“Sfumature 3”. Cambia il colore, ma è sempre il solito porno per casalinghe tra commedia sentimentale e un po’ di thriller

(di Marisa Marzelli) La saga cinematografica delle Cinquanta sfumature, dopo quelle di grigio e quelle di nero, si conclude ora con quelle di rosso.
I primi due film, usciti nel 2015 e 2017, hanno incassato circa 950 milioni di dollari, ma sono stati bistrattati dalla critica. Come del resto i libri della trilogia best-seller dell’autrice L. E. James, che in tutto il mondo ha venduto 150 milioni di copie. Ne hanno parlato male da Stephen King a Salman Rushdie, il quale ha detto: “Non ho mai letto niente di così brutto che sia stato pubblicato. In confronto Twilight è Guerra e pace”. La trilogia cartacea è diventata un caso.
Il primo film, Cinquanta sfumature di grigio, era diretto dalla regista inglese Sam Taylor-Johnson, ma l’autrice dei libri non ne fu soddisfatta.Così alla regia è stato chiamato l’americano James Foley (autore anche di alcuni episodi della serie tv House of Cards) e alla sceneggiatura Niall Leonard, autore televisivo nonché  marito della James. Foley ha girato contemporaneamente i due sequel. Anche se la fattura di Cinquanta sfumature di rosso si distanzia in parte da Cinquanta sfumature di nero perché, mentre nel precedente tutto ruotava attorno al sentimental-sessuale “ti amo, ti lascio, magari ci ripenso”, qui c’è più azione e fa capolino il thriller, tra rapimento con richiesta di riscatto e inseguimenti automobilistici.
Protagonisti della trilogia sono Anastasia Steele, detta Ana (l’attrice Dakota Johnson, figlia di Melanie Griffith e Don Johnson) e Christian Grey (l’attore e modello nordirlandese Jamie Dornan). Lui giovane milionario dal passato oscuro, esperto di giochi erotici sado-maso, lei dapprima ragazza acqua e sapone attratta dal fascino di lui, poi sempre più a suo agio, anche se con alti e bassi.
Cinquanta sfumature di rosso inizia quando i due sono già sposati (ma non manca un flashback dell’abito da sposa).Dopo la luna di miele, tornano al lavoro. Lui con affari non meglio precisati e lei responsabile della casa editrice che il marito le ha comperato. In quanto nuova padrona della lussuosissima casa, la fresca signora Grey è intimidita e incerta come la giovane eroina de Rebecca – La prima moglie (omaggio o plagio?). Intanto il tempo passa tra un rapporto sessuale e l’altro, con o senza manette. Ma Anastasia rimane incinta e Christian non è affatto contento della notizia.Ci vuole più di un’ora prima perché l’azione si movimenti davvero con l’irruzione dell’ex datore di lavoro della protagonista, tale Jack Hyde (nome che evoca pericoli), che rapisce la sorella di Christian chiedendo un riscatto. Risolto tutto ciò, finale tranquillo in famiglia.
Ma non è detto che sia finita qui, perché sono rimasti punti oscuri sul passato di Christian, adottato da ragazzino. L. E. James ha già pronto il romanzo Grey (riscrittura del primo capitolo della trilogia dal punto di vista di Mister Grey), che potrebbe diventare un film se anche Cinquanta sfumature di rosso avrà successo al box office.
Le debolezze del film ricalcano quelle dei precedenti episodi. Ricerca di estetismo patinato ma in bilico tra soft-porno (è stato definito Mommy porn, porno per casalinghe) e commedia sentimentale, ripetitività e lungaggini, inconsistenza dei personaggi. In particolare il protagonista maschile Jamie Dornan mostra un fisico prestante ma è privo di carisma.
Senza voler infierire su un prodotto che ha tutti i suoi limiti, legati all’audience popolare (soprattutto femminile) a cui si rivolge, lasciano perplessi i gusti del pubblico di riferimento di libri e film della trilogia.  Dovremmo dedurre che le donne apprezzano una storia d’amore e di sesso dove l’uomo (ricchissimo) è maniaco del controllo, dominatore, geloso, possessivo, ossessionato dal sado-maso. Mentre la donna condivide con entusiasmo, sebbene pensi (come quasi tutte le donne) di poter cambiare gli aspetti dell’amato che non le piacciono. Nonostante sia tratteggiata come volitiva e di sani principi, la protagonista sceglie “per amore” di assumere il ruolo della sottomessa, e non solo in camera da letto. Ce n’è di carne al fuoco per la sociologia. Mentre imperversa il dibattito a proposito della violenza sulle donne (anche senza pensare alla gravissima piaga del femminicidio), qui il personaggio maschile mostra i sintomi della violenza domestica. E poi, dove sono le intransigenti combattenti contro le molestie anche piccole? Non si sono alzate voci sdegnate contro i milioni di fatturato della trilogia delle Sfumature, su carta o schermo. Viene purtroppo il dubbio che la pur sacrosanta battaglia contro il machismo si attivi per singoli episodi concreti o per stupidaggini come il divieto di esporre nella metropolitana di Londra le locandine di una mostra viennese di Schiele, ma non ci si accorga o si resti indifferenti ad un immaginario come quello della James. Sono solo innocenti fantasie erotiche, si pensa. Ma sono fantasie di una forma mentis ancora ben radicata, che considera la donna preda e possesso consenziente di un uomo, possibilmente ricco, bello e giovane. Non importa se psicopatico.