Al Teatro la Fenice, al Malibran, in S. Marco e in altre sedi: cinque mesi di lirica, concerti e recital (col pubblico in sala)

VENEZIA, sabato 22 maggio – Nel cartellone della Fondazione la Fenice, dal 2 giugno al 31 ottobre, sono programmati sedici appuntamenti dal vivo, col pubblico in sala (sempre nel rispetto delle norme anti-covid), preziosi recuperi operistici, concerti con la partecipazione di artisti di grande richiamo, al Teatro la Fenice, al Malibran, e in altre sedi, da San Marco al Conservatorio ecc.

LE PRODUZIONI LIRICHE

Teatro La Fenice – 25, 27 e 29 giugno, 1 e 3 luglio: “Faust” di Charles Gounod. Direttore Frédéric Chaslin, che guiderà un cast composto per i ruoli principali dal tenore Ivan Ayon Rivas, dal soprano Carmela Remigio e dal basso Alex Esposito. Sarà un nuovo allestimento con la regia, le scene e i costumi di Joan Anton Rechi. L’orchestra tornerà in buca e per la prima volta ci sarà un “doppio palcoscenico” con la scena ad occupare gli spazi del palco e della platea, e il pubblico disposto esclusivamente nei palchi, in galleria e in loggione;

Teatro Malibran – 2, 4, 6, 8 e 10 luglio: “Farnace” di Antonio Vivaldi. In continuità con “Orlando furioso” (2018) e “Dorilla in Tempe” (2019), la Fenice propone un’inedita messinscena vivaldiana, firmata dal regista Christophe Gayral. La parte musicale sarà affidata a Diego Fasolis, mentre nel cast spiccheranno le voci di Christoph Strehl, Sonia Prina e Lucia Cirillo.

Teatro La Fenice – 31 agosto, 2 e 4 settembre: “Rinaldo” di Georg Friedrich Händel. Dramma per musica in tre atti su libretto di Giacomo Rossi, liberamente tratto dalla “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso. Direzione musicale di Federico Maria Sardelli, con un cast che prevede per i ruoli principali Teresa Iervolino, Francesca Aspromonte, Maria Laura Icobellis, Andrea Patucelli e Leonardo Cortellazzi.

Teatro La Fenice – 29 settembre, 1, 2, 3, 5, 7, 8, 9 e 10 ottobre: “Rigoletto” di Giuseppe Verdi; allestimento di Damiano Michieletto, realizzato nel 2017 per l’Opera Nazionale di Amsterdam. L’estroso regista veneziano, coadiuvato dallo scenografo Paolo Fantin e dal costumista Agostino Cavalca, ha ambiento l’azione in un manicomio. Direttore dell’Orchestra e Coro del Teatro la Fenice: Daniele Callegari. Nel cast spiccano i nomi di Roberto Frontali, di Ivan Ayon Rivas (in alternanza con Antonio Poli) e di Claudia Pavone (in alternanza con Lara Lagni).

Conservatorio Benedetto Marcello – 14, 15 e 16 ottobre: “Engelberta” di Tomaso Albinoni. L’opera, su libretto di Apostolo Zeno e Pietro Pariati, composta per Venezia nel 1709, andrà in scena per la prima volta in tempi moderni con Francesco Erle alla testa dell’Orchestra barocca del Conservatorio e in una messinscena firmata dal regista Francesco Bellotto.

