Presentata la stagione ‘22/23 del Teatro alla Scala. Aprirà, il 7 dicembre, “Boris Godunov” di Musorgskij, dirige Chailly

MILANO, lunedì 6 giugno La nuova stagione 2022/23 del teatro alla Scala è stata presentata, lunedì 6 giugno, dal sovrintendente e direttore artistico Dominique Meyer, dal direttore musicale Riccardo Chailly e da quello del balletto Manuel Legris alla presenza del sindaco di Milano Beppe Sala, che guida la fondazione che controlla il teatro, e dell’assessore comunale alla Cultura Tommaso Sacchi. Sono state presentate: le quattordici opere, una in più del precedente cartellone, molti nuovi allestimenti, di cui alcuni pronti già dalla passata stagione; otto titoli di balletto, sette concerti sinfonici tra cui il ritorno di Daniele Gatti, tre grandi spettacoli per bambini, per un totale di ben 272 rappresentazioni, di cui dieci concerti della Filarmonica della Scala. Inoltre Recital di canto, convegni e conferenze

Nei mesi scorsi, vedendo la sala che tornava a riempirsi sempre più spesso, ci siamo resi conto ancora una volta di quanto sia profondo nel pubblico il desiderio di vedere, ascoltare, esserci, partecipare alle serate d’opera o balletto, ai concerti, alle iniziative. In una parola l’amore per il teatro musicale e per questa tradizione magnifica e irragionevole che dura da oltre quattro secoli. A questo amore abbiamo dedicato la comunicazione della nostra campagna abbonamenti, ma soprattutto la nostra Stagione 22/23, con più di 250 spettacoli…” (Paolo Besana – Ufficio stampa del Teatro alla Scala)

La stagione si aprirà il 7 dicembre con “Boris Godunov” di Musorgskij diretto da Riccardo Chailly con la regia del danese Kasper Holten, ex direttore della Royal Opera House di Londra.

Per tutte le informazioni sugli spettacoli in cartellone, calendari, titoli, orari, repliche eccetera, rivolgersi a www.teatroallascala.org

Dal 23 giugno 2022 si apre la Campagna Abbonamenti 22/23 per rinnovi e nuove sottoscrizioni. Il calendario di apertura vendite dei biglietti e dei Carnet (da 3 o 4 titoli) e i prezzi di ogni spettacolo saranno dettagliati sul sito più sopra indicato.

Smisurato, affascinante. Un Maestro, un fenomeno, un genio. Così perfetto da sembrare “infernale”. Cioè Strehler

