Slittati di due mesi gli Oscar 2021. Saranno assegnati il 25 aprile. Previsioni e consensi. La prima volta di due registe

OSCAR 2021Gli Academy Awards 2021 hanno modificato il regolamento per andare incontro alle produzioni slittate durante i mesi di chiusura dei set e delle sale, e la 93esima edizione si terrà il 25 aprile (diretta anche su Sky, sul canale 303 dedicato ‘Sky Cinema Oscar’), con un ritardo di circa di due mesi rispetto alle usuali date di fine febbraio. La cerimonia di premiazione andrà in scena da svariate location, compreso il tradizionale Dolby Theatre di Los Angeles.
Come da previsioni, e continuando il trend già iniziato con i Golden Globes, fra i titoli con il maggior numero di candidature ci sono “Nomadland”, “Una donna promettente”, “Il processo ai Chicago 7”, “The Father, Mank” e “Minari”. Due le registe in corsa per la statuetta: Chloé Zhao ed Emerald Fennell (mai più di una regista era stata nominata nello stesso anno nella miglior regia, e solo sette in tutto in quasi cent’anni di premio).
Nomination italiane per “Pinocchio” di Matteo Garrone, che si aggiudica due nomination tecniche (trucco e costumi), per Laura Pausini che, dopo aver vinto il Golden Globe, è in lizza anche per l’Oscar con la canzone “Io sì” (Seen) dal film La vita davanti a sé.

Le prime candidature:

MIGLIOR FILM

The Father
Judas and the Black Messiah
Mank
Minari
Nomadland
Una donna promettente
Sound of Metal
Il processo ai Chicago 7

MIGLIOR REGIA

Thomas Vinterberg, “Another Round”
David Fincher, “Mank”
Lee Isaac Chung, “Minari”
Chloé Zhao, “Nomadland”
Emerald Fennell, “Una donna promettente”

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA

Viola Davis, “Ma Rainey’s Black Bottom”
Andra Day, “The United States vs. Billie Holiday”
Vanessa Kirby, “Pieces of a Woman”
Frances McDormand, “Nomadland”
Carey Mulligan, “Una donna promettente”

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

Riz Ahmed, “Sound of Metal”
Chadwick Boseman, “Ma Rainey’s Black Bottom”
Anthony Hopkins, “The Father”
Gary Oldman, “Mank”
Steven Yeun, “Minari”

Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: la VI edizione della Biennale College Cinema – Virtual Reality

VENEZIA, martedì 23 marzo – La Biennale di Venezia ha dato il via alla 6a edizione (2021-2022) del progetto Biennale College Cinema – Virtual Reality, per lo sviluppo e la realizzazione di progetti di Realtà virtuale. Il bando, fino al 20 maggio 2021, è sul sito www.labiennale.org, riservato a team composti esclusivamente da un regista e un produttore entrambi italiani al primo, secondo o terzo progetto VR, senza limiti di età (Biennale College Cinema – Virtual Reality / Italia).
Il bando Biennale College Cinema – Virtual Reality / International, invece, apparirà successivamente al bando italiano, nel corso della 78ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (1-11 settembre 2021).
Si è conclusa intanto la 5a edizione (2020-2021) di Biennale College Cinema – Virtual Reality. Il progetto Lavrynthos – regista Amir Admoni (Brasile), produttore Fabio Rychter (Brasile) – sarà presentato alla 78ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica nella sezione Venice VR Expanded.

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Per la VI edizione 2021-2022 di Biennale College Cinema – Virtual Reality / Italia, saranno selezionati sei progetti di Realtà virtuale, della durata massima di 30 minuti da produrre con un budget di 60.000 €, invitati a partecipare a un workshop di sviluppo tenuto in lingua inglese.
A seguito del workshop sarà effettuata un’ulteriore selezione di due progetti, che entreranno nella fase successiva unitamente ai dieci progetti selezionati dal bando internazionale, e che prenderanno parte a un ulteriore workshop nel mese di gennaio.
Fra questi dodici progetti saranno poi selezionati un massimo di tre progetti che accederanno ad un ulteriore workshop di sviluppo previsto nel mese di marzo. Al termine, fino a un massimo di 1 progetto, accederà al sostegno della Biennale per la copertura del costo di produzione (che dovrà comunque essere al massimo di 60.000 €). Il progetto così realizzato sarà presentato alla 79ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2022.