I CONCERTI

Il cartellone sinfonico-concertistico prenderà inizio il 2 giugno, con la quindicesima edizione del concerto straordinario offerto dalla Fondazione Teatro La Fenice alla cittadinanza per celebrare la ricorrenza della Festa della Repubblica. Fin dalla sua prima edizione il concerto presenta al pubblico il giovane vincitore del concorso pianistico nazionale Premio Venezia, uno dei più importanti e qualificati appuntamenti del panorama musicale italiano, organizzato dalla Fondazione Amici della Fenice e giunto nel novembre 2019 alla sua trentaseiesima edizione. Ora, ad esibirsi, sarà il giovane pianista Elia Cecino (nella foto), vincitore di quest’ultima edizione del Premio. Proporrà un programma musicale composto dal Valse dal Faust di Gounod S 407 di Franz Liszt, dalla Sonata n. 16 in sol maggiore op. 31 n. 1 di Ludwig van Beethoven, dalla Fantasia in sol di Nino Rota e dalla Sonata n. 7 in si bemolle maggiore op. 83 di Sergej Prokof’ev.
Riccardo Muti tornerà al Teatro La Fenice con un evento straordinario che avrà luogo nella Sala grande di Campo San Fantin lunedì 12 luglio, alle ore 20. Il concerto vuole celebrare le nozze d’oro della Fenice con il Maestro, a cinquant’anni esatti dalla sua prima apparizione a Venezia. Il programma musicale del concerto vedrà Muti e l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini impegnati nell’esecuzione di una celeberrima pagina sinfonica, la Sinfonia n. 8 in do maggiore D 944 Grande di Franz Schubert, che sarà introdotta dall’ouverture del “Matrimonio segreto” di Domenico Cimarosa.
La stagione sinfonica prevede altri quattro concerti dell’Orchestra del Teatro La Fenice, che sarà guidata di volta in volta da direttori di prestigio come Umberto Benedetti Michelangeli (che avrà al suo fianco in veste di solista il pianista Gabriele Strata in un programma con musiche di Mozart e Beethoven (28 agosto, Teatro Malibran,); Hartmut Haenchen che si misurerà con Brahms e Bruckner (16 e 17 ottobre, Teatro La Fenice), Mario Venzago impegnato a dirigere pagine di Haydn e Brahms (23 e 24 ottobre, Teatro La Fenice); e Jonathan Brett che dirigerà Mendelssohn e Brahms con Maxim Vengerov violino solista (31 ottobre, Teatro La Fenice).
La programmazione annunciata dalla Fenice prevede infine una serie di collaborazioni importanti. A partire da quella con il Comitato per i 1600 anni dalla fondazione di Venezia, con la Biennale di Venezia e la Basilica e la Procuratoria di San Marco dalla quale nascerà un evento di grande prestigio che verrà proposto venerdì 4 giugno 2021 alle ore 20 nella suggestiva cornice della Basilica di San Marco. L’intenzione alla base del progetto è quella di celebrare la ricorrenza della fondazione della città lagunare e, insieme ad essa, il cinquantesimo della morte di Igor Stravinskij, il compositore che proprio con Venezia, dove è sepolto, intrecciò un legame profondissimo. Il concerto, che vedrà protagonisti l’Orchestra e il Coro del Teatro la Fenice guidati da Markus Stenz, con Claudio Marino Moretti direttore del Coro e con la partecipazione del tenore Paolo Antognetti e del baritono Levent Bakirci, prevede musiche di Claudio Monteverdi, Giovanni e Andrea Gabrieli, Heinrich Schütz e Igor Stravinskij.
Il concerto in San Marco sarà aperto a un numero limitato di spettatori nel rispetto delle normative anti-Covid, ma sarà fruibile a tutti gratuitamente grazie alla trasmissione in live streaming su siti:
www.teatrolafenice.it
www.labiennale.org
e sul canale YouTube del Teatro.

I biglietti per concerti e spettacoli in programma saranno in vendita a partire dalla seconda settimana di giugno e prevedono prezzi agevolati per gli abbonati alla Stagione 2019-2020. I biglietti per il concerto diretto da Riccardo Muti saranno in vendita a partire dal 27 maggio. Tutti i titoli di accesso saranno acquistabili nei punti vendita Vela Venezia Unica di Teatro La Fenice, Tronchetto, Ferrovia, Piazza San Marco, Rialto linea 2, Accademia, Mestre.

