Una famosa pochade di trent’ anni fa. Risate a non finire. Citazione di merito per gli attori. In ricordo di Pietro Garinei

MILANO, giovedì 31 marzo (di Emanuela Dini) Si va sul sicuro, a riproporre “Se devi dire una bugia dilla grossa”, i due atti di Ray Cooney, novantenne commediografo britannico, portati in scena in Italia da Pietro Garinei oltre 30 anni fa, nel 1986 con protagonisti Johnny Dorelli, Paola Quattrini, Gloria Guida e riproposta più volte, sempre con grande successo.
Una commedia frizzante, una pochade con al centro l’uomo politico sposato che vuole vivere una scappatella con una collega dell’opposizione e incarica il portaborse di fiducia di organizzare il tutto.
Ed è tutto un incrociarsi di battute, gag, intrecci, scambi di persona e un gran gioco di porte che sbattono, si aprono e si chiudono, nel più perfetto stile Feydeau.
Dopo oltre 20 anni dall’ultima edizione (nel 2000), la Ginevra Media Production ha deciso di riproporla per omaggiare i 100 anni di nascita di Pietro Garinei, nato il 1° febbraio 1919 a Trieste, e il nuovo allestimento ricalca la scena girevole originale, firmata ai tempi da Garinei & Giovannini, che alterna di volta in volta la hall dell’albergo e le camere, con un numero impressionante di porte, corridoi, ascensori, sgabuzzini e un continuo via vai dei personaggi.
Il testo risente irrimediabilmente dell’età, e i tentativi di attualizzarlo con citazioni di Berlusconi, Di Maio e i 5 Stelle, fanno più male che bene e, per fortuna, si limitano solo alle prime scene; le gag da pochade sono abbastanza scontate ma suscitano comunque risate in platea; l’intreccio, tra mariti, mogli, amanti diventa talmente complicato che quasi si fa fatica a starci dietro e infatti la commedia non si risolve ma si chiude con l’escamotage del teatro nel teatro, invocando il buio in scena.
Oltre due ore di spettacolo, con intervallo di 15 minuti, in cui spicca la bravura degli interpreti, da Antonio Catania (il politico De Mitri) a Gianluca Ramazzotti (il portaborse) a Paola Barale (l’amante), a una straordinaria Paola Quattrini, la moglie del politico. E peccato che non stia bene svelare l’età delle signore, perché la Quattrini interpreta il suo personaggio con una disinvoltura, verve, eleganza e una strepitosa ironia da staccare di parecchie lunghezze tante brave attrici brillanti che hanno meno della metà dei suoi anni.
Uno spettacolo spumeggiante, ma anche faticoso, proprio dal punto di vista fisico, per gli interpreti, che sono sempre in scena a ritmi serrati e si esibiscono in gag, balletti, virtuosismi atletici e acrobazie circensi da strappare applausi a scena aperta.
Sala affollata, tante risate, applausi calorosi e meritatissimi.

“Se devi dire una bugia dilla grossa”, due atti di Ray Cooney, versione italiana Iaia Fiastri. Regia originale Pietro Garinei, nuova messa in scena di Luigi Russo. Con Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Paola Quattrini, Paola Barale e con Nini Salerno, Cristina Fondi, Marco Cavallaro, Sebastiano Colla, Sara Adami, Ilaria Canalini. Fino al 10 aprile al Teatro Manzoni di Milano, via Manzoni 42.