Terra mare ghiacci su grande schermo e una grande orchestra dal vivo per vivere le emozioni della Natura

Desktop5VENERDI 11 LUGLIO
(di Carla Maria Casanova) L’ultimo del primo round, – Frozen planet – è per sabato 12, (alle ore 18). Per chi avesse perso la prima serie delle tre serate ci sono due recuperi: in luglio e in agosto. Si tratta dei BBC Concerts che laVerdi ha messo in programma per “Un’estate con la musica 2014”. Chi ne ha già visto anche uno solo ci torna. Visto e sentito. Difficile dire se più visto o più sentito. Questa esperienza straordinaria di suono e visione arriva in Italia in prima assoluta. Tre programmi, ciascuno della durata di due ore circa, proposti come una trilogia unica. Tre serie di riprese (su grande schermo): in terra, in mare e tra i ghiacci. Riprese portate a termine in cinque anni di lavoro: viaggi, appostamenti, attese, tentativi, silenzi, pericoli.
Su immagini mozzafiato, George Fenton, ha composto una colonna sonora emozionante. Adesso, perché lo spettacolo acquisti immediatezza, le sue musiche vengono eseguite dal vivo, da una orchestra sinfonica di 58 elementi (archi, fiati, tastiere, percussioni e arpa). Nel nostro caso è laVerdi, diretta da Danilo Grassi, con interventi dell’attore Paolo Barillari e della cantante Valentina Ferrari.
Il “viaggio” inizia sulla terra: “Planet earth in concert”. Vi si ammirano i commoventi “primi passi” di varie specie di animali, comportamenti di oranghi nella foresta, migrazioni di elefanti, rarissime apparizioni di leopardi delle nevi, l’uccello del paradiso, il deserto del Gobi, la foresta amazzonica…e spettacolari vedute aeree. Seconda serata “the blue planet”, titolo esplicito. Le riprese sono state fatte nei misteri degli abissi. In quegli Oceani che sono il più grande habitat di vita selvatica che abbiamo. Un mare, con i suoi abitanti, che l’uomo sfrutta a rischio di estinzione.
Tra i brani musicali c’è anche una elaborazione de “La Mer” celeberrima canzone di Charles Trenet. La terza sera “Frozen planet” esplora gli spazi del freddo, divisi in due parti: Artico e Antartico. Condizioni di vita estreme, bellezze incredibili: i ghiacciai delle vette e dei mari, le aurore boreali, le terre dei pinguini, le grotte sotterranee. Altri mondi, altri misteri. Una cosa è certa: dopo simili visioni, si ha voglia di viverla di più e meglio, questa Terra. E di amarla perdutamente.
Auditorium, largo Mahler, Milano : terzo appuntamento della prima serie: sabato 12 alle ore 18. Secondo round: lunedì 14, mercoledì 16, giovedì 24 luglio. Ultimo round giovedì 28, domenica 31 agosto, martedì 2 settembre. Tutti alle ore 20.30, fuorché domenica 31 agosto ore 18 –  Informazioni: 02.83389.401/2/3
www.laverdi.org

L’XI edizione del “Festival della mente”: 60 relazioni di scienziati, filosofi, scrittori, artisti