Per informazioni:
www.teatrolafenice.it

Variegato cartellone estivo, dentro e fuori del Teatro Franco Parenti, tra sale, piscina e camion, per grandi e bambini

MILANO, giovedì 13 maggio Arte, gioco, libertà: il Teatro Franco Parenti al grido “Si comincia dai bambini!” presenta due settimane di attività e spettacoli interamente dedicate ai bambini e alle loro famiglie. Dal 15 al 30 maggio 2021 nelle sale del teatro e sul prato dei Bagni Misteriosi una variegata offerta di spettacoli, laboratori e giochi all’aria aperta sarà occasione per imparare, conoscere, divertirsi. Insieme, in sicurezza, uscendo così da quindici mesi di angosce, di costrizioni, di solitudini. E di chiusure. Tutto sbarrato, per più di un anno: teatri, cinema, mostre, e ristoranti e bar, insomma tutti i tradizionali luoghi d’incontro e di civiltà. Ora si ricomincia. Ed è bello e incoraggiante che siano i bambini a gridarlo, ad annunciarlo.
Tra l’altro, un composito, variegato e articolato cartellone 2021, annunciato da Andrée Ruth Shammah caratterizzerà i prossimi mesi, in sede e per valli e città, come sarà, in parallelo, la stagione di scarrozzanti, nata l’anno scorso, con spettacoli sul camion, quest’anno in tournée con due furgoni, che raggiungeranno agilmente ogni tipologia di piazza e unendosi creeranno un vero e proprio palco teatrale, per portare una serata di allegria, comicità e musica, al pubblico delle piazze cittadine e dei comuni della Regione. Un vero e proprio spettacolo/varietà, uno show teatrale con musica dal vivo, tra prosa, stand up e teatro canzone di autori e di musicisti lombardi (e non solo), con Annagaia Marchioro e i Jaga Pirates, Stefano Annoni, Diego Paul Galtieri, Roberto Dibitonto, Francesco Marchetti, Luca Rodella. Produzione Teatro Franco Parenti / Jaga Pirates.

MA ECCO, QUI SOTTO, UN SINTETICO CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI IN SEDE, NELLE SALE INTERNE DEL TEATRO FRANCO PARENTI E NELL’ADIACENTE PISCINA ALL’APERTO

1 – 6 giugno, ore 19.30 – Sala Grande: “IL FILO DI MEZZOGIORNO”, di Goliarda Sapienza, regia Mario Martone. Con Donatella Finocchiaro, Roberto De Francesco. Produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Teatro Stabile di Catania.

1 giugno, ore 21 – Ai Bagni Misteriosi: “LA CURA DELLE PAROLE”, con Beppe Severgnini, Marta Rizi e la musicista Elisabetta Spada. Produzione Mismaonda.

8 giugno, ore 21 – Ai Bagni Misteriosi: “SERATA HABERRANTE. Restiamo in contatto”, con Alessandro Haber. Produzione Teatro Parenti.

9 – 13 giugno, ore 20 – Sala Grande: Dopo il debutto alla Biennale Teatro di Venezia 2020, torna al Parenti la compagnia del Teatro dei Gordi, con “PANDORA”. Di e con: Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza. Dramaturg Giulia Tollis. Produzione Teatro Franco Parenti/ Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale/ Fondazione Campania dei Festival in collaborazione con Teatro dei Gordi.

14 – 17 giugno, ore 20 – Sala Grande: “UN POYO ROJO”, coreografia Luciano Rosso, Nicolás Poggi, interpreti Alfonso Barón e Luciano Rosso. Regia Hermes Gaido. Teatro, danza, acrobatica, sport: sta registrando il tutto esaurito sia in Argentina che in Europa. Produzione T4, Jonathan Zak e MaximeSeuge.

15 giugno, ore 21 – Ai Bagni Misteriosi: “I MONOLOGHI DELLA VAGINA”, di Eve Ensler. Regia Emanuela Giordano. Con Alessandra Faiella, Eva Riccobono, Marina Rocco, Lucia Vasini, Roberta Lidia De Stefano. Produzione Teatro Franco Parenti.

