Stabile di Torino Stagione ‘21/’22. Lunedì 4 ottobre al Teatro Carignano: “Casa di bambola” di Ibsen. Regia di Filippo Dini

TORINO, venerdì 1 ottobre – “Casa di bambola”, di Henrik Ibsen, un classico della drammaturgia di fine Ottocento rivisitato in chiave moderna da Filippo Dini, inaugura, in prima nazionale, la nuova stagione del Teatro Stabile di Torino lunedì 4 ottobre, alle 20.30, al Teatro Carignano.
Dopo il successo di “Così è (se vi pare)” e l’allestimento di “The Spank”, novità assoluta dello scrittore Hanif Kureishi, Dini – da quest’anno regista residente al TST fino al 2024 – si misura con il capolavoro ibseniano, firmando una rilettura inedita dello scontro di genere in casa Helmer che ribalta le regie tradizionali.
Spogliando la pièce dalle stratificazioni femministe attribuite nel secolo scorso al personaggio di Nora, l’artista genovese mette a fuoco il nucleo della vicenda, cogliendo nelle ipocrisie di un’esistenza coniugale solo apparentemente rispettabile quel dualismo cruciale fra uomo e donna, ancora oggi attualissimo e in gran parte tutto da risolvere.
Protagonista al fianco di Dini, impegnato anche come interprete principale nel ruolo del marito Torvald Helmer, è la Nora di Deniz Özdoğan, attrice di origini turche naturalizzata italiana, vincitrice di numerosi premi (fra cui il Golden Graal 2013 e l’Adelaide Ristori 2018) e nota per aver collaborato più volte con Valerio Binasco e la sua Popular Shakespeare Kompany.
Completano il cast Orietta Notari (Anne Marie, bambinaia e cameriera presso gli Helmer), Andrea Di Casa (Nils Krogstad, il procuratore legale), Eva Cambiale (la signora Linde) e Fulvio Pepe (il dottor Rank).
Coprodotto dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e dal Teatro Stabile di Bolzano, con il sostegno dalla Fondazione CRT, “Casa di bambola” si avvale delle scene di Laura Benzi, delle luci di Pasquale Mari, dei costumi di Sandra Cardini e delle musiche di Arturo Annecchino. Collaborazione coreografica Ambra Senatore. Aiuto regia Carlo Orlando.

Scritto nel 1879 durante un soggiorno ad Amalfi, Casa di bambola suscitò grande indignazione al suo debutto al Teatro Reale di Copenaghen. La figura di Nora, incompresa sposa-bambina disposta a lasciare marito e figli per conquistare la propria indipendenza, non riscosse molta comprensione presso il pubblico borghese dell’epoca, per il quale i vincoli del matrimonio erano sacri. Lo stesso Ibsen prese le distanze da quanti la applaudirono come un’antesignana dell’emancipazione femminile. In Italia Casa di bambola approdò proprio a Torino nel 1889 come prima rappresentazione ibseniana, quando Emilia Aliprandi la propose assieme al marito Vittorio Pieri al Teatro Gerbino, gloriosa sala ottocentesca demolita nel 1905. Due anni più tardi, fu Eleonora Duse ad attirare le attenzioni sul genio norvegese, suscitando le perplessità del pubblico e gli imbarazzi della critica con una versione milanese del dramma. Divenuto ben presto uno dei testi più frequentati del Novecento, “Casa di bambola” resta un’opera di sorprendente modernità, che continua a parlare attraverso i secoli rinnovando il tema della fedeltà alla vita quale assoluto morale, al di fuori del quale non esiste possibilità di salvezza.

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Lo spettacolo sarà replicato al Teatro Carignano per la Stagione in abbonamento fino al 31 ottobre e poi sarà rappresentato in tournée nei mesi di novembre e dicembre 2021 con il seguente calendario:
ANCONA, Teatro delle Muse, dal 4 al 7 novembre;
NAPOLI, Teatro Mercadante, dal 9 al 14 novembre;
BOLZANO, Teatro Comunale, dal 2 al 5 dicembre:
PISTOIA, Teatro Manzoni, dal 9 al 12 dicembre.