Nella terra degli antichi miti. Sulle tracce delle divinità e degli eroi, narrati da Omero, Eschilo, Sofocle ed Euripide

(di Andrea Bisicchia) Gli studi sul mondo greco non hanno mai sosta, anzi sono ritenuti sempre più necessari, perché costituiscono quella trasmissione del sapere che sta a base delle origini della civiltà occidentale, ecco il motivo per cui viene scandagliato in tutti i suoi particolari, sia a livello filosofico che storico, con ampio spazio dedicato al teatro, dove non c’è argomento che non abbia un perspicace rapporto col mito.
Anzi, tutte le riflessioni erudite sui modelli epici, lirici, drammatici, hanno, come fonte, immensi materiali provenienti da racconti mitici che, a loro volta, sono diventati imprescindibili per qualsiasi ricerca successiva.
Giulio Guidorizzi e Silvia Romani si sono già addentrati, in questo mondo, con studi di carattere filologico. Oggi hanno sentito il bisogno di liberarsi di un tipo di erudizione, per utilizzarne una più pratica, andando a conoscere i luoghi che conservano i miti del passato. Hanno così scritto: “In viaggio con gli dei,” edito da Cortina, utilizzando una metodologia che in Italia era stata applicata alla letteratura da parte di illustri studiosi come Walter Binni e Natalino Sapegno: “Storia letteraria nelle regioni d’Italia”, Sansoni, 1968; come Carlo Dionisotti: “Geografia e storia della letteratura italiana”, Einaudi, 1967; e come Giulio Ferroni che ci racconta Dante attraverso un “Viaggio nel paese della Commedia”, La Nave di Teseo, 2020.
“In viaggio con gli dei”, come sostiene il sottotitolo, “Guida mitologica della Grecia”, non è da intendere come guida turistica, ma come un vero e proprio studio che ha a che fare con la geografia dei luoghi abitati da divinità ed eroi, ricchi di miti, così come ce li hanno tramandati, non solo i poeti, ma anche gli antichisti che si sono interessati di questa materia.
A dire il vero, ogni civiltà vanta dei costruttori di miti, grazie a loro, si possono conoscere le origini culturali dei popoli. Il viaggio dei due escursionisti inizia da Creta e, quindi, da Teseo, col mito del Minotauro, è un viaggio che si prolunga fino ai giorni nostri, come si evince dal capolavoro di Borges: “La casa di Asterione”, dove la figura sanguinaria del Minotauro è stata trasformata in una creatura gentile e sfortunata. Ciò che colpisce, del popolo cretese, è l’uso della danza, ovvero di quella forma spettacolare che precede i testi scritti, e che vedeva impegnati i giovani cretesi ballare, muovendosi in cerchio, tenendosi i polsi per mano, con le fanciulle che indossavano costumi di veli leggeri, con in testa corone di fiori, mentre i ragazzi indossavano chitoni raffinati, con spade dorate e cinture d’argento, notizie che i due autori ricavano dall’Iliade di Omero.
Dopo aver attraversato Pilo, nel cui palazzo si era recato Telemaco per avere, da Nestore, notizie sul padre Ulisse a cui (è ancora Omero a raccontarlo nell’Odissea) Policaste, la bellissima figlia del re prepara il bagno, per ungerlo, successivamente, d’olio, in modo da farlo apparire come un dio, si arriva a Bassae, terra di centauri e amazzoni, quindi sarà la volta di Olimpia, dove la vita è una sfida continua, grazie ai famosi giuochi ginnici. Nel cuore d’Arcadia, Guidorizzi e Romani si imbattono nel monte Liceo, la terra dei Lupi, ma anche del dio Pan, quindi fanno sosta a Epidauro, la città dei sogni, oltre che del famoso teatro, un grande cerchio spalancato sulle pendici del colle Kinortion dall’acustica mirabile, per grandezza pari a quello di Siracusa.
Attraverso Micene, la rocca degli eroi, si arriva a Corinto, nota per i suoi cavalli e per il tempio di Afrodite, di cui è rimasta una colonna solitaria, al contrario di Delfi dove è visibile il noto santuario che ne fece una capitale religiosa, grazie anche alla molteplicità di tombe sacre, tra le quali, si crede, ci sia quella di Dioniso. Non molto lontano è da ammirare il teatro, quasi a sottolineare il connubio tra riti religiosi e riti drammatici, certamente più piccolo di quello di Epidauro, ma di una bellezza straordinaria, dove, tra altro, si tenevano i giochi pitici.
Il viaggio con gli dei non poteva non concludersi che ad Atene, col suo Aeropago, e con il Teatro di Dioniso, dove trovarono spazio rappresentativo i personaggi immortali creati da Eschilo, Sofocle ed Euripide. Da notare il fatto che il teatro ateniese fu il primo teatro di Stato, in cui le rappresentazioni erano regolate dall’Arconte.
Ogni capitolo, con la dicitura “Invito al viaggio”, propone una essenziale bibliografia. Il volume contiene speciali illustrazioni ad opera di Michele Tranquillini, una oculata iconografia e dei “crediti” fotografici che corredano le avventure narrate da Guidorizzi e dalla Romani.

Giulio Guidorizzi, Silvia Romani, “In viaggio con gli dei”, Editore Cortina 2019, pp. 270, € 19.