18 – 20 giugno ore 20 – Sala Grande: “STAY HUNGRY- INDAGINE DI UN AFFAMATO”, di e con Angelo Campolo.

23 – 27 giugno, ore 20 – Sala Grande: “50 MINUTI DI RITARDO”, regia e drammaturgia Alessia Cacco e Jacopo Giacomoni; ideazione e realizzazione (in ordine alfabetico) Elena Ajani, David Angeli, Alessia Cacco, Jacopo Giacomoni, Davide Pachera, Marco Tonino. Gli spettatori saranno inseriti in un gruppo whatsapp e avranno potere decisionale sullo svolgimento della performance grazie al grande schermo che, come una finestra-specchio, permette a performer e spettatori di affacciarsi e interagire con il mondo online e dei social. Produzione Malmadur in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana.

29 giugno, ore 21 – Ai Bagni Misteriosi: “NON SVEGLIATE LO SPETTATORE”. Ispirato alla vita di Ennio Flaiano. Con Lino Guanciale. Regia Davide Cavuti. Produzione TSA Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con Stefano Francioni Produzioni.

30 giugno- 4 Luglio, ore 19.30 – Sala Grande: “VAUDEVILLE!” Atti Unici da Eugène Labiche, ideazione, drammaturgia e regia Roberto Rustioni. Con Francesca Astrei, Luca Carbone, Roberta De Stefano, Loris Fabiani, Paolo Faroni. Musiche originali Luca Nostro. Produzione Fattore K. / Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Napoli Teatro Festival Italia.

5 -16 luglio, ore 19.30 – Sala AcomeA: “BUON ANNO, RAGAZZI” di Francesco Brandi. Con Francesco Brandi, Michele Capuano, Miro Landoni, Daniela Piperno, Silvia Giulia Mendola. Regia Raphael Tobia Vogel. Produzione Teatro Franco Parenti.

6 luglio, ore 21 – Ai Bagni Misteriosi: “LA CADUTA DI TROIA”, dal libro II dell’Eneide. Interpretazione Massimo Popolizio, con musiche eseguite dal vivo da Stefano Saletti, Barbara Eramo, Pejman Tadayon. Produzione Compagnia Orsini.

7 – 11 luglio, ore20 – Sala Grande: “QUESTO È IL TEMPO IN CUI ATTENDO LA GRAZIA”, da Pier Paolo Pasolini, regia Fabio Condemi. Con Gabriele Portoghese. Filmati Igor Renzetti, Fabio Condemi, assistente alla regia Consuelo Bartolucci. Produzione La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello / Teatro di Roma – Teatro Nazionale.

13 luglio, ore 21 – Ai Bagni Misteriosi: “STORIE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINE RIBELLI”, di Elena Favilli e Francesca Cavallo, regia Francesco Frangipane. Con Margherita Vicario e l’orchestra multietnica di Arezzo.

14 luglio, ore 20 – Sala Grande: “IL FANCIULLINO”, progetto, regia e drammaturgia Renata Ciaravino. Con Renato Avallone, Camilla Barbarito, Laura Pozone, Alessandro Sampaoli. Interviste a cura di Marianna Esposito, Ramona Linzola, Chiara Martucci, Giada Ulivi. Produzione Dionisi con il contributo di Fondazione di Comunità Milano, Comune di Milano, Fondazione Cariplo, Municipio 9 Milano.

15-16 luglio – Sala Grande: “IL MURO TRASPARENTE. DELIRIO DI UN TENNISTA SENTIMENTALE”, a cura di Monica Codena, Marco Ongaro e Paolo Valerio. Con Paolo Valerio. Produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Teatro Stabile di Verona.

21- 23 luglio, ore 20 – Sala Grande: “UTØYA”, un testo di Edoardo Erba, regia Serena Sinigaglia. Con Arianna Scommegna e Mattia Fabris. Produzione ATIR Teatro Ringhiera, Teatro Metastasio di Prato con il patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia in Italia.

