Scomparsa a 91 anni Valentina Fortunato. Aveva sposato Sergio Fantoni, con il quale negli anni 70 fondò gli Associati

MILANO, venerdì 21 giugno – È morta l’attrice Valentina Fortunato. Nata a Milano nel 1928, è stata tra i nomi di punta del Piccolo Teatro negli anni Cinquanta e Sessanta. Ed è stata attiva anche i Televisione fino agli anni Ottanta.
Negli anni Settanta, prima insieme con Luca Ronconi e Sergio Fantoni (sposato negli anni Sessanta), ai quali poi si aggiunsero Giancarlo Sbragia, Ivo Garrani, Luigi Vannucchi e Mattia Sbragia, ha dato vita alla prima cooperativa teatrale italiana, Gli Associati.
La famiglia e gli amici la ricorderanno martedì 25 giugno alle ore 18 nel foyer del Teatro Carcano.

Ilaria Borletti, terza della famiglia alla Società del Quartetto (dopo nonno e bisnonno) ha presentato la stagione 2019/20

Krystian Zimerman, pianoforte, con Maria Małgorzata Nowak (violino), Richard Groblewski (viola) e Eri Ishigaki (violoncello), inaugurerà la stagione 2019/20 della Società del Quartetto

MILANO, giovedì 20 giugno ► (di Carla Maria Casanova) Oggi, in Sala Alessi del Comune di Milano, con l’intervento dell’assessore alla cultura Filippo del Corno, presentazione della 155.ma stagione della Società del Quartetto (1 ottobre 2019- 19 maggio 2020).
E primo incontro ufficiale con il pubblico del nuovo presidente, Ilaria Borletti Buitoni (terza, della famiglia Borletti, a questo posto, dopo bisnonno e nonno: un record), che succede allo storico presidente Antonio Magnocavallo, scomparso alcuni mesi fa.
Parole brevi, precise, puntuali quelle di Ilaria Borletti, secondo il suo stile conciso e perfetto, ma anche personalmente coinvolta, come lo è stata, da Sottosegretario ai Beni Culturali, nella recente appassionata campagna contro le Grandi Navi nel bacino di San Marco a Venezia (battaglia non ancora terminata, nonostante i ripetuti pericolosissimi incidenti in Laguna).
L’appello di Ilaria Borletti rivolto al ministro della cultura Bonisoli, è ora in favore della musica, affinché l’erogazione delle sovvenzioni statali non dipenda più dalla “quantità”, ma dalla “qualità” dell’operato degli Enti, ricordando che, nella musica in particolare, “qualità” è un valore imprescindibile. Ha chiesto che le valenze dell’Art bonus vengano applicate anche in campo musicale.
Lamentando il posto di Cenerentola riservato in sede governativa alla musica, Ilaria Borletti ha poi tracciato a grandi linee il programma della stagione, che Paolo Arcà, da 12 anni Direttore Artistico del Quartetto, ha illustrato dettagliatamente.
Ricca la proposta, articolata quest’anno intorno a tre grandi B: Bach, Beethoven, Brahms. Tra i grandi interpreti presenti Ton Koopman, Angela Hewitt, Jordi Savall, Krystian Zimerman (concerto inaugurale), Jan Lisiecki, sir Andràs Schiff, Andrea Lucchesini.
Ci saranno: un concerto straordinario dell’Amsterdam Baroque Orchestra, in san Marco (17 dicembre); una serata speciale dedicata alla Lira di Orfeo, protagonista il controtenore Raffaele Pe (lodigiano di 33 anni, il controtenore oggi più richiesto); una “serata con Mozart a Milano, 250 anni dopo” (10 marzo), per ricordare il primo passaggio del quattordicenne Wolfgang Amadeus nel capoluogo lombardo.
I concerti hanno luogo nella sede storica del Conservatorio G. Verdi, ma anche in sedi dislocate: Casa Verdi, spazio Tennis di Villa Necchi, Teatro Franco Parenti, San Bernardino, dimore e Cascine storiche lombarde. Queste ultime in collaborazione con l’associazione Dimore del Quartetto, di cui è presidente Francesca Moncada di Paternò, anche vicepresidente del Quartetto.
Sì, per la prima volta, al Quartetto, un team femminile alla direzione. Promette bene.

