Ogni ruga una storia da raccontare. E dal viso di Roberto Herlitzka l’obbiettivo di Le Pera legge ogni singolo solco

(di Andrea Bisicchia) I libri di Tommaso Le Pera hanno, col teatro, un rapporto ambiguo, nel senso che tendono alla storicizzazione degli spettacoli e dei suoi interpreti con un approccio di carattere visuale, ovvero, attraverso la scrittura con le immagini che sta a base di ogni messinscena che si rispetti.
La pagina su cui scrive Tommaso è quella del palcoscenico, luogo difficile da decifrare, specie quando si presenta in tutta la sua nudità, offrendone l’aspetto più osceno, una oscenità particolare, come quella che si aprì alla rappresentazione dei “Sei personaggi in cerca d’autore”, quando lo spazio vuoto sembrava allargare le gambe per mostrare non “L’origine del mondo” di Gustave Courbet, ma le origine del teatro, nel momento in cui comincia a riempire il suo palco con le maschere e i suoi interpreti.
L’ultimo libro di Le Pera ha come titolo “Roberto Herlitzka”, edito da Media Books, ed è una raccolta di foto di questo grande attore, schivo, silenzioso, ma che nasconde un carattere ironico e autoironico, come ho potuto constatare in occasione del Premio Simoni, consegnatogli al Teatro Romano di Verona.

L’occasione è data da una mostra fotografica, a lui dedicata e allestita in uno dei palazzi più belli di Napoli: Palazzo Fondi, durante il Teatro Festival, dove si potrà vedere fino al 31 Luglio.

Cosa ci racconta Tommaso Le Pera di questo attore?
Le pieghe del suo viso che non sono rughe, perché, sostiene il fotografo, sono diverse l’una dall’altra, come se ogni piaga avesse avuto una storia da raccontare. Vengono in mente le “piaghe” di Eduardo, anch’esse cariche di racconti drammatici. Herlitzka è un attore amato dai suoi registi, a cominciare dal suo maestro Orazio Costa, ma anche da Squarzina, Ronconi, Lavia, Cappuccio e, soprattutto, da Antonio Calenda che lo ha trasformato in una icona del teatro italiano, con un memorabile “Prometeo”, in bombetta nera, che esce dal fondo del palco del Teatro Greco di Siracusa, fino all’“Enrico IV” di Pirandello, messo in scena in questa stagione e che sarà ripreso nella prossima.
Di questo artista immenso, Le Pera ci offre la testimonianza di ben 18 spettacoli, raccolti a ritroso, dall’“Enrico IV” (2020) a “La locandiera” (1985), attraverso “Minetti” di Bernhard, “Edipo a Colono”, nella riscrittura di Cappuccio, “La mostra” di Magris, “Re Lear” di Shakespeare etc.
Le Pera raccoglie ogni sfumatura del suo volto che corrisponde ai diversi stati d’animo dell’interprete, di cui riprende i primi piani, a lui tanto cari, anche se ben consapevole che la foto è la conseguenza di una “lettura”, a suo modo, di uno spettacolo nella sua interezza. Ciò che Le Pera evidenzia è il rapporto tra immagine e testo, con le sue relazioni intermediali e, ancora, il rapporto tra riflessioni e visualità, che possono essere di tipo paradigmatico, oltre che descrittivo, accompagnate da un metodo compositivo tutto personale.
Il volume contiene una intervista di Sergio Dragone, che è anche autore di uno scritto: “L’attore, strumento composto da voce e corpo”, e da una introduzione di Ruggero Cappuccio, che coglie di Herlitzka l’anima come “incondizionato ricettore di sentimenti diversi, di identità mutevoli, di epoche lontane o vicinissime”

Tommaso Le Pera, “Roberto Herlitzka”, Catalogo Edito da Media Books 2020 – pp. 98 – € 12