Ritrovato un piccolo violino di Storioni (1793). Un tesoro che rivela le tecniche di lacche, colle e vernici dei liutai di allora

Il “Piccolo”, violino costruito da Lorenzo Storioni (1793), in dimensioni ridotte per un bambino (foto Aedo)

MILANO, mercoledì 26 settembre ► (di Carla Maria Casanova) Sua caratteristica, forse merito, qui comunque unicità, è di essere piccolo. Un piccolo violino del 1793 firmato Lorenzo Storioni. È stato presentato nel teatrino della Fondazione Bracco (Bracco, sempre in prima linea, partecipa con contributo sostanzioso al recupero del prezioso strumento). È un pezzo unico in quanto di per sé rarissimo (di piccoli, se ne conoscono tre) e il solo, del pur cremonese Storioni, che andrà ad accrescere la celeberrima collezione del Museo del Violino di Cremona.
Incominciamo da Storioni, in quanto Stradivari, Amati, Guarneri del Gesù lo sanno tutti chi sono, ma questo signor Storioni… Persino la premiata Enciclopedia della Musica di Ricordi non lo cita che in “seconda mano” sotto la voce Cerutti, famiglia di noti liutai cremonesi di cui Giovanni Battista il quale, nel 1790, rilevò il laboratorio del suo maestro Lorenzo Storioni. Punto. Forse Lorenzo ebbe comunque ancora accesso al suo laboratorio per qualche anno, se nel 1793 produceva quel piccolo gioiello…
Di Storioni, recentemente, si è parlato per un altro ritrovamento: un suo prezioso violino del 1790, rubato a Firenze a dicembre 2017 e ritrovato a Empoli.

Diagnostica. Studio del fondo del violino (foto Aedo)

Si direbbe che di violini Storioni in circolazione non siano rimasti molti. Questo di oggi, è proprietà di un privato che l’ha trovato per caso tra i “robi vecchi” del suo solaio e l’ha portato a chi di dovere per una expertise. Al responso: è uno Storioni, il fortunato proprietario non poteva che decidere: Va bene, lo vendo. Ad acquistarlo si mettono in tanti: Comune di Cremona, Fondazione Bracco, Museo del Violino. L’operazione fondamentale, e più costosa, consiste nello studio, l’analisi, il restauro e la successiva esposizione al pubblico (presupposta a marzo 2019).
Ieri mattina, nel corso della presentazione, moderata da Andrea Penna di Rai Radio 3, dopo gli interventi di Diana Bracco, del travolgente sindaco di Cremona Gianluca Galimberti, del soprintendente APAB Gabriele Barucca, del prof Massimiliano Guido dell’Università di Pavia, si è passati nel cuore dell’argomento con Fausto Cacciatori del Museo del Violino e i ricercatori Marco Malagodi e Claudia Invernizzi del Laboratorio Arvedi. Supportati da immagini su grande schermo, gli studiosi hanno fatto quasi toccare con mano questo “Piccolo” (tale pare oramai il suo nome ufficiale), probabilmente costruito per un bambino, che ne fece largo uso stando alle condizioni dello strumento. Testa, manico, tastiera e vernice non hanno subìto alterazioni: tutto lo qualifica come straordinaria testimonianza delle tecniche di costruzione a Cremona alla fine del Settecento.
Già però, se si parla di vernice, qua e là è consunta, addirittura estinta, il che, se deprezza lo strumento ai fini di conservazione, costituisce un enorme vantaggio per i liutai che intraprendono il restauro in quanto rende possibile riconoscere tutti gli stadi sottostanti di lacca, colla, persino ritocchi di gesso. Ogni dettaglio rivela un particolare delle caratteristiche tecniche costruttive, collocando l’oggetto in un contesto di altissimo valore culturale e scientifico, territorio multidisciplinare dove operano i liutai cremonesi e dove arte, scienza e formazione collaborano strettamente.
Il Piccolo (che ovviamente non ha più le corde) si è mostrato allo scandaglio impietoso dei raggi X e ultravioletti. Come nel restauro di una tela di grande pittore. Infatti opera d’arte è. Questa nuova impresa artistica e culturale sarà poi pubblicata – ha annunciato Diana Bracco – in un grande volume dedicato al recupero del violino e al valore della maestria artigianale-artistica italiana. E Fausto Cacciatori ha fatto notare un particolare inatteso, ma enormemente significativo: la f del logo Bracco, che sta per Fondazione (v. foto qui a lato) ha la grafia del segno che per la dinamicità della musica indica forte. fff = fortissimo. Sarà un caso?