(di Andrea Bisicchia) – “L’Invenzione occasionale” di Elena Ferrante, da cui è stato tratto “Invenzioni”, lo spettacolo che ha debuttato al Teatro Delle Muse di Ancona, in Sala Melpomene, dal 6 al 9 novembre, con Viola Graziosi, adattamento e regia di Andrea Giannoni, non è un libro di racconti, ma una specie di raccolta di scritti, su commissione, per il quotidiano THE GUARDIAN, dal sapore elzeviristico, con interventi di tipo saggistico, pubblicati da E/O, nel 2019. Si trattava di una rubrica settimanale, condotta dalla Ferrante, per il prestigioso giornale inglese, che riscuoteva un particolare successo presso i lettori che amavano la narrativa della Ferrante, nota per il successo planetario di “L’Amica geniale”.
L’argomento da trattare era indicato dai redattori, solo che la Ferrante ne approfittava per aprire delle parentesi di carattere sociologico, oltre che politico e che riguardavano osservazioni personali sulla sua vita e sulla sua scrittura, tanto da essere ritenuti dei veri e propri documenti.
Da questi scritti veniamo a conoscenza delle sue origini di scrittrice, della sua idea di femminismo, di come gli uomini intendessero la sessualità, della difficoltà delle donne d’imporsi in un mondo dominato dagli uomini e di come la letteratura femminile fosse ancora considerata di secondo ordine. Insomma, ci troviamo dinanzi ad una serie di osservazioni che hanno a che fare con la nostra attualità.
Di questa materia, si è impossessato Andrea Giannoni, un regista che vanta degli ottimi maestri, a cominciare da Grotowski, il quale ne ha tratto un adattamento molto interessante, diviso in dodici tappe, che percorrono la biografia, e non solo della scrittrice.
In scena, con l’ausilio di Stefania Cempini, ha creato un salone che alludesse allo spazio di lavoro immaginato dalla Ferrante, dove si fanno notare una scrivania con computer, un salotto, dove pensare e, magari, riposarsi, una serra dove accudire alla legge delle piante che, per lei, era anche un modo di distrarsi. In questo spazio si muove, con molta disinvoltura, Viola Graziosi, la quale, più che interpretare l’autrice, si immerge nei suoi pensieri, dando alla sua recitazione non tanto il seme della verità, quanto della credibilità. In fondo, si è trattato di una vera e propria scommessa, perché non è semplice entrare nei pensieri di una autrice, anche perché la Ferrante scriveva in prima persona e bisognava cercare di non immedesimarsi con lei. Compito difficile per Viola Graziosi, certamente una delle nostre più brave attrici della sua generazione, che è riuscita non tanto con la sua arte di affabulatrice, quanto con la sua forza performativa a farmi amare la Ferrante, non essendo un suo fans, tanto che ho cercato più volte, per capirla meglio, di fare dei paragoni con Elsa Morante, Natalia Ginzburg, Anna Banti, per spiegarmi, in maniera più approfondita, il fenomeno che non può certo esaurirsi nella curiosità di conoscere il suo vero nome.
“INVENZIONI”, dal libro di Elena Ferrante, visto al Teatro delle Muse di Ancona, Sala Melpomene, con Viola Graziosi. Adattamento e Regia Andrea Giannoni.
Dopo Ancona, lo spettacolo sarà in scena all’Aquila, 20-21 novembre; a Castelfranco Piandisco, 25 novembre; Teatro Lido di Ostia, 28 novembre; San Miniato, 27-28 febbraio 2026; Roma, Teatro Diamante, 16 aprile.








