Officina per i giovani. Teatro di formazione per il pubblico. Anche Faenza ora merita il massimo riconoscimento

IL PICCOLO TEATRO D’INNOVAZIONE, A FAENZA, HA PRESENTATO LA NUOVA STAGIONE CON OTTO SPETTACOLI TRA PRODUZIONI E COPRODUZIONI, PROTAGONISTI MARCO BALIANI, LAURA CURINO, PAOLA FRESA, MARIOLINA COPPOLA, ANGELA MALFITANO e il COLLETTIVO LES MOUSTASCHES.

(di Andrea Bisicchia) – Il PICCOLO di Forlì è la sede stabile di Accademia Perduta. Si tratta di un Teatro d’Innovazione, ovvero di uno spazio sempre aperto al Contemporaneo e al Teatro Ragazzi.

Svolge una attività artistica multidisciplinare ed è identificato come Centro di Produzione Permanente della Nuova Drammaturgia.

Per la sua qualità artistica, è stato riconosciuto dal Ministero della Cultura come “Primo Centro di Produzione Teatrale in Italia”, motivo per cui sostengo che, riconosciuta  l’Attività Artistica di Accademia Perduta anche per l’attività che svolge al Diego Fabbri di Forlì, al Masini di Faenza, al Goldoni di Bagnacavallo, sia arrivato il momento del suo passaggio ai “Teatri di Interesse Culturali”, TRIC, per l’attività produttiva, in primis, e quindi per la Ricerca, l’Innovazione, l’Inclusione, ovvero per il radicamento nel territorio, ma in particolar modo, per aver saputo intercettare i segnali più sofisticati della innovazione scenica.

Sono passati circa 40anni dalla nascita del Piccolo, in una sede non centrale, ma popolatissima, durante i quali, la sua attività viene riconosciuta a livello nazionale, inoltre è promotrice del Festival COLPI DI SCENA per artisti esordienti nell’ambito del Teatro Contemporaneo e del Teatro Ragazzi, attraverso tappe di selezione molto accurate che hanno, come fine, lo spessore del lavoro creativo dei gruppi, oltre che l’eterogeneità dei linguaggi.

Questi risultati sono stati possibili grazie anche alla Convenzione col Comune di Forlì che, attraverso la voce del Vicesindaco e Assessore alla Cultura, ritiene, Il Piccolo, una Officina per i giovani e un teatro di formazione per il pubblico, grazie anche alle Lezioni di Michele Pascarella e al lavoro svolto insieme al Centro Famiglie di Forlì.

Questa mia breve indagine storico-teorica trova conferma nella impostazione della Nuova Stagione, la cui apertura avviene con “Processo a Elena” di e con Paola Fresa, di cui ci siamo già occupati, sulle pagine di questo giornale, a proposito della sua “ Penelope”, seguono gli spettacoli con Laura Curino e Francesco Gargiulo; “Dialoghi con mia madre”, di Santiago Carlos Oves, regia Beppe Rosso, che pone, al centro dell’azione, il rapporto difficile tra figli e genitori, nel nostro caso, tra una madre anziana e un figlio cinquantenne, “La mite”, capolavoro di Dostoevskij, con Mariolina Coppola, storia di un amore travagliato che si conclude col suicidio della giovane moglie, un gesto disperato che, solo alla fine, se ne capisce il motivo, “Liberata” di Nicola Bonazzi che cura anche la regia, con protagonisti quattro personaggi che raccontano le loro  storie per scontare, ciascuno, la propria pena.

Gli argomenti trattati hanno sempre a che vedere con le difficoltà della vita, difficoltà di tipo ontologico, anche se hanno a che fare col mondo reale, mi riferisco a ”L’isola dei ciccioni felici” di e con Andrea Mattei, una favola amara di un personaggio in sovrappeso che cerca di essere felice in una isola dove tutti sono grassi. Una storia quasi simile è quella di Ciccio Speranza, nella commedia omonima, scritta da Aberto Fumagalli della Compagnia Les Moustaches.

Per concludere vorrei ricordare due spettacoli molto importanti, si tratta di “Marcinelle, storia di muratori”, di Ariel Vincenti, che racconta la vicenda di quattro muratori che trovano la morte nella miniera di Marcinelle, e “L’ombra perduta di Peter Schlemihl”, riduzione di Marco Baliani di un straordinario racconto di Adelbert von Comisso, una storia di tipo faustiano, regia Maria Maglietta.

Ricordo ancora “Nuda Preghiera” di Emilio Rentocchini, con Angela Malfitano, un atto unico sulla impossibilità di dire la verità, “Happy Birth-Day Stelle Terresti” di Anna Zago, regia di Nicoletta Robello, storia di amori complessi che hanno lasciato tante ferite. Sarà presente il Teatro Filodrammatici di Milano con “Tape La registrazione”.

Otto sono gli spettacoli programmati per Teatro Ragazzi, Favole che sanno parlare di ieri e di oggi.