Il mito della Callas con un cast di venti danzatori per far rivivere i fantasmi dei personaggi da lei interpretati

Desktop4(di Carla Maria Casanova) “Callas, il Mito” – Paixão e Fúria  – (letteralmente “Ardore e furia”) è il titolo dello spettacolo che la Compagnia Brasiliana di Danza Contemporanea “Studio 3 Cia. De Dança”,  porta in tournée internazionale. Prima e unica tappa italiana: Milano. Con le coreografie di Anselmo Zolla e la regia di José Possi Neto, il tracciato, inteso con la struttura di una sinfonia a tema in dodici numeri, inizia con la Callas che riceve la visita dell’Uccello della Morte e, con lui, i fantasmi dei personaggi da lei interpretati.
Lo spettacolo mette in scena il suo mondo, cercando di riscoprire una preziosa intimità, al di là della biografia universalmente nota, della quale comunque evoca i momenti salienti, dalla separazione dall’amato padre, al traumatico trasferimento con la madre in Grecia dovuta a difficoltà finanziarie, al dramma sentimentale con Aristotele Onassis, l’uomo della sua vita. Il tutto in chiave coreografica, con quello stile narrativo lanciato da Pina Bausch, qui liberato da qualsiasi riferimento realistico per dar campo a immagini di sogno anche visivamente esaltanti.
E naturalmente la voce di Maria Callas, – colonna sonora realizzata dalla ricerca di Felipe Venâncio – quella voce che non era soltanto canto ma anche, e forse più ancora, scatenamento di forze interne, dramma, memorie secolari. Quel canto che l’aveva portato a rivoluzionare il mondo dell’opera, riportandolo alle proprie origini, piuttosto andando molto oltre, in avanti.
La figura di Maria Callas è impersonata da Marilena Ansaldi, ballerina classica brasiliana di grande carisma, negli anni ’60 solista al Bolshoi poi tornata a Sao Paulo nella veste di attrice e pioniera del teatro danza. Nel cast dei 20 danzatori diretti da Vera Lafer figura José Perez, ballerino cubano che il pubblico italiano conosce per le sue esibizioni allo show “Amici” di Maria de Filippi. Lo spettacolo sostiene il progetto “United for Africa”.
Barclays Teatro Nazionale, piazza Piemonte, 19, 20, 21 giugno, ore 20.45. Biglietti (esclusa prevendita): poltronissima € 35,00, poltrona € 25.00, galleria € 15.00. Durata: 1 ora e 20 senza intervallo.

Beckett alla pummarola. E un amore esplode via email. Recensioni in PALCOSCENICO

Lluís Pasqual presenta al Napoli Teatro Festival un “Finale di partita” immerso nella cultura partenopea. Il regista ha selezionato per il cast Lello Arena, Stefano Miglio e Angela Pagano. Scrive il regista «Non credo che esista un teatro meno letterario e più legato al presente, all’istante esatto in cui si produce, di quello di Samuel Beckett. In un tardo pomeriggio parigino sentii dire dalla sua voce che il grande peccato dell’uomo è prendersi troppo sul serio. Sono convinto che il popolo napoletano, con i suoi attori e spettatori, pratica nella vita quotidiana, quella distanza che dà umorismo e ironia all’esistenza. Mi rende molto felice introdurre questi elementi napoletani in “Finale di partita”. “Finale di partita”, di Samuel Beckett, regia Lluís Pasqual Con Lello Arena, Gigi De Luca, Stefano Miglio, Angela Pagano. 9, 10 giugno, al Teatro Nuovo
LE HO MAI RACCONTATO DEL VENTO DEL NORD Paolo Valerio (3)Caso editoriale dello scrittore e giornalista austriaco Daniel Glattauer, “Le ho mai raccontato del vento del nord” ha venduto milioni di copie in tutto il mondo ed è stato definito da “Der Spiegel” come “uno dei più coinvolgenti dialoghi d’amore della letteratura contemporanea”. Una commedia dai toni brillanti giocata sull’ormai fragile equilibrio tra vita reale e vita virtuale che sarà messa in scena per il Festival l’11 e il 12 giugno da Paolo Valerio e interpretata da Chiara Caselli e Roberto Citran. Una mail all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l’imbarazzo iniziale, tra Emmi Rothner – sposa e madre irreprensibile dei due figli – e Leo Leike – psicolinguista reduce dall’ennesimo fallimento sentimentale – si instaura un’amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. “Le ho mai raccontato del vento del nord”, di Daniel Glattauer. Regia Paolo Valerio. Con Chiara Caselli e Roberto Citran. 11 e 12 giugno ore 21, Galleria Toledo.

Finalmente inaugurato il Museo Tebaldi: spartiti, lettere, contratti ed anche la stanza della celebre cantante

(di Carla Maria Casanova) Dopo anni di peripezie, il Museo permanente Renata Tebaldi è una realtà. Alloggiato nel Palazzo delle Scuderie di Villa Pallavicino a Busseto, terra di indiscusse eccellenze verdiane, l’attuale definitiva sede del museo sostituisce quella del Castello di Torrechiara di Langhirano (città dove Renata Tebaldi aveva trascorso infanzia e gioventù) in parte inagibile dal terremoto del 2012.
Villa Pallavicino di Busseto, storica residenza rinascimentale, si apre al museo in cinque sale dove il ricchissimo materiale esistente del celeberrimo soprano è esposto secondo un ordine tematico: i documenti (spartiti, lettere, contratti); i mirabolanti gioielli di scena; stanza della cantante ricostruita con mobili e oggetti appartenuti alla sua abitazione; la ricostruzione di una ipotetica “Stanza di Madama Butterfly” con i kimono originali e il salone del teatro, con i fiabeschi costumi.
Al percorso espositivo segue una serie di progetti che troveranno esecuzione nei piani superiori, sede di un Centro Studi dedicato soprattutto alle scuole, attraverso nuovi processi divulgativi, utilizzando strumenti e pratiche aderenti a didattica e tecnologia più avanzate di cui una piattaforma telematica informativa con educazione all’ascolto. Gli studenti potranno produrre materiali di studio, gestire un blog, sviluppare un sito web bilingue, produrre un video…
Info 338 4890594

Il balletto “Reshimo”, dell’israeliana Vertigo Dance Company, apre il Napoli Teatro Festival

RESHIMO Noa Wertheim (6)Con “Reshimo”, della compagnia israeliana Vertigo Dance Company (a Napoli per il terzo anno consecutivo) si apre, al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, la settima edizione del Napoli Teatro Festival Italia. A firmare lo spettacolo, in prima assoluta napoletana, la coreografa Noa Wertheim. Questa nuova coreografia della Wertheim indaga la dicotomia tra infinito e finito, tra sensualità e rito tribale, attraverso i passi di otto danzatori.Esplorando le tracce di un universo primitivo e traendo ispirazione dalla Cabala, viene evocata la passione verso tutto ciò che è contenuto nel tempo e nello spazio. Attraverso il ritmo e il gioco, si crea uno spazio senza schemi, un campo magnetico che ospita la ricerca di emozione, conoscenza e creazione. Nella coreografia – che come sempre si sviluppa sulle note dello storico compositore della compagnia, Ran Bagno – si confermano i segni identificativi della Vertigo: sensualità, energia e precisione.
“Reshimo”, Vertigo dance Company, coreografia di Noa Wertheim, musica di Ran Bagno, con Yael Cibulski, Micah Amos, Tomer Navot, Sian Olles, MarijaSlavec, Eyal Visner, Emmy Wielunsk, Yuval Lev. Al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, ore 21.30, 6/7 giugno