Scalcagnata compagnia di guitti. Ma rimarrà in scena solo il Capocomico a fare Edipus. Indimenticabile opera di Testori

16.2.16 edipus fotoMILANO, martedì 16 febbraio – Leo Muscato, a distanza di vent’ anni dall’interpretazione di Sandro Lombardi, e a quasi quaranta dall’esordio con Franco Parenti, mette in scena al Teatro Filodrammatici “Edipus” di Giovanni Testori, con Eugenio Allegri, contemporaneo “comico dell’arte”, sperimentatore linguistico e raffinato interprete della scena italiana.
La Trilogia degli Scarrozzanti è probabilmente uno fra i più significativi ed emozionanti manifesti d’amore per il teatro che siano mai stati scritti. Giovanni Testori inventa una compagnia di guitti che bazzica teatri semivuoti e fatiscenti. Una compagnia di ultimi, di avanzi, di diversi, di reietti dai partiti, dalle chiese e da una società che non vuol saperne nulla della loro arte. Ma loro non demordono: sono convinti che “el teatro existe e rexisterà contra de tutti e de tutto, infino alla finis delle finis”. E per questo si ostinano a recitare le grandi opere del passato: le reinventano, le riscrivono; magari forse le massacrano. L’hanno già fatto con l’Amleto, con il Macbeth, e infine sono giunti a massacrare anche l’Edipo. Ma non è forse vero che il “Massacro” contiene anche un po’ di Sacro? Nel tentativo di avvicinarsi al popolo, questa compagnia di guitti s’inventa una lingua che il volgo può comprendere, un linguaggio tutto loro, miscuglio di dialetti, latinismi e ridicole volgarità; un linguaggio che si fa anche poesia struggente e disarmante. Nel tragicomico intento di fare Teatro Contemporaneo, danno alla loro Tebe una connotazione negativa e degenerata, qualcosa di molto simile alla società che li maltratta. Riducono il Mito a soli tre personaggi, facendone tre miserabili reietti, proprio come sono loro:
– Laio, che in Sofocle nemmeno appare, qui diventa un tiranno che giudica arbitrariamente, pratica torture e manda al patibolo ogni possibile destabilizzatore della civis;
– Edipus che non subisce il proprio destino, anzi se ne fa carico, e decide di punire i suoi genitori per averlo messo al mondo e averlo destinato all’infelicità;
– Iocasta che anziché reagire all’incesto togliendosi la vita, dopo l’incontro carnale con suo figlio scopre una felicità e una vitalità che non immaginava potesse esistere.
Ma la crisi è crisi, e di artisti non ce n’è bisogno. “L’attor vegio” interprete di Laio, lascia la poverissima ditta degli Scarrozzanti per andare a guadagnare qualche soldo in più facendo “el travestitico in d’una compagnia, de revistaroli e de cabarettisti!” E la prima attrice, molla tutto per andare a maritarsi “cont quel fabbrecante de mobili” che può garantirle una più tranquillizzante vita borghese. Ora, a recitare la tragica storia dell’Edipus, c’è rimasto solo il Capocomico, che nel tentativo estremo di resistere, decide di interpretare lui stesso tutti i personaggi…

“Edipus”, di Giovanni Testori, con Eugenio Allegri, regia Leo Muscato. Al Teatro Filodrammatici, Via Filodrammatici 1, Milano – Da martedì 23 a domenica 28 febbraio

www.teatrofilodrammatici.eu