(di Andrea Bisicchia) – Nel primo quinquennio degli anni Quaranta del secolo scorso, quando il Regime Fascista era in difficoltà, le riviste che facevano capo ai GUF cominciarono ad accogliere scritti di giovani socialisti che facevano da fronda. Paolo Grassi e Giorgio Strehler collaborarono con alcune di esse, anche se dirette da personaggi legati al fascismo che operavano, non solo nelle grandi città, ma anche nelle Provincie. Per esempio, Achille Storace dirigeva, a Roma, “Libro e moschetto”, Roberto Farinacci dirigeva “ECCOCI” (1935-45). il quindicinale pubblicato a Cremona, dove era considerato il RAS.
Grassi e Strehler collaborarono per tutto l’anno 1943, così come collaborarono con “PATTUGLIA” (1941-44) il periodico dei GUF di Forlì, diretto da Walter Franchi, in particolare nel numero monografico dedicato al teatro.
Altre firme importanti furono quelle di Italo Calvino e Gianni Rodari.
Nicola Arrigoni è un giornalista cremonese che si è più volte interessato della rivista “Eccoci”, aveva curato il Catalogo della Mostra “VENTENNIO A CREMONA”, dedicato al Regime Fascista e a Farinacci.
Era la Cremona dove iniziò la sua carriera un giovanissimo Ugo Tognazzi con alcuni “Numeri” che recitava nel dopolavoro dei Ferrovieri, suscitando molte apprensioni nella censura, arrivò, più tardi. al Teatro Ponchielli con la rivista “Una nuvola in vacanza”.
Arrigoni ha scelto di pubblicare con CUE PRESS, due articoli di Paolo Grassi, con alcune “Polemiche”, “Divagazioni passionali” e due articoli di Giorgio Strehler: “Disumano a Teatro” e “Limiti di una Platea”.
È giusto ricordare che la loro collaborazione iniziò quattro anni prima dell’aperura del Piccolo Teatro e che i loro scritti contengono delle riflessioni che staranno a base di quella che sarà la storia artistica del Piccolo.
In “Divagazioni passionali per un teatro d’oggi”, Paolo Grassi difende, come nuovo autore, Beniamino Joppolo, di cui porterà in scena “Il cammino” e “L’ultima stazione”, lo difende perché, come lui, Grassi non credeva in un teatro astratto, intimista e pseudo poetico, bensì in un teatro che sapesse parlare della loro contemporaneità.
Simili convinzioni le aveva espresse durante gli incontri che avvenivano attorno alla Rivista “Corrente”, diretta a Milano da Ernesto Treccani, rivista considerata pericolosa, tanto che fu soppressa per disposizione di Mussolini.
Le altre pagine confermano lo spirito polemico di Grassi che difendeva le sue idee senza compromessi. Sono interessanti le due lunghe lettere di Andrea Cason e dello stesso Grassi su quello che era definito “Teatro Comune”, per intenderci, quello di Contini, Viola, Vincenzo Tieri, padre di Aroldo, verso i qualli Grassi si mostrava alquanto indifferente.
Più interessanti sono i due articoli di Strehler, nel primo “Disumano a Teatro”, spiega cosa intendesse per “disumano”, ovvero un teatro che sapesse: “rompere con i vincoli di una logica costruita” e, per essere capito, sosteneva che era un teatro disumano quello di Antigone, Edipo, Eteocle, Medea, per il suo carattere universale.
Il rapporto tra umano e disumano Strehler lo approfondirà nel volume “Per un teatro umano”, pubblicato da Feltrinelli.
Nell’articolo successivo, affronta il problema del rapporto tra scena e platea, necessario per abbattere ogni “disposizione meccanica” e per favorire il palcoscenico come forma di servizio per i cittadini.
“ECCOCI”, ALLE ORIGINI DEL PICCOLO TEATRO NEGLI ARTICOLI DI PAOLO GRASSI-GIORGIO STREHLER SCRITTI PER IL QUINDICINALE DEI GUF DI CREMONA, a cura di Nicola Arrigoni, CUE PRESS 2026, pp 62, € 19,99








