Il notevole ruolo femminile nelle nascenti Cooperative degli anni Sessanta/Settanta. Nonostante il predominio maschile

(di Andrea Bisicchia) – Nel 2021, organizzato dalla Cooperativa EN KAI PAN che si occupa di Management e progettazione culturale, con un ambito abbastanza vasto, si tenne, in partenariato con l’Università, “L’Orientale” di Napoli, un convegno dal titolo abbastanza lungo ed emblematico: “Donne e Impresa teatrale. La nascita delle Cooperative teatrali dagli anni Settanta a oggi. Ridefinizioni di ruoli femminili all’interno di nuovi scenari organizzativi, produttivi, artistici”. Di quel convegno sono stati pubblicati gli Atti, curati da Stefania Bruno e Loredana Stendardo, editi da Editoriale Scientifica.
Chi, come me, ha partecipato alla nascita delle Cooperative, soprattutto milanesi, durante gli anni Sessanta-Settanta, in occasione della crisi dei Teatri Stabili, sa bene quanto fosse stato fondativo il Teatro cooperativistico e quanto fosse stato determinante per la creazione di nuovi spazi alternativi che favorirono l’avvento di un nuovo pubblico, passato, in pochi anni, da 4 milioni a 12 milioni, promuovendo l’apertura di teatri abbandonati da decenni.
Si trattò di una vera rivoluzione, quasi a costo zero.
C’è da dire che la nascita delle Cooperative favorì l’affermazione di nuovi tessuti sociali e nuove comunità che si mostravano sempre più impegnate culturalmente e ideologicamente, ma permise anche il proliferare di nuovi modelli gestionali e organizzativi, oltre che artistici.
All’interno delle Cooperative, il ruolo di alcune donne fu determinante, persino a livello direzionale, mi riferisco ad Andrée Ruth Shammah, fondatrice del Pier Lombardo, insieme a Franco Parenti, e a Mimma Gallina, fondatrice del Gruppo della Rocca. Tutta maschile fu la Cooperativa Teatro Insieme, fondata da Mauro Carbonoli, Umberto Ceriani, Ruggero De Daninos. Anche in altri ruoli, la presenza femminile fu abbastanza notevole, sia in ambito organizzativo che in quello della comunicazione.
Gli argomenti, trattati nel volume e coordinati  da due ricercatrici in Storia del Teatro Moderno e Contemporaneo: Stefania Bruno e Loredana Stendardo, riguardano, in particolare, il ruolo delle donne all’interno del movimento delle Cooperative di ieri e di oggi, benché molto sia mutato, dato che parecchie Cooperative si sono disciolte, mentre altre hanno cambiato statuto, essendo diventate TRIC o Centri di Produzioni, avendo nel frattempo il Teatro d’impresa soppiantato quello delle Cooperative che, a loro volta, sono diventate Agenzie di collocamento per lavoratori dello spettacolo.
Il volume è diviso in tre parti, la prima si distingue per una certa retorica femminista, per gli interventi alquanto generali su soggetti che riguardano le Cooperative da intendere come “sostantivi al femminile” o come luoghi nei quali la leadership femminile abbia trovato poco spazio, per il predominio della figura maschile e pertanto sul solito problema della disparità di genere.
L’intervento più superficiale mi è apparso quello di Susanna Camusso che mi è sembrato preso da un cassetto, valido per tutte le stagioni.
Si entra più nel profondo nella seconda parte, dove si fanno notare gli interventi più specialistici di Roberta Gandolfi sui Teatri femministi in Italia negli anni Settanta, con un approccio storicistico, mentre altri vertevano sulle Associazioni, sui Collettivi, come quello della Maddalena e di Isabella Morra, sui Teatri di sperimentazione a Napoli, sempre tra gli anni Sessanta-Settanta, a cui dedica un capitolo Paolo Sommaiolo.
Nella terza parte, si possono leggere gli interventi di Mimma Gallina sulla storia del Gruppo della Rocca e sul passato e futuro della Cooperazione teatrale, un futuro a suo avviso turbolento, avendo notato che i lavoratori dello spettacolo danno dei giudizi negativi sulle cooperative che hanno assunto uno spazio di mercato in funzione di un eventuale collocamento, di Maiella Fabbris su l’esperienza del Teatro Settimo, di Silvia Ricciardelli sul Teatro Koreja, di Cristina Maccioni sul Teatro di Sardegna, di Costanza Boccardi sui Teatri Uniti, ovvero su Falso Movimento, Teatro dei Mutamenti, Teatro di Caserta, di Natasha Czertok sul Teatro Nucleo, con sede a Ferrara, e sulle donne di teatro tra lotta e ricerca.

“DONNE E IMPRESA TEATRALE”, di Stefania Bruno e Loredana Stendardo – Editoriale Scientifica 2024 – pp. 324, € 24.