Scala. Si ricomincia. 6/15 luglio: quattro straordinari concerti da camera. E in settembre il “Requiem” diretto da Chailly

Un palchetto della Scala: fra un po’, pronto a rianimarsi.

MILANO, lunedì 29 giugno – Le porte del Teatro alla Scala si riapriranno al pubblico il 6 luglio dopo 133 giorni di chiusura per l’emergenza sanitaria. In attesa della ripresa della programmazione in autunno con la Messa da Requiem diretta dal M° Riccardo Chailly, il Teatro riprende l’attività “un passo alla volta”. Dopo la riapertura del Museo Teatrale lo scorso 20 giugno e i concerti organizzati dalla Filarmonica nei cortili della città nell’ultimo fine settimana, i primi concerti nella sala del Piermarini si terranno lunedì 6, mercoledì 8, lunedì 13 e mercoledì 15 luglio. L’ordinanza della Regione Lombardia dello scorso 12 giugno, che permette di superare la precedente massima capienza di 200 posti, ha consentito di predisporre un nuovo protocollo per accogliere nel rispetto delle norme di sicurezza fino a 600 spettatori.
I primi due concerti presentano insieme sul palcoscenico alcune delle voci più apprezzate dal pubblico scaligero insieme a grandi strumentisti:

Lunedì 6 luglio – Con il baritono Luca Salsi, già protagonista di due inaugurazioni (Andrea Chénier e Tosca) ci sarà la pianista Beatrice Rana, il cui ultimo CD per Warner ha vinto il Diapason d’Or 2019 segnando un’ulteriore affermazione per una carriera ormai mondiale. Nell’estate 2020 Beatrice Rana conferma il suo Festival Classiche Forme nella natìa Lecce. Con loro il violoncellista Mischa Maisky, che manca dalla Scala dal 2012. Il programma accosterà arie d’opera, i Sonetti del Petrarca di List e pagine cameristiche per i due strumentisti.

Mercoledì 8 luglio – Un altro protagonista delle prime scaligere, Francesco Meli, che dal 2004 a oggi ha interpretato alla Scala sei titoli verdiani oltre a Mozart, Donizetti e Puccini, dividerà il palcoscenico con il soprano Federica Lombardi che dopo gli studi in Accademia è stata applaudita alla Scala come Musetta e soprattutto come Anna Bolena avviandosi a una brillante carriera internazionale che proprio nelle scorse settimane avrebbe dovuto vederla protagonista alla Scala de “L’amore dei tre re” di Montemezzi e nelle prossime a Salisburgo come Donna Elvira diretta da Currentzis. Con loro la star del violino Patricia Kopatchinskaja, tra le figure più carismatiche e originali del panorama concertistico, con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento storico e alla musica contemporanea. Al pianoforte, Giulio Zappa.

Lunedì 13 luglio – Il terzo concerto è dedicato alle nuove voci e accosta cantanti che dopo gli studi presso l’Accademia Teatro alla Scala si sono affermati nei teatri di tutto il mondo a nuove promesse emerse nei concorsi più recenti: una serata che guarda al futuro dell’opera, fortemente voluta dal Sovrintendente Meyer che pone da sempre un impegno particolare nella promozione delle giovani voci. Dall’Accademia provengono il soprano Irina Lungu, che in questi giorni avrebbe dovuto essere Donna Anna a Vienna, il baritono Fabio Capitanucci, i cui impegni in queste settimane includevano l’Opera di Firenze, la Welsh National e il Liceu di Barcellona, e Jongmin Park che avrebbe dovuto essere presto all’Arena di Verona. La ventitreenne palermitana Federica Guida è invece la vincitrice del Concorso di Portofino 2019, mentre Caterina Maria Sala, proveniente da una famiglia di cantanti di Como, dopo la vittoria come voce emergente al concorso AsLiCo 2019 avrebbe dovuto debuttare alla Scala nel 2020 in “Pelléas et Mélisande”. Giovane ma già in carriera è il tenore napoletano Raffaele Abete, perfezionatosi con Lella Cuberli, che è stato recentemente Pinkerton a Vienna, Verona e Bologna. Infine, Szilvia Vörös è recentemente passata dalla compagnia dell’Opera di Budapest a quella di Vienna dove ha interpretato numerosi ruoli.

