Infelicità angoscia malinconia? Macché farmaci. Amicizia ascolto comprensione solidarietà. Parola di psichiatra

(di Andrea Bisicchia) I libri di Eugenio Borgna sono un piacere per chi li legge, per la profondità del pensiero e per la semplicità con cui, il noto psichiatra, lo espone. Raffaello Cortina ha appena pubblicato “Sull’amicizia” e il titolo fa subito pensare al “De Amicitia” di Cicerone, un Dialogo in XXVII capitoli, con riflessioni che rimandano alla dottrina stoica e con l’esortazione, del protagonista Lelio, a dare un grande valore alla virtù perché, solo da essa, può nascere la vera amicizia.
Le considerazioni di Eugenio Borgna sono il risultato di un’altra forma di Dialogo, trattandosi di quello intrattenuto dal medico con le sue pazienti, arricchito da molteplici testimonianze e letture di teologi, filosofi, scrittori e poeti, si va da Agostino a Bonhoeffer, da Celan a Hillesum, da Rilke alla Pozzi, a Simon Weil.
Per Borgna, in psichiatria, le relazioni, durante le cure, dovrebbero fare un buon uso dell’amicizia, da intendere come una specie di alleanza tra il sofferente e chi cura, specie quando il paziente è affetto di solitudine o di malinconia, sentimenti che generano infelicità, angoscia e che necessitano di protezione, ascolto, comprensione, solidarietà e amicizia.
Per questo motivo, lo psichiatra non dovrebbe, secondo Borgna, ricorrere a indicazioni di farmaci, bensì dovrebbe intrattenere un proficuo contatto relazionale col malato, da cui fare emergere quelle risonanze affettive che contribuirebbero a curarne le sofferenze psichiche e a creare un rapporto profondo tra chi cura e chi è curato.
Insomma, secondo Borgna, ciò che caratterizza il concetto di amicizia è il fatto che essa diventi un mezzo necessario, per lo psichiatra, per confrontarsi con tematiche umane che appartengono alla clinica e che, proprio per questo, rendono l’amicizia un dono quasi soprannaturale che si misura con l’assoluto, tale da permettere a chiunque  di non essere solo, soprattutto se sopraffatto dal dolore, dalla disperazione, da tutti quei sentimenti negativi che dovrebbero essere risolti dalla cura psichiatrica. Per Borga, l’amicizia è sorgente di vita, oltre che un dialogo continuo che possa diventare fonte di gioia e che sappia sprigionare nobili emozioni.
Il volume è diviso in cinque parti:

Nella prima, Borgna ricerca le risonanze emozionali dell’amicizia;
Nella seconda tenta un breve excursus storico sulle varie età in cui la si contrae;
Nelle tre restanti parti, distingue l’amicizia di genere, quella vera da quella necessaria, in particolar modo, quando c’è una impellente richiesta di aiuto, dovuta a una sofferenza psichica che, a sua volta, necessita della funzione terapeutica delle parole, essendo, l’essere umano, responsabile delle parole che usa e del modo con cui le usa perché, spesso, ricorre a parole fredde, opache, indifferenti, crudeli che sono proprio l’opposto delle parole che debbono essere utilizzate in una amicizia, con la consapevolezza della sua fragilità, dovuta a stanchezza e disattenzione, elementi che la rendono sempre più debole e vulnerabile.

Per Borgna, l’amicizia è fragile come la follia, ostinata, altanelante, perché ha il potere di allontanarsi e avvicinarsi, non dissolvendosi, però, del tutto.
Il volume contiene parecchie poesie della Pozzi e di Rilke sul tema trattato, brani di romanzi, come “L’uomo senza qualità” di Musil, parecchie lettere di Simone Weil, di Nelly Sachs che contengono riflessioni sul tema e, a volte, alcuni modi con cui richiedere aiuto alle persone con cui entri in contatto.
Insomma una lettura affascinante ed edificante.

“SULL’AMICIZIA”, di Eugenio Borgna, Raffaello Cortina Editore 2022, pp. 110, € 12,00

www.raffaellocortina.it