Dal teatro alla multidisciplinarietà. Cambio di rotta di Oliviero Ponte Di Pino: arte contemporanea, festival, architettura

(di Andrea Bisicchia) – Da tempo, Oliviero Ponte Di Pino, dopo aver dedicato le sue attenzioni come critico al teatro, ha cambiato rotta, orientando i suoi interessi e i suoi studi al pubblico e al suo modo di partecipare alle pratiche culturali con un approccio multidisciplinare che vede coinvolti professionisti che appartengono ad Aree diverse, dal teatro dall’arte contemporanea ai festival, dall’arte contemporanea ai festival, soprattutto quelli partecipati.
Insieme a Gloria Bovio, architetta, specializzata in antropologia dell’Arte, ha curato il volume “Per una cultura della partecipazione”, edito da Mimesis.
A giudicare dagli interventi, risultano maggioritari gli studiosi di architettura, mentre per quanto riguarda il teatro, oltre a quelli di Oliviero Ponte Di Pino, va segnalato quello di Luca Ricci, regista e drammaturgo, creatore del Festival Kilowatt che si svolge annualmente a San Sepolcro, giunto quest’anno alla XXIVesima edizione, con le solite prove aperte, i laboratori, gli spettacoli di danza, gli incontri con la comunità. Vi partecipano collettivi under 35 che presentano i loro esiti scenici, generalmente nati a contatto col pubblico, oltre che artisti attivi nei linguaggi digitali della scena contemporanea.
Si tratta di un festival partecipativo basato, in modo particolare, sul coinvolgimento della comunità.  Eppure, Luca Ricci si lamenta, perché, a suo avviso, la situazione attuale non tutela la ricerca e la formazione del pubblico, essendo più attenta al teatro commerciale. Ricordo a Ricci che non si tratta di un fenomeno che riguarda la politica attuale, perché da decenni di Centro-sinistra è stato sempre così, con in più una dose di paternalismo. Convinto di ciò, per Ricci le previsioni per il futuro non sono rosee e che la “ideologia partecipazionista” si sia ammantata di retorica, sempre in cerca di oboli da chiedere alla politica di turno.
Sulla ricerca di oboli si è soffermato anche Oliviero Ponte Di Pino che, dopo aver fatto le dovute differenze tra partecipazione, inclusione, condivisione, progettazione, parlando dei molteplici Bandi di finanziamento che vengono fatti, soprattutto d’estate, sottolinea con molta onestà intellettuale che molti di questi Bandi sono fasulli, perché, tra i tanti progetti partecipativi, soltanto pochissimi meritano i famosi oboli, perché si sono scoperte le mancate competenze e le conoscenze metodologiche, tanto che molte partecipazioni si riducevano a momenti conviviali.
Oliviero Ponte Di Pino, quando parla di “partecipazione culturale”, non si riferisce solo al teatro, ma anche ai musei, alle librerie, agli spazi pubblici, ai progetti di restaurazione urbana, ai festival, alla architettura, come a sottolineare che la partecipazione comunitaria non sia una entità stabile, concetto ribadito da Marco Aime che, da antropologo, estende quella che lui considera una “parola trappola”, da quelli che, una volta, erano villaggi, luoghi campestri, alle città, avvertendo, nel contempo, una specie di nostalgia per come, in passato, venisse considerato il metodo partecipativo.
La domanda che viene spontanea è molto semplice: Esistono dei parametri per valutare la partecipazione? ed ancora, questi parametri sono sufficienti per raggiungere degli obiettivi? Nuovi pubblici? Forse, la risposta va ricercata nel lavoro multidisciplinare, nella co-progettazione, nella co-creazione, impostando l’attenzione verso il “processo” e non verso il “prodotto”. L’itinerario che porta dal processo al prodotto è stato indagato da Marco De Marinis in quella che egli definisce la “Nuova teatrologia”.
In fondo, si tratterebbe di una idea, come ha sottolineato Gloria Bovio, che apparteneva alle Avanguardie storiche e a quelle successive essendo, il loro compito, quello di intuire, in anticipo i segni dei mutamenti culturali. Molti sono gli stimoli nati da questo libro, molte le definizioni dei processi partecipativi, di come progettarli e di come renderli comunitari.

Gloria Bovio, Oliviero Ponte Di Pino (A cura di) “PER UNA CULTURA DELLA PARTECIPAZIONE”, Mimesis Edizioni 2026. Pp. 168, € 18