La scomparsa di Franco Graziosi, indimenticabile primattore al Piccolo Teatro in memorabili spettacoli di Giorgio Strehler

ROMA, giovedì 9 settembre

Franco Graziosi si è spento serenamente, nel sonno, nella sua casa romana, all’età di 92 anni.

Interprete teatrale, cinematografico e televisivo, diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” nel ’53, inizia la sua carriera al Piccolo Teatro di Milano, dove sotto la regia di Giorgio Strehler ricopre ruoli di sempre maggior spessore, fino a diventarne primattore.

In cinema lo si ricorda in film quali “Uomini contro” di Francesco Rosi, “Giù la testa” di Sergio Leone e le recenti partecipazioni in “Habemus papam” di Nanni Moretti e “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino.

Le parole commosse di Claudio Longhi, direttore del Piccolo Teatro:

Un’ironia sottile, un’autorevolezza rara, appena camuffata da un ineffabile understatement, lo sguardo acuto e penetrante, una saggezza dolente di calda umanità, l’inconfondibile timbro di voce… Franco se ne è andato con la semplicità toccante che lo ha sempre contraddistinto. Lascia il ricordo vibrante del suo “gioco” colto e sopraffino. Grazie Franco. Grazie di cuore”.

Il nostro giornale si unisce al cordoglio di familiari e amici e, nel ricordo, partecipa al dolore e al rimpianto di tutto il teatro italiano

XXI edizione di Tramedautore. Al Teatro Studio, al Grassi, allo Strehler, nel Chiostro Nina Vinchi dal 10 al 19 settembre

MILANO, lunedì 6 settembre ► (di Andrea Bisicchia) – In teatro conta la durata, in particolare, per una istituzione che si rispetti, dato che, tutto ciò che risulta provvisorio, è spazzato via dal tempo, il quale non contempla una successione identica alla precedente, proprio perché la durata va concepita come un tempo vissuto.
In fondo, ciò che caratterizza i teatri milanesi, dal Piccolo, al Franco Parenti, all’Elfo è proprio la durata.
Ebbene, anche Outis può vantare un ventennio di attività, tanto che Angela Calicchio ha vinto la sfida, benché abbia ceduto il testimone del Festival internazionale, Tramedautore, ovvero la direzione artistica, ad Andrea Capaldi che si avvale della consulenza di Michele Panella.
Outis è attiva dal 1998 e porta avanti la ricerca di un teatro contemporaneo, concentrandosi sulla drammaturgia non solo italiana. Il suo intento è stato ed è quello di dare spazio al teatro del presente, perché possa rinnovarsi, soprattutto, nel linguaggio scenico. Il tentativo è quello di far coincidere la scrittura teatrale con una visione sociale che abbia un continuo rapporto con la nostra contemporaneità e che possa essere foriera di idee nuove, anche inedite. Compito difficile, a dire il vero, anche perché il Festival non dovrebbe essere soltanto una vetrina per il pubblico o per organizzatori, bensì un luogo da cui partire per una circuitazione in altri teatri d’Italia, possibilmente anche negli Stabili.
La nuova drammaturgia ha bisogno sempre di confrontarsi e il programma di quest’anno offre alcuni spettacoli veramente curiosi, con una varietà di proposte che ricorrono all’azione performativa e a un linguaggio che non nasconde le preferenze per le invenzioni fantastiche, a cominciare dal primo spettacolo in programma.

Venerdì 10 settembre: “Alla festa di Romeo e Giulietta” di Emanuele D’Errico, classe 1995, regia del promettente Aurelio Sicca. Una commedia che pone, al centro dell’azione, una doppia festa, quella dell’innamoramento di Romeo e Giulietta che si concluderà con la morte di Mercuzio e quella del matrimonio tra Giulietta e Paride, voluto dai genitori, che si concluderà con la morte dei due giovani innamorati.

Sabato 11: Un altro testo di D’Errico, che ne curerà anche la regia: “Dall’altra parte / 2 più 2 = ?”. Uno studio della neuroscienziata Mariam Dumond , la quale ha dimostrato che il 50 / 75% di neuroni viene perso durante lo sviluppo prenatale e che li consumiamo durante l’arco dell’intera vita. L’esperimento vede protagonisti tre gemelli eterozigoti che si incontrano nell’utero materno, e che, nel momento in cui sono stati concepiti, credono di essere tre geni, ma col passare del tempo, perderanno gradualmente le capacità cognitive.