(di Andrea Bisicchia) Sara Chiappori non è soltanto una giornalista, ma anche una ricercatrice, nel senso che non si limita alla notizia, perché cerca di approfondirne le origini e le finalità, inoltre è una passionaria del teatro, incontentabile e, a volte, anche profetica. Nel volume da lei curato, “Strehler. Il gigante del Piccolo” , Mimesis Edizioni, riunisce ventidue interviste fatte ad attori, registi, collaboratori di Strehler, precedute da una prefazione di Maurizio Porro, conoscitore profondo del Maestro, e da una introduzione di Piero Colaprico, secondo il quale raccontare Strehler non è stata una necessità, dovuta al centenario, bensì una esigenza legata al periodo della pandemia, quando non si faceva teatro e gli artisti erano più disponibili a parlarne e, pertanto, liberi nel raccontare storie, vicende, amori, spettacoli geniali di Strehler, rimasti nella loro memoria e nella nostra.
Dal libro della Chiappori viene fuori, non solo il ritratto artistico, ma anche umano del grande regista, il suo fascino, i suoi scandali, il suo modo di interpretare i testi, di utilizzare la luce, di costruire i personaggi, oltre che la maniera con cui collaborava con gli scenografi, ai quali chiedeva l’impossibile, specie durante la realizzazione degli spettacoli sul palcoscenico angusto di via Rovello che, misteriosamente, diventava immenso con le sue regie, quando, goldonianamente, faceva entrare il mondo nel teatro, quando la rappresentazione diventava più importante della scrittura, benché il Maestro dicesse di essere sempre fedele al testo.
Di una cosa era certo, che tutto dovesse nascere sul palcoscenico e che le prove, pur faticose, lente, ossessive, per la ricerca dei dettagli, potessero essere anche divertenti, perché spronavano la fantasia e l’immaginazione, Ezio Frigerio diceva che “aveva l’occhio assoluto e un senso musicale della luce”.
La storia dei suoi spettacoli si intrecciava con quella degli amori, quello inquieto con Ornella Vanoni, quello appassionato per la sua “regina”, Andrea Jonasson che ne racconta le fragilità, le attese tormentate in casa, durante le sue “Prime”, con le tapparelle abbassate, la profondità nel “leggere” i testi e, infine, le difficoltà degli ultimi anni, oltre che gli errori che solo un genio poteva permettersi.
Non mancano gli amori professionali, quelli per i suoi attori, come Giulia Lazzarini, la sua pupilla, o il fedelissimo Giancarlo Dettori che, insieme a Franca Nuti, lo ascoltavano fino alle sei del mattino, o come Ferruccio Soleri che Strehler aveva fatto conoscere in tutto il mondo, senza che gli spettatori avessero visto il suo volto.
Poi ci sono i giovani come Ottavia Piccolo che ne ricorda l’aggressività e la potente seduzione, come Monica Guerritore che racconta la nascita del personaggio di Ania accanto alla Ljuba di Valentina Cortese, come Gabriele Lavia che lo considerava Dio, mentre lui si sentiva Adamo.
Non mancano le testimonianze di registi come Louis Pasqual che lo riteneva “il migliore regista del mondo”, sempre alla ricerca di qualcosa di profondo, ne seguiva gli insegnamenti, pur con la consapevolezza che la genialità è difficile da trasmettere, o come Andrée Ruth Shammah che ricorda di averlo diretto nell’Agamennone, primo testo della “Orestea”, tradotta da Emanuele Severino, in quanto Franco Parenti, essendo caduto, durante le prove, ed essendosi rotte delle costole, dovette attendere un po’ per recitarlo, dice Andrée: “Era così matto, così smisurato, ma aveva un enorme senso della disciplina e del rigore”.
Poi ci sono le testimonianze dei collaboratori più vicini, come Carlo Fontana che lo considerava un mito, perché, per lui, il Maestro, era Paolo Grassi, come Giovanni Soresi, testimone diretto, non solo di tutti gli spettacoli, ma anche della sfida più importante, riguardante la nascita del “Teatro d’Europa”, nel 1987. Giovanni lo considerava un leone in gabbia, oltre che un grafomane.
Non poteva mancare la testimonianza di Sergio Escobar che nel 1979, come responsabile del PSI, ne curò la campagna elettorale per le elezioni europee, ricorda che “doveva sottrargli il microfono perché sforava tutti i tempi”. Artisticamenre lo considerava una macchina perfetta e, quindi, infernale. Ci sono tante altre testimonianze, nel volume della Chiappori, come quelle di Maurizio Micheli, per il suo spettacolo “Mi voleva Strehler”, campione di debutti e di incassi, o dei compaesani come Renato Sarti e Paolo Rossi.
Infine, come postfazione, si può leggere l’intervento di Claudio Longhi che, non avendolo conosciuto professionalmente, ne scrive un breve saggio, non tanto per celebrarne la grandezza, quanto per interrogarsi su “quali altri geniali intuizioni sarebbe stata arricchita la sua carriera”, se non fosse stata interrotta dalla morte.

