Dopo 300 anni, Mozart fa rivivere le magie del magnifico giardino Corsini. Con un cast rigorosamente “under 35”

FIRENZE, giovedì 29 agosto (di Carla Maria Casanova) – La grande scommessa, in questa settimana in cui Firenze e dintorni ogni pomeriggio sono sommersi da impervi acquazzoni quando non diluvi, era riuscire a inserirsi tra un rovescio e l’altro. Ce l’hanno fatta. Il temporale è arrivato puntuale mezz’ora prima dell’inizio dello spettacolo però è durato trenta minuti. Se il tempo per inzaccherare tutto c’è stato, una schiera di solerti ragazzi si è adoperata alacremente ad asciugare le 500 poltroncine e distribuire cuscini perfettamente asciutti. E (con un’ora di ritardo) “Le nozze di Figaro” di Mozart hanno potuto inaugurare la terza edizione del New Generation Festival nei giardini di palazzo Corsini.
La straordinaria riuscita di questo evento turistico-culturale si basa su alcuni elementi inconfutabili, in primis l’unicità del luogo: “Nel 1680 qui è stato dato il primo dramma musicale (“La vedova”) ed ora, dopo poco più di 300 anni siamo felici di far vivere di nuovo il nostro giardino con musica, canti…” Così i principi Giorgiana e Filippo Corsini hanno riesumato in una cornice magica gli antichi fasti, avendo l’accortezza di offrire un prodotto senza macchia, nulla di improvvisato: organizzazione perfetta, strutture con tribune (un teatro all’aperto di 500 posti), illuminazione a giorno del giardino all’italiana (7 km di fili per il cablaggio di 2000 punti-luce), spettacolo musicale composto da professionisti (orchestra, direttore, regìa, cantanti) la cui parola d’ordine è “tutti under 35”.
Jonathan Santagada, pregevole direttore allievo di sir Antony Pappano, ha agito con un’orchestra dal nome promettente: “Senzaspine” (nata nel 2013 a Bologna, conta quasi 450 giovani musicisti, tutti impegnati nella missione di riconsegnare la musica classica all’amore del grande pubblico). Hanno suonato bene, pulitamente, come le grandi orchestre “serie”.
Il cast dell’opera mozartiana è stato collaudato in innumerevoli prove. La regista Victoria Stevens ha portato l’azione in uno studio cinematografico anni ’30, con inserti di filmati d’epoca. Molto apprezzata dal pubblico la proiezione di brevi riassunti esplicativi di quanto succede in scena (storia francamente poco comprensibile per chi non conoscesse l’opera). Sui molti interpreti si è distinta Sara Rocchi (Cherubino) diplomata in canto al Conservatorio di Pesaro e in Filosofia all’Università di Urbino. È stata affiancata con onore da Daniel Miroslaw (Figaro), Anna el-Khashem (Susanna), Faik Mansuroğlu (Almaviva), Nela Šarić (Contessa). Pubblico internazionale (la lingua più diffusa era l’inglese). Applausi entusiastici. Replica il 31 agosto.
Il Festival comprende anche serate extra come il concerto di musica classica (giovedì 29) e l’attesissima Jazz night “The Spirit of Harlem” (30 agosto), entrambe dirette da Maximilian Fane.

www.newgenerationfestival.org/it/2019