Presso casa Crespi, la Società del Quartetto di Milano ha presentato un eccezionale e prestigioso cartellone 2024/25

MILANO, giovedì 6 giugno(di Carla Maria Casanova)Ospitata per l’occasione, in una sede inattesa e sorprendente, casa Crespi di via Verga, al Fopponino, una delle ultime donazioni al Fai, è stata presentata la 160.ma stagione della Società del Quartetto di Milano. Casa Crespi, costruita negli anni Venti su progetto di Giò Ponti (al quale si deve la celeberrima adiacente chiesa di san Francesco), proprietà dell’imprenditore Fausto Crespi che l’abitò con la famiglia dal 1931, fu donata dai suoi nipoti al Fai nei recenti 2000.
Il Fai se ne è occupato con la solita estrema cura, ripulendola dalla patina del tempo.
Sarà aperta la pubblico nel 2026. Una primizia, quindi, come ha raccontato brevemente presentandola il presidente del Fai Marco Magnifico. Questo connubio Fai-Quartetto viene a consolidare una collaborazione in atto tra arte e musica, quanto mai auspicabile.
Con un sole splendente, e la vista allietata da una gigantesca magnolia che occupa il giardino, la presidente del Quartetto Ilaria Borletti Buitoni ha aperto l’incontro ribadendo suoi vecchi convincimenti, cioè che è sempre necessario puntare sulla qualità. L’antica istituzione milanese (il Quartetto è quella che riceve il più basso contributo statale delle istituzioni musicali di Milano – ha ribadito con amarezza) non rinuncia ad essere il punto di riferimento che si è prefissa da 160 anni, fatti di orgoglio, un po’ di incoscienza, molta fiducia. Bisogna andare avanti. Poi succede qualcosa che permette di farlo. Importante è alzare il livello di attenzione nel pubblico, in un momento in cui sono in opera strane dinamiche… Madama Butterfly non si può più dare perché razzista (figuriamoci Otello, con l’orgoglio musulman sepolto in mar!!!), Mascagni no perché fascista e via discorrendo. Un ostracismo demenziale e pericoloso. Borletti ha fatto il punto sull’operazione di spazio dato ai giovani talenti e alle attività laterali, tra cui la musica diffusa che il Quartetto porta in luoghi dove non siano possibili i concerti e a persone che non potrebbero mai accedervi.
Paolo Arcà, direttore artistico (che ha recentemente assunto l’incarico anche al Teatro dell’Opera di Roma) ha poi illustrato la stagione concertistica – 21 settembre 2024 – 20 maggio 2025 – che ha titolo “Il classico e l’inatteso”. Si svolge in sala Verdi del Conservatorio: 18 concerti, 2 orchestre, grandi nomi e nuovi talenti. Inizio con l’orchestra Mozart e il coro del Teatro Comunale di Bologna – diretti da Daniele Gatti per la Sinfonia n.8 di Beethoven e, nell’anno del bicentenario della prima esecuzione, della sinfonia n.9 Solisti Lenneke Ruiten, Elena Filipponi, Bernard Richter, Markus Werba.
La seconda orchestra in programma è la Freiburger Barockorchester che eseguirà l’intergale sinfonica beethovenianaSaranno 8 i concerti dedicati alle formazioni cameristiche d’archi e i nomi dei protagonisti bastano per assicurarne l’eccellenza: Janine Jansen, Julia Hagen, Gautier Capuçon, i Quartetti Belcea con Tabea Zimmermann, Takàcs, Ebène, Casa’s con Eckart Runge ed Eos assieme ad una line up all stars, per rievocare lo storico primo concerto del 29 giugno 1864.
Sono 56 i concerti al pianoforte solista e alle formazioni a quattro mani e a due pianoforti, con Daniel Trifonov, Angela Hewitt, Andrea Lucchesini, Tom Borrow, Andras Schiff e Nosrati, Andsnes e Chamaayou. Da segnalare due formazioni non convenzionali: il Colin Currie Percussion Group e il 160 giovani musicisti della PYO Pasquinelli Young Orchestra con il Coro Song, già nota e molto amata a Milano.
Prove aperte e concerti educational avverranno in sala Puccini del Conservatorio.
Da oggi parte la campagna abbonamenti, acquistabili solo presso l’ufficio del Quartetto (perché al Quartetto si va se si è soci…). Vedi anche online Vivaticket