L’apertura della Mostra del Cinema di Venezia (2 settembre) in diretta nei cinema italiani. Con proiezione del film “Lacci”

VENEZIA, sabato 22 agosto – La Biennale di Venezia annuncia che, grazie alla collaborazione con l’ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema, con la Rai Radio Televisione Italiana e Rai Gold – Rai Movie, la cerimonia di apertura della 77ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, che si svolgerà mercoledì 2 settembre 2020 in Sala Grande (Palazzo del Cinema, Lido di Venezia), sarà trasmessa in diretta nelle sale cinematografiche italiane.

Non poteva mancare in questo contesto un segnale forte di supporto alle sale cinematografiche”, dichiara il Direttore della Mostra, Alberto Barbera. “Grazie a chi ci ha proposto di portare nelle sale la cerimonia di apertura e a chi lo sta rendendo possibile. L’iniziativa, senza precedenti, nasce dal desiderio di offrire un gesto di concreta solidarietà all’industria del cinema, così duramente colpita dalla crisi generata dal Coronavirus e, in particolare, all’esercizio cinematografico, elemento imprescindibile per la conoscenza, la fruizione e la circolazione dei film”.

La trasmissione in diretta della cerimonia di apertura sarà arricchita da un altro momento straordinario e altrettanto importante: grazie alla disponibilità dei produttori e della casa di distribuzione, le sale aderenti all’iniziativa, previ accordi con 01 Distribution, proietteranno in contemporanea con la presentazione a Venezia il film di apertura fuori concorso, “Lacci”, diretto da Daniele Luchetti e interpretato da Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi.

Locarno, un Festival a spizzichi e bocconi, fra tre sale e in streaming. E quest’anno Piazza Grande sarà solo un ricordo

LOCARNO, martedì 4 agosto (di Marisa Marzelli) Stretto tra le date di Cannes (che ha gettato la spugna) e quelle di Venezia (che orgogliosamente annuncia di svolgersi dal vivo), anche il Festival di Locarno ha deciso di andare in scena. Scegliendo una forma ibrida: tra il 5 e il 15 agosto una parte dei film si vedranno online, un’altra in tre sale locarnesi, che sono il PalaCinema, il GranRex e il PalaVideo di Muralto.
Salta il maxischermo montato in Piazza Grande, il cuore della manifestazione con le proiezioni serali per una platea fino a 8.000 spettatori.
Impensabile quest’anno; innanzitutto perché lo proibisce la legge (ancora vietati i grandi assembramenti), in secondo luogo perché sarebbe costato troppo montare la gigantesca struttura e aprire la Piazza ad un pubblico limitato per rispettare le distanze sociali.
Ridotte anche le sezioni. Ma il Festival ha deciso di non organizzare una pallida copia delle offerte passate, piuttosto di ripartire con una sorta di anno 0, dopo 72 gloriose edizioni. Già dal nome del progetto: Locarno 2020 – For the Future of Films per sostenere il cinema indipendente. Il concorso, denominato The Films of Tomorrow, è riservato a venti lungometraggi (dieci internazionali e altrettanti svizzeri) non ancora finiti, che hanno dovuto interrompere le riprese o il montaggio a causa della pandemia. I vincitori (uno tra gli internazionali, l’altro tra gli svizzeri) saranno annunciati nella serata di chiusura da una giuria composta da tre registi: per gli internazionali l’americana Kelly Reichardt, l’israeliano Nadav Lapid e l’autore del Lesotho Lemohang Jeremiah Mosese; per la selezione svizzera Alina Marazzi, Matias Piñeiro e il celebre iraniano Mohsen Makhmalbaf.
I due Pardi d’oro previsti (ognuno con un montepremi di 70.000 franchi) serviranno per portare a termine le opere premiate. Tra i concorrenti internazionali nomi di rilievo già agli onori in edizioni passate come l’argentina Lucrecia Martel e il filippino Lav Diaz.
Annullata la tradizionale Retrospettiva, i registi in gara proporranno ognuno un film di loro scelta che contribuirà a costruire “Un viaggio nella storia del Festival”. Si comincia con Germania Anno Zero di Roberto Rossellini.
Confermato anche il concorso Pardi di domani (12 cortometraggi svizzeri nella gara nazionale e 32 per quella internazionale). Questi corti, al Festival chiamati da tutti affettuosamente “pardini”, saranno visibili sia in sala che online sul sito del Festival. Resiste pure la sezione Open Doors, tradizionalmente riservata ad opere dell’Est e del Sud del mondo (quest’anno focus su Indonesia, Filippine, Malesia, Myanmar e anche Mongolia). Una novità è invece la sezione Secret Screenings, dieci appuntamenti al buio presentati dalla direttrice del Festival, Lili Hinstin. Di questi si conosce solo l’orario e il luogo di programmazione fisica, ma non il titolo. Sarà sempre una sorpresa da scoprire sul momento per gli spettatori curiosi che vorranno avventurarsi in questa caccia al tesoro.
Il Festival presenterà in totale 121 titoli tra lungometraggi e corti. Un’ottantina visibili in streaming sul web; 103 le proiezioni in sala (40 prime e 63 repliche).

