Scala stagione 2024-25. Un fitto cartellone che più bello non si può. 14 opere, 8 muove produzioni. E cast da capogiro

MILANO, mercoledì 29 maggio(di Carla Maria Casanova)Scala. Conferenza stampa di presentazione del cartellone stagione 2024-25. Cioè, di visibilizzazione degli sponsor, che meritano pur il loro spazio. Dai Fondatori emeriti Milano alla Scala e Assolombarda, ai fondatori sostenitori Intesa san Paolo e a2a, Giorgio Armani, agli innumerevoli fondatori permanenti tra cui Cariplo, Pirelli, Allianz, Esselunga. Irrinunciabili. Ora e sempre.
Il ridotto Arturo Toscanini non è mai stato così assiepato di pubblico. Un lunghissimo applauso (quasi da claque) saluta il sovrintendente Dominique Meyer che siede al tavolo con l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, Il direttore musicale Riccardo Chailly, il direttore del Corpo di ballo Manuel Legris. Per Meyer il mandato scadrebbe a febbraio 2025 ma “deciderò io se rimanere fino a novembre, dato che me l’hanno proposto. Io vorrei vedere almeno come si sviluppano i progetti messi in campo. Abbiamo lavorato tanto…”

Dopo il saluto, – altro applauso alla immancabile senatrice Liliana Segre, presente con la sua guardia del corpo -, si inizia. Per la prima volta in conferenza c’è una interprete con linguaggio dei segni, non molto necessario in verità, né qui né tanto meno sarebbe durante gli spettacoli musicali. Ma insomma, è sempre una attenzione di più verso il pubblico). Meyer, in perfetto italiano e con accenti affettuosi che coinvolgono gli astanti, annuncia che il bilancio del teatro è attivo. I soldi sono importanti, si sa. Anche i privati lo sanno e hanno sborsato, nell’anno, con bonifici e donazioni,44 milioni di euro, che non sono pochi.

Sul versante tecnico è stata studiata particolarmente l’acustica della sala, assai migliorata, e l’accesso al teatro per le persone con handicap (come si dirà? Con deambulazione diversamente perfetta??? È così complicato parlare oggi! Questo dico io). Meyer dice che è stata studiata una nuova formula di abbonamento, la quale premia le prenotazioni e dissuade il bagarinaggio.

Altre notizie e, finalmente, il cartellone! Un gioiello. 14 titoli di opere di cui 8 muove produzioni. Con grande coraggio (mai successo in 8 riprese dell’opera dal 1940 ad oggi) il 7 dicembre si inaugura conLa forza del destino”, titolo verdiano comparso alla Scala l’ultima volta nel 2001, stagione del centenario verdiano, portato dai complessi di San Pietroburgo. Qui Riccardo Chailly dirigerà un cast stellare: Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Ludovic Tézier, Vasilisa Berzhanskaya, Alexander Vinogradov. Regia di Leo Muscato, scene Federica Parolini, costumi Sylvia Aymonino. E facciamola finita con sta storia di scongiuri messi in atto da una certa tradizione iettatoria.

Per la fitta schiera delle opere restanti dovrò passare ai soli titoli con brevi indicazioni. L’anno nuovo 2005 inizia con Falstaff di Verdi diretto da Daniele Gatti. Protagonista Ambrogio Maestri. Segue una nuova produzione della wagneriana Die Walküre diretta da Christian Thielemann il quale dirigerà anche Siegfried. Sguono Evgeni Onegin di Čajkovskij, nuova produzione con regia di Mario Martone, scene Margherita Palli, costumi Ursula Patzak e cast di interpreti russi; poi una ripresa della storica Tosca con la applaudita regia di David Livermore (Chiara Isotton, Francesco Meli, Luca Salsi). Segue il ritorno di Norma di Bellini, diretta da Fabio Luisi: è una nuova produzione con regia di Oliver Py. Interpreti: Marina Rebeka, Freddie De Tommaso, Vasilisa Berzhanskaya, Michele Pertusi.

In questa prima parte della stagione, cioè fino ai mesi estivi, sono da segnalare altri 3 titoli non di repertorio, di grande interesse: L’Opera seria di Florian Leopold Gassmann, compositore maestro di Salieri. Il libretto è di Calzabigi e Metastasio. Qui ci sarebbe da fare un gran bel discorso. Bisognerà che ognuno si informi a dovere. Così come per la prima assoluta de Il Nome della Rosa di Francesco Filidei, il quale, all’opposto di Gassmann, è autore contemporaneo cui Umberto Eco commissionò l’opera alla Scala in coproduzione con l’Opéra di Parigi e il Carlo Felice di Genova. Da segnalare la regia di Damiano Michieletto e, nel cast, la presenza di un personaggio che è stato affidato alla voce della grande Daniela Barcellona. Terzo titolo è un dittico che Chailly, che lo dirigerà, ha dedicato a Kurt Weill.

In autunno, la stagione riprende con La Cenerentola di Rossini, portata in scena dagli Allievi solisti della Accademia di canto della Scala. Segue la storica produzione scaligera di Rigoletto con regia di Mario Martone. Direttore Marco Armiliato. Protagonista Amartuvshin Enkhbat – una volta sentito non lo si dimentica più-, Regula Muhlemann, Vittorio Grigolo. Ancora, La fille du Régiment di Donizetti diretta da Evelino Pidò, regia di Laurent Pelly, tenore Juan Diego Florez (quello dei 9 do impeccabili). Chiude a novembre Cosi fan tutte di Mozart, da segnalare per la nuova produzione diretta da Robert Carsen.

Finito? Neanche per sogno. Dominique Meyer, sovrintendente e anche direttore artistico come usa adesso, prosegue imperterrito, lasciando uno straccetto di spazio al direttore musicale Riccardo Chailly e al direttore del Ballo Manuel Legri, velocissimi a dire il vero. Lui, Meyer, ha il pubblico in mano e va avanti, suadente: aveva dimenticato i concerti!

Io citerò almeno l’arrivo delle sei Orchestre ospiti con relativi direttori i quali sono John Eliot Gardiner con gli English Baroque Soloist; Riccardo Muti con i Wiener Philarmoniker, Raphael Pichon con l’Ensemble Pygmalion; sir Antonio Pappano con la London Symphony, Kiril Petrenko con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Daniele Gatti con la Staatskapelle Dresden della quale è appena stato nominato direttore. Del tutto superfluo specificare i programmi.

Adesso, voi sapete che io sono una operista sfegatata ma francamente questi sei concerti mi pare che valgano tutta la stagione lirica! Ci sarebbe ancora da commentare la bella stagione dei Balletti ma il tempo stringe. Ne riparliamo la prossima vola.