Mercoledì 15 luglio – Il quarto concerto riporta alla Scala i professori d’orchestra della Filarmonica. Dopo i 24 concerti da camera nei cortili della città organizzati il 26, 27 e 28 giugno dalla Filarmonica in collaborazione con il Teatro alla Scala, i musicisti tornano a casa. Un ritrovarsi tra colleghi e con il pubblico nella sede storica e abituale che assume un particolare significato simbolico ed emotivo e suona come un sentito, fiducioso arrivederci a settembre.

MISURE DI SICUREZZA PER IL CONTRASTO DELLA DIFFUSIONE DEL COVID-19. Il Teatro alla Scala ha adottato le misure di sicurezza dal Protocollo Sanitario redatto in ottemperanza all’Ordinanza della Regione Lombardia n. 566 del 12/06/2020 relative alle rappresentazioni di Spettacoli dal vivo in teatri al chiuso, nel rispetto del distanziamento interpersonale al fine di garantire la sicurezza del pubblico, degli artisti e dei lavoratori del Teatri. All’interno del Teatro il pubblico troverà avvisi e totem informativi contenenti le informazioni relative alle misure adottate per garantire la sua sicurezza e quella del personale presente. Le stesse informative saranno leggibili sul sito internet prima dell’acquisto del biglietto e sono riportate sui biglietti elettronici. In Teatro il pubblico troverà dispenser di gel ubicati nei punti di più frequente passaggio per consentire una frequente e agevole disinfezione delle mani. Il personale di sala è a disposizione per fornire mascherine per coloro che ne avessero bisogno, oltre che assistenza e informazioni in caso di necessità. Durante lo spettacolo è sempre presente, nell’infermeria del Teatro, un servizio medico e infermieristico al servizio del pubblico. Al fine di garantire il distanziamento tra gli spettatori i posti che non devono essere utilizzati sono segnalati sul posto con un idoneo avviso. Prima dell’inizio dello spettacolo un messaggio audio ricorderà al pubblico presente le regole da seguire per ridurre il rischio di contagio e le modalità con cui defluire dal proprio posto al termine dello spettacolo per evitare code e assembramenti. Nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal Protocollo Sanitario il servizio bar, i guardaroba del Teatro e i retropalchi saranno chiusi.

Info e biglietti:
www.teatroallascala.org

Viaggio nella notte per tornare a casa. A volte l’esistenza ha svolte improvvise. Il viaggio di Locke diventerà molto lungo

MILANO, mercoledì 1 luglio – Dal successo cinematografico di “Locke” (2013), diretto da Steven Knight, con protagonista Tom Hardy, è ora in scena la trasposizione teatrale, affidata a Filippo Dini (foto qui a sin.), attore e regista tra i più interessanti del panorama teatrale italiano.

LA STORIA – Un uomo esce da un cantiere, si sfila un paio di stivali da lavoro e sale su una bella auto. Qui inizia il suo viaggio. Durante il tragitto, Locke parla al telefono con altre persone. Non conosciamo le sue emozioni e i suoi pensieri, ma sono le telefonate a raccontarci la sua storia ed è la forma dei suoi rapporti a svelarcelo. Locke è un uomo borghese: ben vestito, con un buon lavoro, un buon reddito e una bella famiglia. A casa lo aspettano due figli, una moglie, la partita alla tv, le birre e il barbecue. Il cantiere al quale lavora è la costruzione di un edificio di grande prestigio e per la mattina seguente è prevista “la più grande colata di calcestruzzo dell’edilizia urbana londinese”. Tutti si fidano di lui, ha tutto sotto controllo, è “il più bravo capocantiere d’Inghilterra”. Quella notte però Locke non torna a casa, ma parte per un lungo viaggio. Succede qualcosa che cambierà per sempre la sua esistenza e compirà una scelta che distruggerà la sua vita per come l’ha conosciuta e costruita fino a quel momento. Un testo sull’assunzione di responsabilità e sull’estrema fragilità degli edifici morali sui quali costruiamo le nostre famiglie e le nostre sicurezze.

