La Romagna, sempre più teatralmente attiva, recupera, con i Festival, il piacere di conoscere prima i diversi cartelloni

(di Andrea Bisicchia) – Una volta, quando i Festival erano frequentati dai critici e dagli organizzatori, si capiva come sarebbero state la Stagioni teatrali perché parecchi degli spettacoli visti entravano nei cartelloni invernali, come dire che i Festival, erano anche una “vetrina” che permettesse di vedere e di selezionare senza quelle improvvisazioni che accadono oggi, perché si scelgono spettacoli senza averli mai visti.
Con “COLPI DI SCENA”, la “vetrina” organizzata da Accademia Perduta/Romagna Teatri, si è ritornati all’idea che gli spettacoli vanno visti e giudicati, magari per scoprire proposte di un certo livello e metterle in circuitazione.
Da lunedì 22 a giovedì 25 settembre, critici e organizzatori sono chiamati a una full immersion per assistere, nell’intera giornata, a quattro, cinque spettacoli per un totale di 11 anteprime e 5 prime nazionali, con la partecipazione di un pubblico interessato.
Tutto questo è stato possibile, perché Accademia Perduta e Ater Fondazione hanno potuto usufruire della partecipazione del Ministero della Cultura, di Regione Emilia Romagna e del Comune di Forlì, nella persona del Vicesindaco Vincenzo Bongiorno, che ha individuato in Claudio Casadio e Ruggero Sintoni le persone che, con le loro produzioni e proposte teatrali, possano essere d’aiuto al sogno di vedere Forli come Capitale della Cultura.
Altro aspetto notevole da sottolineare è l’incontro dei partecipanti durante le cene organizzate da Cristina che permetteranno una discussione su quanto visto nella giornata, tutto all’insegna della trasparenza e di una condizione di lavoro ben diversa di chi è abituato al “guarda e fuggi”. Abbiamo detto “condizione di lavoro” non a sproposito, perché produrre teatro è un lavoro stressante, prima di essere un gesto artistico. Non per nulla, Colpi di Scena, il 24 settembre, alle 10,30, dedica un incontro, condotto e moderato da Renata M. Molinari, dal titolo abbastanza emblematico; “Dialoghi sul lavoro teatrale, oggi”, con la consapevolezza che il termine “lavoro” possa essere declinato in varie forme che hanno a che fare, non solo con le competenze, ma anche con le diverse funzioni di chi fa teatro che possono essere di tipo professionale o creativo.

La “Vetrina” ha inizio con:
“Misurare il salto delle rane”, di Carrozzeria Orfeo, con testo di Gabriele De Luca, drammaturgo e regista che seguo da un bel po’ per le sue indagini sul contemporaneo, con l’abituale uso del genere tragicomico che apre spunti di riflessione sugli argomenti trattati, in questo caso quello di tre donne, di tre generazioni diverse, che sono unite da un misterioso avvenimento tragico che mette in discussione le loro esistenze.

Proprio alle donne sono dedicati spettacoli come:
“E di tutti i volti dimenticati” di Masque Teatro che porta in scena le inquietudini di una donna, forse, posseduta da uno spettro.

Ed ancora;
“La Diva del Bataclan “, con la regia e la drammaturgia di Gabriele Paolacà, protagonista Claudia Marsicano.

Agli uomini e ai desideri erotici, è dedicato lo spettacolo: “Several Love’s Requests”, di e con Pietro Angelini e Piero Turano. Ad una saga familiare ha preferito dedicarsi Pier Lorenzo Pisano, del Gruppo della Creta, con lo spettacolo “Scatenare incendi “, storia di una famiglia che, nell’arco di tre generazioni, si è proprio “spaccata”, mentre le storie di coppia, come Sagrestano e Virtuosa che, dopo aver conosciuto l’agiatezza si trovano a soffrire la fame, diventa il titolo dello spettacolo “LA FAME” di Les Moustaches, scritto da Alberto Fumagalli.

Un‘altra Compagnia, che seguo con attenzione, è quella di Agnese Fallongo, Tiziano Caputo, Adriano Evangelisti, Raffaele Latagliata che ci propongono la loro ultima novità, “Circo Paradiso” che affronta un tema alquanto drammatico, rivissuto con vis comica, quello della vecchiaia degli artisti.
A una donna famosa: Emma Bovary, è ispirato il testo di Stefano Cordella, prodotto da Manifatture Teatrali Milanesi che ha per protagonisti Annalisa Traversi e Pietro De Pascalis e che fa pensare, grazie alla riduzione a due personaggi, a “Scene di un matrimonio” di Bergman.
Alla malattia che modifica la percezione del tempo è dedicato lo spettacolo “Bianco”, di Giuseppe Tantillo, anche regista, con Valentina Carli e Giuseppe Panzuto. Gioia Salvatori è la protagonista di “Avere una brutta natura”, mentre Iacopo Cordelli è l’autore di “Ombrelloni “, con Lorenzo Carpinelli.

Non manca l’esplorazione della disabilità con “Vibro d’Amore”, regia e drammaturgia di Michele Comite, corografie di Hillary Anghieri. Lorenzo Garozzo e Massimiliano Burini saranno i protagonisti di J.T.B., mentre Sara Allevi, di Stivalaccio Teatro, sarà protagonista di “Pasta madre”. Una incursione nella politica, la troviamo in “Uno spettacolo italiano” di e con Niccolò Fettarappa e Nicola Borghesi che si interrogano come, nel mondo del teatro, ogniqualvolta cambia il potere politico, occorra posizionarsi a destra o a sinistra per poter sopravvivere.
Di alcuni di questi spettacoli, promettiamo delle recensioni.