Un cast stellare nella saga della famiglia Gucci, diretta da Ridley Scott. Romanzata? Gli sconcertati eredi contestano

(di Emanuela Dini) Quello che si dice un filmone. “House of Gucci”, regia di Ridley Scott e un cast da superstar – Lady Gaga (nella foto), Adam Driver, Jeremy Irons, Al Pacino, Jared Leto, Salma Hayek – è la saga della famiglia Gucci, raccontata in maniera romanzata e prontamente contestata dagli eredi Gucci che si sono detti “sconcertati e infastiditi” di come Ridley Scott abbia descritto i loro avi “teppisti, ignoranti e insensibili al mondo che li circonda, attribuendo ai protagonisti e agli eventi un tono e un atteggiamento che non sono mai appartenuti a loro”.
Basato sul romanzo di Sara Gay Forden “House of Gucci, una storia vera di moda, avidità, crimine”, il film  ripercorre la storia della famiglia, il matrimonio e poi divorzio tra Maurizio Gucci e Patrizia Reggiani, ragazza dalle molte ambizioni e pochi scrupoli e mandante dell’omicidio dell’ex marito, le lotte intestine in famiglia per il controllo del pacchetto azionario con corollario di colpi bassi, sgambetti e vendette e tutto il variopinto mondo dei ricchi e potenti tra la Milano da bere, St. Moritz e New York degli anni ’80 e ’90.
Un filmone, sorretto da una recitazione strepitosa – e come poteva essere altrimenti, visto il cast stellare? – una ricostruzione degli ambienti accurata e suggestiva, con riconoscibilissimi scorci milanesi come l’Università Statale, villa Necchi Campiglio, corso Venezia e una sceneggiatura succosa che non risparmia caratterizzazioni potenti da drammone: padri contro figli, lotte intestine in famiglia, seduzioni e gelosie, sortilegi e magia nera.
Grande eleganza degli ambienti, case da favola, abiti da sogno, le creazioni di Gucci in vetrina (la produzione ringrazia la fattiva collaborazione della maison, nell’accedere al museo e mettere a disposizione i pezzi iconici), le scene in montagna con sci e abbigliamento sportivo autenticamente vintage, le auto d’epoca scelte con cura, compresa una Lamborghini Countach.
Insomma, un affresco che presenta un Maurizio Gucci ammaliato dall’arrampicatrice sociale, lo zio Aldo maneggione e faccendiere, suo figlio Paolo dal talento incompreso, sornione e disperato – e la fantastica interpretazione di Jared Leto vale una menzione speciale – una Patrizia Reggiani (Lady Gaga) bellissima, seducente e dolente. Bravissima.
Due ore e 40 che scorrono veloci, qualche curiosa inesattezza per un film che vuole raccontare una storia vera, come citare solo la figlia Alessandra (nata nel 1977) della coppia Reggiani-Gucci, quando c’era anche Allegra (nata nel 1981), o fare arrivare Maurizio Gucci in bicicletta sul portone dove viene ucciso, quando in realtà ci andava a piedi. Peccati veniali per una storia extra large dall’inconfondibile stampo americano, luccicante e corposa come i maxi pacchi regalo dalle carte colorate, fiocchi e nastri esagerati da mettere sotto l’albero di Natale.

“HOUSE OF GUCCI”, regia di Ridley Scott. Con Lady Gaga (Patrizia Reggiani), Adam Driver (Maurizio Gucci), Jared Leto (Paolo Gucci), Jeremy Irons (Rodolfo Gucci), Al Pacino (Aldo Gucci), Salma Hayek (Pina Auriemma). Durata 160 minuti.