(di Andrea Bisicchia) – Di una cosa è certo Stefano Milioto, autore di “Enzo Lauretta, intellettuale e politico”, edito dal Centro Nazionale Studi Pirandelliani, delle capacità di Lauretta di trasformare, persino i Saggi, in opera narrativa. Sono passati cento anni dalla sua nascita (1924-2014), e dieci dalla sua morte, è giusto che a ricordarlo. sia chi per oltre cinquant’anni ha collaborato con lui in tutte le attività culturali che intraprendeva, a cominciare dalla creazione del Centro Nazionale Studi Pirandelliani, con i suoi Convegni internazionali che potenziarono la ricerca scientifica attorno all’Opera pirandelliana, creando una vera propria scuola che vide la partecipazione di giovani studiosi, vincitori di cattedre universitarie, invitati ad esplorare non solo la narrativa, ma anche il teatro dell’agrigentino, proprio durante gli anni in cui la regia teatrale, con Strehler, Squarzina, De Lullo, Castri, ne aveva stravolto le vecchie interpretazioni.
Chi ha conosciuto Enzo, non poteva non rimanere coinvolto dalla rapidità del suo pensiero, dal suo attivismo, come se avesse voluto mettere in pratica la Filosofia dell’Atto, di Giovanni Gentile, da costui concepita come introduzione al sistema della logica, con cui evidenziava il concreto attuarsi del fare. Lauretta teneva molto alla logica, essendo capace di fare coincidere il pensiero con l’atto, anche perché conosceva bene la “Teoria generale dello Spirito”, essendo un sostenitore di Gentile, piuttosto che di Croce. Quando iniziò i suoi studi su Pirandello, tenne sempre conto delle teorie idealiste, con il loro misticismo latente, che troveremo espressi nei saggi “Pirandello e il mistero” e “Pirandello e la crisi”.
Ma ritorniamo alle considerazioni di Milioto, ovvero al perché, quando Lauretta scriveva un saggio, tendesse alla narrazione. La risposta potrebbe essere: perché amava la chiarezza, cioè il bisogno di farsi capire. Diceva sempre: prima voglio capire io quel che scrivo, per essere sicuro di essere capito dagli altri, essendo, per lui, la chiarezza un dono, anche se sostenuto da infiniti riferimenti bibliografici.
Ecco perché a suo avviso interpretare volesse dire raccontare. Anche quando doveva entrare nel mondo magico di Pirandello, ricco di spiriti e di fantasmi.
“Noi siamo come i fantasmi, diceva Cotrone alla Contessa. Gli orli, a un comando si distaccano, entra l’invisibile, vaporano i fantasmi”. Lauretta non nascondeva di amare “I giganti della montagna” più dei “Sei personaggi”.
Stefano Milioto entra a sua volta nel mondo misterioso di Enzo Lauretta, lo attraversa, ricordando i suoi impegni politici durante gli anni del suo esercizio come Sindaco di Agrigento e di Presidente della Provincia, impegni che trasferirà nella sua attività culturale, con la creazione del Centro Nazionale di Studi Pirandelliani (1967) coinvolgendo, all’inizio, gli editori Ugo e Giancarla Mursia, oltre che me, pronti ad aiutarlo nella ricerca dei nomi degli studiosi e di tutto ciò che occorresse per la comunicazione dei Convegni, ai quali parteciparono anche noti giornalisti, fra i quali il Direttore dello “Spettacoliere”, allora critico e caposervizio del giornale “La Notte”.
Personalmente offrii tutte le mie Locandine degli spettacoli pirandelliani che avevo visto che divennero il primo arredo della casa di Pirandello.
Stefano Milioto fu da subito, il suo pupillo, avendolo, Enzo, coinvolto sin dalla nascita del Centro. A sua volta, egli è stato attento lettore e conoscitore di tutta l’Opera di Lauretta, che analizza nel suo libro, non soffermandosi solo sui Saggi pirandelliani, ma anche su quelli che riguardavano Brancati, Patti, Saviane. Molta attenzione presta all’Opera narrativa, esplorandone temi e personaggi, avendo anche partecipato, come sceneggiatore, a due romanzi, diventati film di successo: “La sposa era bellissima” e “I Salmoni di San Lorenzo”. Nel volume troviamo una serie di interviste, fatte in occasione della pubblicazione dei romanzi, oltre che le recensioni, mentre in Appendice si possono leggere le prime pagine dell’intera Opera di Lauretta, corredata da una oculata iconografia.
“Ritratto di Enzo Lauretta, Intellettuale e Politico”, di Stefano Milioto; Edizione del Centro Nazionale Studi Pirandelliani, nel Centenario della nascita. Il volume sarà presentato, il 4 ottobre, da Rino Caputo e Beniamino Biondi, alla presenza dell’Autore, ad Agrigento, presso le Fabbriche Chiaramontane, alle ore 18,30.