DALLE NOTE DI REGIA DI FILIPPO DINI – “Ogni giorno siamo in viaggio con Ivan Locke, nella speranza che il cambiamento continuo che la vita ci prepara, non sia troppo doloroso, con il costante augurio di avere abbastanza forza, abbastanza ironia, per poterlo sopportare. Stephen Knight ci dice: non avere paura, guida con determinazione verso il tuo domani, con coraggio, vai nel posto peggiore per te, se è quello che desideri, se è quello che devi; al tuo arrivo sarai una persona nuova, forse ti sarai procurato qualche ferita, forse ti sarai trovato costretto a ferire qualcuno durante il viaggio, ma di sicuro avrai rubato il tuo pezzo di cielo”.

TEATRO FRANCO PARENTI. LOCKE via Pier Lombardo 14, Milano (Sala Grande) – 02 59995206: “Locke” (prima nazionale) di Steven Knight, regia Filippo Dini, con Filippo Dini. Le voci al telefono sono di Sara Bertelà (Bethan); Eva Cambiale (moglie di Gareth); Alberto Astorri (Donal); Emilia Piz (Lisa); Iacopo Ferro (Sean); Mattia Fabris (Gareth); Mariangela Granelli (Katrina); Valentina Cenni (sorella Margareth); Carlo Orlando (Davids); Giampiero Rappa (Dottor Gullu); Fabrizio Coniglio (Cassidy). Scene e costumi Laura Benzi. Durata 75 minuti. Repliche fino a sabato 12 luglio.

www.teatrofrancoparenti.it

Dal 21 al 26 luglio lo spettacolo sarà in programmazione al Teatro Carignano di Torino nell’ambito dell’iniziativa Sere d’estate al Teatro Carignano organizzata dal Teatro Stabile di Torino.

“LAC en plein air”. Trenta eventi serali gratuiti. Letture, spettacoli, concerti, incontri. Dall’11 luglio al 6 settembre

LUGANO (CH), mercoledì 1 luglio – Da sabato 11 luglio a domenica 6 settembre 2020, il centro culturale LAC Lugano Arte e Cultura sarà il luogo in cui ascoltare musica, assistere a reading teatrali, seguire incontri e presentazioni.
La cultura torna a vivere dopo la chiusura forzata dovuta alla crisi pandemica, e lo fa en plein air nella cornice dell’Agorà.
Dopo il lockdown, LAC Lugano Arte e Cultura dunque riparte e torna ad essere uno dei punti di riferimento della vita culturale della città di Lugano; luogo in cui recarsi per incontrare, conoscere e ascoltare i protagonisti della scena artistica locale e internazionale. E lo fa con la rassegna LAC en plein air: un cartellone di trenta eventi serali gratuiti – concerti di musica classica, incursioni nelle sonorità del mondo, reading teatrali, incontri con artisti, presentazioni di volumi freschi di stampa – e un fine settimana dedicato alle famiglie, concepito in virtuosa collaborazione con i partner artistici LuganoMusica, Orchestra della Svizzera italiana e Museo d’arte della Svizzera italiana, nell’ambito del programma di mediazione culturale LAC edu.
Una versione inedita di LAC en plein air suggerita dai tempi che abbiamo vissuto e stiamo tuttora vivendo, in cui si è cercato un giusto equilibrio tra momenti di svago e approfondimento, tra classico e contemporaneo, di cui sono protagonisti alcuni tra i migliori artisti della scena culturale regionale. La sua trasversalità colmerà le distanze fisiche subite nel corso della chiusura, donando valore aggiunto alla stagione estiva della città di Lugano, a fianco del ricco calendario del LongLake Festival.
Come l’agorà nelle città greche, luogo della riunione, piazza principale e centro religioso della città, l’augurio è che l’Agorà del LAC possa assumere il ruolo di una rinnovata centralità della vita culturale di Lugano, uno spazio capace di offrire agli spettatori la possibilità di trascorrere delle serate in totale sicurezza e serenità. Nel rispetto delle disposizioni emanate dalle autorità, la partecipazione agli eventi sarà soggetta a prenotazione obbligatoria, da effettuare tramite il sito web del LAC a partire dal 1° luglio.
La proposta artistica di LAC en plein air traccia una precisa linea nel segno del classico:

