L’amicizia Levi/Ragghianti: tra pittura, critica, politica, lotta partigiana e clandestinità. Un libro e una mostra a Lucca

(di Andrea Bisicchia) Personalità poliedriche, quelle di Carlo Levi” (1902-1974) e di Carlo Ludovico Ragghianti (1910-1987), al centro di uno studio che ricostruisce la loro amicizia, ma anche il loro rapporto professionale, curato da Paolo Bolpagni, Daniela Fonti, Antonella Lavorgna, dal titolo: “Levi e Ragghianti, un’amicizia fra pittura, politica e letteratura”, edito dalla Fondazione Ragghianti. Il volume indaga la formazione, la lotta partigiana, quella politica, la clandestinità, ma anche l’itinerario pittorico di Levi e quello critico di Ragghianti.
Sembra che i due si siano conosciuti nel 1937, in occasione della “personale” di Levi presso la Galleria La Cometa di Roma, avvenuta dopo il suo ritorno dal confino in Lucania, durante il quale, l’artista piemontese, aveva raccolto un materiale umano che gli aveva ispirato una serie di paesaggi e di ritratti, oltre che il noto romanzo “Cristo si è fermato a Eboli” (1945), a cui seguirà “L’orologio” (1947), un romanzo emblematico, ambientato al tempo delle dimissioni di Ferruccio Parri che, per il protagonista, sono l’avvisaglia di una Italia che non intende cambiare e che si arrocca ai compromessi della politica, primo fra tutti, quello di De Gasperi con Togliatti.
Tra i due nacque una certa affinità culturale, dovuta al fatto di scoprirsi due veri creatori, sia nell’ambito delle forme letterarie e pittoriche, che di quelle critiche, oltre che sentirsi rappresentanti della crisi morale e politica che caratterizzava gli anni Trenta. Le loro formazioni erano diverse, essendosi Levi formato a Torino, a fianco di Gobetti e Lionello Venturi, mentre Ragghianti si era formato a fianco di Giorgio Pasquali, Attilio Momigliano, Matteo Marangoni, pur avendo contratto amicizia con Benedetto Croce che ospitava i suoi articoli su “La Critica” e con Giovanni Gentile, di cui era stato allievo.
Il volume raccoglie saggi di Daniela Fonti che ripercorre il sodalizio, mai interrotto, tra i due, di Paolo Bolpagni che indaga un percorso tra libri, mostre, cataloghi, Antonella Lavorgna che, attraverso il numeroso materiale d’archivio, ricostruisce le tracce della loro amicizia ed infine di Roberto Balzani che estende i suoi interessi alla attività politica e artistica di entrambi.

Daniela Fonti distingue la critica d’arte militante di Ragghianti dall’esercizio pittorico di Levi e ritiene, entrambi, accomunati da “una irrefrenabile curiosità intellettuale”, in una sorta di rispecchiamento dell’uno nell’altro.

Paolo Bolpagni riporta brani della prima monografia che Ragghianti scrisse su Levi, pubblicata nel 1948 in duemila esemplari, oltre che brani degli epistolari, soffermandosi, inoltre, sul lungo periodo, durante il quale, Ragghianti diresse la politica espositiva di Palazzo Strozzi a Firenze.

Antonella Lavorgna, frugando dentro gli archivi, sottolinea i medesimi interessi culturali e politici, oltre che documentare le origini della loro amicizia, l’ospitalità presso l’abitazione di Anna Maria Iachino, il sodalizio avvenuto nel dopoguerra, mentre Roberto Balzani ricostruisce gli anni precedenti, quelli della guerra civile a Firenze fra il 1943 e il 1944, della confluenza nell’azionismo, senza, per questo, abbandonare gli interessi artistici che interagivano col piano pubblico e ideologico.

Il volume, che è stato pensato come uno strumento utile per approfondire la conoscenza del pensiero critico di Ragghianti e quello pittorico di Levi, è corredato da una ricchissima iconografia che permette la conoscenza dell’opera di Levi che va dal periodo della formazione a quello della lotta politica, dei disegni, ad essa ispirati, compresi quelli realizzati al tempo della guerra, ed ancora a quelli nati durante il suo rapporto col cinema, attraverso la creazione di scenografie e costumi, un itinerario che vide impegnato lo stesso Ragghianti.
In occasione della pubblicazione del volume, è stata organizzata, a Lucca, una grande mostra che rimarrà aperta fino al 20 marzo, che darebbe l’occasione, al visitatore, di ammirare, non solo i preziosi monumenti della città, insieme a Ilaria del Carretto, ma anche di conoscere meglio il lavoro artistico di Carlo Levi.

“Levi e Ragghianti. Un’amicizia fra pittura, politica e letteratura”, a cura di Paolo Bolpagni, Daniela Fonti, Antonella Lavorgna, edito da Fondazione Ragghianti 2021, pp. 218, € 25.
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