Forlì, con 16 spettacoli dal 23 al 28 giugno, diventa capitale dello spettacolo. Per poi proporsi nei maggiori teatri italiani

(di Andrea Bisicchia) – “COLPI DI SCENA” è un festival biennale, inventato da Claudio Casadio e Ruggero Sintoni con un duplice scopo, quello di mettere a confronto ciò che accade nel Teatro Contemporaneo e nel Teatro per Ragazzi e Giovani, grazie alla “VOCAZIONE PRODUTTIVA” di Accademia Perduta/Romagna Teatri che, in soli due anni, tra produzioni e coproduzioni, ha in cartellone ben venti spettacoli.
Ma ciò che va sottolineato non è soltanto l’aspetto produttivo e la qualità artistica delle scelte, ma anche quello organizzativo, dato che gli spettacoli prodotti possono vantare lunghe circuitazioni con approdi nelle capitali dello spettacolo, da Milano a Roma, da Firenze a Napoli, da Palermo a Catania.
Lo scorso anno, “Colpi di Scena”, è bene ricordarlo, ha offerto a oltre 150 Operatori e Critici un panorama sul Teatro Contemporaneo, confermando giovani gruppi come Carrozzeria Orfeo, Les Moustaches, giovani attori come Niccolò Fettarappa, Nicola Borghesi, Agnese Fallongo, Tiziano Caputo che, grazie alla visibilità acquisita a “Colpi di Scena” , è approdata al Franco Parenti, non solo con “ Circo Paradiso”, ma con una vera e propria personale, cosa accaduta anche a Les Moustaches al Teatro Menotti.
Ho fatto questi esempi per fare capire il fine del Festival e l’idea base che lo sorregge, ovvero quella di essere una vetrina per gli operatori e stabilire rapporti di collaborazione affinché, gli spettacoli visti, potessero avere ospitalità nei loro teatri. La formula, rivelatasi vincente, mi ha fatto pensare a certi Festival di una volta, del secondo millennio, quando critici e operatori venivano invitati ai vari Festival per essere trasferiti, in pullman, da un teatro all’atro con intermezzi culinari. Come dir che la Famiglia del Teatri, sempre più allargata, ama incontrarsi, discutere, far delle scelte.
Questo spirito è stato ereditato da Accademia Perduta che, per quattro giorni, trasforma Forlì in una Capitale dello Spettacolo, mettendo i presenti nelle condizioni di assistere, tra il 23 e il 28 giugno a ben 16 spettacoli, in spazi diversi, accompagnati dai pullman, in luoghi diversi della città. Si tratta di una maratona impegnativa che, alla fine, lascia dei segni.
Forlì diventa una città attrattiva, visto che alla selezione sono state registrate 140 candidature, tutte sottoposte a una selezione molto attenta, confermando la vocazione nazionale della città, che offre anche ai suoi cittadini di assistere a spettacoli pensati, sviluppati, realizzati proprio per il Festival, tanto che il Vicesindaco, presente alla Conferenza Stampa, non ha nascosto il suo orgoglio e ha fatto riferimento all’Articolo 3 della Costituzione che sancisce il principio fondamentale della eguaglianza e della pari dignità sociale che solo il teatro riesce a realizzare, anche dinanzi alle difficoltà economiche alle quali un simile Festival, non può sfuggire, difficoltà lenite dal Comune che, però, ne ha un suo rientro, visto che, per l’occasione, gli Alberghi sono quasi  tutti esauriti e lo stesso dicasi per i ristoranti.
Determinante à il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Forlì che non può certo supplire l’enorme spesa. Come si può intuire, impegno produttivo, economico e culturale si alternano, così come si alternano i linguaggi della scena, attraverso una coerente molteplicità, si va dal linguaggio dell’Attore a quello dei Clown, dal Teatro di Narrazione a quello di Figura, dal Teatro di Animazione con pupazzi e oggetti, al Mappet.
Non mancano gli spettacoli di Danza Contemporanea di Ater Balletto e Sosta Palmizi.
Le Compagnie scelte sono abbastanza note, oltre che Accademia Perduta, vanno ricordati Il Teatro delle Briciole, Teatro Gioco e Vita, Teatro Magme, Crampi/Fondazione TGR, Tanti Cosi Progetti, Altri Posti in Piedi, Teatro Città Murata, Factory, Compagnia Transadriatica, La Baracca e Castaldo/Sintucci.
Molta attesa è la novità di Nadia Milani “Notturna” dove convivono Teatro di Figura, Teatro in Nero, Ombre, Maschere, Animazione a vista.
Alla molteplicità dei linguaggi corrisponde anche la molteplicità dei temi trattati, si va dal Mito, alla Favola, alla Fiaba che per Calvino, come ha ricordato Danilo Conti, non è una semplice evasione, ma “una spiegazione generale della vita”.