Dopo le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare a causa della crisi sanitaria, mi piace pensare – ha dichiarato il direttore artistico Carmelo Rifici – che l’Agorà possa diventare una seconda casa, una residenza estiva, un luogo di cura dell’anima in cui ritrovarsi, di sera in sera, grazie a decine di proposte di cui saranno protagoniste parole, musiche, suoni, persone, unite nel segno del bello e del classico. Le parole e le note dei grandi autori, oggi più che mai, sono il segno tangibile che gli artisti sono da sempre capaci di fare esperienza e di imparare dalle situazioni di crisi, e attraverso le opere riallacciare un legame di pensiero profondo con il proprio lettore o con il proprio spettatore. Un classico non smette di parlare, attraverso ogni forma di linguaggio scritta, musicata, o visiva.

La rassegna si apre così sabato 11 luglio nel segno della letteratura d’autore, grazie ad una serata di cui sono protagonisti Paolo Di Stefano e Lorenzo Sganzini, autori di “Noi” (edizioni Bompiani) e “Passeggiate sul Lago di Lugano” (edizioni Casagrande): i due scrittori illustreranno le loro opere in dialogo con Maurizio Canetta, direttore di RSI Radiotelevisione svizzera. L’attrice Cristina Zamboni leggerà alcuni brani dei due volumi.
Arricchisce questa prima giornata, la presentazione di “Luminanza”, incubatore per la drammaturgia contemporanea di lingua italiana, che si terrà a partire dalle ore 11 allo Spazio 1929. Luminanza è un progetto di Alan Alpenfelt e Mara Travella, il cui intento è incoraggiare la scrittura scenica teatrale e la formazione di giovani drammaturghi svizzeri di lingua italiana. Sostenuto da Pro Helvetia insieme a numerosi partner tra cui LAC e FIT Festival, il progetto sarà illustrato dallo stesso Alpenfelt e da alcuni giovani drammaturghi italiani, i cui lavori sono stati rappresentati in tutta Europa e non solo: Francesca Garolla, Davide Carnevali e Federico Bellini.
L’adattamento e l’interpretazione di Emanuele Santoro de “Il sogno di un uomo ridicolo” di Fedor Dostoevskij, martedì 14 luglio, inaugura il ciclo di proposte teatrali che si completerà tra il 18 e il 21 agosto grazie ai reading di interpreti cari al pubblico del LAC, come Antonio Ballerio, Igor Horvat, Massimiliano Zampetti, Anahì Traversi, Mirko D’Urso, Tindaro Granata, Zeno Gabaglio, Stone Leaf e il direttore artistico Carmelo Rifici, qui eccezionalmente in veste di interprete, affiancati tra gli altri dalla formazione Niton e dal musicista Brian Quinn. Di sera in sera saranno proposte letture sceniche che traggono ispirazione e spunto dalla Divina Commedia di Dante, dal Decameron di Boccaccio, come da Kafka e Enzensberger.
In ambito musicale, tornano i concerti di world music che hanno caratterizzato la scorsa estate del LAC. Otto serate, tra il 23 luglio e il 8 agosto, in cui le presenze femminili raggiungono un perfetto equilibrio con quelle maschili. Sono le voci di Elina Duni, Jabù Morales, Patrizia Laquidara – a Lugano con un progetto in prima assoluta – e Lúcia de Carvalho. Accanto a loro i suoni metropolitani della “Fanfara del Maghreb” (Fanfara Station), gli ambasciatori nel mondo del canto dei minatori del sud dell’Africa (Insingizi, v. foto qui sopra) con un omaggio a Nelson Mandela, e un progetto visionario e spirituale con la tromba di Giovanni Falzone e la voce nera di Arsene Duevi.
