Venezia. La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre) ha assegnato i Leoni d’Oro alla carriera

VENEZIA, lunedì 20 luglio – Sono stati attribuiti alla regista Ann Hui e all’attrice Tilda Swinton i Leoni d’oro alla carriera della 77ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2 settembre – 12 settembre 2020).

Sono così felice che non riesco a trovare le parole”, ha confessato Ann Hui. “Spero solo che nel mondo tutto volga presto per il meglio e che ognuno possa sentirsi di nuovo felice come io mi sento in questo momento.” (Dopo aver studiato all’Università di Hong Kong e alla London Film School all’inizio degli anni Settanta, Ann Hui entra nella scena cinematografica di Hong Kong come assistente alla regia del maestro del cinema di arti marziali King Hu. Nel 1979 fa il suo esordio alla regia con il thriller The Secret, interpretato da Sylvia Chang e da subito viene riconosciuta come una delle figure cardine della cosiddetta Hong Kong New Wave.)

A sua volta, Tilda Swinton ha dichiarato: “Porto nel cuore questo grande festival da tre decenni: è con grande umiltà che ricevo questo riconoscimento. Sarà per me una vera gioia venire a Venezia, soprattutto quest’anno, per celebrare l’immortale arte del cinema e la sua ribelle capacità di sopravvivenza di fronte a tutte le sfide che il cambiamento può porre a noi tutti.” (Tilda Swinton ha esordito nel cinema nel 1985 con il film Caravaggio di Derek Jarman. Da quel momento in poi i due gireranno altri sette film assieme, fino alla prematura scomparsa del regista nel 1994. Tra le loro collaborazioni si ricordano Ciò che resta dell’Inghilterra (1987), The Garden (1990), War Requiem (1989), Edoardo II (1991, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile) e Wittgenstein (1993).

A proposito dell’attribuzione dei Leoni alla Carriera, il Direttore Alberto Barbera ha dichiarato: “Ann Hui è una delle registe più apprezzate, prolifiche e versatili del continente asiatico, la cui carriera copre quattro decenni e attraversa tutti i generi cinematografici. Da subito riconosciuta come una delle figure cardine della cosiddetta Hong Kong New Wave – il movimento cinematografico che tra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta rivoluzionò il cinema hongkonghese, trasformando la città cosmopolita in uno dei centri creativi più vivaci del decennio – ha diretto film di generi molto diversi, dal melodramma alla ghost story, dal film semi-autobiografico all’adattamento di importanti testi letterari, senza trascurare i drammi familiari, i film di arti marziali e il thriller…”
E Tilda Swinton”, prosegue Alberto Barbera “è unanimemente riconosciuta come una delle interpreti più originali ed intense affermatesi sul finire del secolo scorso. La sua unicità è una personalità esigente ed eccentrica, una versatilità fuori del comune, la capacità di passare dal cinema d’autore più radicale a grandi produzioni hollywoodiane, senza mai rinunciare al proprio inesausto bisogno di dar vita a personaggi inclassificabili. Ogni sua interpretazione è una sfida temeraria alle convenzioni, siano esse artistiche o sociali, il frutto della necessità di mettersi continuamente in gioco senza mai accontentarsi dei risultati raggiunti, e il desiderio di esplorare risvolti inediti dei comportamenti e delle emozioni umane…”

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“Nastri” come da previsioni. E “Favolacce” e “Pinocchio” fanno man bassa di premi. Nel ricordo di Ennio Morricone

ROMA, martedì 7 luglio – I Nastri d’Argento 2020, quelli dell’epoca del Covid -19, sono stati consegnati ieri sera a Roma, al Museo Maxxi, in diretta su Rai Movie. Dunque, niente Taormina, quest’anno. Niente Teatro Greco dove i divi italiani e hollywoodiani si sono dati il cambio dal 1946. Niente red carpet e niente tradizionale consegna sul palco. Anche se la cerimonia è stata dal vivo e non virtuale (come i David di Donatello), le norme anti Covid permangono. Niente assembramenti… La regola vale anche per il più antico premio cinematografico italiano.
A condurre la cerimonia di consegna dei prestigiosissimi premi del Sindacato dei Giornalisti Cinematografici Italiani è stata ancora Anna Ferzetti, che ha aperto la diretta nel ricordo di Morricone: “Grazie, Maestro, per essere stato la colonna sonora della nostra vita”. E, intanto, scorrevano le ultime scene di “C’era una volta il West”…  Nel corso della serata, peraltro, è stato più volte ricordato Morricone (anche da parte di Roberto Benigni, che l’ha definito uno straordinario artista , “Capace di creare allucinazioni di bellezza…”). Musicista, direttore d’orchestra, compositore, Morricone è scomparso l’altra notte al’età di 91 anni:  è stato uno dei più grandi e geniali facitori e arrangiatori di canzoni, e soprattutto di colonne sonore di film del Novecento, da “Per un pugno di dollari” a “C’era una volta in America”, da “Giù la testa” a “Mission”, a “Nuovo Cinema Paradiso” e tante altre (più di 500 colonne sonore!).  