Domenica 12 (ore 16): “Rigt”, creazione originale di Carlo Massari, con C&C Company, che pone, al centro dell’azione, il tema del sacrificio che dovrà consumarsi in una piccola comunità che ha bisogno di capri espiatori per sopravvivere. Alle 20,30: “Figli di un dio ubbriaco”, con la drammaturgia di Maurizio Camilli ed Emanuela Serra, coreografia di Michela Lucenti. Esecuzione musicale dal vivo.

Lunedì 13: “Arturo” di e con Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich, in cui si mescolano, in una sorta di puzzle, i ricordi del passato e i rapporti tra genitori e figli.

Martedì 14: “Les Miserables”, creazione originale e libretto di Carlo Massari, autore di un grottesco teatrino di miserie umane, attraverso un’indagine ironica e disperata.

Mercoledì 15: “Il Bambolo”, di Irene Petra Zani, regia Giampiero Judica. Protagonista una donna con un bambolo gonfiabile, che desidera raccontarci un amore difficilmente “degradabile”.

Giovedì 16: “La Lucina”, dal libro di Antonio Moresco, adattato da Silvio Castiglione, che racconta una storia sorprendente tra un uomo e un bambino.

Venerdì 17: “Leviatano”, di Riccardo Tabilio, regia Marco Di Stefano. Un testo sulla stupidità umana.

Sabato 18: “Taxi Light Vigil” di Darren Donohue, regia di Elisabetta Carosio. Una dimensione visionaria e surreale, trattata con l’ausilio di un umorismo noir.

Domenica 19 settembre, dalle ore 10.30 – Teatro Grassi e Chiostro Nina Vinchi: “Maratona Podcast” in collaborazione con Audible, Storielibere.fm e Chora Media.

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Scomparso Attilio Colonnello, architetto scenografo regista. Firmò mitici allestimenti d’opera. Una ventina solo alla Scala

MILANO, domenica 5 settembre(di Carla Maria Casanova) Un mese fa, è scomparso nella sua casa milanese, mi dicono tutto solo, Attilio Colonnello. Era la settimana di ferragosto e Milano era svuotata, oltre all’allucinante diaspora che la pandemia e i relativi provvedimenti governativi hanno imposto a tutto, inaridendo contatti, rapporti, sentimenti, parole.
Attilio Colonnello (Milano 9/11/1930-12/8/2021) aveva 90 anni e stava “abbastanza bene”. La sua ultima apparizione in teatro non era poi tanto lontana: aveva curato l’allestimento di Aida per il Mythos Festival al Teatro greco di Taormina nel 2019.
Architetto, pittore, scenografo, regista, Colonnello si era formato al Politecnico di Milano, sotto la guida di Gio Ponti, poi amico. Come Filippo de Pisis e Giovanni Comisso. Furono soprattutto questi tre artisti a introdurlo nell’ambito culturale che lo contraddistinse. Da architetto, sua prima competenza, Colonnello progettò a Milano, nel 1955, la (diventata celebre) Residenza Rota, caratterizzata da ambiente moderno, linee aerodinamiche e grandi spazi destinati alle collezioni d’arte. Ma presto fu irresistibilmente attratto dal teatro lirico.
In un primo periodo collaboratore di Franco Zeffirelli e di Pippo Crivelli, Colonnello bruciò le tappe. Nel 1956 debuttava al Maggio Musicale Fiorentino con scene e costumi per la storica Traviata “di” Renata Tebaldi. Nel 1957 debuttava alla Scala con il mitico Mefistofele (300 comparse!) e l’anno seguente vi curava il magico allestimento di Francesca da Rimini, direttore Gianandrea Gavazzeni, protagonisti i divi Magda Olivero e Mario del Monaco.
Alla Scala, una ventina di spettacoli, di cui lo storico Barbiere con regia di Eduardo. Fu subito immesso nel giro internazionale. Negli Stati Uniti, una lunga collaborazione con Dallas e poi con il Met di NewYork, accanto ai più grandi. E Londra, Parigi, Atene, Tel Aviv, Buenos Aires, Tokyo, Egitto, Emirati Arabi. In Italia, tutti gli Enti, privilegiando il San Carlo di Napoli e l’Arena di Verona. Qui uno (l’unico, per quanto io ricordi) strafalcione, con le scene e i costumi di Andrea Chénier, dove Attilio vestì la Caballè nel primo atto come una meringa, nel secondo come una giostra e gli altri anche peggio. Non si capiva cosa gli fosse saltato in mente. Lui sempre così misurato, elegante! Gli scrissi (sul Sole 24 ore, per il quale ho militato per 20 anni) una critica tremenda. Non me ne volle. Anzi, incontrandomi un giorno per strada a Roma (dove allora abitava) aprì le braccia “Cosa fai qui! Perché non vieni a dormire da me, che ho la casa grande? Ti ospito, devo parlarti!” Nessuna rimostranza. Mi raccontò dei suoi progetti. Fu una serata piacevolissima. Era un grande affabulatore. E un gran signore.
Si vantava (certo era vero) di essere nipote di Lina Cavalieri, la “donna più bella del mondo”, la “massima testimonianza di Venere in terra” secondo d’Annunzio, che se ne intendeva. In verità anche Attilio Colonnello non era proprio niente male.

