PRESENTATA LA STAGIONE DEL “WALTER CHIARI” DI CERVIA, RINNOVATO NEGLI ARREDI. RUGGERO SINTONI NE APPROFITTA PER DISTINGUERE IL TEATRO IN RETE DAL TEATRO DEI CIRCUITI.
(di Andrea Bisicchia) – Dopo il mio trasferimento da Milano a Bagnacavallo (Ravenna), il mio nuovo teatro di appartenenza è quello di Accademia Perduta, un Centro di Produzione che è riuscito a creare una RETE teatrale ben diversa da quella dei Circuiti che uniscono teatri di territorio con amministrazioni diverse per il coordinamento della programmazione di spettacoli dal vivo.
I Circuiti possono essere di tipo comunale o regionale, questi regolamentati dal Ministero della Cultura, si tratta di ATER, di Fondazione Toscana Spettacoli, di AMAT per le Marche, CLAPS per la Lombardia, ormai diventati dei colossi della distribuzione.
Ruggero Sintoni, durante la presentazione della Stagione del Walter Chiari di Cervia, rinnovato negli arredi, ad un certo punto ci ha tenuto a dimostrare la differenza che esiste tra il Circuito Teatrale e il Teatro In RETE. Quest’ultimo si caratterizza perché, oltre ad esserci un Teatro di Produzione, come Accademia Perduta, che programma le Stagioni, c’è la stessa Direzione amministrativa, lo stesso Ufficio Stampa, oltre che le competenza dei due Direttori Artistici per i quali fare RETE vuol dire far circuitare gli spettacoli in più territori, sia nei grandi che nei piccoli centri, il che permette un sostentamento vicendevole e lo scambio delle buone pratiche del teatro, come a dire che fare Rete equivale a crescere insieme.
Lo ha ben capito l’Assessore alla Cultura che ha ingraziato Accademia Perduta per l’Attività svolta dal 1994 e che, grazie all’affluenza del pubblico, permette alle Compagnie di sostare per ben due turni. C’è da dire che gli abbonati superano le settecento presenze. L’assidua partecipazione si vede dall’uso delle poltrone, ormai lise, che quest’anno saranno cambiate.
Il Calendario della Stagione è molto ricco e appagante, secondo la consuetudine tipica di Accademia Perduta che alterna la Grande Prosa col Teatro Contemporaneo, col Teatro Comico e col Teatro Ragazzi per le Famiglie.
Si inizia con “Indovina chi viene a cena”, spettacolo che ho già visto e che ho anche ammirato per la regia di Gugliemo Ferro che ben dirige una Compagnia di Complesso in cui, tra gli altri, si evidenziano Cesare Bocci e Vittoria Belvedere.
Seguono “Letizia va alla guerra”, con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo che consiglio di non perdere, “Gli Innamorati” di Goldoni con Claudio Casadio, la regia di Robero Valerio che ha vinto il Premio Franco Enriquez.
Segnalo un classico contemporaneo “LE SERVE” di Genet, con Fioretta Mari, Nadia De Luca e Francesca Ferro. L’appuntamento successivo sarà “L’ultima domenica di Agosto” scritto e diretto da Fulvio Pepe ed infine “I Promessi Sposi”, di Alessandro Manzoni, adattamento e regia Giuseppe Argirò, con Giuseppe Pambieri, Paolo Triestino, Rubens Rigillo.
Tra gli spettacoli comici vanno segnalati “Fricassea” di Alessandro Ciacci, “In tutti i sensi” di Maria Pia Timo “Algoritmo, Lui e l’AI” con Raffaello Tullo e Martina Salvatore.
Per il Teatro Ragazzi: “Re tutto Cancella”, “Pinocchio. Un racconto in musica, “La Gallinella Rossa”, testo e regia Danilo Conti.
La Conferenza Stampa è stata organizzata nella Sala Rubicone del ”Magazzino del Sale Torre”, dove ho potuto vedere una mostra dedicata a Giuseppe Palanti (1881-1946), noto ai milanesi per essere stato docente e vicepresidente dell’Accademia di Brera, famoso per i grandi ritratti femminili, in concorrenza con Boldini, e per avere ideato la Moderna Città-Giardino di Milano Marittima.
La mostra è una bella sorpresa anche per gli inediti esposti.