Serata d’inaugurazione mercoledì 5 agosto alle 20.30 al GranRex con First Cow della regista Kelly Reichardt, una storia d’amicizia nell’Oregon di inizio ‘800 tra un cuoco e un immigrato cinese. Il film era stato ben accolto in concorso alla Berlinale, l’ultimo grande festival che ha potuto svolgersi normalmente prima della pandemia.

Per informazioni consultare il sito:
www.locarnofestival.ch

“Lacci”, di Daniele Luchetti, apre la 77ma Mostra di Venezia. I film in concorso. Informazioni, statistiche, curiosità

Venezia, 28 luglio 2020 – “Lacci”, diretto da Daniele Luchetti (La nostra vita, Mio fratello è figlio unico, Il portaborse) e interpretato da Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno, Adriano Giannini, Linda Caridi è il film di apertura, Fuori concorso, della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2 settembre – 12 settembre 2020) diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia.

Da 11 anni, la Mostra del Cinema non veniva aperta da un film italiano”, ha dichiarato Alberto Barbera. “La felice opportunità è offerta dall’intenso film di Daniele Luchetti, anatomia della difficile coesistenza di una coppia, alle prese con tradimenti, ricatti emotivi, sofferenze e sensi di colpa, non senza un piccolo giallo che viene svelato solo nel finale. Sostenuto da un cast eccezionale, il film è anche il segno del felice momento che sta attraversando il nostro cinema, in continuità con la tendenza positiva delle ultime stagioni che la qualità dei film invitati a Venezia quest’anno non potrà che confermare”.
E, a proposito della situazione pandemica, il Direttore della Mostra del Cinema, Alberto Barbera, ha così concluso: “Il convitato di pietra di questa edizione è, ça va sans dire, il Covid-19, una scomoda presenza che ha condizionato non poche scelte e imposto straordinarie misure di sicurezza, applicate con rigore per assicurare a tutti i partecipanti – team, accreditati e pubblico – di poter essere parte attiva della manifestazione in tranquillità e senza correre alcun rischio. La riduzione del numero dei film, il distanziamento rispettato nell’area della Mostra e all’interno delle sale di proiezione, la sanificazione dei luoghi, l’aumento delle repliche di ciascun film, l’utilizzo a pieno titolo della multisala Astra al Lido, sono gli aggiustamenti resi necessari da questo anno straordinario. Mentre le repliche previste al Cinema Rossini di Venezia e al Centro Candiani a Mestre, cui si aggiunge l’allestimento di due arene all’aperto (la prima al Lido, la seconda ai Giardini della Biennale), consentiranno anche al pubblico tradizionale e affezionato di poter assistere alla maggior parte dei film. Non mi resta che augurare una buona Mostra a tutti e lunga vita al cinema!”

I FILM IN CONCORSO (in ordine alfabetico per regista)