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Al Pompeii Theatrum Mundi: 3 classici in prima assoluta, ma anche i danzatori israeliani della coreografa Noa Wertheim

“La Tempesta”, adattamento e regia Luca De Fusco. Con Eros Pagni (Foto Fabio Donato).

NAPOLI, martedì 18 giugno Al Teatro Grande, nel più imponente sito archeologico del mondo, qual è Pompei, ritorna uno dei più importanti appuntamenti dell’estate italiana dei festival teatrali: Pompeii Theatrum Mundi, la terza edizione della rassegna estiva di drammaturgia antica (promossa da Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale e Parco Archeologico di Pompei, in coproduzione con Fondazione Campania dei Festival-Napoli Teatro Festival Italia 2019, Teatro Nazionale di Genova, Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Fondazione Matera Basilicata 2019).
Sul palcoscenico del Teatro del II sec. a.C. andrà in scena, tra il 20 giugno e il 13 luglio, il terzo ciclo di spettacoli della rassegna, con quattro grandi opere, di cui tre in prima assoluta, proposte al pubblico nella suggestiva atmosfera degli Scavi.
Si parte il 20 giugno con il debutto di “La Tempesta” di Shakespeare nella messa in scena di Luca De Fusco con protagonisti Eros Pagni e Gaia Aprea, che replicherà il 21 e il 22 giugno. «La tempesta è un addio – commenta il regista – l’addio di Shakespeare al teatro, l’addio a un tipo di teatro che spezza la bacchetta magica e rinuncia alle sue magie, ormai superate dal tempo. Noi ne faremo un atto di addio al Novecento che deve subire l’arrivo del nuovo millennio». Dopo Pompei lo spettacolo andrà in scena il 28 e 29 giugno al Teatro Romano di Verona.
Dal 27 al 29 giugno il secondo spettacolo in programma è a firma del regista lituano Rimas Tuminas, che al Teatro Grande di Pompei presenterà in prima assoluta “Edipo a Colono” di Sofocle nella riscrittura di Ruggero Cappuccio. L’Edipo a Colono sofocleo è forse il più alto paradigma del dolore. In esso risplendono le radici delle energie misteriose che il genere umano è stato chiamato a sfidare nell’arco di migliaia di anni. Nella riscrittura di Ruggero Cappuccio approdiamo in un luogo della memoria sospeso nel tempo, in cui i segni incancellabili della classicità si specchiano con il clima novecentesco della psicanalisi, delle guerre, delle lotte tra popoli per il raggiungimento del potere. Dopo Pompei lo spettacolo andrà in scena l’8 luglio 2019 al Teatro Alighieri di Ravenna.
Dal 4 al 6 luglio ritorna al Teatro Grande di Pompei il regista Andrea De Rosa con il “Satyricon” di Francesco Piccolo ispirato a Petronio, in prima mondiale. Lo scrittore nelle sue note commenta: «La decadenza di Roma, l’opulenza disperata, la corruzione, il mecenatismo un po’ burino. Le feste, le cene. Tutto questo è nel testo di Petronio, ed è però ancora tutto da raccontare» (come un nostro contemporaneo).
11, 12 e 13 luglio: grande danza contemporanea con una creazione degli israeliani “Vertigo Dance Company” che, a firma della coreografa Noa Wertheim, proporranno “Il paradiso perduto. Leela”.  In questo spettacolo si declina lo stile semi astratto, allusivo, surreale tipico della coreografa, con un chiaro riferimento al controverso rapporto dell’uomo moderno con la natura e con l’eros.

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Cartellone ‘19/’20 della Filarmonica. L’impegno di portare sul podio i più grandi direttori del mondo. Parola di Chailly

Il direttore Musicale del Teatro alla Scala Riccardo Chailly riceverà giovedì 20 giugno nel corso di una cerimonia presso il Teatro La Fenice il premio “Una vita nella musica” 2019.