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Il progetto Biennale College Cinema – Virtual Reality ottiene un importante finanziamento dal Programma MEDIA – Europa Creativa della Commissione Europa – Direzione Generale Connect. Le attività formative verranno sostenute dal contributo MEDIA. Tale contributo si aggiunge al sostegno che il Programma MEDIA ha dato allo sviluppo del Venice Production Bridge. Biennale College – Cinema, realizzato dalla Biennale di Venezia, ha il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema. Biennale College – Cinema si avvale della collaborazione accademica di Gotham Film & Media Institute (precedentemente conosciuto come IFP) e del TorinoFilmLab.

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Biennale di Venezia  – Tel. +39 041 5218 – 857/859
www.labiennale.org

Si è concluso il Concorso Internazionale “Filmmaker 2020” (era iniziato venerdì 27 novembre). Giurie, Premi e Premiati

MILANO, lunedì 7 dicembre Si è chiusa l’edizione 2020 di “Filmmaker Festival” (iniziata il 27 novembre). La premiazione dei vincitori è avvenuta domenica 6 dicembre alle ore 21, in diretta sui canali Facebook e YouTube di Filmmaker Festival.
Le Giurie dei Concorsi Internazionale e Prospettive e la Giuria Giovani hanno assegnato i seguenti Premi.

CONCORSO INTERNAZIONALE FILMMAKER 2020

La Giuria composta da Luigi De Angelis (regista teatrale), Alessandro Rossetto (regista), Federica Villa (Università di Pavia) ha assegnato a “Ziyara” (foto sopra) di Simone Bitton il Premio FILMMAKER 2020 di 3000 €. “Un film-valigia, dallo sguardo nostalgico, amaro, che custodisce le sopravvivenze di un mondo destinato a essere perduto, irrimediabilmente separato e lontano…

Premio della Giuria 2020 di 1500 € a “An Unusual Summer” di Kamal Aljafari. “Intenso ricordo di un passato recente ma ormai perduto, come l’albero di fico che non c’è più, e al contempo luogo di elezione dove tutto può accadere, dove l’attesa trova conforto nel conoscere e riconoscere via via fantasmi che diventano persone…”.

la Giuria composta dagli studenti Giulia Bona (IULM), Boris Cassanmagnago (Accademia di belle arti G. Carrara, Bergamo), Bianca Colleoni (Scuola Civica di Cinema L. Visconti), Christian Nirvana Damato (NABA), Rebecca D’Anastasio (Accademia di belle arti di Bergamo), Agnese Garabello (Civica L. Visconti), Margherita Montali (IULM), Emma Onesti (IULM), Letizia Salerno Pizzalis (Civica L. Visconti), Daniele Sacchi (Università Cattolica di Milano), Alberto Savi (Università di Bologna) ha assegnato: il Premio Giuria Giovani 2020 di 1500 € a “Purple Sea” di Amel Alzakout e Khaled Abdulwahed. “Per l’uso originale del dispositivo, fatto di immagini alla deriva, capaci di decostruire l’immaginario collettivo sul tema dei migranti in mare…”

CONCORSO PROSPETTIVE 2020, RISERVATO AD AUTRICI E AUTORI ITALIANI UNDER 35

La Giuria composta da Valentina Andreoli (montatrice), Micol Roubini (regista), Nicola Curzio (critico) ha assegnato: il Premio Prospettive 2020 di 1500 € a “Il secondo principio (foto a sin.) di Hans Liebschner” di Stefano Testa. “Per aver saputo raccontare, con coerenza e rigore, attraverso un’ostinata ricerca in un archivio ritrovato, l’evolversi delle relazioni all’interno di un nucleo familiare che progressivamente perde la sua dimensione specifica e privata per abbracciarne una aperta a tutti, universale”.

Premio della giuria di 1000 € a “Io mi fermo qui” di Emanuele Cantò. “Per l’abilità nell’aver costruito un dispositivo filmico capace di restituire con ironia, in maniera concisa ed efficace, la visione allucinata, distopica e pur drammaticamente vera del nostro presente”.