Sara Chiappori (A cura di), “Strehler. Il gigante del Piccolo”, Mimesis Edizioni 2022, pp. 168, € 17

www.mimesisedizioni.it

I cartelloni estivi di Forlì (dal 10 giugno) e di Faenza (dal 6 luglio). Danza, prosa, operetta, circo, spettacoli per ragazzi

(di Andrea Bisicchia) Partirà il 10 giugno, all’Arena San Domenico, dove, nei Musei accanto, è possibile visitare una mostra eccezionale, dedicata alla “Maddalena tra mistero e immagine”, la Stagione estiva di Forlì, e il 6 luglio sarà la volta di quella di Faenza, organizzate da ACCADEMIA PERDUTA/ROMAGNA TEATRI.
Ora, i direttori Ruggero Sintoni e Claudio Casadio non si concedono alcuna pausa, dopo il successo della Stagione invernale, al Teatro Diego Fabbri di Forlì, al teatro Masini di Faenza e al Teatro Goldoni di Bagnacavallo, con Cartelloni di grande impegno artistico e sociale (come la rassegna “TEATRI D’INVERNO”, sulla drammaturgia contemporanea, che, tra gennaio e maggio, ha superato le diecimila presenze).
Ecco, dunque, pronta la Stagione estiva, che inizia dapprima a Forlì, con una serie di appuntamenti, in cui convivono generi teatrali diversi, dal Teatro comico, all’Operetta, dalla Danza moderna, al Nouveau Cirque, a cui è stato affidato il compito di inaugurare la Stagione con uno Show di circo acrobatico. All’Arena San Domenico, inoltre, si potrà apprezzare un particolare tipo di comicità, mai volgare, attenta a interpretare i molteplici cambiamenti sociali. Sul palco si alterneranno il comico Vito, con la sua galleria di personaggi dal “Click” compulsivo, a cui seguiranno: Anna Mazzamauro (v. foto sopra), Chiara Francini, Maria Pia Timo, forse il personaggio più amato e seguito nei teatri della Bassa Romagna che meriterebbe essere conosciuta anche nelle capitali dello spettacolo.
La danza Moderna è rappresentata dal Nuovo Balletto Classico, noto per le sue particolari coreografie. Corrado Abbati proporrà la collaudata “Vedova allegra”, e va segnalata la presenza di Vittorio Sgarbi che col suo “Canova” ne percorrerà la poetica e i risultati estetici.
Non mancherà l’appuntamento col grande concerto, affidato a Antonella Ruggeri, e quello col Teatro Ragazzi, vera specialità di Accademia Perduta.
A Faenza, la Stagione avrà inizio con uno Show di Paolo Cevoli, a cui seguiranno “Misteri per caso”, di Syusy Blady, con una incursione tra miti, curiosità archeologiche e simboli segreti, un viaggio fantastico in una specie di mappamondo virtuale. Maria Pia Timo, in compagnia di Mirko Casadei, erede della dinastia dei Casadei, con la sua Banda, proporrà “Il Ballo” di Roberto Pazzi.
A conclusione della rassegna, si potrà vedere lo spettacolo di teatro acrobatico del gruppo internazionale dei Kataklo.
Intanto è in preparazione “COLPI DI SCENA”, una edizione internazionale che, grazie anche al coordinamento dell’ATER, coinvolgerà Compagnie, Rappresentanti di Festival, Direttori Artistici, tutti impegnati a dare visibilità artistica al TEATRO PER RAGAZZI E GIOVANI: un festival che sarà programmato dal 28 giugno al 1° luglio, sempre a Forlì.

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I CARTELLONI IN SINTESI

FORLÍ, ARENA SAN DOMENICO

Venerdì 10 giugno: The Black Blues Brothers
Mercoledì 15 giugno: Vito – La felicità è un pacco
Giovedì 23 giugno: Nuovo Balletto Classico – Dancebook
Lunedì 4 luglio: Corrado Abbati – La Vedova Allegra
Sabato 16 luglio: Anna Mazzamauro – Com’è ancora umano Lei, caro Fantozzi
Martedì 19 luglio: La Baracca – Costruttore di storie
Martedì 26 luglio: Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani – Il re pescatore
Mercoledì 27 luglio: Sonics – Toren
Lunedì 1° agosto: Antonella Ruggiero – Concerto versatile
Martedì 2 agosto: Teatro Pirata – L’albero di Pepe
Sabato 6 agosto: Vittorio Sgarbi – Canova
Martedì 9 agosto: Kosmocomico Teatro – Cattivini
Giovedì 11 agosto: Maria Pia Timo / Mirko Casadei  (v. foto qui a lato)– Il Ballo
Mercoledì 24 agosto: Chiara Francini – Una ragazza come io
Venerdì 26 agosto: Teatro Perdavvero – I musicanti di Brema
Martedì 30 agosto: La Piccionaia – L’arca di Noè