NASTRI D’ARGENTO 2020:

MIGLIOR FILM
“Favolacce” di Damiano e Fabio D’Innocenzo

MIGLIOR REGIA
Matteo Garrone per “Pinocchio”

MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE
Marco D’Amore per “L’immortale”

MIGLIOR COMMEDIA
“Figli” di Giuseppe Bonito

MIGLIOR PRODUTTORE
Agostino, Giuseppe e Mariagrazia Saccà, Rai Cinema e Vision Distribution (“Favolacce”, “Hammamet)

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Pierfrancesco Favino per “Hammamet”

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
Jasmine Trinca per “La dea Fortuna”

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Roberto Benigni per “Pinocchio”

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Valeria Golino per “5 è il numero perfetto” e “Ritratto della giovane in fiamme”

MIGLIOR ATTORE DI COMMEDIA
Valerio Mastandrea per “Figli”

MIGLIOR ATTRICE DI COMMEDIA
Paola Cortellesi per “Figli”

MIGLIOR SOGGETTO
Pupi, Antonio, Tommaso Avati, per “Il signor Diavolo”

MIGLIORE SCENEGGIATURA
Damiano e Fabio D’Innocenzo, per “Favolacce”

MIGLIORE FOTOGRAFIA
Paolo Carnera, per “Favolacce”

MIGLIORE SCENOGRAFIA
Dimitri Capuani, per “Pinocchio”

MIGLIORI COSTUMI
Massimo Cantini Parrini, per “Pinocchio” e “Favolacce”

MIGLIOR MONTAGGIO
Marco Spoletini, per “Pinocchio” e “Villetta con ospiti”

MIGLIOR SONORO
Maricetta Lombardo, per “Pinocchio”

MIGLIORE COLONNA SONORA (ex aequo)
Brunori Sas, per “Odio l’estate”; e Pasquale Catalano per “La dea Fortuna”

MIGLIORE CANZONE ORIGINALE
“Che vita meravigliosa” (La dea Fortuna), autore e interprete Diodato

Nastro d’Oro: Vittorio Storaro

Nastro alla carriera:Toni Servillo

Nastro dell’Anno: “Volevo nascondermi” di Giorgio Dirittij

Nastro Europeo: Pedro Almodovar per “Dolor y Gloria)

A Bagnacavallo/Cinema, due mesi di incontri con gli appassionati. 65 film, 74 serate, fra rischi e limitazioni Covid

BAGNACAVALO (RA) lunedì 22 giugno – (di Andrea Bisicchia) Rischiava di non partire la 36ma edizione di “Bagnacavallo al cinema”, la più lunga tra tutte quelle promosse dalle arene romagnole, organizzata dal Comune e dal Circolo Fuoriquadro, nel rispetto delle distanze, con la diminuzione del 50% dei posti a sedere e con un doppio rischio, quello di vedere molta gente rimanere fuori, e quello, forse più incerto, di chiudere improvvisamente se dovesse risalire il numero dei contagi.
La RASSEGNA CINEMATOGRAFICA di “Bagnacavallo al Cinema” parte il 26 giugno per concludersi il 7 settembre.
È stato constatato che, in un giorno della settimana scorsa, valutando le presenze a livello nazionale, si è passati da oltre 60 mila giornalieri della scorsa stagione a circa 6mila della presente, tanto che la domanda che ne consegue è molto semplice: Quanta paura ha la gente di andare al cinema? Forse un po’ meno per le arene e un po’ di più per i locali chiusi.
La stessa domanda vale per chi frequenta i teatri, dove abbondano i Monologhi e le Letture, ma che potrebbe avere una variante: ne vale proprio la pena? Intanto il Sindaco e l’Assessore alla cultura, insieme agli organizzatori Gianni Gozzoli e Ivan Baiardi, sono orgogliosi di presentare ben 65 film, tutti rigorosamente d’essai, nel Cineparco delle Cappuccine, uno spazio di origine barocca, dove è possibile intrattenersi, qualche ora prima delle proiezioni e godersi la sua bellezza e i suoi profumi, dal 26 giugno al 7 settembre, con 74 serate di cinema, in attesa degli incontri che avverranno con i registi e gli interpreti di alcuni capolavori selezionati in questa stagione a cominciare dall’Oscar 2020 “Parasite” di Bong Joon-ho.
Si tratta di una scelta accurata che vede impegnati registi come Nicolas Bedos, Ferzan Ozpetek, Julien Rappenau, François Ozon, Lulu Wang, Woody Allen, Matteo Garrone, Giorgio Amelio, Gabriele Salvatores e tanti altri: alcuni nomi per sottolineare la qualità della programmazione.
Tutto bene?
Non proprio, visto che gli organizzatori dovranno fare i conti col dimezzamento degli ingressi, tanto che sarà consigliata la prenotazione, comunicando il proprio nominativo, il numero di telefono e, qualora si prenotasse per più di una persona, dichiarare se si è congiunti o si è amici, in questo caso è necessario il distanziamento, come al ristorante, dove se vai in quattro, dopo aver prenotato, ci si trova seduti in un tavolo da otto.
Ancora una volta, le parole d’ordine sono sicurezza, mascherina, distanziamento sociale e percorsi adeguati a un fittizio recupero della socialità.
Quest’anno, gli organizzatori, per motivi etici, hanno dovuto rinunziare agli sponsor che, a causa del coronavirus, si sono trovati in difficoltà economica, favorendo, inconsapevolmente, un rischio d’impresa non indifferente.
La passione e la voglia di ricominciare, però, è stata tale che il Circolo Fuoriquadro ha voluto confermare un’estate all’insegna del grande cinema, capace di farci sognare anche in periodi tristi e drammatici come il nostro.

