di Andrea Bisicchia) – Chi come me ha vissuto la Stagione del decentramento teatrale, iniziata con i Teatri Tenda, inventati da Paolo Grassi e quella dei Teatri Quartieri, come il Pier Lombardo o l’Elfo, nati come Cooperative, oggi diventate TRIC (Teatri di Rilevante Interesse Culturale), ben comprende la storia del PICCOLO di Forlì, ubicato in un popoloso quartiere della città, inaugurato nel 1983 da Accademia Perduta Romagna/Teatri, ritenuto, in quegli anni, come “Primo edificio Stabile in Romagna”, per la produzione e programmazione rivolta ai giovani, riconosciuto, nel 2015, dal MIC ( Ministero della Cultura), come Centro di Produzione Teatrale e diventato, in dieci anni, un polo di riferimento e di eccellenza.
Claudio Casadio e Ruggero Sintoni possono dire di aver trasformato un “non luogo”, in uno spazio di creazione permanente che, pur incastonato ai confini di una città d’arte, si estende in altri luoghi cittadini, vista la collaborazione col Teatro Diego Fabbri. Presenze determinanti, per l’Assessore alla Cultura Vincenzo Bongiorno, che permetteranno alla città di Forlì di essere candidata a diventare CAPITALE DELLA CULTURA, nel 2027.
Viste le produzioni e le coproduzioni di quest’anno( ne ho contati venti), oltre che l’attenzione rivolta alle nuove generazioni, basterebbe agglomerare il Diego Fabbri, per fare diventare Accademia Perduta un TRIC, vista anche la qualità degli spettacoli e l’attività senza sosta che svolge, la quale non si limita alle produzioni o coproduzioni, ma anche ad Attività Laboratoriali che riguardano il Teatro di Figura, il Teatro Over per gli ultra sessantacinque anni, Il Teatro degli Spettatori, sia attraverso le analisi degli spettacoli in cartellone, sia con la scelta di altri, tratti dalla Storia del Teatro, della Danza e delle Arti Visive.
Il fine di Accademia Perduta è quello di far sì che lo spazio teatrale continui ad essere uno spazio di sperimentazione, di creazione, di crescita. La stagione 2025/26, presenta un Cartellone che si caratterizza per l’attualità dei temi trattati che hanno a che fare con la malattia mentale: “L’Oreste”, di Francesco Niccolini, con Claudio Casadio (oltre 160 repliche ) regia di Giuseppe Marini, le nevrosi: “Zitti Tutti” di Raffaello Baldini, con Denis Campitelli, regia di Alberto Grilli, l’aggressività: “Affogo”, scritto e diretto da Dino Lopardo con Mario Russo, le metamorfosi del corpo: “Miserella” del Teatro dell’Argine, la violenza sulle donne: “Le solite stronze” di e con Carlotta Vagnoli, la vita degli stabilimenti balneari che si trasforma in una specie di condominio: “Ombrelloni” di Iacopo Gardelli, con Lorenzo Carpinelli, la ricerca di un senso profondo nelle relazioni, ai nostri tempi: “Slowmachine” di e con Elena Strada, regia, video e luci di Rajeev Badhan, il futuro distopico: “Mammut – Vita e morte di un’intelligenza artificiale”, di Rodolfo Ciulla, regia collettiva, supervisionata da Carrozzeria Orfeo, il dramma del naufrago: “Il Dio dell’ Acqua” del Gruppo della Creta – Teatro Basilica, di Gianni Guardigli, con Daniela Giovanetti, il delitto d’onore: “Dissonorata” di e con Saverio La Ruina, una strana giornata di Molly Bloom di e con Giorgia Cerutti, della Compagnia della Magnolia, la ferocia umana; “La fame” di Alberto Fumagalli, della Compagnia Les Moustaches.
A questo calendario, vanno aggiunte ben sette Favole che hanno come argomento la magia, lo sguardo di innocenza rivolto al mondo di oggi, le scoperte che si fanno attraverso viaggi reali o immaginari, storie di bambine che diventano principesse, porte che si aprono sul futuro e sul passato, la bestia che si fa amare dalla bella, il tutto con l’ausilio del Teatro di Figura, Teatro di Attori e Pupazzi, Teatro di Narrazione, Teatro di Clownerie. .
Il PICCOLO mostra sempre più la sua vocazione alla produzione, che non vuol dire immettere nel mercato una quantità di prodotti, bensì una serie di spettacoli che si caratterizzano per la qualità artistica e per i temi che vengono affrontati.
Riconoscersi in un luogo, vuol dire anche riconoscersi nelle proprie radici.
Presentata la stagione del Piccolo di Forlì. Una straordinaria vocazione alla produzione, specie nel settore “innovazione”
6 Agosto 2025 by








