L’impietosa crudezza della cronaca. Eppure, precisa come un manuale. Per non dimenticare quel fatidico 12 dicembre

(di Piero Lotito) Piazza Fontana. Più che un luogo, un trauma della storia italiana. La bomba, i morti, le ambulanze, il taxi di Cornelio Rolandi, l’anarchico Pietro Valpreda, e poi Giuseppe Pinelli, la finestra della Questura, il commissario Luigi Calabresi. Piazza Fontana, dunque. La strage oltraggiosa, la bomba dalla quale mezzo secolo fa tutto cominciò.
Per finire quando?
Forse qualcuno un giorno negherà ci sia mai stata una bomba laggiù, nella Banca dell’Agricoltura, a un passo dalla fontana del Piermarini? Per il 15 per cento degli italiani, dice l’ultimo rapporto Eurispes, la Shoah non è mai esistita. Ma tutto verrà fatto perché nulla rimanga senza memoria. Fa la sua parte anche Mario Consani, cronista giudiziario del “Giorno”, che ha deciso di rievocare i fatti del 12 dicembre 1969 soprattutto per chi all’epoca non c’era. E Piazza Fontana per chi non c’era (Nutrimenti) è il titolo di un libro che si distingue dalla miriade di altri sull’argomento proprio per il suo taglio di racconto per chi non sa, non ha mai visto e, forse, mai si è chiesto qualcosa in merito. Un racconto impregnato di cronaca, perché chi si propone di trasmettere alle nuove generazioni la narrazione dei fatti che atterrirono le vecchie non può prescindere dalla crudezza della cronaca.
Introdotto dalla prefazione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, il libro di Consani possiede la chiarezza espositiva dei manuali, quel valore didascalico: presenta in alcune tabelle i vari gradi dei processi susseguitisi nei decenni, un glossario dei nomi e termini al tempo più ricorrenti («Maletti Gianadelio – Capo della sezione D (controspionaggio interno) del Sid a partire dal ’71, è stato condannato in via definitiva per favoreggiamento…»), e una intervista al giudice Salvini (dal glossario: «Salvini Guido – È il giudice istruttore che all’inizio degli anni Novanta conduce una nuova inchiesta sulle attività eversive dell’estrema destra milanese di vent’anni prima. La sua istruttoria alimenta l’ultima ondata di processi su piazza Fontana»). Carte, fonti testimonianze, il tutto immerso nel clima dell’epoca: «… nelle classifiche della hit parade spopola Lucio Battisti, giovane cantante laziale», «Al cinema esce Un uomo da marciapiede con la strana coppia Jon Voight e Dustin Hoffman, ma anche Easy Rider con Peter Fonda», «Il primo settembre, in Libia, un colpo di stato militare incruento guidato dal capitano Muammar Gheddafi, personaggio destinato a un brillante futuro, depone re Idris».
Il tutto, senza mai perdere d’occhio quanto di drammatico stava però avvenendo (maturando, meglio) nel corpo inquieto della società italiana: «A Roma, a metà ottobre, in una buia cantina di uno stabile in via del Governo Vecchio, a due passi da piazza Navona, stabilisce la sua sede il circolo anarchico 22 marzo, quello che un mese e mezzo dopo verrà accusato della strage di piazza Fontana e delle altre quattro bombe ritrovate o esplose a Milano e Roma il 12 dicembre», «Il 19 novembre a Milano, in occasione di uno sciopero nazionale, la polizia carica un corteo nel centro della città, provocando numerosi feriti. Aggredito dai manifestanti mentre è alla guida di una jeep, muore l’agente Antonio Annarumma, appena ventidue anni, nato da una famiglia di braccianti di Avellino».
Non manca a Consani una certa verve ironico-mordace. Parlando della morte di Giuseppe Pinelli e della tristemente famosa finestra della Questura, rievoca le diverse ipotesi fatte circolare nelle prime ore, compresa quella che motiva il proscioglimento collettivo degli uomini in divisa: «… sentendosi male per lo stress e la tensione accumulati dopo tre giorni trascorsi di fatto senza dormire – argomenta Consani -, Pinelli ha avuto un capogiro e non è finito per terra o sulla sedia, ma oltre il parapetto della finestra aperta. Un caso senza precedenti a livello mondiale». Insomma, davvero il libro ideale per “chi non c’era”: rigoroso e insieme leggero, e con un passo, un tono tanto familiare con i lettori, da così avvertirli sul finire: «Se siete arrivati fin qui, vi sarete accorti che nel libro non ci sono note a margine: avrebbero appesantito la lettura perché per ogni riga del racconto servirebbe un richiamo o una citazione. La fatica non avrebbe avuto senso, vista l’intenzione di rendere più semplice possibile questa storia». Come se fosse facile, riuscendoci.

Mario Consani: “Piazza Fontana per chi non c’era” – Nutrimenti 2019 – pp. 158, € 12.