Stagione del Diego Fabbri di Forli. Trenta spettacoli classici, contemporanei, musical e danza. Le varie forme del comico

FORLÌ, mercoledì 15 maggio ► (di Andrea Bisicchia) Una Stagione teatrale non va soltanto preparata, ma va pensata, non certo per essere più bella di altre, ma per essere più legata al proprio pubblico, specie se questo pubblico, nella passata Stagione, ha superato i 2500 abbonati e le 23000 presenze.
Forti di questo risultato, Claudio Casadio e Ruggero Sintoni hanno presentato il Cartellone del Diego Fabbri di Forlì, con una proposta articolata su 30 eventi tra Spettacoli di prosa, suddivisi tra classici e contemporanei, tra Musical e Danza, con una Rassegna dedicata alle Famiglie, che ha un alto scopo didattico, perché gratuita, volendo coinvolgere genitori e figli perché possano accostarsi al teatro e conoscerne la funzione culturale.
Casadio e Sintoni credono in un teatro “necessario” che sappia rapportarsi col sistema dei grandi teatri, anzi, è proprio Ruggero Sintoni a ricordare che molte compagnie continuano a esistere, economicamente, grazie all’essere programmate nei teatri di Provincia, perché per contratto possono accedere a un “Assicurato” o a un Cachet che permettono loro di equilibrare i bilanci, dato che nei teatri delle grandi città vanno a percentuale, subendo spesso delle gravi perdite.
In tal modo, il Diego Fabbri svolge un vero e proprio servizio pubblico, assicurando alle Compagnie una stanzialità con ben tre Turni.
Le scelte fatte confermano un’idea che sappia coniugare il teatro d’Arte col teatro popolare, alternando generi e linguaggi diversi, incrementando in tal modo una formula vincente che vede la città sempre più coinvolta, come dimostrano gli assalti agli abbonamenti e gli “esauriti” per quasi tutti gli spettacoli.
La Stagione di Prosa inizia con la famosa commedia “I ragazzi irresistibili”, protagonisti Orsini e Branciaroli che hanno riempito nella scorsa stagione i teatri d’Italia, sempre applauditissimi. Seguirà “La strana coppia”, sempre di Neil Simon, di cui ricordo la versione con Monica Vitti e Rossella Falk, in questa occasione, interpretata da Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia, mentre è molta attesa “La coscienza di Zeno” di Svevo, con Alessandro Haber e la regia di Paolo Valerio. Se vogliamo, possiamo individuare una costante comicità sempre più diretta verso una forma di umorismo che induce alla riflessione, confermata dalla commedia successiva “Ti sposo ma non troppo”, di un autore italiano, Gabriele Pignotta, con Vanessa Incontrada e lo stesso Pignotta, che però vira la comicità verso una forma di leggerezza, con un “mood” romantico. Le variazioni a cui la comicità si sottopone sono ancora più evidenti nella Rassegna dedicata a questo genere, che vede impegnati attori che hanno scelto la via del comico e che vengono riconosciuti come tali, mi riferisco a Ale e Franz, a Fabio Canino, all’irresistibile Maria Pia Timo, un prodotto romagnolo doc, e a Paolo Cevoli. Per chi avesse il piacere di seguire gli spettacoli, a cui abbiamo fatto riferimento, con l’aggiunta di Teresa Mannino, scoprirà di trovarsi dinanzi a un vero e proprio “trattato” sul comico che può essere declinato nelle sue varie forme, quelle dell’ironia, della parodia, del tragicomico, dell’assurdo, della leggerezza mai superficiale.
Un posto particolare occupano gli spettacoli con musica, come “Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli”, con Simone Cristicchi , uno spettacolo che alterna prosa  poesia e canto. La grande musica però è presente con “Grease”, il Musical, con la regia di Saverio Martone e “Cabaret”, forse il più spettacolare, con Arturo Brachetti. Ricordo ancora un classico, per eccellenza, “Antonio e Cleopatra” di Shakespeare, con Anna Della Rosa e Valter Malosti, una messinscena maestosa, e uno moderno, “Gente di facili costumi “ di Nino Manfredi e Nino Marino, con Flavio Insinna e Giulia Fiume, con cui si passa il testimone al cartellone del Teatro Moderno che vede impegnati; Luca Bizzarri, Drusilla Foer, Luca Argentero; Daniele Russo; Ambra Angiolini.
Insomma, un teatro per tutti, tutti per un teatro.