Cineparco delle Cappuccine, via Berti 6 – Orari di apertura biglietteria 20,40, proiezioni ore 21,30 – Abbonamento: 10 spettacoli, 40 euro.

Cinemabagnacavallo@gmail.com

Il disperato tentativo del 73mo Festival di Cannes di evitare la cancellazione. Troppi problemi per puntare su un rinvio

CANNES, giovedì 16 aprile – Il grande appuntamento annuale della settima arte, che doveva svolgersi dal 12 al 23 maggio, a causa della crisi globale legata all’epidemia di Covid-19, non ci sarà. Anche la tradizionale conferenza stampa (in calendario per il 16 aprile), che avrebbe dovuto annunciare la selezione dei film, di conseguenza è saltata. L’organizzazione aveva comunicato la possibilità di un rinvio alla fine di giugno o all’inizio di luglio, in accordo con il Centre National du Cinéma, con il sostegno del Consiglio comunale di Cannes e grazie all’impegno del Palais des Festivals e dei proprietari degli hotel di Cannes.
Però “il posticipo della 73esima edizione del Festival di Cannes, inizialmente considerato per la fine di giugno o l’inizio di luglio, non è più un’opzione fattibile”, è scritto in una nota ufficiale, senza però escludere la possibilità di un ulteriore recupero, per la fine dell’estate, anziché una semplice cancellazione.
Il Festival agirà quindi in questa prospettiva, monitorando i cambiamenti nella situazione sanitaria globale. Infine, saranno le autorità pubbliche (il Ministero della Salute, il Ministero dell’Interno, l’autorità regionale delle Alpi Marittime e il Consiglio comunale di Cannes) a dare il via libera”.
Tuttavia, anche se è indubbiamente innegabile il peso commerciale dell’importante manifestazione cinematografica anche per l’indotto (operatori, distributori di film, proprietari di bar, ristoranti e alberghi), gli organizzatori del Festival, se dovessero prendere in considerazione il rinvio della manifestazione oltre l’estate, dovrebbero trovare il tempo, la disponibilità e la sicurezza di date precise per: incontrare gli artisti, i giornalisti, i professionisti, i distributori, i produttori, i componenti delle giurie, mostrare i film, coordinare i lavori del Marché du Film e delle sezioni parallele (Semaine de la Critique, Quinzaine des Réalisateurs, ACID), e, inoltre, ottenere i vari permessi, concessioni e autorizzazioni, come per la proiezione pubblica in una sala di duemila posti (il grande auditorium Louis Lumière conta 2.300 posti), sapendo peraltro che un simile assembramento di persone – ammessa la possibilità – potrebbe creare angosce e preoccupazioni determinando molte assenze anche importanti.
Il comunicato del Festival ha così concluso: “Stiamo lavorando per un evento posticipato, se possibile, senza però perdere di vista le priorità sanitarie nazionali e internazionali causate dalla crisi, né la difficoltà e il dolore per i tanti lutti e le sofferenze degli ammalati e i sacrifici dei professionisti e degli operatori sanitari”.
Ma alcuni commentatori hanno anche criticato un certo atteggiamento attendistico degli organizzatori del Festival, che, secondo loro, avrebbe il sapore di una manovra disperata per non dichiarare definitivamente la cancellazione, creando tra l’altro un ovvio sconcerto di calendario in una difficile collocazione tra il mercato festivaliero internazionale che vede, in agosto/settembre: Locarno, Venezia, Toronto e il festival cinematografico di Telluride (nel Colorado).