Il “Festival dei trailers”, unico in Europa, dal 13 al15 ottobre all’Anteo. In concorso le trenta migliori opere della stagione

MILANO, giovedì 26 agosto – Presso l’Anteo Palazzo del Cinema, da mercoledì 13 a venerdì 15 ottobre 2021, avrà luogo la diciannovesima edizione del “Trailers FilmFest”. In mostra i migliori trailers cinematografici della stagione, i poster, i pitch trailer e i booktrailer. Il festival, diretto da Stefania Bianchi, prevede, tra l’altro, un ricco calendario di appuntamenti, workshop, incontri con i professionisti della promozione e comunicazione cinematografica, in uno spazio ideale dove il pubblico potrà conoscere da vicino il mondo della promozione e le tecniche creative e produttive che stanno dietro la promozione di un prodotto filmico.
Il concorso dei migliori trailers, vero protagonista del Trailers FilmFest, vedrà in gara trenta trailers selezionati tra i film usciti nella stagione 2020/21 (in sala e in streaming). I 30 trailer, divisi per le tre selezioni Italia, Europa e World e scelti dal comitato del festival, saranno votati da una giuria, che sceglierà, per ciascuna selezione, il Miglior Trailer Italiano, il Miglior Trailer Europeo e il Miglior Trailer World. E, inoltre, il Miglior Trailer del pubblico, che sarà assegnato dal voto online del pubblico.
Ai premi per i migliori trailers della stagione, il festival affianca anche il Premio Miglior Poster, il Premio al Miglior Booktrailer, il Premio al Film Rivelazione e il Premio al Miglior Pitch Trailer per l’idea di un film da realizzare.

Il pubblico potrà votare online dal sito:
www.trailersfilmfest.com

Anche in questa edizione non mancheranno le dirette sui social e sul sito del festival per far conoscere le professionalità di chi il cinema lo fa dietro le quinte, per dare un palcoscenico ai trailers cinematografici come opere artistiche che vanno premiate, per dare attenzione alla creatività dei giovani con la promozione delle loro idee di film da realizzare, per sperimentare nuovi modelli di comunicazione.
Continuano anche in questa edizione le collaborazioni con le Università, alla IULM Università si terrà un workshop “Realizzare un trailer” per conoscere da vicino insieme ad un trailer maker il mondo dei trailer cinematografici e gli strumenti creativi di cui si serve un trailer maker di professione per realizzare un trailer cinematografico curato da Daniele Cametti Aspri, art director della DVDOMAIN.
Trailers FilmFest è l’unico festival in Europa dei trailers e della promozione cinematografica, un festival dal format originale e con una forte vocazione a sperimentare ed esplorare nuovi stili e nuovi linguaggi ed è riconosciuto come il più importante evento di settore per fare il punto su dove siamo, come ci stiamo evolvendo e quali saranno i modelli futuri della comunicazione e promozione culturale.
Oggi il ruolo di un festival è quello di offrire occasioni e opportunità e Trailers FilmFest è un evento che risponde ai bisogni di tutti coloro che vogliono vivere nuove esperienze, conoscere nuove professioni e esprimere la loro creatività.
Trailers FilmFest 2021 è prodotto da Associazione Culturale Seven, iniziativa realizzata con il patrocinio e il contributo della Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo – MIC Regione Lombardia, Istituto Luce Cinecittà e con il patrocinio del Comune di Milano.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.