MILANO, venerdì 14 giugno ► (di Carla Maria Casanova) La stagione di concerti 2019-20 della Filarmonica della Scala è stata presentata, nel ridotto dei palchi “Arturo Toscanini” del Teatro alla Scala, da Filippo del Corno, assessore alla cultura, Fabrizio Saccomanni, presidente Filarmonica e UniCredit, Riccardo Chailly, direttore principale, Damiano Cottalasso, coordinatore artistico organizzativo.
È una bella stagione: 10 concerti dal 4 novembre 2019 all’11 ottobre 2020. Riccardo Chailly – che il 20 giugno riceverà a Venezia il Premio “Una vita nella musica” istituito nel 1979 da Bruno Tosi e che ha visto sul palco della Fenice avvicendarsi i più bei nomi della musica e della cultura musicale – Chailly, si diceva, ha esordito affermando che è suo “fermo proposito portare alla Scala tutti i più grandi direttori del mondo”.
Il cartellone 2019-20 incomincia a proporci: Costantino Carydis, Fabio Luisi, Ottavio Dantone, Marc Albrecht, Pablo Heras-Casado, Valery Gergiev, Myung-Whun Chung, oltre a due concerti che dirigerà lo stesso Chailly, uno con Leonidas Kavakos quale solista del concerto per violino di Beethoven. Il maestro dirigerà anche, nella stagione, due titoli di opere ed anche questa cifra piuttosto contenuta, è stato ribadito essere una sua precisa scelta, per dedicare molto tempo alla Filarmonica.
L’Orchestra e il coro tradizionalmente ospiti della Scala, sono quest’anno quelli del Collegium Vocale Gent diretto da Philippe Herreweghe che eseguirà la Passione secondo San Matteo di Bach (tempo pasquale).
Il cartellone prosegue il filo conduttore già iniziato precedentemente, di cui i cicli dedicati a Beethoven e a Mahler.
Fabio Luisi continua il suo percorso su Bruckner (sinfonia n. 2) affiancato dalla raffinatissima Beatrice Rana (solista del Quarto concerto per pianoforte di Beethoven), Marc Albrecht quello su Richard Strauss, con l’“Intermezzo” del concerto per violoncello di Haydn con solista il talentuoso austriaco di origini persiane Kian Soltani (classe 1992).
Debutta sul podio scaligero lo spagnolo Pablo Heras-Casado, affiancato dal celebre violinista francese Renaud Capuçon, impegnati nelle avanguardie del Novecento.
Debutta alla Scala anche il giovane direttore greco Costantino Carydis, vincitore del Premio Carlos Kleiber di Monaco del 2011, che sarà affiancato dal mezzosoprano Magdalena Koženà per i Rücktert-Lieder di Mahler. Carydis eseguirà in apertura una pagina di Dimitri Mitropoulos, il grandissimo direttore greco che alla Scala morì il 2 novembre 1960, durante la prova di un concerto.
A Valery Gergiev un programma di musica russa, come di dovere. Al superveterano Myung-Whung Chung (30 anni con la Filarmonica ed oltre 100 concerti) la Sinfonia n. 9 di Mahler.
Continua l’impegno sociale delle Prove Aperte, seguite da un pubblico fedelissimo. E continua il progetto didattico Sound-Music! dedicato ai bambini, articolato in incontri ed esecuzioni. Così come prosegue l’iniziativa delle borse di studio “Maura Giorgetti” dedicate ai giovani talenti più meritevoli.
Il relativo bando 2019 è disponibile sul sito:
www.filarmonica.it
Troppo popolare per non essere riprogrammato il concerto gratuito in piazza Duomo, il più atteso appuntamento musicale cittadino di inizio estate, trasmesso ogni anno in diretta su Rai5 e all’estero.
Anche la collaborazione con MITO si ripete oramai da anni. Lo stesso concerto iniziale si svolge alla Scala. Quest’anno sarà il 3 settembre, con Zubin Mehta a capo della Israel Philarmonic e con Martha Argerich al pianoforte.
La Filarmonica se ne andrà in tournée per il mondo: Europa. Oman, Giappone.
Inutile ricordare che operazioni come queste devono avere il sostegno di sponsor. Ragion di più che la Filarmonica è organismo privato e non attinge a fondi pubblici. Ci pensa il Main Partner UniCredit con il supporto dello Sponsor Allianz, oltre a vari Mecenati e agli incassi da abbonamenti (cresciuti del 5,79 %). Si precisa che ad oggi la percentuale di riempimento della sala è del 98.5%, con sei concerti già sold out. Vale a dire che chi vuol partecipare alla stagione è meglio che si spicci, se non vuol rischiare di rimanere fuori.