiani invece saranno presenti, tra altri grandi maestri:
Matteo Pasqualin, uno degli esponenti internazionali del tatuaggio realistico in bianco e nero; Amanda Toy famosa per i suoi tatuaggi giocosi e coloratissimi: bambole dagli occhioni languidi, matrioske, unicorni e arcobaleni fatati, rivisitazione del tradizionale tatuaggio americano; Roberto Borsi, uno dei pochi tatuatori italiani a tatuare con la tecnica Tebori, la tecnica tradizionale manuale giapponese che utilizza bacchette d’acciaio invece della classica macchinetta (i suoi soggetti appartengono alla mitologia e alla maschera giapponese). Simo SNT, unico tatuatore europeo a far parte della World Wide Letter Gang, della quale è l’esponente italiano più noto; Alberto Marzari, tatuatore molto conosciuto in ambiente calcistico perché tatua i ragazzi della curva dell’Inter e anche diversi giocatori della squadra; Marco Galdo, tatuatore da oltre 20 anni è uno degli ideatori del tribale moderno nel mondo, specializzato in disegni geometrici prevalentemente neri e rossi; Ivano Natale, dopo una lunga assenza, torna a Milano uno dei più importanti esponenti del Black&Gray (nero e grigio) italiano nel mondo; Stizzo, conosciuto per il suo traditional fineline; Mambo Tattooer (stile “destrutturato”, diventato in pochi anni uno dei punti di riferimento del tatuaggio moderno internazionale)…
(pap)

Per informazioni, orari e prezzi:
www.milanotattooconvention.it

I “Concerti della domenica”. Classico e jazz, sacro e profano. Al Filodrammatici dieci eventi fino al 29 marzo

MILANO, venerdì 10 gennaio (di Carla Maria Casanova) – Festeggiano i 30 anni i “Concerti della domenica” del Teatro Filodrammatici: un record, di questi tempi. Saranno dieci eventi dal 12 gennaio al 15 marzo e un postludio fuori abbonamento domenica 29 marzo. Sempre al mattino, dalle 11 alle 12 (con aperitivo finale in compagnia degli interpreti).
I concerti nacquero un giorno d’inverno del 1991 – ricorda il fondatore e direttore artistico Roberto Porroni – quando maturai il desiderio di creare una nuova iniziativa che rendesse più vive culturalmente le mattinate domenicali milanesi”.
Porroni, che già vantava un nome internazionale come chitarrista, voleva proporre una formula particolare e interpreti di alto valore. Riuscì subito ad assicurarsi un pubblico affezionatissimo proponendo programmi inusuali, dal classico al jazz, al popolare, nel sacro o nel profano.
Un posto privilegiato l’ha sempre avuto Piazzolla che inaugura anche la stagione 2020, con il concerto che inizia con The Rough Dancers and the Cyclical Night per concludersi con Sacred concerts di D Ellington, nelle elaborazioni di Porroni. Esecutore il singolare ensemble Cuartet (nella foto), formato da Roberto Porroni (chitarra), Adalberto Ferrari (clarinetto), Marija Drincic (violoncello), Marco Ricci (contrabbasso).
Le formazioni insolite proseguono con il Trio Pettoni-arpa, Mahaikian-soprano, Andrea Manco–primo flauto della Scala, impegnato in una dimensione multimediale tra Musica e Sogno.
Poi saranno musiche tradizionali ungheresi e dei Balcani (strumento protagonista il cimbalon); Theodorakis e Rota eseguiti dall’Ensemble Duomo; la Berliner Camerata.
A grande richiesta ritorna la cornamusa della musica irlandese con i Birkin Tree. Seguirà Luisa Prandina con la sua arpa. Prima del concerto del 29 marzo, dedicato a Ennio Morricone, ci sarà come sempre la consegna del Premio Ubi Banca-Milano per la musica, assegnato a un grande personaggio del nostro tempo. Primo della serie fu Carlo Maria Giulini.

Teatro Filodrammatici, Milano, Tel. 02.36727550 – 3289666500 – Concerto singolo € 15; abbonamento 10 concerti € 116.
www.robertoporroni.it
www.teatrofilodrammatici.eu

Otto concerti e 11 musicisti in una nuova rassegna della Società del Quartetto insieme con il Teatro Franco Parenti