26-29 luglio, ore 20 – Sala Grande: “FEROCI”, regia Gabriele Colferai, drammaturgia Tobia Rossi. Con Valerio Ameli, Mauro Conte, Filippo Panigazzi, Simone Leonardi, Michele Savoia, Michele Rossetti, Angelo Di Figlia, Antonio Catalano, Daniele Palumbo, Angelo Curci. Movimento scenico Claudia Mangini. Progetto e Produzione Dogma Theatre Company, con il sostegno di Il Tempio del Futuro Perduto, I Sentinelli di MIlano, MiX – Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer.

27 luglio, ore 21 – Ai Bagni Misteriosi: “QUESTIONI DI CUORE”, Lella Costa dà voce alla rubrica di Natalia Aspesi. Lella Costa legge Le Lettere del cuore di Natalia Aspesi. Da un’idea di Aldo Balzanelli. Musiche di Ornella Vanoni. produzione Mismaonda.

DANZA

31 agosto, ore 21 – Ai Bagni Misteriosi: “SCRITTO SUL MIO CORPO”, ideazione e coreografia Raphael Bianco. Compagnia di danza EgriBiancoDanza. Monologo scritto e interpretato da Silvia Giulia Mendola. Una preghiera corale e profana, che nella sua laicità racchiude gli slanci appassionati, gli sbilanciamenti emotivi, i caratteri umani e spirituali, la precarietà e le speranze del tempo presente. Produzione Fondazione Egri per la Danza in collaborazione con Teatro IL MAGGIORE di Verbania e Teatro Franco Parenti di Milano.

21 settembre, ore 21 – Ai Bagni Misteriosi: “LE SACRE”, uno spettacolo di Susanna Beltrami. Con Luciana Savignano, e con la partecipazione di Matteo Bittante e dei giovani danzatori di DanceHaus. “Le Sacre” è un’opera che ritorna sempre e che dal suo debutto ha visto numerosissime repliche sia in teatro che occasioni di site-specific, coinvolgendo intere generazioni di danzatori.

(p.a.p.)

http://www.teatrofrancoparenti.it
http://www.bagnimisteriosi.it

Quando lo psicoanalista ci mette lo zampino. Macbeth al Piccolo. Tra le angosce e i ricordi d’infanzia degli attori

Tindaro Granata ed Elena Rivoltini in una scena di “Macbeth, le cose nascoste”