IN BETWEEN DYING, di Hilal Baydarov, con Orkhan Iskandarli, Rana Asgarova, Maryam Naghiyeva, Murvat Abdulazizov, Kamran Huseynov, Samir Abbasov / Azerbaijan, USA / 88’
LE SORELLE MACALUSO, di Emma Dante, con Viola Pusateri, Eleonora De Luca, Simona Malato, Susanna Piraino, Serena Barone, Maria Rosaria Alati, Anita Pomario, Donatella Finocchiaro / Italia / 94’
THE WORLD TO COME, di Mona Fastvold, con Katherine Waterston, Vanessa Kirby, Christopher Abbott, Casey Affleck / USA / 98’
NUEVO ORDEN, di Michel Franco, con Naián González Norvind, Diego Boneta, Mónica Del Carmen, Fernando Cuautle, Darío Yazbek, Eligio Meléndez / Messico, Francia / 88’
AMANTS (LOVERS), di Nicole Garcia, con Pierre Niney, Stacy Martin, Benoît Magimel / Francia / 102’
LAILA IN HAIFA, di Amos Gitai, con Maria Zreik, Khawla Ibraheem, Bahira Ablassi, Naama Preis, Tsahi Halevi, Makram J. Khoury / Israele, Francia / 99’
DOROGIE TOVARISCHI (DEAR COMRADES), di Andrei Konchalovsky
con Julia Vysotskaya, Vladislav Komarov, Andrei Gusev, Yulia Burova, Sergei Erlish / Russia / 116’
SPY NO TSUMA (WIFE OF A SPY), di Kiyoshi Kurosawa, con Yu Aoi, Issey Takahashi / Giappone / 116’
KHORSHID (SUN CHILDREN), di Majid Majidi, con Ali Nasirian, Javad Ezzati, Tannaz Tabatabaie, Rouhollah Zamani, Seyed Mohammad Mehdi Mousavi Fard, Shamila Shirzad / Iran / 99’
PIECES OF A WOMAN, di Kornél Mundruczó, con Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Ellen Burstyn, Jimmie Fails, Molly Parker, Sarah Snook, Iliza Shlesinger, Benny Safdie / Canada, Ungheria / 115’
MISS MARX, di Susanna Nicchiarelli, con Romola Garai, Patrick Kennedy, John Gordon Sinclair, Felicity Montagu, Karina Fernandez, Oliver Chris, Philip Gröning / Italia, Belgio / 107’
PADRENOSTRO, di Claudio Noce, con Pierfrancesco Favino, Mattia Garaci, Barbara Ronchi, Francesco Gheghi, Francesco Colella, Antonio Gerardi / Italia / 120’
NOTTURNO, di Gianfranco Rosi, Italia, Francia, Germania / 100’
ŚNIEGU JUŻ NIGDY NIE BĘDZIE (NEVER GONNA SNOW AGAIN), di Małgorzata Szumowska, co-regia: Michał Englert, con Alec Utgoff, Maja Ostaszewska, Agata Kulesza, Weronika Rosati, Katarzyna Figura, Andrzej Chyra / Polonia, Germania / 113’
THE DISCIPLE, di Chaitanya Tamhane, con Aditya Modak, Arun Dravid, Sumitra Bhave, Kiran Yadnyopavit / India / 127’
UND MORGEN DIE GANZE WELT (AND TOMORROW THE ENTIRE WORLD), di Julia Von Heinz, con Mala Emde, Noah Saavedra, Tonio Schneider, Luisa-Céline Gaffron, Andreas Lust / Germania, Francia / 101’
QUO VADIS, AIDA? di Jasmila Zbanic, con Jasna Ðuričić, Izudin Bajrović, Boris Ler, Dino Bajrović, Boris Isaković / Bosnia ed Erzegovina, Austria, Romania, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Francia, Norvegia / 101’
NOMADLAND, di Chloé Zhao, con Frances McDormand, David Strathairn, Linda May, Swankie, Bob Wells / USA / 108’

OPERE PRIME CHE CONCORRONO AL LEONE DEL FUTURO
PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS”

LA TROISIÈME GUERRE di Giovanni Aloi (Francia) (Orizzonti)
I PREDATORI di Pietro Castellitto (Italia) (Orizzonti)
ZANKA CONTACT di Ismaël El Iraki (Francia, Marocco, Belgio) (Orizzonti)
THE FURNACE di Roderick Mackay (Australia) (Orizzonti)
MILA (APPLES) di Christos Nikou (Grecia, Polonia, Slovenia) (Orizzonti)
LISTEN di Ana Rocha De Sousa (UK, Portogallo) (Orizzonti)
BU ZHI BU XIU (THE BEST IS YET TO COME) di Wang Jing (Cina) (Orizzonti)
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50 O DOS BALLENAS SE ENCUENTRAN EN LA PLAYA di Jorge Cuchí (Messico) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
HAYALETLER (GHOSTS) di Azra Deniz Okyay (Turchia, Francia, Qatar) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
NON ODIARE di Mauro Mancini (Italia, Polonia) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
POHANI DOROGY (BAD ROADS) di Natalya Vorozhbit (Ucraina) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
SHORTA di Anders Ølholm, Frederik Louis Hviid (Danimarca) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
TOPSIDE di Celine Held, Logan George (USA) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
TVANO NEBUS (THE FLOOD WON’T COME) di Marat Sargsyan (Lituania) (Settimana Internazionale della Critica – SIC)
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CIGARE AU MIEL di Kamir Aïnouz (Francia, Algeria) (Giornate degli Autori)
MA MA HE QI TIAN DE SHI JIAN (MAMA) di Li Dongmei (Cina) (Giornate degli Autori)
RESIDUE di Merawi Gerima (USA) (Giornate degli Autori)
200 METERS di Ameen Nayfeh (Palestina, Giordania, Italia, Qatar, Svezia) (Giornate degli Autori)
KITOBOY (THE WHALER BOY) di Philipp Yuryev (Russia, Polonia, Belgio) (Giornate degli Autori)

