(di Andrea Bisicchia) – Bisogna amare il teatro per amare il libro di Stella Casiraghi, “Strehler interpreta le donne. Volti e voci femminili del teatro di Giorgio Strehler”, edito da SKIRA, che non intende essere l’ennesima raccolta di saggi di storiografia teatrale, bensì un libro che pone, al centro della scena, tutte le donne con cui il grande regista ha lavorato e quelle che ha amato.
Stella Casiraghi ci racconta anche cinquant’anni (1947-1997) passati da lei negli Archivi del Piccolo, una volta, Luoghi di Carta, prima della digitalizzazione, quando le presentazioni, le interviste, le recensioni degli spettacoli venivano incollate in fogli di carta e ordinate cronologicamente, ma dove era possibile conservare altro materiale, tra il quale gli importanti epistolari di Strehler e Grassi.
Nel volume se ne possono leggere alcune indirizzate a Giulia Lazzarini e ad Andrea Jonasson; Stella, come parecchi di noi, è stata protagonista di quegli anni irripetibili che avevano fatto del Piccolo il teatro più avanguardista d’Europa, quando l’invenzione artistica di Strehler veniva coniugata con la cultura del lavoro, solida e pragmatica, di Grassi.
Il lettore, pertanto, si trova dinanzi a un Album della memoria, oltre che dinanzi a una Galleria fotografica di tutte le attrici che hanno studiato, lavorato col Maestro, che sono diventate grandi sulle tavole del palcoscenico di Via Rovello e, successivamente, in quelle del Teatro Studio e Teatro Strehler, dove si stavano concludendo le prove di “Così fan tutte” di Mozart.
Stella Casiraghi ci riporta alla drammaturgia degli anni Cinquanta-Sessanta per dirci che anche gli autori scrivessero per le donne, facendo loro conquistare un ruolo sociale, oltre che artistico, donne sulle quali si riversava la genialità del Maestro che le amava tutte perché riusciva a legarle artisticamente e culturalmente. E poi c’è il linguaggio della fotografia, inventato da Cimnaghi e dai fotografi che sono venuti dopo di lui, con quelle migliaia di scatti che sono un vero patrimonio e che ci riportano a un passato fatto di “gesta” memorabili, di creazioni infinite, di spettacoli indimenticabili.
Nel volume sono state raccolte le “voci” e le testimonianze di attrici, allora molto giovani, che, col passare del tempo, sono diventate protagoniste della nostra scena. Mancano le “voci” della Brignone, della Ferrati, della Zareschi, della Adani, della Zoppelli, della Cortese, della Albertini, di Milva, perché non ci sono più, però, si possono ammirare attraverso le immagini degli spettacoli raccolte nel volume.
Sonia Bergamasco ricorda due immagini guida, mentre era allieva: la lettura fatta da Strehler del Wilhelm Meister, per le sue capacità di dare vita a tutti i personaggi, ed ancora, per le sue prove luci con cui disegnava lo spazio e il paesaggio emotivo.
Laura Pasetti ricorda un momento particolare della sua entrata in scena, alquanto emozionata, nelle “Baruffe chiozzotte”, quando il Maestro la raggiunse e le disse “C’è una sola cosa che devi sapere: questo ruolo tu lo puoi fare, fartelo fare è un mio problema”.
Nicoletta Maragno sostiene che, oltre all’amore di Strehler per tutte le donne (purché porti la gonnella voi sapete quel che fa, diceva Leporello), insegnava loro l’eleganza e ne tirava fuori la forza e la delicatezza.
Ivana Monti, oltre a pubblicare alcune sue note, prese durante le prove di “Re Lear”, aggiunge che “in quel teatro, giravano degli spiriti magici che venivano dalla guerra, ma che hanno inventato la vita, dopo la morte”.
Ottavia Piccolo ricorda il modo di lavorare del Maestro, la sua capacità di coinvolgerti e di farti sentire importante, utilizzando un modo diverso per ciascuna attrice.
Monica Guerritore, per ricordarlo, gli dedica una lettera, mentre Mariangela Melato ricorda, non solo il rispetto per le sue attrici, anche quando le rimproverava, ma anche il rispetto per il pubblico.
Laura Marinoni definisce Strehler “Homo eroticus”, ovvero “un raro esemplare alchemico di magnetismo virile, estroversione e fascino”, insomma sapeva entrare nelle viscere delle sue attrici.
Bellissimi i Manifesti che si possono ammirare, di alcuni noti spettacoli, fondamentali gli Apparati, realizzati sempre da Stella Casiraghi.
Stella Casiraghi, “Strehler interpreta le donne. Volti e voci femminili del teatro di Giorgio Strehler”, SKIRA 2022 – pp. 130, euro 39