LuganoMusica cura sette serate, condensate tra il 15 luglio e il 5 agosto, con solisti e gruppi di indubbio valore attivi nell’ambito della musica antica, classica e contemporanea.
La prima formazione ad esibirsi mercoledì15 luglio è Lugano Percussion Ensemble, seguita, il giorno successivo, dalla giovane ed emergente arpista Elisa Netzer.
Luca Pianca incanterà il pubblico sabato 18 luglio; Mattia Zappa al violoncello e Massimo Gabriele Bianchi al pianoforte saranno i protagonisti della serata di mercoledì 22 luglio, mentre I Barocchisti si esibiranno martedì 28 luglio. Alea Ensemble e Ensemble Concerto Scirocco saranno le ultime due formazioni ospiti nell’Agorà, rispettivamente domenica 2 e mercoledì 5 agosto.
Completano l’offerta musicale tre concerti eseguiti da altrettante formazioni dell’Orchestra della Svizzera italiana: OSI Brass, OSI 10! e il Quintetto Bislacco (foto a sinistra), in programma da martedì 25 a giovedì 27 agosto. A seguito delle recenti disposizioni delle autorità, l’orchestra residente, diretta dal maestro Markus Poschner, omaggerà e riabbraccerà il pubblico grazie a due esibizioni straordinarie che verranno allestite in Piazza Luini venerdì 28 e sabato 29 agosto.
Il Museo d’arte della Svizzera italiana contribuisce alla rassegna proponendo tre Artist Talk: si comincia venerdì 17 luglio con Lois Hechenblaikner, fotografo austriaco, protagonista del progetto pop-up Ischgl esposto al LAC, e si prosegue mercoledì 29 luglio con Christine Streuli, artista svizzera che ha recentemente realizzato un intervento artistico ad hoc per il foyer del museo. Un terzo incontro dedicato alla fotografia si terrà mercoledì 2 settembre: l’ospite verrà comunicato prossimamente.
LAC en plein air si congeda sabato 5 e domenica 6 settembre con un fine settimana dedicato alle famiglie. L’artista Antonio Catalano creerà un’installazione, un “Universo sensibile” realizzato con materiali naturali, in cui sarà possibile recarsi per una visita oppure per assistere a un laboratorio o a un’azione teatrale. Un lavoro delicato che rimette al centro dell’attenzione l’umanità con la sua fragilità, la sua capacità di stupirsi e stupire.

Il programma completo e aggiornato è disponibile sul sito:
luganolac.ch

Gli eventi della rassegna LAC en plein air sono gratuiti e si svolgeranno nell’Agorà del LAC – ad eccezione dei concerti dell’OSI del 28-29 agosto e dell’installazione Universi sensibili che si terranno in Piazza Luini e in vari luoghi del centro culturale – con inizio alle ore 21. L’Agorà dispone di 150 posti a sedere, numerati e assegnati tramite prenotazione online. Nel caso di prenotazioni cumulative, i membri dello stesso nucleo familiare o gruppo potranno accostare i propri posti a sedere. In caso di maltempo, gli organizzatori potranno posticipare l’inizio dello spettacolo prima di annunciare l’eventuale annullamento. Qualora le condizioni meteo non consentano i preparativi o il regolare svolgimento dello spettacolo, questo verrà annullato.

