Il mondo (e una Milano da bocciare) nei quaderni dei bambini delle scuole elementari, dagli anni ’40 fino ad oggi

MILANO, lunedì 22 aprile (di Emanuela Dini)È stato inaugurato, domenica 21 aprile, il Museo dei quaderni di scuola, quello che si potrebbe definire “un gioiellino”.
In un’unica stanza di circa 60 metri quadrati, al primo piano (senza ascensore) all’interno di un palazzo vecchiotto in pieno centro a Milano, si spalanca il mondo visto dai quaderni dei bambini. Attenzione; non è un’esposizione “di quaderni”, anche se disposti sugli scaffali ne compaiono una decina, sfogliabili e leggibili, con i racconti dettagliati di bambine e bambini dagli anni ‘40 ai 2000, ma piuttosto una raccolta di testimonianze, scritte sui quaderni, di come bambini e bambine di tutto il mondo guardano il mondo, lo raccontano, e immaginano il futuro.
Il museo è il sogno realizzato di Thomas Pololi e Anna Teresa Ronchi, che una quindicina di anni fa hanno cominciato a pensare di mostrare il mondo visto dai bambini attraverso i loro quaderni.
«Tutto nasce nel 2004 con l’idea di aprire Quadernini, un blog dove pubblicare i temi scritti di amici e conoscenti, chiedendo loro di poter scannerizzare i loro quaderni di scuola”, spiega Thomas Pololi, originario di Bergamo e milanese d’adozione. “Piano piano la cosa è cresciuta e nel giro di quattro anni avevo parecchi quaderni che mi giravano per casa e non sapevo più dove metterli, non avevo spazio neanche nella libreria».
E da lì inizia il cammino, letture in pubblico, stile stand up Comedy, dei temi e dei racconti più singolari, contatti con le scuole, passa parola tra amici e conoscenti che regalavano i quaderni dell’infanzia… fino ad arrivare a un prezioso tesoro di 2500 quaderni da ogni angolo del mondo (Gran Bretagna, Francia, Cina, Corea, Giappone, Sud America, Australia), dal più antico, un quaderno inglese con esercizi di bella calligrafia del 1773, al più recente, un quaderno del 2012 di un ragazzo del Ghana che racconta come si diverte con i videogame in cui può vivere tante vite avventurose, ogni volta diverse.
Il museo si dipana attraverso un percorso cronologico datato con cartelli, totem, video e schede giganti su cui sono riprodotti quaderni di bambini di tutto il mondo, europei, cinesi, giapponesi…. con pensierini ma anche calcoli aritmetici e tabelline.
E ogni epoca è presentata spiegando come la società vedeva e interagiva coi bambini, e come i bambini vedevano e interagivano col mondo dei grandi. Dai bimbi considerati come forza lavoro nel mondo contadino e operaio, ai primi progetti educativi nell’Inghilterra del 18° secolo, alle prese di coscienza montessoriane dove il bambino non viene più considerato un “vuoto da riempire” ma un essere da rispettare, fino ai drammatici diari e testimonianze dei bambini cresciuti sotto regimi dittatoriali (Germania, URSS, Cina…) e gravati dal dovere di “comportarsi bene”.
Accanto alla documentazione “stabile” ci sono anche mostre temporanee, che cambiano ogni volta, e quella attuale è dedicata a Milano vista dai bambini. Una Milano poco amica, con pochi spazi per giocare, cortili vietati dall’amministratore di condominio, problemi a trovare un campetto per tirare quattro calci al pallone. Una Milano bocciata con il sonoro “Vergogna!” di un ragazzino milanese che non sa dove andare a giocare.

“Il Museo dei quaderni di scuola” – Visite solo su prenotazione, aperto nei week end e dal 25 al 28 aprile. Prezzi: 12 € – ridotti 8 € – A Milano, nei pressi di piazza Cordusio (l’indirizzo esatto viene comunicato dopo la prenotazione). Date e prenotazioni su:
museoquaderni.it