Premio Movie People, di 5000 € in servizi tecnici a “Lieder von zuhause” di Laura Bianco. “Per la sua capacità di avvicinarsi ai soggetti filmati con pudore, onestà e in maniera partecipata, senza compiacimento, riuscendo a restituire un ritratto sincero e intimo di due fratelli che si affacciano ad un mondo nuovo…”

FILMMAKER è sostenuto da Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Comune di Milano, con la collaborazione di Forum Austriaco di Cultura, Goethe-Institut Mailand, Wallonie-Bruxelles, Movie People, Scuola civica di Cinema Luchino Visconti di Milano, Film TV, Start.Srl, MYmovies, Santarcangelo Teatro, Riccione Teatro, Associazione Coe, Festival cinema africano, dell’Asia e dell’America latina, Milano Film Network.
ABBONAMENTI E STREAMING
https://www.mymovies.it/ondemand/filmmaker/accrediti/
Tutte le proiezioni del festival sono visibili in abbonamento sulla piattaforma MYmovies
Costo abbonamenti: € 9,90
Durata streaming per ogni singolo film: 72 ore
INFORMAZIONI
Associazione Filmmaker – Tel. 02 3313411 – segreteria@filmmakerfest.org
Web: filmmakerfest.com
Instagram: @filmmakerfest

Un godibile, affettuoso (e impietoso) lavoro sulla Francia multietnica. Ma l’integrazione rimane solo un bel sogno

(di Emanuela Dini) – Un film ironico, coraggioso, delicato e provocatorio, una commedia ben scritta e ben recitata, ritratto fedele di una Francia multietnica, dove l’integrazione è più a parole che nei fatti, “Una classe per i ribelli” (traduzione infelice del titolo originale “La Lutte des Classes”, che è un indovinato gioco di parole tra “lotta di classe” e “lotta delle classi”, nel senso di classi scolastiche) è un film francese che più francese non si può e che dei cugini d’Oltralpe fa un ritratto affettuoso e impietoso allo stesso tempo.
La trama in sé è esigua. Una coppia mista dalle idee progressiste, lui francese, lei pure, ma di origine magrebina, quelli che in Francia si definiscono bobos, ovvero bourgeois-bohèmiens, il corrispondente dei nostri radical-chic, benestanti con cuore a sinistra e portafoglio a destra, decide di trasferirsi dal quartiere-bene di Parigi alla periferia di Bagnolet per fare crescere il figlioletto di 8 anni in un clima multietnico e per mettere in pratica le proprie idee di eguaglianza, laicità, multiculturalità, integrazione eccetera eccetera. Da qui un dipanarsi di situazioni dipinte sempre con garbo, ironia e rispetto, ma anche con grande realismo e con irresistibili prese in giro degli stereotipi di una scuola laica e politically correct, dove durante le esercitazioni antiterrorismo (il film è stato girato nel 2015, subito dopo gli attentati a Charlie Hebdo) non si può pronunciare la parola “terrorista”, ma si deve parlare di “elemento intrusivo” e dove tutte le perifrasi e gli atteggiamenti della nuova pedagogia sono ridicolizzati e annullati, dai bambini per primi.
La presa in giro e lo sguardo disincantato del regista Michel Leclerc partono dall’identikit della coppia, dove lui è un musicista punk di mezza età che non ha avuto successo e fa il casalingo e lei è un avvocato di successo che viene promossa non solo per le sue abilità professionali ma anche in quanto magrebina, per dare lustro all’immagine di apertura e valorizzazione della “diversità” dello studio legale dove lavora; per poi transitare dal vicino di casa ebreo superortodosso che durante lo Shabbat, cioè dal tramonto del venerdì e per 25 ore, non può spostare l’automobile parcheggiata davanti alla porta dei vicini; fino ai tentativi falliti di socializzare con i genitori musulmani dei compagni di scuola del figlio.
Gli ideali di diversità e i sogni di integrazione sembrano scontrarsi con una realtà di identità etniche molto radicate e orgogliosamente rivendicate, e il sogno di una scuola pubblica, laica e rispettosa si frantumano negli episodi di bullismo contro il ragazzino “bianco fragile”, che diventa l’emarginato in minoranza.
Un film godibilissimo, girato nel nome del rispetto, con una sobria eleganza formale, una grande attenzione ed empatia verso il mondo dei bambini, un ritratto dolceamaro di un regista che confessa «La mia generazione, cresciuta negli anni Ottanta, ha trascorso tutta la vita a essere delusa dalla sinistra…» e che non ha avuto altra scelta che proporre un finale a metà tra una favola e un sogno.

“Una classe per i ribelli” (La Lutte des Classes), un film di Michel Leclerc, con Leïla Bekhti, Eduard Baer, Ramzy Bedia, Baya Kasmy e Tom Levy – Durata 104 minuti. Al cinema dal 22 ottobre.