Alla Scala, in streaming, Emanuil Ivanov, vincitore 2019 del 62° Concorso Pianistico Internazionale “Ferruccio Busoni”

MILANO, giovedì 11 febbraio – In diretta streaming, la Scala ospita, sabato 27 febbraio, alle 20, un concerto straordinario del vincitore della 62° edizione del Concorso Pianistico Internazionale “Ferruccio Busoni” del 2019, Emanuil Ivanov, confermando l’impegno comune a dare visibilità anche online ai giovani talenti particolarmente penalizzati dalle restrizioni causate dalla pandemia. In programma Busoni, Ravel e Skrjabin.
Ventidue anni, nato a Pazardzhik, in Bulgaria, Emanuil Ivanov, con un’eccezionale esecuzione del concerto n. 2 di Camille Saint-Saëns, si è aggiudicato il Primo Premio del Concorso Busoni, conquistato in passato da artisti come Jörg Demus e Martha Argerich.
Il concerto sarà visibile sul sito della Scala e sui suoi canali Facebook e YouTube.
La realizzazione di quest’importante appuntamento dà modo alla Fondazione Busoni-Mahler di tener fede alle responsabilità assunte nei confronti dell’attuale vincitore del Premio Busoni che proseguirà la sua avventura concertistica milanese l’11 maggio alla Società del Quartetto.
Il direttore artistico del Concorso, Peter Paul Kainrath, commenta: “In un tempo di radicali trasformazioni come quello che stiamo vivendo è più che mai importante garantire a questi giovani il loro posto nella vita culturale internazionale. La nuova partnership fra il Teatro alla Scala di Milano e il Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni nasce dalla comune convinzione che i talenti, una promessa per il futuro, vadano sostenuti e protetti”.
Il Teatro alla Scala – sottolinea il Sovrintendente Dominique Meyer – è lieto di collaborare con il Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni per permettere a un nuovo talento del pianoforte di farsi conoscere da un pubblico internazionale nonostante le limitazioni ai concerti e agli spostamenti imposte dalla pandemia. In questo periodo per tutti così arduo è fondamentale pensare alle difficoltà straordinarie che incontrano i giovani che si affacciano alla carriera concertistica”.
Di fronte a uno scenario pieno di incognite per il mondo della musica molti concorsi hanno subito una battuta d’arresto: la competizione pianistica “Ferruccio Busoni” si è invece reinventata, sostituendo alle tradizionali preselezioni in presenza un nuovo format digitale internazionale, il Glocal Piano Project. Trasmesso da 23 diverse località in tutto il mondo, ha dato la possibilità ai suoi 100 talenti di suonare di fronte a un pubblico dal vivo. I 33 candidati selezionati saranno poi attesi, nell’estate 2021, alla fase finale che si terrà, come da tradizione, a Bolzano.
Il Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni, fondato da Cesare Nordio nel 1949, ha attirato da subito l’attenzione su di sé anche per il prestigio del suo Comitato di Fondazione, composto da personaggi del calibro di Claudio Arrau, Wilhelm Backhaus, Alfred Cortot, Walter Gieseking, Dinu Lipatti, Arthur Rubinstein e Arturo Benedetti Michelangeli. Da oltre settant’anni il Concorso rappresenta un trampolino di lancio per le promesse del pianoforte internazionale.
Glocal Piano Project è il nuovo format online concepito dalla Fondazione Busoni-Mahler per gestire la fase preliminare della 63° edizione del Concorso Busoni. Il progetto ha permesso ai 98 candidati ammessi di suonare dal vivo, davanti a un pubblico reale, vicino al proprio territorio nazionale o paese di residenza, in condizioni eccellenti. Steinway & Sons, partner del progetto, ha messo a disposizione la rete dei suoi negozi, realizzando 24 hotspot distribuiti in 19 paesi in tutto il mondo.

I video delle esibizioni sono visibili sul sito della Fondazione Busoni-Mahler, www.busoni-mahler.eu (fino a settembre 2021), sul sito “steinway.com” e, per il pubblico cinese, www.amadeus.tv.