LA MOSTRA IN NUMERI
 60 lungometraggi della Selezione Ufficiale così suddivisi:

18 nella sezione Venezia 77 (Concorso)
20 nella sezione Fuori Concorso (di cui 11 documentari)
19 nella sezione Orizzonti
2 nella sezione Biennale College – Cinema
1 nella sezione Fuori Concorso – Proiezioni Speciali
15 cortometraggi così suddivisi:
12 nella sezione Orizzonti
2 nella sezione Orizzonti – Fuori Concorso
1 nella sezione Fuori Concorso – Proiezioni Speciali

Venezia. La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre) ha assegnato i Leoni d’Oro alla carriera

VENEZIA, lunedì 20 luglio – Sono stati attribuiti alla regista Ann Hui e all’attrice Tilda Swinton i Leoni d’oro alla carriera della 77ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (2 settembre – 12 settembre 2020).

Sono così felice che non riesco a trovare le parole”, ha confessato Ann Hui. “Spero solo che nel mondo tutto volga presto per il meglio e che ognuno possa sentirsi di nuovo felice come io mi sento in questo momento.” (Dopo aver studiato all’Università di Hong Kong e alla London Film School all’inizio degli anni Settanta, Ann Hui entra nella scena cinematografica di Hong Kong come assistente alla regia del maestro del cinema di arti marziali King Hu. Nel 1979 fa il suo esordio alla regia con il thriller The Secret, interpretato da Sylvia Chang e da subito viene riconosciuta come una delle figure cardine della cosiddetta Hong Kong New Wave.)

A sua volta, Tilda Swinton ha dichiarato: “Porto nel cuore questo grande festival da tre decenni: è con grande umiltà che ricevo questo riconoscimento. Sarà per me una vera gioia venire a Venezia, soprattutto quest’anno, per celebrare l’immortale arte del cinema e la sua ribelle capacità di sopravvivenza di fronte a tutte le sfide che il cambiamento può porre a noi tutti.” (Tilda Swinton ha esordito nel cinema nel 1985 con il film Caravaggio di Derek Jarman. Da quel momento in poi i due gireranno altri sette film assieme, fino alla prematura scomparsa del regista nel 1994. Tra le loro collaborazioni si ricordano Ciò che resta dell’Inghilterra (1987), The Garden (1990), War Requiem (1989), Edoardo II (1991, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile) e Wittgenstein (1993).

A proposito dell’attribuzione dei Leoni alla Carriera, il Direttore Alberto Barbera ha dichiarato: “Ann Hui è una delle registe più apprezzate, prolifiche e versatili del continente asiatico, la cui carriera copre quattro decenni e attraversa tutti i generi cinematografici. Da subito riconosciuta come una delle figure cardine della cosiddetta Hong Kong New Wave – il movimento cinematografico che tra la fine degli anni Settanta e gli Ottanta rivoluzionò il cinema hongkonghese, trasformando la città cosmopolita in uno dei centri creativi più vivaci del decennio – ha diretto film di generi molto diversi, dal melodramma alla ghost story, dal film semi-autobiografico all’adattamento di importanti testi letterari, senza trascurare i drammi familiari, i film di arti marziali e il thriller…”
E Tilda Swinton”, prosegue Alberto Barbera “è unanimemente riconosciuta come una delle interpreti più originali ed intense affermatesi sul finire del secolo scorso. La sua unicità è una personalità esigente ed eccentrica, una versatilità fuori del comune, la capacità di passare dal cinema d’autore più radicale a grandi produzioni hollywoodiane, senza mai rinunciare al proprio inesausto bisogno di dar vita a personaggi inclassificabili. Ogni sua interpretazione è una sfida temeraria alle convenzioni, siano esse artistiche o sociali, il frutto della necessità di mettersi continuamente in gioco senza mai accontentarsi dei risultati raggiunti, e il desiderio di esplorare risvolti inediti dei comportamenti e delle emozioni umane…”

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