MILANO, mercoledì 11 dicembre ► (di Carla Maria Casanova) – “Ho scoperto che Milano ha un’enorme capacità – e volontà – di fare le cose insieme”, ha detto Ilaria Borletti alla presentazione della nuova rassegna musicale programmata al Teatro Franco Parenti da gennaio a maggio 2020.
L’idea nasce proprio dalla fervida collaborazione di due donne: Ilaria Borletti Buitoni, presidente della Società del Quartetto, e Andrée Ruth Shammah, direttrice e anima del Teatro Franco Parenti. Amicizia di lunga data, uguale desiderio di fare passi oltre a quanto mercato e cultura tradizionale propongono.
Il programma di questa nuova rassegna, che vuole sfatare il mito della musica contemporanea incomunicabile, è coordinato dall’espertissimo Gianni Morelenbaum Gualberto.
“La musica si stava in qualche modo chiudendo”, ha detto Borletti. “Molto spesso chi deve stimare e sostenere le proposte, valuta in merito della quantità più che della qualità, ciò che va a scapito del prodotto stesso. Il Quartetto meditava alcune sfide e ha trovato nel Teatro Franco Parenti un interlocutore straordinario.”
Saranno 7 + 1 concerti, dal jazz alle sonorità contemporanee.
Alle ore 11, da domenica 19 gennaio al 5 aprile, nella sala grande del Parenti. Postludio venerdì 22 maggio, ore 20,30, ai Bagni Misteriosi, la fantastica struttura “sportiva” sorta per volere e tenacia di Andrée Shammah a ridosso del suo teatro.
Il cartellone è affidato a interpreti di grande notorietà: Vijay Iver, internazionale funambolo della musica improvvisata; Vanessa Wagner, offre  il suo grande virtuosismo tra il linguaggio accademico e la immediatezza dei vernacoli; Yonathan Avishai illustrerà le radici della musica popolare d’autore nel Nuovo Mondo; Lisa Moore elabora il costante connubio tra musica e immagine; Timo Andres, pianista e compositore, ci porta nel cuore della nuova musica del nostro tempo; Simon Ghraichy, virtuoso della DG, francese di nascita, libanese e messicano di origini, gioventù trascorsa in Canada,studi a Parigi e Helsinky, rappresenta, persino fisicamente, lo spirito della rassegna; Jason Moran, da anni ospite della Biennale di Venezia, si esibisce con la moglie mezzosoprano classico Alicia Hall.
Il viaggio dei “Pianisti di altri mondi”si conclude con una festosa celebrazione del jazz di Charlie Parker, che vedrà in pista Dado Moroni, Aaron Goldberg, Danny Grissett, Emmet Cohen.

“PIANISTI DI ALTRI MONDI – Dal Jazz alle sonorità contemporanee”, a cura di Società del Quartetto e Associazione Pier Lombardo ideata da Gianni Morelembaum Gualberto. Al Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano. Dal 19 gennaio al 22 maggio 2020. Abbonamento agli 8 concerti è di € 120. Concerti singoli € 20 (over 65 e under 26, € 16)

Le multisale milanesi, modello del circuito di Accademia Perduta Romagna Teatri. Opere di qualità, nomi di prestigio

Roberto Anglisani in “Giobbe, storia di un uomo semplice” di Joseph Roth, regia Francesco Niccolini

(di Andrea Bisicchia) Accademia Perduta Romagna Teatri ha costruito un Circuito teatrale ambito da molte Compagnie di giro, i cui teatri di riferimento sono il “Diego Fabbri” di Forlì, Il “Masini” di Faenza, il “Goldoni” di Bagnacavallo, Il “Walter Chiari” di Cervia, ed altri. Si tratta di teatri sempre esauriti in abbonamento, pertanto chi entra nella programmazione sa di recitare con la sala piena. Inoltre, il Direttore artistico del Circuito, Ruggero Sintoni, ha deciso di restituire alle città anche i “Ridotti”, sale di circa cento posti, con architetture settecentesche per quanto riguarda il “Masini”, ottocentesche per il “Goldoni”, e Liberty per il “Diego Fabbri”. I “Ridotti” offrono al pubblico un panorama di spettacoli e iniziative, da formare delle vere e proprie Stagioni in una sorta di completamento con le programmazioni ufficiali, trasformandosi in spazi di comunicazione diretta con i cittadini, spazi che richiedono un’accuratezza maggiore rispetto a quella dei normali cartelloni stagionali.
Come avviene, insomma, per le varie multisale (per esempio, il Teatro Franco Parenti di Milano o per le programmazioni dei vari circuiti regionali).
Le iniziative saranno particolarmente variegate e di singolare interesse, alternando teatro, danza, musica, incontri, dibattiti, mostre, esposizioni ed altre curiosità.
La Stagione del “Ridotto” del “Goldoni” si apre con “Il canto dei segni”, che vede in scena persone sorde e persone udenti che dialogano attraverso la musica: una tipologia di teatro civile e sociale che ha, come caratteristica, quella di rendere possibile, l’impossibile. Prosegue con “Giobbe” di Joseph Roth, già pubblicato da Adelphi, che sarà portato in scena, nella versione di Francesco Niccolini, con Roberto Anglisani nella parte del Maestro Mendel, ritenuto stupido dalla moglie perché insegna la Bibbia ai bambini e perché è stato abbandonato dal Signore, a cui era stato sempre devoto. Daniela Piccari darà voce a Edith Piaf, mentre Vincenzo Pirrotta, con la regia di Roberto Andò, interpreterà “Storia di un oblio”, tratto da un testo di Laurent Mauvignier che racconta la vicenda di una morte assurda, pièce di grande successo in Francia, alla Comédie-Française. Il regista Giuseppe Marini si cimenterà con “L’amico ritrovato”, di Freed Uhlman, un monologo, al tempo stesso, lirico e ossessivo.
Marco Martinelli, del Teatro delle Albe, sarà il regista di “Saluti da Bruscello”, con Luigi Dadina e Gianni Parmiani, la storia, realmente accaduta, di Donato Ungaro, il vigile licenziato per aver denunziato infiltrazioni della ‘ndragata in Emilia. Chiara Guidi della Societas realizzerà “Pentesilea” di Kleist. E poi lo spettacolo comico -satirico “Vaga Show” affidato a Cecilia D’Amico.
Il Ridotto di Forli, con meno posti, dedicherà la programmazione a reading, presentazioni di libri, momenti musicali e a un “Dialogo con Diego Fabbri”, drammaturgia di Simone Toni, in occasione dei quarant’anni della scomparsa del drammaturo forlivese, in attesa di vedere, nella Sala grande “Processo a Gesù” realizzato dal Teatro Quirino, con Geppy Gleieses.