FAENZA, TEATRO MASINI PIAZZA NENNI

Lunedì 4 luglio: I Fratelli Caproni – L’omino del pane e l’omino della mela
Mercoledì 6 luglio: Paolo Cevoli – Show
Lunedì 11 luglio: La Baracca – Sapore di sale
Mercoledì 13 luglio: Corrado Abbati – La Vedova Allegra
Lunedì 18 luglio: Teatro Pirata – Papero Alfredo
Giovedì 21 luglio: Nuovo Balletto Classico – Poesie in danza
Lunedì 25 luglio: La Piccionaia / Teatro del Buratto – Agenzia Gulliver
Giovedì 28 luglio: Syusy Blady – Misteri per caso
Lunedì 1° agosto: Eccentrici Dadarò – Peter Pan
Lunedì 8 agosto: Kosmocomico Teatro – Cattivini
Martedì 9 agosto: Maria Pia Timo / Mirko Casadei – Il Ballo
Mercoledì 31 agosto: Kataklò – Back to Dance

Premio “Emilio Salgari” di Letteratura Avventurosa. I tre vincitori. Premiazioni a Negrar di Valpolicella il 25 novembre

Mercoledì 1 giugno, nella Sala Rossa della Provincia di Verona sono stati presentati i tre romanzi e i tre autori vincitori e finalisti della IX Edizione del Premio “Emilio Salgari” di Letteratura Avventurosa, organizzata e promossa dall’Associazione “Ilcorsaronero” di Verona, con il Comune di Negrar di Valpolicella (VR) e l’Università del Tempo Libero di Negrar.
Il Premio Emilio Salgari di Letteratura Avventurosa nasce nel 2006 con l’intento di valorizzare la letteratura contemporanea d’avventura e far riscoprire la Valpolicella, terra veronese dove il famoso scrittore Emilio Salgari trascorse gli anni dell’adolescenza e dalla quale trasse ispirazione la sua creatività.
La formula del premio, inalterata e vincente dalla prima edizione, prevede che sia scelta una rosa di tre opere di autori nazionali pubblicate tra il 2020 e il 2022 scelte da una Giuria di Esperti nel panorama delle pubblicazioni italiane d’avventura.

I tre vincitori:

Gian Luca Barbera, Mediterraneo (Solferino, 2021)

Luca di Fulvio, La ballata della città eterna (Rizzoli, 2020)

Orso Tosco, London Voodoo (Minimum Fax, 2022)

Agli autori è riconosciuto il premio assegnato dalla Giuria mentre il premio della Giuria Popolare composta da biblioteche, circoli di lettori, associazioni culturali e lettori sarà assegnato, dopo il conteggio dei voti, nella cerimonia prevista il 25 novembre a Negrar di Valpolicella. In tale data, tutti i finalisti e il vincitore della Giuria Popolare riceveranno un premio in denaro, una statuetta riproduzione della statua di Salgari realizzata dallo scultore Sergio Pasetto e posizionata davanti alla Biblioteca Civica di Verona (v. foto) e gli attestati da parte delle Autorità e dei maggiori sostenitori del Premio. In tale occasione, riceverà il premio “Ilcorsaronero” una scrittrice o uno scrittore di riconosciuta importanza internazionale a insindacabile scelta della Rivista “Ilcorsaronero”.

Per informazioni sul premio, il suo regolamento, la sua storia e i suoi Albi d’oro:
www.premiosalgari.eu.