Collage9 LUGLIO 2014. Il Festival della Mente, il primo festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi, è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia e dal Comune di Sarzana. L’undicesima edizione si svolge a Sarzana dal 29 al 31 agosto 2014 con la direzione scientifica di Gustavo Pietropolli Charmet.
Tre giornate con 60 relatori e 39 incontri tra conferenze, spettacoli, workshop e momenti di approfondimento culturale – per esplorare la nascita e lo sviluppo dei processi creativi: scrittori, artisti, fotografi, designer, scienziati, psicologi, psicoanalisti, filosofi e storici indagano i cambiamenti, le energie e le speranze della società di oggi. Apre la manifestazione la lectio magistralis di Mario Calabresi “Ritrovare la ragione per non fare naufragio”. Il giornalista e scrittore riflette su come il dibattito pubblico italiano sia ormai soffocato dall’emotività e dal sensazionalismo.
Accanto al tema centrale della creatività, Gustavo Pietropolli Charmet ha introdotto quest’anno un secondo filone: quello della relazione complessa fra generazioni. Oggi si è giovani non in base all’età, ma in quanto si partecipa a certi stili di vita e di consumo. È quanto osserva il filosofo Francesco Cataluccio che, nell’incontro “L’epidemia di immaturità: da Peter Pan a Harry Potter”, mette in luce come la moderna immaturità sia anche il prodotto della “crisi” del padre. L’antropologo Marco Aime mette a fuoco la crescente dipendenza dei giovani nei confronti degli adulti. Dei diversi comportamenti e delle nuove aspettative dei genitori postmoderni, molto diversi da quelli di un tempo, parlano gli psicoterapeuti dell’adolescenza Davide Comazzi, Antonio Piotti e Laura Turuani. “Ragazzi, non siete speciali!” è il monito lanciato dall’insegnante e scrittore americano David McCullough jr. Secondo la psicologa Silvia Vegetti Finzi anche i rapporti tra nonni e nipoti sono cambiati rispetto al passato. I nonni conservano la memoria storica, i nipoti hanno altre conoscenze, soprattutto informatiche: per la prima volta possono educarsi a vicenda. “Litigare fa bene”, sostiene il pedagogista Daniele Novara. Lo psicoterapeuta Alfio Maggiolini analizza il comportamento dei ragazzi “contro”: gli adolescenti antisociali, spavaldi e impulsivi, che hanno perso la fiducia negli adulti e cercano piuttosto supporto nei coetanei.
Il tema centrale del XXI secolo non è più il rapporto fra sessi, ma quello fra generazioni. In una generazione cambiano più cose di quanto prima avvenisse in un secolo: è impossibile offrire ai figli il modello dell’alternanza. Lo psicologo Luigi Zoja parte da questo assunto per parlare di “Crisi generazionale, crisi maschile, crisi italiana”. Su “Eredità, tradizione, cambiamenti generazionali” interviene anche la sociologa Chiara Saraceno. La psicoterapeuta Sofia Bignamini cerca di decifrare i codici misteriosi della preadolescenza. “Lo psicologo Matteo Lancini analizza le novità introdotte dal mondo virtuale nel panorama musicale, dei videogiochi e dei social network.
Sulle problematiche di apprendimento in ambito scolastico intervengono: la psicologa Katia Provantini, la scrittrice Paola MastrocolaInoltre e il pedagogista Cesare Moreno. Da dove viene la creatività? Dialogano sul tema gli scrittori Peter Cameron e Marco Missiroli. Che cosa è cambiato per la donna indiana dal lontano passato ad oggi? Ne parla la scrittrice Anita Nair. La psicoanalista Elena Riva si interroga invece su “Il mito della perfezione della femminilità contemporanea”. Viviamo in un’età di ansia, in un mondo in cui ognuno si sente inadeguato rispetto alle proprie aspettative: gli scrittori Michele Serra e Christian Raimo ritengono che la letteratura possa raccontare le trasformazioni odierne sotto una luce inedita.
Cosa hanno in comune gli scrittori? Le regole per arrivare all’essenza di un buon libro sono analizzate dallo scrittore Fabio Geda. Gli scrittori Errico Buonanno e Chiara Valerio si confrontano invece sulle conseguenze del crollo delle utopie scientifiche. Creare non vuol dire improvvisare: vuol dire scegliere tra le idee. Partire da un’intuizione e lavorarci sopra, favorire le associazioni mentali e le contaminazioni emotive, saper leggere i propri talenti e scongiurare le interferenze della passione: questa la ricetta del giornalista e scrittore Beppe Severgnini. Appuntamento ormai irrinunciabile quello con la trilogia di Alessandro Barbero, che chiude ogni giornata con le sue lezioni di storia. Tema di quest’anno: “Come scoppiano le guerre?”. Il Festival della Mente si riconferma un palcoscenico di anteprime teatrali: tre quelle in programma quest’anno. Emanuela Grimalda porta in scena lo spettacolo “Le difettose”. Paolo Rossi condivide con il cantautore Gianmaria Testa un viaggio che è uno spazio aperto, un pezzo di destino, un tempo sospeso all’interno del quale può esserci tutto: la musica, il sogno, la speranza, la parola, la risata. Il quartetto classico tedesco Salut Salon si esibisce in uno spettacolo vivace che esplora il mondo della musica classica e racconta storie di destino mescolando tango, milonga, chansons, folk e colonne sonore da film. Per informazioni:
www.festivaldellamente.it