Quel male oscuro che ottenebra la psiche di poeti, musicisti, artisti. Ma, anziché alla mente, meglio rivolgersi al cuore

(di Andrea Bisicchia) Credo che Eugenio Borgna debba essere considerato un sapiente, alla maniera greca, non certo per la veneranda età (1930), ma per il modo con cui intratteneva i pazienti, e con cui intrattiene il lettore, invitato, da lui, a un dialogo su categorie come Anima, Attesa, Speranza, Tempo, Cuore. A ciascuna di queste, ha dedicato un libro monografico, nel quale indaga il nostro mondo psichico, la nostra interiorità, la nostra conoscenza, le nostre esperienze di vita. Si tratta, insomma, di categorie portanti della condizione umana, ma che hanno anche a che fare con la nostra creatività.
Borgna è stato primario di psichiatria, oltre che libero docente in Clinica delle malattie nervose, solo che il suo rapporto con la psichiatria non è fondato soltanto su elementi teorici, ovvero su trattati, quanto su esperienze che hanno a che fare non solo con i pazienti, ma anche con tutti quegli artisti che hanno sofferto le malattie mentali e che le hanno raccontate attraverso le loro opere d’arte. Per questo motivo, gli argomenti dei suoi libri spaziano su scritti di poeti, scrittori, drammaturghi, musicisti che hanno avuto a che fare con le malattie nervose e, in particolare, con le diverse forme di depressione che portano alla schizofrenia o alla follia, a quel male oscuro che ottenebra la nostra psiche.
In “I grandi pensieri vengono dal cuore. Educare all’ascolto”, edito da Cortina, la figura del sapiente prende il sopravvento su quella dell’analista, dato che, con parole semplici, ma profonde, racconta le radici emozionali delle malattie psicosomatiche all’interno della loro dimensione fenomenologica e sociale, indicando una sua maniera di cura che rimanda alla capacità del cuore nell’ascoltare le emozioni dei sofferenti.
Educare all’ascolto diventa un metodo di lavoro che Borgna ritiene necessario per ogni psicoterapeuta a patto che conosca i valori nascosti nelle parole, perché, grazie a una simile conoscenza, è possibile capire in che modo le parole possano farci amare o odiare, magari attraverso il tono con cui vengono pronunziate, specie se ammantate da lunghi silenzi che nascondono la vera fonte della depressione. Il silenzio può essere dovuto alla timidezza, all’incertezza, alla sofferenza psichica, bisogna, quindi, abbatterlo, sostiene Borgna, per instaurare una dimensione relazionale col paziente, dato che quel silenzio potrebbe appartenere all’indicibile, che si può rendere dicibile, col ricorso all’ascolto dei pensieri che provengono dal cuore e che utilizzano un particolare linguaggio, capace di farti distinguere la malinconia dalla tristezza e dalla depressione.
In molti casi, a suo avviso, lo psichiatra può ricorrere all’aiuto della letteratura, della poesia e del teatro.
Nel volume sono frequenti le citazioni delle poesie di Kavafis, Rilke, Leopardi, Trakl e Antonia Pozzi, Borgna riporta parecchi versi delle loro raccolte poetiche, specie quelli che evidenziano emozioni sconvolgenti, angosce lancinanti, abissi di disperazioni e le compara con quelle delle sue pazienti, come Maria Teresa o Margherita che, nella loro disperazione, hanno trovato il momento per raccontarla con le loro poesie.

Eugenio Borgna, “I grandi pensieri vengono dal cuore. Educare all’ascolto” – Editore Cortina 2021, pp. 110, € 12. www.raffaellocortina.it

Fondazione Ligabue. Cinque anni di esposizioni e presenze internazionali. E, in futuro, Palazzo Erizzo aperto al pubblico

