Teatro scandinavo. Non solo Ibsen e Strindberg. Autori, attori, registi: dal Risorgimento norvegese al Naturalismo

(di Andrea Bisicchia) Franco Perrelli è il più accreditato studioso, in Italia, di Ibsen e Strindberg, ai quali ha dedicato molteplici pubblicazioni, oltre che traduzioni. Sulla “Storia del teatro moderno e contemporaneo”, a cura di Roberto Alonge e G. Davico Bonino, edita da Einaudi, aveva scritto un saggio illuminante su “La grande stagione del teatro scandinavo” che, con parecchie varianti e rielaborazioni, viene riproposto in un libro, edito da Carocci, “IL TEATRO SCANDINAVO”, utile ai lettori interessati, ma anche ai registi e agli attori che hanno in mente di mettere in scena opere di Ibsen o di Strindberg, per meglio capire con chi e dove siano nati i loro drammi.
Entrambi gli autori sono ormai un patrimonio del teatro mondiale, in Italia vantano nomi di registi come Missiroli, Strehler, Castri, Lavia, Orsini.
Ma chi c’è stato prima di loro? In che modo si è sviluppata la loro drammaturgia? Quale è stata la situazione dei teatri norvegesi e svedesi, prima dei loro successi internazionali? Franco Perrelli, con metodologia storiografica, cerca di dare delle risposte a simili domande per giustificare la nascita del teatro moderno, al quale anche Lukàsc aveva dato un notevole contributo.
Egli ci introduce in un mondo poco conosciuto, ricostruisce la storia dei teatri, degli attori e persino dei primi registi che venivano chiamati “Istruttori”, accompagnandola con una attenta documentazione degli autori, dei loro testi, delle loro messinscene, dei rapporti col teatro inglese e, in particolare, con quello francese, per i suoi “generi” leggeri, dal Vaudeville alla Commedia sofisticata, tanto che ne modellavano la recitazione di cui rimasero affascinati parecchi attori scandinavi.
Inoltre, Perrelli è andato alla ricerca della nascita della regia, con i suoi Istruttori, a cominciare da Ludwig Holberg, un professore di metafisica, autore di una trentina di testi che, come Goldoni, creò la sua Riforma optando per un teatro che ponesse al centro della scena i “Caratteri” e che, per questo motivo, fu riconosciuto come il fondatore del teatro scandinavo.
Perrelli ci racconta anche come nacquero i Teatri di Stato, le Compagnie di giro, ci fa i ritratti dei “grandi” attori e delle grandi attrici del tempo, ci introduce a quello che definisce “Il Risorgimento norvegese” con Bjorson che diresse, in una situazione di gravi difficoltà economiche e di scissioni continue, accompagnate da polemiche illustri, il Christiania Teater, cercando di imporsi come un vero e proprio “costruttore”.
Fu anche autore di commedie di successo, come “Sposini” e “Un bel matrimonio”, creatore delle figure femminili che anticiperanno quelle di Ibsen, in particolare Nora, di “Casa di bambola”. Bisognerà attendere il 1848, l’anno delle rivoluzioni politiche e sociali, per meglio capire la rivoluzione che coinvolge i teatri nazionali e quelli privati scandinavi, oltre che i loro testi, le loro tematiche, la recitazione, il repertorio.
Il vero rinnovamento, però, avviene verso il 1970, quando i drammi di Ibsen cominceranno a girare, non soltanto in Scandinavia, ma anche in altre capitali europee. Sono gli anni durante i quali si afferma il Naturalismo, oltre che una prima idea di regia che porterà alla nascita del primo trattato scritto da Oscar Josephson, “L’arte della regia e della messinscena”, datato 1892 che ricorda quello di Louis Becq De Fouquières, “L’Arte della messinscena”, pubblicato a Parigi nel 1884, curato, per Dino Audino Editore, dallo stesso Perrelli, nel 2023.
Spetterà ad August Strindberg, che aveva studiato a Parigi, portare avanti l’idea di regia verso un Naturalismo che tenesse conto anche delle tensioni simboliste che provenivano dalla Germania, le stesse che affascineranno Strindberg, il quale tentò la via della regia quando, tra immense difficoltà, diede vita all’INTIMA TEATERN a Stoccolma, con Harriet Bosse, musa difficile da gestire, come, del resto, tutte le altre sue mogli.
Bisognerà partire da questa storia per capire meglio autori a noi contemporanei, come Lars Noren e Jean Fosse.

“IL TEATRO SCANDINAVO”, di Franco Perrelli – Carocci Editore 2024, pp. 132, € 13