Il concerto di Muti a Redipuglia, presenti Napolitano e tre capi di Stato, nel centenario della Prima Guerra Mondiale

scrario 4PUBBLICATO GIOVEDÌ 3 LUGLIO
(di Carla Maria Casanova) “La nostra scelta per il 2014 era obbligata: celebrare i milioni di vite umane sacrificate (600.000 i giovani Italiani che persero la vita) in un luogo simbolo che rappresentasse tutti: per l’Italia è il Sacrario di Redipuglia”.
A Redipuglia, domenica 6 luglio Riccardo Muti dirigerà una compagine imponente di strumentisti e voci, per la inaugurazione ufficiale del Centenario della Prima Guerra Mondiale (1914-18), il conflitto più sanguinoso di tutte le guerre. Presenzieranno il presidente Giorgio Napolitano e tre capi di Stato.
Sul podio, insieme con l’orchestra giovanile Cherubini (fondata da Muti 10 anni fa) ed elementi della sua orchestra di Chicago, ci saranno anche la European Spirit of Youth Orchestra, e allievi dei Conservatori di Trieste e di Udine, e i Cori del Friuli Venezia Giulia e del Teatro Verdi di Trieste e musicisti di tutte le nazioni implicate nel conflitto: Germania, Austria, Russia, Inghilterra, Francia, Belgio. I solisti: Tatiana Serjan (russa), Daniela Barcellona (triestina), Saimir Pirgu (albanese), Riccardo Zanellato (veneto).
È il concerto che le Vie dell’Amicizia del Ravenna Festival, nate a conforto dei Paesi segnati dalle guerre e iniziate nel 1997 con la trasferta a Sarajevo, città martire, offrono quest’anno per dimostrare una volta ancora che la musica riconcilia. “Non distingue razze e popoli e lingue e religioni. – dice Muti – Se le nazioni usassero questo linguaggio, anziché quello dei cannoni, la pace potrebbe essere uno stato di vita permanente e non una parentesi tra invasioni e bombardamenti.”
Muti dirigerà la Messa da Requiem di Verdi, forse il suo pezzo forte in assoluto. “Il Requiem di Verdi è una preghiera molto particolare – dice il Maestro – è piuttosto un confronto tra l’Uomo e Dio. Verdi non era certo praticante e il suo Requiem non è un’implorazione. Il Libera me Domine è quasi una imprecazione: l’uomo rinfaccia a Dio di averlo creato e gli addebita la responsabilità di salvarlo. Come risulta chiaramente dalla forza della musica.” Questa asserzione di Muti mi aveva generato perplessità e scompiglio. Come può l’uomo che teme l’inferno (Libera me Domine de morte eterna) rivolgersi a Dio imprecando?
D’altra parte, come è possibile discutere di Verdi con Riccardo Muti, suo massimo interprete? E alla fine, a furia di ascoltare il grido di quella frase, ho dovuto dare ragione a Muti. Certo è che quel grido non potrà risuonare tragico e vero in nessun luogo come dal Sacrario di Redipuglia. Là dove da ciascuno dei 1200 gradini i Caduti rispondono “Presente”. E anche quel nostro Inno nazionale tanto vituperato (bellissimo, infatti, non è) che sarà suonato alla presenza del presidente Giorgio Napolitano e di altri tre capi di Stato, avrà una valenza tutta particolare perché la terribile frase “son pronto alla morte, l’Italia chiamò” quei ragazzi l’hanno eseguita dandola, la loro vita.
Il concerto delle vie dell’Amicizia del Ravenna festival diretto da Riccardo Muti al Sacrario militare di Redipuglia, primo appuntamento ufficiale alla memoria del conflitto del 1914-18, sarà trasmesso domenica 6 luglio in diretta alle ore 21, su Rai3, e riproposto in agosto su Rai Uno.