22 incontri a sorpresa, 22 storie, 22 tramonti e 22 artisti da “scoprire” ogni sera, dal 7 al 28 luglio, alla Chiesa Rossa

MILANO, martedì 30 giugno – Per 22 prossimi tramonti, da martedì 7 luglio, alle 19.30, al Parco Chiesa Rossa presso il Cortile della Chiesa S. Maria alla Fonte, 22 attori, sul far della sera, come nell’antico teatro greco, presenteranno un monologo o un reading di loro repertorio. Sarà proposto inoltre uno spettacolo per bambini.
Ecco gli artisti che debutteranno a sorpresa:

Mila Boeri, Valerio Bongiorno, Lella Costa, Cristina Crippa per TEATRO DELL’ELFO, Nadia Del Frate per MTM, Mattia Fabris, Matilde Facheris, Paolo Faroni, Manuel Ferreira per ALMA ROSE’, Lorenzo Piccolo per NINA’S DRAG QUEEN, Stefano Orlandi, Rita Pelusio, Maria Pilar Pérez Aspa, Fausto Russo Alesi con Fausto Malcovati, Annig Raimondi e Genni D’Aquino per PACTA dei Teatri, Arianna Scommegna, Chiara Stoppa, Antonello Taurino per TEATRO DELLA COOPERATIVA, Giulia Viana per ECO DI FONDO, Debora Villa, Sandra Zoccolan, Debora Zuin.

Oltre a queste proposte “al buio”, ci sarà anche uno spettacolo per bambini e famiglie, l’unico ad essere svelato, il 26 luglio alle ore 17.45: Mila Boeri e David Remondini in “Amici per la pelle”, una co-produzione Atir/Teatro del Buratto.
Attenzione, però, fino all’alzata del “sipario”, non si saprà chi s’incontrerà di questi artisti. Gli spettatori potranno acquistare il biglietto per una specifica data ma non sapranno quale, tra i titoli proposti, vedranno.
Un vero e proprio appuntamento al buio… un gioco, una sorpresa, una lotteria, un piccolo gioco d’azzardo. Una sfida.
L’eccezionalità del momento impone a tutti uno sforzo di fantasia gestionale. E il pubblico esorta ad osare vie normalmente non praticate.
Il bisogno di ritrovarsi dal vivo insieme ad altri sarà il vero protagonista della rassegna. Esserci. Insieme. Nella magia di un incontro ritrovato. Un gesto simbolico a difesa del valore più profondo del teatro.
Gli attori si presteranno a questo gioco fuori dagli schemi promozionali usuali (che pure servono e serviranno ancora), uniti nella ferma volontà di slegarsi dall’io per rinnovare la dimensione del noi. Una sfida, certo, una sfida che si vuole e si deve correre in questi tempi incerti e paradossali. Se non ora, quando? Se non ATIR, chi? Se non per soli 66 spettatori, per chi?
Un teatro, soprattutto, che vuol rimanere sul proprio conosciuto territorio, come, ora, il cortile dei Frati Minori Cappuccini, uno spazio raccolto all’interno del parco Chiesa Rossa, il parco di Piazzale Abbiategrasso, un luogo accogliente, verde e fresco, “in cui negli anni del Ringhiera”, dicono, “e anche dopo la sua chiusura amiamo ritrovarci e immaginare programmazioni e incontri. Crediamo che ognuno debba fare la propria parte nel contribuire alla ripartenza del paese. Questa è la nostra: un piccolo gesto per vivere i momenti drammatici e inusuali del momento presente, come un’opportunità o quanto meno una nuova possibilità. Un atto d’amore per il teatro.”

Parco Chiesa Rossa – ingresso da Via San Domenico Savio 3 – Milano – Cortile Chiesa S. Maria alla Fonte – CAPIENZA: 66 persone – ORARIO: spettacolo ore 19.30, tutte le sere, durata un’ora circa – ORARIO spettacolo bambini del 26 luglio: ore 17.45 – PREZZO: 10 € + prevendita (raccomandato l’acquisto online). INFO tel. 02.87390039 – info@atirteatroringhiera.it.

www.atirteatroringhiera.it