MILANO, mercoledì 12 maggio ► (di Paolo A. Paganini) C’era un professore di lettere, al Ginnasio, che raccomandava: “Non scrivete mai la parola cose, cosa, una parola generica, che sta al posto di un termine preciso e concreto, che evitate solo per ignoranza. Date sempre un nome alle cose, alla cosa!”
Quel ricordo lontano deriva dal titolo che Angela Demattè e Carmelo Rifici han dato ora al “Macbeth” di Shakespeare, cioè “Macbeth, le cose nascoste”.
Fin dai tempi del Ginnasio, ho sempre pensato che la parola “cosa”, nella sua imprecisione, sia bellissima. Nasconde un universo di significati, che possiamo riempire come vogliamo noi, con fantasia, con creatività. E al diavolo la precisione semantica.
Così, le “cose” nascoste di Macbeth sono tante e urgenti. Ingolfano la mente e impastano la parola. Cose da psicoanalisi. Già. E allora Carmelo Rifici, che firma progetto e regia, ha coinvolto lo psicoanalista Giuseppe Lombardi per districare tutte quelle “cose”.
E così è avvenuto, in un allestimento di un’ora e quaranta senza intervallo, al Piccolo Teatro Strehler, che offre soprattutto due piani di lettura. Il primo è rappresentato dalle sedute psicoanalitiche, alle quali si sono sottoposti gli stessi attori, fin dall’aprile del 2018 e proseguite fino al luglio del 2019, poi diventate materia drammaturgica a integrazione di Shakespeare, con lo scopo di portare a livello di coscienza le proprie paure, angosce, incubi e ferite nascoste, ricordi infantili, e adeguarle, quasi in un successivo rapporto di simbiosi, a Lady Macbeth, a Banquo, a Fleance, a Re Duncan, ucciso dallo stesso Macbeth, che poi impazzirà…
Scava e scava, ne vengono fuori di “cose”.
Non so quanto sia teatralmente corretta, o aggiornata questa prassi psicoanalitca. A parte alcuni legittimi sospetti d’un accademismo esasperato, di una esegesi pedissequa ed esagerata, se non inutile, anche se culturalmente accattivante, riteniamo che non debba essere di necessità imposto a un personaggio il carattere di un attore, ma semmai il contrario, cioè dimenticarsi di sé per assumere la natura del personaggio da interpretare. Ovvio?
Tant’è che, quando alla fine gli attori si dimenticano di se stessi per diventare incubi reali della tragedia di Shakespeare, che forza, che emozione, che tremendi pugni nello stomaco, quale disperata grandezza in quella perfidia di Lady Macbeth, nella patetica pazzia di Macbeth davanti al fantasma di Banquo seduto a banchettare con gli altri nobili guerrieri, e visto da nessun altro. E poi l’uccisione e squarciamento del maiale, dai mille raccapriccianti particolari anatomici, studiati e imitati sul corpo nudo d’un ragazzo appeso in alto per le caviglie, mentre il palcoscenico si riempie di acqua, o forse di sangue, tra il ghigno feroce ed enigmatico delle streghe, qui sacerdotesse di morte. Mentre il Dottor Lombardi, nello schermo in alto, segue enigmaticamente la prima parte delle interviste psicoanalitiche, e poi, qua e là, altre scene di drammatica intensità, come una presenza taumaturgica o una simbolica immagine metafisica.
Distribuiti anche in più parti, gli interpreti dimostrano uno straordinario affiatamento. Bravi. Merito delle sedute, e di tutte quelle “cose”?
Applausi cordialissimi alla fine per tutti, attori e staff, con il pubblico finalmente in sala. Ancorché distanziato e con mascherine. Accontentiamoci.

Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi, Milano), dall’11 al 23 maggio 2021: “Macbeth, le cose nascoste” di Angela Dematté e Carmelo Rifici, tratto dall’opera di William Shakespeare, dramaturg Simona Gonella. Progetto e regia Carmelo Rifici. Con (in ordine alfabetico) Alessandro Bandini, Alfonso De Vreese, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Leda Kreider, Maria Pilar Pérez Aspa, Elena Rivoltini, e con (in alternanza) Angela Dematté, Simona Gonella, Carmelo Rifici.

Informazioni e prenotazioni 0242411889
www.piccoloteatro.org

Lo spettacolo sarà in tournée a Roma, dal 5 al 13 giugno, al Teatro Argentina.

Al Piccolo Teatro la centenaria segretaria di Goebbels, vissuta in scena dalla stupefacente novantenne Franca Nuti