Il Teatro Menotti, fra cielo e terra, con la concretezza di ventisei appuntamenti, anche in chapiteau

Web(da un testo di presentazione del direttore artistico Emilio Russo)
26 appuntamenti per oltre 220 aperture di sipario, per un lungo viaggio che celebra i nostri primi 45 anni di storia teatrale a Milano. Un percorso attraverso i generi della scena contemporanea cercando e trovando accordi con il battere del tempo e i respiri del nostro fare e pensare teatro. Le parole, la musica, le immagini per raccontare storie “altre”, storie di un catalogo da consultare con la dovuta attenzione e lentezza, da riconquistare contro la velocità imposta e la tossicità intellettuale di questi vulnerabili anni dieci.
“Slow theatre” al Teatro Menotti con proposte originali e controllate, in questo anno teatrale in cui Milano è chiamata dal suo straordinario Expo 2015.
Lo faremo con due progetti nel periodo maggio/luglio 2015, uno dedicato al circo contemporaneo in collaborazione con la compagnia El Grito ed altri ospiti all’interno di uno “chapiteau” che sarà montato nelle vicinanze del teatro, l’altro con una dedica al teatro americano, ai suoi grandi autori Tennessee Williams e Edward Albee e ai suoi grandi comici Woody Allen e Groucho Marx, tutti gli spettacoli saranno sottotitolati in lingua inglese.
Le proposte in cartellone.
Tra il cielo e la terra come la musica, quella per Alda Merini e la sua poesia con due grandi interpreti come Monica Guerritore e Giovanni Nuti. Tra il cielo e la terra come l’idea di riscrivere Mozart con i suoni e le parole del mondo e l’Orchestra di Piazza Vittorio. Tra il cielo e la terra come la giovinezza perduta e i sogni rubati di un Risveglio di Primavera in chiave rock. Spring Awekening, energia e passione…
E così, sempre tra il cielo e la terra, il teatro e le sue storie fino a che qualcuno avrà voglia di raccontarle e qualcuno voglia di ascoltare.
Le nostre sono storie del nostro tempo e sono quelle di Marco Travaglio, Carlo Lucarelli, Federico Buffa, Francesco Abate, Andrea Scanzi, Giulio Casale, Ulderico Pesce, Piero Colaprico. Il vangelo degli ultimi, tra Fabrizio De André e i preti di frontiera. La buona novella. Le parole della Grande Guerra, quelle di uomini perduti e sperduti. Le parole di Delio Tessa nel suo viaggio milanese tra ciò che è rimasto in mezzo alle macerie e ai paradossi. Lo sforzo di sorridere in faccia alla tragedia. L’è el dì di mort, alegher! La poesia di Genet, provocazione, inganno e sensualità, con la Compagnia della Fortezza, i detenuti/attori del Carcere di Volterra verso lo stupore di un viaggio esistenziale e meraviglioso. L’ultimo viaggio di Don Chisciotte e Sancio Panza, in forma di commedia pop.
Tra il cielo e la terra come la follia dei due più grandi geni dell’umorismo del ‘900… Groucho Marx e Woody Allen, ovvero una risata non ci seppellirà. Ed Enzo Jannacci nel tenero e appassionato omaggio di Egidia Bruno. Il teatro visionario e concreto di Arturo Cirillo, per una residenza creativa dedicata alla drammaturgia americana. “Zoo di vetro” di Tennessee Williams e “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Edward Albee, ovvero l’America che si interroga e denuncia tra i valori perduti di una borghesia traballante e le vite impantanate nello squallore quotidiano.
Le acrobazie e i sogni di un circo da guardare a naso in su. Meraviglie e sorprese con il Circo El Grito. E Barberio Corsetti che dirigerà Claudio Santamaria in un testo di drammaturgia contemporanea mai rappresentato in Italia. Gospodin. Le profezie americane di Franz Kafka, per una “Amerika” immaginaria con la regia di Scaparro. E “Svenimenti” di Cechov del gruppo storico delle Belle Bandiere.
Informazioni: Teatro Menotti, Via Ciro Menotti 11. Milano. Tel 02 36592544.