“Formula 3”: già nelle locandine rock sessant’anni fa. Tenuti a battesimo da Lucio Battisti, ne divennero suoi interpreti

(di Mimmo Spina) – Alberto Radius, voce e chitarra; Gabriele Lorenzi, voce e tastiere; Tony Cicco, batteria e voce: in principio erano la “Formula 3”. 1969 è l’anno di fondazione della band che debutta con il 45 giri “Questo folle sentimento”. Il primo album si chiama “Dies Irae”, ed è prodotto quasi interamente da Lucio Battisti. Giorni dell’ira, titolo profetico giacché dai primi anni ‘70 è già in atto, non poco silenziosa, la rivoluzione musicale chiamata Rock Progressive italiano. Al ribaltamento delle metriche e forme musicali (testi ricercati, contaminazioni con jazz, folk, e classica) partecipano anche la “PFM”, il “Banco del Mutuo Soccorso”, le “Orme”, gli “Area”, “New Trolls”.
Mogol e Battisti per la “Formula 3” scriveranno diversi brani di successo e la band accompagnerà Lucio Battisti nei suoi rarissimi concerti.
In abbinamento con Little Tony, il gruppo partecipa a Sanremo. È il 1971. Il brano, scritto da Lucio Battisti (con Mogol) e da Donida, si intitola “La folle corsa”. Buon successo ma non vince.
Nel 1972 i tre musicisti volano in Brasile per partecipare al Festival Internacional da Canção con “Aeternum”, tratto dall’album “Sognando e risognando”, risultando il preferito della giuria popolare della rassegna.
Il gruppo si scioglie nel 1974. Ma si ricompone nel 1990. Due anni dopo partecipa al Festival di Sanremo con il brano “Un frammento rosa”. Due anni, alla stessa manifestazione canora, con “La casa dell’imperatore”, brano dell’album omonimo, si classifica dodicesimo.
“Formula 3”, nuova formazione: Tony Cicco (batteria e voce), Angelo Anastasio (chitarra) e Ciro Di Bito (tastiere).
La band propone in concerto il racconto di un’epoca musicale attraverso famosi ed immortali brani quali  “Questo folle sentimento”, “Eppur mi son scordato di te”, “Sole giallo, sole nero”, “Nessuno nessuno”, “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Pensieri e parole”, “Non è Francesca”, “Emozioni”, “Mi ritorni in mente”, “Il tempo di morire”, “La canzone del sole” e decine di altri ancora.
Durante il concerto (della durata di due ore) c’è spazio per il ricordo di Alberto Radius (scomparso nel 2023) e l’omaggio ad altri musicisti che hanno segnato un periodo importante della musica italiana (Pino Daniele, Bruno Lauzi e altri). Tony incanta il pubblico con aneddoti e racconti di viaggio con Battisti per raggiungere i luoghi dei concerti – “che allora si chiamavano serate” – dice con evidente nostalgia. E precisa con orgoglio: “Abbiamo accompagnato Lucio nei suoi venti concerti e continuerò – promette – a cantare le sue canzoni fino a quando avrò voce”.
Oltre che partecipare cantando, quasi tutte le 800 persone del pubblico del Teatro Verdi di Brindisi, sembrano apprezzare le atmosfere rock riprodotte magistralmente sul palco, tra moderni effetti scenografici (la proiezione delle immagini dei 45 giri originali), il fumo sul palco che si sprigiona in platea, i suoni di un tempo tra i fraseggi dell’organo Hammond e gli assoli di chitarra e il ritmo incalzante della batteria, tutto dal vivo, senza trucchi e senza inganni. Come si esibiva un tempo, la musica vera.
Le canzoni di Lucio Battisti, riproposte dalla nuova Formula 3, si potranno ascoltare sabato 24 gennaio a Milano  all’EcoTeatro” di Via Fezzan 11; a febbraio, con data e luogo da precisare, a San Benedetto del Tronto.
Ed è in preparazione il tour estivo (pardon le serate).