MILANO, domenica 9 maggio ► (di Paolo A. Paganini) Brunhilde Pomsel (Berlino 1911 – Monaco di Baviera 2017), durante gli ultimi tre anni della Seconda guerra mondiale, fu la segretaria personale di Joseph Goebbels, Ministro della propaganda nazista e fedelissimo a Hitler. Vissuta lucidamente in un pensionato per anziani fino ai 107 anni (pranzando sempre in camera propria, perché non sopportava tutti quei vecchi!), fu una delle ultime testimoni del regime nazista.
Con il film documentario “A German Life”, Christian Krönes, Olaf Müller, Roland Schrotthofer e Florian Weigensamer, nel 2016 fecero in tempo a raccogliere una sua preziosa intervista e una lunga descrizione di vicende personali, mettendone in luce peraltro la singolare personalità professionale, come segretaria stenografa e dattilografa di Goebbels (sembra che brillasse soprattutto per la straordinaria velocità nella ripresa dei testi sotto dettatura del suo capo).
Per il resto: fedele, attenta, precisa, discreta, rispettosa fino all’ossequio, Brunhilde aveva un vero e proprio culto della personalità, o, forse, della persona di Goebbels, il quale, piccolo, magro, claudicante per una menomazione fin dalla nascita, possedeva però un fascino straordinario nella bella voce e nella trascinante eloquenza bellica. Oltre che nella sua famelica ossessione per le donne. Ma, per ammissione della stessa segretaria, lei non si accorse mai di niente, di quanto avveniva intorno a lei, nemmeno di tutti gli orrori del nazismo, né delle atrocità compiute dal Terzo Reich, né dei sei milioni uccisi nei campi di concentramento. Lei si limitava a chiedersi, con lo spicciolo spirito pratico che non si domanda il perché delle cose, che fine avesse mai fatto quella cara signora che le vendeva il sapone.
Brunhilde Pomsel sosteneva che, solo con la fine della guerra e la caduta del nazismo, lei e il popolo tedesco vennero a conoscenza di tanta sanguinaria barbarie. “Prima era stato tutto nascosto. E ha funzionato”.
E lei fino alla fine, quando era ormai chiaro che tutto era finito, seguì ciecamente il suo capo nel bunker di Hitler, indifferente all’apocalisse che si stava scatenando, con i sovietici a meno di 400 metri. Ma lei, la fedelissima Brunhilde, doveva magari terminare di battere a macchina gli ultimi comunicati del guru mediatico dell’apparato nazista.
Il 30 aprile 1945 Hitler si sparò un colpo alla testa dopo avere ingerito una capsula di cianuro, e sua moglie Eva Braun lo seguì anche lei con il cianuro.
L’1 maggio ci fu l’atto finale della tragedia nel bunker. Joseph Goebbels e sua moglie Magda si suicidarono, dopo aver avvelenato col cianuro i loro sei figli.
E Brunhilde si incaricò di cucire la bandiera bianca, quando lei e i pochi sopravvissuti si arresero alle truppe sovietiche…
Una vita romanzesca, che Franca Nuti, sul palcoscenico del Piccolo Teatro Grassi, con il giovanile miracolo dei suoi 92 anni, fa intensamente rivivere in un affascinate monologo di un’ora e trenta.
Franca Nuti non ne fa un’appassionata drammatizzazione, ma una pudica interiorizzazione, con stupori e sorprese per le vicende storiche che Brunhilde preferì vivere in disparte, in un atarassico senso del dovere. La Nuti lo fa suo. Solo quando vengono assassinati i sei figli di Goebbels, l’attrice, al ricordo, grida il dolore, come per un’assurda incomprensibile assurdità vissuta da Brunhilde, una donna che non aveva avuto figli, e forse nemmeno uomini. Ma qui, nel rivivere la centenaria segretaria di Goebbels, ne fa un coerente dispiego di normalità. Brunhilde fu una perfetta segretaria stenografa. La Nuti non se ne discosta, descrivendo, dalle abissali distanze della sua età, una tragica storia di uomini, perché così andava il mondo. E lei non poteva farci niente. Franca Nuti ne fa una stupefacente lezione di teatro, con pause non più eloquenti di una fredda pagina di storia, e con la descrizione di pagine di storia immortalate con la freddezza di una testimonianza sotto giuramento.
E, alla fine, applausi a non finire, fiori, e grida entusiastiche. In suo onore. E forse anche per la fine di una lunga e tragica storia pandemica.

Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello 2 – Milano), dall’8 al 16 maggio 2021: “A German Life”, di Christopher Hampton, tratto dalla storia vera e dalla testimonianza di Brunhilde Pomsel, basato sul film documentario “A German Life”. Regia Claudio Beccari. Con Franca Nuti.
Informazioni e prenotazioni 0242411889.
www.piccoloteatro