VENEZIA, lunedì 8 febbraio – Compie 5 anni la Fondazione Giancarlo Ligabue. Cinque anni intensissimi di impegno nella cultura, nella ricerca, nello sviluppo della conoscenza. È tempo dunque di bilanci ma anche di programmi già definiti per il prossimo triennio.
La base è a Venezia, ma dalla città lagunare lo sguardo della Fondazione Giancarlo Ligabue è sempre stato rivolto al mondo, per scoprire culture e civiltà diverse, interrogarsi su tanti fronti del sapere e dell’Umanità, della scienza e dell’arte, operando per la tolleranza, il dialogo, la scoperta.
Il primo lustro segna dunque un traguardo importante, rafforzato lo scorso anno dall’intitolazione – da parte del Comune di Venezia e della Fondazione Musei Civici di Venezia – del Museo di Storia Naturale a Giancarlo Ligabue: lui che aveva rinvenuto nel deserto del Teneré e poi donato al Museo veneziano il famoso dinosauro (v. foto sotto), ora nel percorso museale, e che tanto impegno aveva speso per il Museo.
Eventi che aprono la Fondazione Giancarlo Ligabue anche al dialogo e al rapporto con Istituzioni internazionali prestigiose e a partnership di primo piano, come quella siglata con il Musée du quai Branly – Jacques Chirac di Parigi, co-promotore dell’esposizione che la Fondazione organizzerà a Venezia dal prossimo 15 ottobre 2021 – a Palazzo Cavalli Franchetti – e che si terrà in seconda sede presso il museo francese: “Power & Prestige. L’arte dei bastoni del potere in Oceania”.
Il 2022 vedrà la Fondazione impegnata su un diverso ambito culturale – sul quale si sviluppa un’attenzione collezionistica e di studio – con la mostra “De visi mostruosi. Caricature da Leonardo a Tiepolo”, disegni originali, incisioni, acquarelli e preziosi libri a stampa per mostrare la continuità di una tradizione nell’Italia settentrionale che, dal grande Da Vinci, prosegue nei secoli. provenienti da importanti musei internazionali dalla fine del XV al XVIII secolo, ovvero ritratti grotteschi e caricature “teste caricate”: una selezione di “Testa di vecchia” attribuita a Leonardo da Vinci, esposta per la prima volta al pubblico, attorno a una decina di notevoli disegni inediti della Collezione Ligabue.
Quindi, nel 2023, la scena sarà per “Animal Art”. In un anno importante – in cui verrà anche ricordato mezzo secolo di impegno Ligabue nella cultura, dapprima con il Centro Studi e Ricerche ora attraverso la Fondazione – il programma prevede una mostra di forte interesse, centrata sulle rappresentazioni zoomorfe dal III millennio alla Roma antica nell’area del Mediterraneo, con richiami e focus a culture extraeuropee di indubbio fascino.
Accanto agli eventi espositivi, proseguiranno nel prossimo triennio anche le altre attività: le Conferenze e i Dialoghi della Fondazione, la messa a disposizione del patrimonio documentario attraverso un archivio, le collaborazioni su progetti specifici con il Museo di Storia Naturale di Venezia e con l’Università Ca’ Foscari.
Infine tra gli obiettivi ambiziosi per il futuro, l’apertura di Palazzo Erizzo-Ligabue al pubblico per la visita a piccoli gruppi.
Senza rinunciare alla flessibilità espositiva per le mostre temporanee, s’intende infatti rafforzare il legame tra il pubblico e il prestigioso edificio che è sede della Fondazione sul Canal Grande, in modo che la Collezione esposta a rotazione diventi accessibile, su prenotazione e a numero chiuso, attraverso visioni continuamente nuove.

(p.a.p.)

www.fondazioneligabue.it

Quattro incontri online alla Triennale “Intorno all’umano”. Con J. Zylinska, S. Quintarelli, M. Atwood e Lev Manovich

MILANO, sabato 6 febbraio – Nell’ambito della programmazione online Triennale Upside Down, Triennale Milano e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti presentano “Media Explosion. Intorno all’umano”, un ciclo di quattro incontri, a cura del filosofo Leonardo Caffo e di Amos Bianchi, NABA Media Design and New Technologies Area Leader, che si svolgeranno a partire dal 10 febbraio nel corso dei prossimi due mesi con protagonisti Joanna Zylinska (nella foto), Stefano Quintarelli, Margaret Atwood e Lev Manovich.
Ogni incontro prevede la lecture o l’intervista di uno degli ospiti seguita da una sessione di domande e risposte con il pubblico online con l’obiettivo di introdurre i partecipanti a letture originali e radicali delle relazioni contemporanee fra dispositivi mediali ed esseri umani da prospettive diverse, alla luce delle ricerche che i relatori coinvolti stanno svolgendo.
Il ciclo si inserisce nel lavoro di comprensione delle soglie dell’umano entro lo scenario della contemporaneità in un dialogo serrato tra le prospettive di ricerca di Triennale Milano e dell’area di Media Design and New Technologies di NABA.
Gli appuntamenti saranno trasmessi live su Zoom e successivamente saranno disponibili sul sito e sul canale YouTube di Triennale e NABA.
Tutti gli incontri saranno in inglese con traduzione simultanea in italiano.
I Partner Istituzionali Eni e Lavazza e l’Institutional Media Partner Clear Channel sostengono Triennale Milano anche per il progetto Triennale Upside Down.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

10 febbraio 2021, ore 18: Joanna Zylinska, scrittrice, lecturer, artista e curatrice;
24 febbraio 2021, ore 18: Stefano Quintarelli, imprenditore seriale e già professore di sistemi informativi, servizi di rete e sicurezza;
10 marzo 2021, ore 18: Margaret Atwood, scrittrice e poetessa;
24 marzo 2021, ore 11: Lev Manovich, scrittore.

Evento libero fino a esaurimento – Registrazione sul sito:
triennale.org/media-explosion