L’invettiva di Pasolini, anche da morto, contro una gioventù omologata, stupida e feroce, penosa e disgustosa

collage pasoliniMILANO, giovedì 16 ottobre 
(di Paolo A. Paganini)  L’assassinio di Pier Paolo Pasolini s’è appena compiuto sul litorale di Ostia il 2 novembre 1975. E su quel corpo martoriato, sfregiato, insanguinato, povero cencio di carne sulla spiaggia deserta, si erge lo stesso Pasolini, cioè l’anima ancora sustanziata e presente del poeta friulano di Casarsa prima di migrare nel regno dei morti. Vittima di una regia occulta, e non ad opera di Giuseppe Pelosi, forse innocente capro espiatorio, come adombra lo stesso Pasolini.
Qui, su quel corpo riverso scompostamente nell’umida rena novembrina di Ostia, Pasolini, quasi un’autocommemorazione, affabula e rimembra la sua vita trascorsa, in un lampo di memoria, dove tutto diventa chiaro, nell’ultimo sprazzo, perché “solo grazie alla morte la nostra vita ci serve ad esprimerci…”
Ricordi giudizi e invettive diventano, sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Via Rovello, per bocca dello scavato e sofferto Roberto Herlitzka, una pacata e lucida disanima della cancrenosa politica italiana (di allora?) e una penosa analisi delle trasformazioni antropologiche della italica (e non la meglio) gioventù e di tutta la popolazione, trasformata in neo-borghesia, scomparso il “popolo puro”, portatore di grandi valori. Ecco come descrive e spiega la degenerazione dei giovani, vittime della società dei consumi, in una società consumistica (= neofascista) che ha dimenticato la pietà e la tolleranza… (tema prediletto di Pasolini in vita): “Avevano i capelli lunghi di tutti i giovani consumatori, con cernecchi e codine settecentesche, barbe carbonare, zazzere liberty; calzoni stretti che fasciavano miserandi coglioni. La loro aggressività stupida e feroce… penosa e disgustosa… piccoli borghesi senza destino, ai margini della storia del mondo… omologati a tutti gli altri”. Tutti uguali, dunque, culturalmente psichicamente socialmente, che sembrano tutti usciti dai grandi magazzini, tramutati, da squallidi criminali di borgata, in piccoli borghesi…
E ancora Herlitzka, nell’intenso testo, “Una giovinezza enormemente giovane”, di Gianni Borgna (scomparso lo scorso febbraio), descrive altri due argomenti chiave della vita artistica, culturale e politica di Pasolini: la genesi del romanzo “Petrolio”, stesura largamente incompiuta; e il nefando periodo delle stragi.
Del primo lo stesso Pasolini ebbe a spiegare: “Ci sono tutti i problemi di questi venti anni della nostra vita italiana politica, amministrativa, della crisi della nostra repubblica: con il petrolio sullo sfondo come grande protagonista della divisione internazionale del lavoro, del mondo del capitale che è quello che determina poi questa crisi, le nostre sofferenze, le nostre immaturità, le nostre debolezze, e insieme le condizioni di sudditanza della nostra borghesia, del nostro presuntuoso neocapitalismo”.
E del secondo, partendo dalla morte di Mattei (indicata come il primo gesto terroristico italiano), nella spietata requisitoria di Herlitzka, seppur attenuata da improvvisi brividi di pietà, ecco la strage di Piazza Fontana, con il ricordo delle vittime innocenti, nominate (Presente!) ad una ad una; e poi la strage di Brescia;  e l’Italicus… Tutte con l’unica matrice di un fascismo che forse trovava nella beota imbecillità di quei giovani omologati, tutti eguali, la strafottenza di una gratuita violenza.
Operina di struttura limitata, così ingolfata da una congerie di argomenti addensati in così poco tempo (un’ora scarsa), appare più come commossa commemorazione a quasi quarant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini che non sviluppata e compiuta opera drammaturgica. Eppure, nel contempo, sinceramente onesta, vibrante non di turgide passioni, ma piuttosto di quel senso distaccato e doveroso, là dove la morte su uno squallido litorale suggellò la fine d’un Poeta. O forse la sua immortalità.

“Una giovinezza enormemente giovane”, di Gianni Borgna, con Roberto Herlitzka, al Piccolo Teatro Grassi, Via Rovello, Milano. Repliche fino a domenica 26 ottobre.

TOURNEE
Dal 5 al 9 novembre – Teatro Argentina – Roma
Dall’11 al 16 novembre – Teatro Bellini – Napoli
Dal 18 al 23 novembre – Trieste
24/11/2014 – Teatro Luigi Bon – Colugna (UD)
Dal 26 al 28 novembre – Teatro Astra – Torino